Stregati: “Almarina” di Valeria Parrella

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Proseguiamo con le interviste realizzate da Barbara Belzini per il quotidiano Libertà agli autori dei libri entrati in dozzina al Premio Strega di quest’anno: ringraziamo la rivista e l’autrice.

Il viaggio di Libertà alla scoperta dei libri dei 12 semifinalisti del Premio Strega, che stiamo conducendo grazie al prezioso supporto della libreria Fahrenheit 451 di Sonia Galli, prosegue con “Almarina” di Valeria Parrella: nel carcere minorile di Nisida Elisabetta, insegnante di matematica cinquantenne che ha perso da poco il marito, incontra Almarina, una ragazza romena di sedici anni con alle spalle una storia di violenza familiare. Parrella, come sempre, scrive così bene che mi fa sentire una fan svenevole, e sia.

Afghanistan Picture Show: la versione di William T. Vollmann

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

«Quando i sovietici invasero l’Afghanistan volli andare lì. Aveva tutta l’aria di essere un tesoro di incubi». Queste parole restituiscono in qualche misura l’essenza dell’uomo e dello scrittore americano William Vollmann. Nel 1982 aveva ventidue anni e da circa tre era cominciata la guerra russo – afghana. Lui scelse di raggiungere il fronte. A Peshawar prima di varcare il confine ed entrare nel paese dal Pakistan, un giovane afghano, figlio di un diplomatico, gli domandò: «Che cos’è la libertà? Cos’è allora la democrazia?». Da quel conflitto ne sono deflagrati molti e sono cambiati gli schieramenti, tuttavia la questione posta in quello scenario è irrisolta.

Aldo Moro e il memoriale: un’intervista a Miguel Gotor

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Realizzai quest’intervista per Il Mucchio ai tempi in cui Miguel Gotor aveva appena curato per Einaudi Il Memoriale della Repubblica, vale a dire gli scritti di Aldo Moro durante la prigionia: la ripropongo oggi, considerando l’oscurità che ancora avvolge diversi aspetti del sequestro toccati nella conversazione (LC).

Una dura battaglia è stata combattuta, nel corso degli anni, intorno alle decine di pagine del memoriale, giunte a noi in momenti diversi – dilazionate con cura, diciamo. Le forze in campo, che fossero in opposizione tra loro o talvolta unite da interessi convergenti, si sono rivelate da sempre attratte da quelle carte, come oscuri magneti umani preoccupati per quanto Moro aveva scritto. Nel suo lungo e documentato saggio, il Memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l’anatomia del potere italiano (Einaudi), Miguel Gotor traccia un discorso articolato, complesso, come è inevitabile per una tale ingarbugliata vicenda, un viaggio nel potere immune da oscillazioni dietrologiche – sempre bene precisarlo, trattandosi di una materia, quella del sequestro Moro, tuttora invasa da zone opache e nodi irrisolti.

L’affaire Moro: Sciascia sulle tracce del prigioniero

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di Virginia Fattori

Brigatista: «Allora lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell’onorevole Aldo Moro in via Catani che è la seconda traversa a destra di via delle Botteghe Oscure. Va bene?»
(dall’intercettazione telefonica registrata dalla polizia il 9 maggio 1978)

L’affaire Moro di Leonardo Sciascia esce nel settembre del 1978 per Sellerio (l’autore avrà con Elvira Sellerio un rapporto non solo lavorativo che lo porterà a grandi successi, ma anche di sincera amicizia). Nello stesso anno il 16 marzo le Brigate Rosse rapiscono l’Onorevole Aldo Moro in Via Fani, a Roma, un fatto che sconvolgerà l’Italia intera e che condurrà Leonardo Sciascia alla riscoperta di un personaggio tanto discusso.

La casa mangia le parole: una conversazione con Leonardo G. Luccone

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Da tempo il nome di Leonardo G. Luccone è ben presente nel mondo editoriale, per la sua attività di talent scout, editor, critico, traduttore, fondatore dell’agenzia letteraria Oblique. Dopo il saggio Questione di virgole – Punteggiare rapido e accorto (Laterza), di cui avevamo parlato in questa intervista, ecco il debutto al romanzo con La casa mangia le parole, uscito da qualche mese con Ponte alle Grazie. A guardarla in prospettiva, è come se con Questione di virgole Luccone abbia predisposto la cassetta per gli attrezzi, per poi cimentarsi con il romanzo. E da un lettore così sofisticato e attento non ci si poteva attendere altro se non un romanzo ambizioso e ben scritto, stratificato, con più livelli di senso al suo interno.

