Non è vero che non si parla di libri e di letteratura: un giorno di fine luglio a caso, per esempio, sul Corriere della Sera

Sul Corriere della Sera del 27 luglio ci sono vari luoghi in cui si parla esplicitamente di libri: basta farci caso. E – a partire da questi indizi – farsi qualche domanda su che tipo di autorialità, di editoria, di critica letteraria si ricava da questo “discorso” sui libri.

Manifesti TQ – generazione trenta quaranta

Sono giorni, mesi, che i membri del gruppo TQ – i lavoratori della conoscenza della generazione dei trenta e quarant’anni – si confrontano e dibattono per definire e approvare i tre manifesti usciti oggi (qui). Noi vi invitiamo a leggerli e, se siete interessati a partecipare alle loro iniziative, a aderire al movimento. Christian Raimo ci presenta il gruppo e la loro attività in questo articolo uscito oggi per il manifesto.

Trascendenza capovolta

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Uno degli scopi della letteratura è quello di aiutarci a smontare gli stratificati meccanismi ideologici su cui si basa la conoscenza per rivelarci qualcosa di più autentico sulla nostra natura; e dunque metterci in discussione, scardinare certezze, provocare nei lettori uno spaesamento.

Giustizia ecologica e sociale

di Giuliano Battiston

Il reportage è un genere caduto in disuso: troppa fatica costruire un percorso coerente e solido, rinunciare all’effimero per un’unica, costante idea di fondo, macinare chilometri, accumulare materiali e interviste, per poi trasformare il tutto in una forma compiuta. Soprattutto, troppa fatica partire da domande vere, piuttosto che da pretesti per ribadire le proprie certezze.

Daniel Clowes parla di Wilson

er gentile concessione di Conversazione sul fumetto, vi proponiamo oggi una conversazione con Daniel Clowes riguardante il suo ultimo libro, Wilson, pubblicato in Italia da Coconino. L’intervista è apparsa sul Portland Mercury e la traduzione è di Andrea Pachetti.

Come sta andando la tua giornata?
Oh, tutto bene. Sono appena tornato dalla promozione di un libro durata una settimana, e oggi è uno di quei giorni tipo – uh oh! – ho 3600 mail a cui rispondere, tutte urgenti!

La poesia negli oggetti

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Pubblichiamo di seguito una recensione apparsa su Alias della raccolta che riunisce tutti i racconti pubblicati da Hanif Kureishi negli ultimi quindici anni. La traduzione del volume è a cura di Ivan Cotroneo e Andrea Silverstri.

Non stupisce più di tanto leggere nella postfazione/testimonianza che chiude Tutti i racconti di Hanif Kureishi, firmata da Ivan Cotroneo (traduttore di buona parte dei testi dello scrittore inglese), questa timida confessione: “i suoi racconti, i suoi romanzi, mi hanno coinvolto troppo, e in alcuni casi (Intimacy, Il mio orecchio sul suo cuore) hanno cambiato la mia vita in un senso troppo personale per parlarne qui.”

Se il nostro sguardo è sempre culturale

“Mi piace guardare”, dice Chance Giardiniere in Oltre il giardino, quasi consapevole della densità interna a un’azione talmente radicata in ognuno di noi da non riuscire più a essere percepita neppure come un’azione vera e propria bensì come una specie di intelaiatura originaria, l’endoscheletro sul quale si fonda il nostro stare al mondo.

Le alpi nel mare

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Non pare certo forzata (se non forse come risposta alla recente voga editoriale di pubblicare mini-libri formato cassa che costano poca fatica e ottengono buoni risultati – tra cui quello di trasformare un testo letterario in qualcosa a metà strada tra un magnete da frigorifero e una guida per le vostre prossime vacanze, ad esempio: ma pazienza) la scelta di Adelphi di estrapolare dall’ultimo libro postumo di W.G. Sebald solo i testi relativi alla Corsica e di raccoglierli sotto il titolo di uno di questi:

Decostruire L’inizio del buio – un tentativo di analisi della poetica veltroniana

di Christian Raimo

Poi, a un certo punto, magari giusto dopo una tornata elettorale che sconfessa qualsiasi sua velleità di ritorno cincinnatesco in campo, arriva il libro di Veltroni. E – come sempre – non è un libro che fa i conti con il (vogliamo essere buoni) semi-fallimento del suo progetto politico. Non è un memoir che racconta luci e ombre della sua esperienza da sindaco. Non è il libro di un politico che fa un bilancio insomma, ma è un libro che parla di altro.

In una stanza sconosciuta

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Questo articolo è uscito per Alias.

Quello del recensire libri sarebbe un mestiere piuttosto ingrato, abbastanza monotono e relativamente (diciamolo pure) compromesso: troppo spesso disturbato da moleste interferenze: amicizie, convenienze, esigenze redazionali. Sarebbe tale e tale resterebbe se nella quotidiana peregrinazione attraverso il prevedibile paesaggio delle “novità” non capitasse saltuariamente, raramente, d’imbattersi in qualche bene prezioso, in libri che valgono da soli la fatica di leggerne molti altri.