Sulla disobbedienza. “Il silenzio dell’acciuga” di Lorena Spampinato

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Sono cuciture sottili tra uno strappo e l’altro a tenere legati Tresa e Gero, gemelli dizigoti nati nella metà degli anni Cinquanta a Catania. Orfani di madre e abbandonati ben presto dal padre dovranno fare i conti con la dolorosa eredità della propria storia famigliare, il “residuo colloso” di un passato lontano ma capace di manifestarsi su gesti, parole e su “lineamenti ancora più simili, ancora così saldamente intrecciati tra loro”.

Con Il silenzio dell’acciuga (Nutrimenti) Lorena Spampinato consegna la narrazione della dolorosa urgenza di affermazione di una bambina seguita sino alla prima adolescenza. Un percorso identitario suggellato dallo sradicamento dalla propria educazione osservato retrospettivamente da chi cresce sotto il peso di un modello improntato sul rigore e sulla morigeratezza, secondo cui “essere femmina era una condanna a sembianze e modi di essere da cui era meglio stare alla larga”.

Quattro letture

– William Somerset Maugham, Il mago (traduzione di Paola Faini, Adelphi edizioni) L’inglese William Somerset Maugham è stato un grandissimo scrittore, anche se spesso non gode della considerazione che meriterebbe. Questa condizione è probabile sia dettata dalla materia della sua abbondante produzione, molto spesso debitrice della sua esistenza o di altri grandi personaggi (è il […]

Non superare le dosi consigliate: intervista a Costanza Rizzacasa D’Orsogna

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Libertà, che ringraziamo.

Non vi fate ingannare dal titolo conciliante né dai colori pastello della copertina, “Non superare le dosi consigliate” di Costanza Rizzacasa D’Orsogna è un libro duro, durissimo, che punta dritto alle peggiori umiliazioni della vostra vita, a quelle cose che ricordi a notte tarda e che scacci come mosche fastidiose, e le riesuma una per una. Non si perdona niente Matilde, la sua protagonista, ma non perdona niente neanche a te che leggi.

Questo è un romanzo che contiene tanti temi fondanti, universali, e di cui si è parlato tantissimo per il body shaming, come mai?

C’è stato un grande caso mediatico sul libro legato a due episodi, il primo per un pezzo autobiografico che avevo scritto e che è diventato virale, il secondo quando il deputato Filippo Sensi, al quale sarò sempre grata, ne ha parlato a Montecitorio: qui è diventato un “caso politico” ed è arrivato a due edizioni in una settimana.

Come sono diventato scrittore: “Breve storia del mio silenzio” di Giuseppe Lupo

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Giunto finalista all’ultima edizione del Premio Strega con “Breve storia del mio silenzio” (Marsilio), Giuseppe Lupo dopo aver sviscerato nei precedenti otto romanzi le storie degli altri, stavolta ha deciso di raccontare sé stesso, la sua famiglia, il passato, le parole imprigionate, senza dimenticare la terra d’origine, quella Basilicata arretrata ma molto meno di un […]

Una saga invisibile. “Nozze sul Delta” di Eudora Welty

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Amante di Anton Čechov, Virginia Woolf e William Faulkner, Eudora Welty è stata tra le più grandi e importanti narratrici del Novecento. Proprio con Faulkner, che era suo conterraneo (venivano entrambi del Mississippi, lui da New Albany e lei da Jacksonville), le capitò di andare a cena, salvo poi smarrire un suo biglietto scritto a matita, con cui lo scrittore – secondo un racconto che Welty avrebbe fatto nel ’72 a Linda Kuehl, che la intervistava per «The Paris Review»  – la incoraggiava a rivolgerglisi per qualunque consiglio, elogiandone il talento e probabilmente corteggiandone la bellezza non convenzionale.

“Gli anni invisibili”, le invenzioni di Rodrigo Hasbún

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«Il problema è che si può essere in un solo posto alla volta, ed è quest’appartamento il posto dove lui ora vuole essere».

Sono, quelli recenti, anni in cui la scrittura autobiografica è molto presente nei cataloghi delle case editrici, il memoir se la gioca ad armi pari con la narrativa tradizionale. Non vince, non perde, non pareggia, ciò che è interessante è sempre la qualità della scrittura. Se la lingua dello scrittore, la sua sintassi, la struttura del libro reggono, creando uno spazio dentro il quale il lettore possa stare bene, riesca a fantasticare, soffrire, lasciarsi stanare, non importa più a nessuno che la storia raccontata sia vera oppure no, sia inventata di sana pianta oppure no.

Questa non è una storia per donne: “La spia che amava”

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di Chiara Mogetti La prima spia di cui abbia mai sentito parlare è stata Mata Hari, danzatrice “esotica” olandese che lavorò al soldo (forse) di Germania e Francia durante la Prima guerra mondiale. Il suo travestimento consisteva nell’abilità di svestirsi ad arte, nei contesti giusti e davanti alle persone giuste, le quali finivano poi a […]

Roccaforti espugnabili. “Insegnami la tempesta”, il nuovo romanzo di Emanuela Canepa

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di Anna Toscano

Emma e Matilde sono le protagoniste di Insegnami la tempesta, l’ultimo romanzo di Emanuela Canepa uscito da poco per Einaudi: entrambe hanno fatto della soglia una roccaforte inespugnabile. Sono madre e figlia in una Roma di sottofondo man mano più straniante, in un appartamento dove le porte quando si chiudono sembra sia per sempre ma talvolta si aprono improvvisamente. Poi c’è Fausto, il marito di Emma, che non abita nessuna soglia, che non erige nessuna roccaforte, che sembra nemmeno prendere in considerazione le porte che vengono aperte e chiuse. C’è Irene, la migliore amica di Emma in gioventù, suora di clausura che apre le porte nonostante abbia deciso il proprio isolamento dalle persone.

Mani, lingue, tovaglie e tavolini, fra le righe de I conti con l’oste

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di Caterina Orsenigo Qualche settimana fa, mentre giravo in macchina per la Val Maira con due amici e venivo portata a mangiare ravioli di brasato e ad assaggiare finanziere, ho letto I conti con l’oste di Tommaso Melilli (Einaudi), dove si racconta di frattaglie e cucina di ricerca, di cuochi, brigate e trattorie – una […]

“La leggenda dei giocolieri di lacrime”: reale e fantastico nel romanzo di László Darvasi

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di Angelo Murtas

I magiari fecero la loro comparsa nella storia occidentale nel corso dell’Alto Medioevo. Furono tra i protagonisti dei feroci saccheggi che all’epoca misero in ginocchio l’Europa: i monasteri abbandonati nel Nord Italia e in Germania testimoniavano la paura che quelle popolazioni provenienti dalle steppe dell’Asia centrale generavano nelle loro continue scorrerie. Prediligevano i piccoli villaggi di campagna alle città e il loro nemico più grande era la terra sotto i piedi: una terra arida che rendeva complicati gli spostamenti con i carri colmi della merce saccheggiata e non dava da mangiare ai cavalli lungo la strada.

Qualche secolo dopo, “addomesticati”, come ce li ha consegnati la storiografia occidentale, si convertirono al cristianesimo e da nomadi diventarono sedentari.