«Se non abbiamo le parole per dire ciò che immaginiamo, non immaginiamo». Un’intervista a Francesca Chiappa

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di Elena Varani

Hacca è una casa editrice marchigiana fondata e diretta da Francesca Chiappa. Dal 2006 pubblica recuperi del Novecento e narrativa contemporanea, proponendo titoli eterogenei ma accomunati da un’attività di ricerca che valorizza da un lato la tradizione della letteratura industriale italiana, dall’altro opere – di autori esordienti e non – nelle quali gli immaginari narrativi sono tracciati riservando un’attenzione particolare al linguaggio, spesso innovativo se non sperimentale.

“L’amico fedele” di Singrid Nunez, una nuova via per la narrativa americana

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Robinson, l’inserto culturale di Repubblica, che ringraziamo (fonte immagine).

Una scrittrice scrive una lunga lettera al suo mentore, che si è appena suicidato. Gli racconta il funerale, com’è stato prendere in casa il suo cane. E ripercorre il passato comune, un’amicizia letteraria che è stata sensuale, possessiva, sincera.

Ma trama e argomento del libro non contano davvero. Conta la tessitura equilibrata ma densa dei dettagli, e ancora di più conta il fatto che L’amico fedele, il romanzo di Singrid Nunez vincitore del National Book Award, è lo stato dell’arte della narrativa americana. Questo romanzo breve è l’opera con cui possiamo riassumere cosa è successo da quando, diciamo dopo Libertà di Jonathan Franzen e il Cardellino di Donna Tartt, i lettori forti americani hanno iniziato a desiderare anche opere meno grandiose; intanto che si congeda la generazione di Roth e DeLillo, i lettori scoprono di aspettare con meno urgenza il nuovo Grande Romanzo Americano.

Un viaggio nella nuova poesia americana

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Nella bella e attenta introduzione a Nuova poesia americana Vol. 1 (Ed. Black Coffe 2019, a cura di Freeman e Abeni), tra le altre cose, John Freeman scrive che gli americani, i lettori di poesia e non solo quelli, non hanno più bisogno che gli venga spiegata cosa sia l’America, cosa accada sul piano dei diritti civili, nel mondo del lavoro e così via. Gli americani a questo punto la loro storia la conoscono, sanno ciò che avviene e se non lo sanno lo ignorano apposta.

Hanno letto i poeti del Novecento, dai più piccoli ai maggiori come Ashbery o Rich, ora hanno bisogno di sentirsi dire – e torno a Freeman – «con quanto impeto si può arrivare a desiderare un bacio», con quanta intensità si può arrivare a guadagnarlo, con quanta immaginazione si può arrivare a metterselo alle spalle, aggiungo. Il piano, perciò, si inclina e si sposta dallo storico all’intimo, dalla folla in piazza al corpo, al mistico, alla camera da letto, alla mancanza, all’amicizia, alla perdita, da un salotto a un funerale, agli abbracci e alla preghiere.

Un estratto da “L’esercizio” di Claudia Petrucci

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Pubblichiamo, ringraziando autrice ed editore, un estratto dal romanzo “L’esercizio” di Claudia Petrucci, uscito oggi per la Nave di Teseo. Capitolo Dieci L’esercizio Guardo Giorgia e penso abbia il dono della bellezza fuori posto, che la metti in ordine da una parte e si disfa dall’altra – i capelli, la postura, il vestito, tutto si […]

Persone normali di Sally Rooney, il grande romanzo (d’amore?) di una ventenne

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di Valentina Berengo

I grandi romanzi non sono mai romanzi di genere. Nessuno si sognerebbe di definire Cime tempestose o Anna Karenina romanzi d’amore, o non solo. Anche se, a volerne raccontare la trama, il sentimento che ne pervade le pagine, nelle sue più complesse declinazioni, è proprio quel moto irrazionale dell’animo che, forse, è la prima spinta propulsiva della vita. I grandi romanzi sono un universo racchiuso in una scatola senza fondo, e Persone normali (Einaudi 2019, traduzione di Maurizia Balmelli) di Sally Rooney, scrittrice irlandese classe 1991, trasmette al lettore esattamente questa sensazione: che sotto ci sia sempre qualcosa, che però sfugge, restituendo la complicazione delle relazioni umane.

