Bergamo anno zero

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto dal libro Bergamo Anno Zero, scritto da Tiziano Rugi e in libreria per Round Robin.

di Tiziano Rugi

L’argine dei pronto soccorso

I pronto soccorso degli ospedali lombardi sono i primi a essere colpiti dall’onda d’urto. Se chiedi a Paolo Terragnoli, direttore del Dipartimento di emergenza e urgenza del Poliambulanza di Brescia, di descrivere i giorni iniziali dell’emergenza Covid, lui fa il paragone con l’alluvione di Firenze del 1966.

«Inizialmente gli abitanti del capoluogo toscano vedevano l’Arno ingrossare e nessuno si preoccupava, si pensava che qualche sacchetto di sabbia messo lungo gli argini del fiume sarebbe bastato. E lo stesso abbiamo fatto noi l’ultima settimana di febbraio, quando il livello dell’acqua cresceva costantemente.

“Numeri uno” di Gabriele Sabatini: un estratto

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Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un estratto da Numeri uno – Vent’anni di collane in otto libri di Gabriele Sabatini, uscito per minimum fax: nel libro viene raccontata la nascita di otto libri centrali nel canone italiano del Novecento. Di seguito una parte del capitolo dedicato a Menzogna e sortilegio di Elsa Morante.

Riempire quaranta quaderni. Elsa Morante, Menzogna e sortilegio

Una mattina di settembre del 1943, dopo la firma dell’armistizio, Alberto Moravia incontra a piazza di Spagna un giornalista ungherese che lo mette in guardia: ne è sicuro, il suo nome è fra quelli segnalati ai tedeschi come ebreo e antifascista; se non lascia Roma, lo arresteranno di certo.

L’ultimo discorso alla società proustiana di Barcellona: intervista a Mathias Énard

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Pubblichiamo un’intervista uscita sul Messaggero, che ringraziamo.

Lo scrittore francese, orientalista, Mathias Énard è innanzitutto un grande viaggiatore, che ha esplorato mondi concepiti erroneamente come separati dall’Occidente. Nato nel 1972, dopo aver studiato lingue orientali all’Inalco di Parigi e storia dell’arte all’École du Louvre, ha vissuto in Iran, Egitto, Libano, Tunisia e Siria. Risiede a Barcellona da quindici anni, dove è professore di arabo del quale è anche traduttore dopo un decennio di studi in Medio Oriente.

Le tasche piene di parole: “Gita al fiume” di Olivia Laing

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«La donna segnata, l’amore perduto» sono due elementi fondamentali del primo libro di Olivia Laing. La donna che, nel tentativo di superare la fine di una relazione, intraprende un viaggio per recuperarsi e riconnettersi al suo io più profondo attraverso il contatto con la natura e la morbosa contemplazione che ne scaturisce. Ma ridurre a questo Gita al fiume (pubblicato da poco dal Saggiatore con la traduzione di Francesca Mastruzzo e Giulia Poerio) sarebbe limitante, perché il pretesto amoroso non totalizza né inquina la scrittura: se mai, contribuisce a generarla. E così anche la donna – spezzata e abbandonata – è sì il motore dell’opera, ma al contempo soltanto uno dei molteplici elementi che la compongono: una ricchissima indagine sul paesaggio in forma narrativa, un saggio botanico, storico e antropologico, un memoir e uno studio sulla scrittura.

“Pechino pieghevole”: intervista alla scrittrice sci-fi Hao Jingfang

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Pubblichiamo un’intervista uscita sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

Hao Jingfang è la scrittrice cinese di fantascienza che ha vinto il premio Hugo (per i racconti) con Pechino Pieghevole, pubblicato in Italia da Add Editore. Nei suoi libri indaga le metropoli cinesi, gli spazi e il tempo, concepiti come dispositivi di diseguaglianza che si possono osservare nella Cina contemporanea e non solo. Con lei abbiamo parlato del suo libro, delle metropoli cinesi e delle sue future pubblicazioni.

