A cosa servono gli amori infelici

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Confesso un’assenza ingiustificata. Nonostante da tempo mi giungessero segnalazioni intorno all’opera di Gilberto Severini, e da parte di lettori accorti e intelligenti, mancava completamente dalla mia libreria quest’autore la cui reputazione di schivo, raffinato, vagamente anacronistico, assegna alla nicchia degli scrittori per pochi: con il corredo di prestigio dovuto alla misura elitaria del suo pubblico ed il sospetto, anche, di una scrittura ardua, ostile, lontana. L’occasione è giunta infine, meglio tardi che mai, con il suo ultimo romanzo

Imparare da Las Vegas

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Se oggi un architetto proponesse di “imparare da Dubai” si solleverebbe un brusio, non sarebbe però uno scandalo. Nel 1972 invece, quando fu pubblicato il libro Learning from Las Vegas, il mondo degli architetti ne rimase sconvolto e la storia dell’architettura deviò il suo corso. Adesso che tutto ciò che c’era da apprendere da Las Vegas è patrimonio comune, viene proposto in Italia quel leggendario libro di Robert Venturi, Denise Scott Brown e Steven Izenour Imparare da Las Vegas, edito dalla casa editrice Quodlibet e curato da Manuel Orazi.

Alabama Song

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta Questa recensione è uscita su D-Repubblica. Tiziana Lo Porto È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles […]

Altri schiavi

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Oggi nel mondo ci sono più schiavi di quanti ve ne fossero prima della Guerra di Secessione, più che in qualsiasi altra epoca del passato. Ci sono schiavi del lavoro forzato. Ci sono schiavi del sesso, o meglio “schiave del sesso” perché nella quasi totalità sono donne, e sono le ultime tra gli ultimi. Vi sono schiavi per debito, e schiavi bambini. Sono milioni. Da questo assunto inquietante muoveva un paio di anni fa il corposo reportage di E. Benjamin Skinner, Schiavi contemporanei. Un viaggio nella barbarie, tradotto in italiano da Einaudi.

Neurolinguisti da sbarco

Questo articolo è uscito ieri per il Sole 24 Ore.

di Christian Raimo

Alle volte per capire lo spirito del tempo non vanno rincorsi dei segnali periferici, ma basta fermarsi un momento e ascoltare la nota dominante nella sua forma elementare. Insomma basta uscire di casa per accorgersi di come la maggior parte dei cartelloni stradali sei per tre sia colonizzata da pubblicità per l’apertura di nuovi “centri” per il poker e per le scommesse

L’invenzione della cultura eterosessuale

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Questo articolo è uscito su Repubblica.

di Giorgio Vasta

Ogni prospettiva sul mondo è cieca a se stessa. Dunque la cultura eterosessuale – sicuramente la macroprospettiva che più di ogni altra ha determinato e determina la nostra percezione del mondo – non si conosce. Esiste, agisce ma non si mette nelle condizioni di vedersi criticamente. Al contrario si dà forma e continuità pensandosi strutturale e fisiologica, “natura ‘naturale’”.

Le Encantadas

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Questa recensione è uscita sul Riformista. Le isole “più isole” di tutte sono quelle di cui non si può dare per certa l’esistenza. I primi esploratori spagnoli che arrivarono al largo delle Galapagos, per esempio, non erano sicuri di avere davanti isole, anche se complici di quell’ambiguità dovevano essere certamente i deboli strumenti ottici dell’epoca. […]

Palermo è l’elefante

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Questo articolo è apparso su Repubblica.

di Giorgio Vasta

La storia è nota. Un giorno il re ordina al ministro di riunire in una piazza tutti coloro i quali, nel regno, sono ciechi dalla nascita. Il ministro esegue, il re raggiunge la piazza, comanda che venga introdotto un elefante e invita i ciechi ad avvicinarsi e toccare l’animale.

Guardarsi allo specchio

Uno di sinistra, quando si alza con il piede giusto, apre la finestra e vede che c’è il sole, davanti a sé ha la bella Italia, tutto dispone alla felicità, ma poi, purtroppo, si ricorda che deve farsi la barba. Allora va davanti allo specchio, si guarda, ed ecco che a quel punto… si è rovinato la giornata!

Scrittori giovani o giovaniscrittori

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Questo pezzo è uscito su Repubblica.

di Antonella Lattanzi

È il gennaio 1980. Feltrinelli pubblica Altri libertini, del venticinquenne Pier Vittorio Tondelli. È una scossa nella letteratura italiana. Ad Altri libertini succede di tutto. Nasce da un «volumone» scritto in un anno, quattrocento cartelle inviate a Feltrinelli cui Pier Vittorio lavora insieme al redattore editoriale e critico letterario Aldo Tagliaferri, riducendole, strapazzandole e, infine, dimenticandole, «per far posto a quello che sarebbe diventato il mio libro d’esordio», dirà poi PVT…