Delfini di Banana Yoshimoto

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta Questa recensione disegnata è uscita su D di Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla.

Turismo postmoderno

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Questo articolo è uscito per il Riformista.

Com’è piccolo il mondo e com’è grande il desiderio di scoprirlo, inventando itinerari sorprendenti. Alcuni partono per vedere il garage di Menlo Park, in California, dove Larry Page e Sergey Brin fondarono Google. Altri se ne vanno cinque giorni nell’Outback australiano, in campi tendati, e imparano a annodare il lazo e a dirigere una mandria.

Il romanzo graffito

Esiste la scrittura ed esiste il graffito. Se la scrittura può essere considerata un’evoluzione del graffito, una sua formalizzazione articolata, l’iscrizione rupestre che è diventata adulta, il graffito è invece in sé scalfittura, lesione stilizzata, la scrittura prima della scrittura. Un’espressione che si colloca tra introversione ed esigenza di sfogo, un segno ininterrottamente in lotta con il limite della materia.

Raymond, enfant prodige

Questo testo accompagna l’edizione del Diavolo in corpo di Raymond Radiguet pubblicata da Marsilio nella collana “Biblioteca Novecento”.

“Avete scritto: un romanziere di diciassette anni. Ma fra tre mesi ne compite venti. Sarebbe allora forse più corretto dire: un romanzo scritto a diciassette anni, non ritenete?”
In questo modo Maurice Martin du Gard, uno dei più acuti testimoni della società letteraria francese tra le due guerre, si rivolgeva nella primavera del 1923 a Raymond Radiguet

The Pale King

Questo articolo è uscito sul Sole 24 Ore

Wallace e Franzen
Esce in questi giorni in Inghilterra e Stati Uniti The Pale King, il romanzo postumo di David Foster Wallace (1962-2008), proprio mentre in Italia infuria il dibattito su Libertà di Jonathan Franzen.
Wallace era un carissimo amico di Franzen: dopo la sua intempestiva scomparsa, Franzen si è sbloccato e ha potuto scrivere Libertà quasi d’un fiato.

Pigmeo

di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta Questa recensione disegnata è uscita su D di Repubblica. Cliccando sull’immagine è possibile ingrandirla Tiziana Lo Porto È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì […]

Vite che non sono la mia

tsunami

Questo articolo è uscito per Alias

Si apriva con una dichiarazione di resa quel libro deludente che Emmanuel Carrère diede alle stampe nel 2007. Si intitolava Un roman russe e sottoponeva il lettore ad una carrellata di cliché auto-bio-voyeuristici piuttosto indigesta. Scritto bene, come sempre, ma farcito con tutti gli ingredienti di una strabordante corrente letteraria francese che negli ultimi trent’anni ha riempito gli scaffali delle librerie di escandescenze sentimentali, spumeggianti performance erotiche, interi sgabuzzini di paccottiglia intimistica, minutaglia psico(pato)logica, trascurabili avventure dell’inconscio.

Quando la cronaca diventa letteratura

Il 10 giugno 1981 Alfredo Rampi precipita nel pozzo artesiano di Vermicino, partono i soccorsi ma all’alba del 13 giugno Alfredo Rampi muore. Il 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi viene picchiato a morte, a Ferrara, da quattro agenti di polizia.

Un maestro del depistaggio

Labirinto

Questo pezzo è uscito per Alias

«Per prima cosa l’occhio si poserebbe sulla moquette grigia di un lungo corridoio, alto e stretto. Le pareti sarebbero armadi di legno chiaro, dalle luccicanti guarnizioni di ottone. Tre stampe, raffiguranti l’una Thunderbird vincitore a Epsom, l’altra una battello a pale, il Ville-de-Montereau, la terza una locomotiva di Stephenson, guiderebbero verso un tendaggio di pelle, sorretto da grossi anelli di legno nero venato, che un gesto semplice basterebbe a far scorrere.

L’arte dell’inganno

traven

Pochi oggi ricordano B. Traven, ma tra gli anni quaranta e i sessanta fu una misteriosa celebrità. Considerato all’epoca uno dei massimi narratori americani, i suoi libri furono tradotti un po’ ovunque, uno di questi trasformato in successo cinematografico da John Houston. Praticamente nessuno tuttavia, neanche il grande regista, ebbe modo di conoscerlo. La sua identità divenne oggetto di infiniti gossip, inchieste sparse per il globo alla ricerca di una soluzione che, fino a oggi, è rimasta sconosciuta.