“L’università sconosciuta”: lo smarrimento nelle poesie di Roberto Bolaño

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“Di sedie, di tramonti extra, di pistole che accarezzano i nostri migliori amici è fatta la morte”. Quando cominciamo a leggere le poesie di Roberto Bolaño dobbiamo essere disposti a fare due cose, a smarrirci come i suoi detective e a dimenticare tutto ciò che conosciamo, perché il primo a dimenticare è proprio chi ha […]

Scandalo Wilde

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Come uomo corrotto sono un totale disastro. Oscar Wilde di Edoardo Pisani È il ventotto febbraio 1895. Oscar Wilde raggiunge l’Albemarle Club, poco distante da casa sua, dove gli viene consegnato un biglietto lasciato dieci giorni prima dal marchese di Queensberry, che già aveva tentato di rovinare la prima de L’importanza di essere onesto, presentandosi […]

La deriva perpetua del dolore. “Redenzione” di Chiara Marchelli

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Li chiamava “levigati proiettili” di esperienza vissuta, Vladimir Nabokov, immaginando quegli aspetti privati del narratore come perfettamente incastonati nel romanzo e per questo “del tutto al sicuro in mezzo a esistenze spurie”. Sul ruolo dei reperti personali nella narrativa d’invenzione la sintesi più efficace è quella con cui Régis Jauffret apre il suo nuovo romanzo incentrato sulla figura del padre: “La realtà giustifica la finzione”.

Leggere da tale angolazione un’opera come Redenzione di Chiara Marchelli, NNE, permette di collocarla come l’esito finale di un percorso narrativo composito, che già ne Le notti blu (Giulio Perrone editore, 2017) rivelava la volontà di immortalare la trasfigurazione generata dalla paura, culminata, attraverso altri temi e simboli, ne La memoria della cenere (NNE, 2019) con la necessità di rivendicare una trasformazione per reagire alla vita dopo un trauma. Un ritorno impossibile, perché annodato inesorabilmente alla coscienza di una disperazione oscura.

Assalto a un tempo devastato e vile – Versione 4.0

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Pubblichiamo un estratto dalla versione 4.0 di Assalto a un tempo devastato e vile di Giuseppe Genna, uscito per minimum fax in una nuova edizione ampliata: ringraziamo editore e autore.

di Giuseppe Genna

I Bambini Idioti

La reality imperava, stereoscopica un po’ dovunque. Un acquerello digitato male, con i livelli e i pennelli un poco a spruzzo delicatamente adagiati dentro lo screen, le dita veloci dei bambini nativi, digitali, immani bambini idioti con la bolla di saliva all’angolo della boccuccia enorme, pelati per le chemio nell’atmosfera metropolitanizzata di questo secolo Ventunesimo che adesso si atmosferizza davvero, si radica nell’aria vaporizzandosi un po’ qua e un po’ là, sanificando tutto, santificando niente: i Bambini Santi, torniti nelle loro carni occidentali tremuli, belli e integrati nelle classi con le maestre che insegnano con la lim e con il Metodo Bortolato, tutti Bimbi Teletubbies che ripetono la sillaba giusta con una lentezza letargica e il cretinismo delle valli più oscure e profonde ricondotto alle pianure gentrificate: Bimbi da Capannoni Industriali, da Centri Commerciali monotematici, da Toys’R’Us prima del fallimento, da Città del Sole con quei giocattoli di legno stolido finto antico, smaltati nelle vernici i trenini fatti di legno e di magneti tra vagone e vagone sulle rotaie pittate della marca di negozio per bambino che fidelizza il bambino.

“Il re, il cuoco e il buffone” di Daniel Kehlmann: un estratto

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Il premio Lattes Grinzani, giunto alla X edizione, è stato assegnato ieri alla scrittrice Elif Şafak. Pubblichiamo, ringraziando editore e autore, un testo del finalista Daniel Kehlmann tratto dal libro Il re, il cuoco e il buffone, uscito per Feltrinelli nella traduzione di Monica Pesetti.

di Daniel Kehlmann

Lo scrittore Klaus-Werner Wencken-Heinrichs (K. W.), a casa davanti al suo iPad.

 K.W.

Grazie. Grazie, sto bene. La ringrazio molto. Della proposta. In breve, le sono grato ecco. È un periodo di raccoglimento, riflessione, introspezione. Un periodo di concentrazione. Molto era sbagliato, lo sapevamo tutti, ma eravamo prigionieri. E ora, all’improvviso, la natura reclama i propri diritti, ci ricorda che non siamo mai stati così liberi come pensavamo e ci rendiamo conto di cosa sia realmente importante e cosa no.