Un estratto da “Béla Guttmann, la storia” di David Bolchover

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Pubblichiamo un estratto dal libro “Béla Guttmann, la storia” di David Bolchover, dal 30 gennaio in libreria per Milieu Edizioni, che ringraziamo. Béla Guttmann fece il suo debutto per i New York Giants nel settembre del 1926, in un clima nel complesso più favorevole che lo autorizzava a sentirsi ottimista. A ventisette anni era all’apice della […]

Un racconto sulla “Storia della colonna infame”: prima parte

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Pubblichiamo una serie in tre puntate, a cura di Virginia Fattori, sulla Storia della Colonna infame di Alessandro Manzoni.

di Virginia Fattori

La Storia della Colonna infame di Alessandro Manzoni viene pubblicata per la prima volta nel 1840. In questo testo l’autore milanese racconta le vicissitudini e le terribili torture che Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora subirono dagli inquisitori dopo essere stati indagati come untori.

L’evento che colpì i due poveri innocenti si inserisce in un generale aumento dei processi agli untori a seguito di nuove epidemie di peste, a tal proposito è legittimo chiedersi perché mai Manzoni abbia deciso di raccontare la vicenda specifica di questi due personaggi. Infatti nel caso in cui avesse scelto di ignorarla la trama narrativa dei Promessi Sposi (opera all’interno della quale si inserisce) non ne avrebbe minimamente risentito.

Da Truman Capote a Maggie Nelson, l’ascesa del true crime come genere

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Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

Appare sempre più evidente, per i lettori, spettatori e ascoltatori attenti a letteratura, cinema, serie tv e podcast americani, che il true crime sia diventato nel giro di pochi anni uno dei territori contemporanei più interessanti da esplorare. Podcast come Serial e serie tv come The Jinx, Making of a Murderer, o la più recente When They See Us diretta dalla regista americana Ava DuVernay, prodotta e distribuita da Netflix e dedicata alla storia dei cinque ragazzini di New York che negli anni ottanta vennero ingiustamente accusati e incriminati per l’aggressione e lo stupro di una donna a Central Park, ci hanno tenuto incollati agli auricolari degli smartphone e agli schermi di televisori e computer, affascinati più che dall’aspetto “crime” delle relative vicende, dalla possibilità che l’autorialità, l’audacia e la conquista di una forma che sia adeguata al contenuto guidi a una verità più autentica, profonda e giusta di quella cercata e trovata attraverso indagini della polizia e processi, o attraverso prodotti che inseguendo il mainstream perdono originalità e potenza.

I nemici di stanza. Un estratto da “Los Sorias” di Alberto Laiseca

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“Los sorias” è un romanzo di Alberto Laiseca. Si tratta di un’opera di culto in Argentina, definita da Ricardo Piglia “il miglior romanzo che sia stato scritto in Argentina dai tempi de ‘I sette pazzi’” – un’opera, tuttavia, poco conosciuta fuori dai confini nazionali, mai tradotta (la prima edizione argentina è del 1998). Qui vi […]

Andreas o I riuniti, la grande opera incompiuta di Hugo Von Hofmannsthal

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Hugo Von Hofmannsthal visse 55 anni (nato nel 1874 a Vienna e lì morto nel 1929 in circostanze tragiche, colpito da un’emorragia cerebrale mentre partecipava al funerale del figlio morto suicida due giorni prima): quasi metà del suo periodo di produttività come scrittore fu occupato da un singolo progetto, quello dell’Andreas, opera a cui dedicherà i suoi sforzi dal 1907 al 1927.

I momenti di felice ispirazione furono però pochi, tanto che il prezioso frutto del suo lavoro consta di non più di cento fogli, tanti sono quelli occupati dal testo compiuto. Ma tra le sue carte figuravano anche altre quattrocento pagine piene di appunti e frammenti che non trovarono una sistemazione definitiva, in quanto il lavoro dell’autore venne interrotto dalla sua morte.