La storia ruota intorno a un nucleo familiare, quello dei De Stefano, tenuto insieme artificialmente: sotto le apparenze, la crosta di questa famiglia medio borghese va sfaldandosi.

Stati Uniti immaginari (ma non troppo): “Vanilla Ice Dream” di Roger Salloch

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di Teresa Capello

Blow up, il momento il cui un obiettivo mette a fuoco un dettaglio, avvicinandolo allo sguardo, come a volte si fa, sbattendo le palpebre. Al racconto “Las babas del diablo”, Michelangelo Antonioni si ispirò, nel 1966, per realizzare il film Blow up; Cortázar vi raccontavala vicenda di Roberto Michel – traduttore e fotografo, che indagava su un dettaglio, presente in una fotografia. Qualcosa di affine, in un contesto molto diverso, si ritrova nel romanzo Vanilla Ice Dream di Roger Salloch, edito nella collana tamizdat, di Miraggi, 2020.

Un elogio dell’assenza. “Ritmi di veglia” di Raffaella D’Elia

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Non è l’azione artistica del poeta a rendere stupefacente il quotidiano, ma è l’esistenza ad apparire ai suoi occhi come leggenda manifestandosi nelle sembianze di un sogno, sosteneva Sandro Penna quando ne Il caldo, il freddo delle sale d’aspetto (Stranezze, 1976), scriveva che “Il mondo mi pareva un chiaro sogno/ la vita d’ogni giorno una leggenda”.
Un sogno nitido che in mutate sembianze prende forma tra le pagine

di una delle più originali voci poetiche della contemporaneità, Raffaella D’Elia, che con Ritmi di veglia (exorma, 2019, prefazione di Emanuele Trevi) sceglie di non servirsi della realtà come antitesi per la costruzione dell’immaginario, ma di osservarla per rielaborarne i contorni a partire da una esperienza sensibile.

Il pianeta rosso: utopia marziana e dintorni

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Photo by Nicolas Lobos on Unsplash

Tutto ebbe inizio alla fine del XIX secolo, quando l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli scoprì la presunta esistenza su Marte di “canali” apparentemente scavati da forme di vita intelligenti, ovvero una serie di linee diagonali che sembravano intrecciarsi e tessere un reticolato regolare sulla superficie del pianeta.

Stregati: “Febbre” di Jonathan Bazzi

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Proponiamo da oggi le interviste realizzate da Barbara Belzini per il quotidiano Libertà agli autori dei libri entrati in dozzina al Premio Strega di quest’anno: ringraziamo la rivista e l’autrice.

Si fermano le persone, ma non la loro curiosità e voglia di scoprire qualcosa di nuovo: in attesa della proclamazione dei 5 finalisti il 9 giugno, Libertà propone un viaggio con i 12 semifinalisti del Premio Strega. Cominciamo con un’opera prima di cui si è parlato molto in rete, “Febbre” di Jonathan Bazzi, pubblicato da Fandango Libri: candidato da Teresa Ciabatti, il libro ha vinto il riconoscimento “Libro dell’anno di Fahrenheit-Radio Tre” e il “Premio Bagutta Opera Prima”.

Ritratti da un mondo antico: “Piccoli addii” di Giovanni Mariotti

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Tra le tante e variegate forme assunte dalla letteratura c’è ovviamente la più utilizzata, quella del romanzo, ma ce n’è anche una di tono minore, che si costruisce e si sostiene attraverso l’accostamento di piccoli bozzetti impressionistici, idilli, quadri minuti, talvolta dal sapore naturalistico (e in versi, come nel caso di alcune poesie del Pascoli di Myricae), altre volte invece incentrati su particolari d’ambiente, fissazioni o oggetti simboli di miseria e difficoltà.

Giovanni Mariotti, silenzioso scrittore di lungo corso, troppo poco citato quando si parla di grandi autori della letteratura italiana contemporanea, si è occupato di entrambi i versanti: ha scritto uno splendido romanzo di impianto, e in parte ambientazione, ottocentesca, Storia di Matilde (pubblicato prima da Anabasi e poi da Adelphi in due edizioni), e ha scritto per il Corriere della Sera una serie di piccoli quadri frammentari che, nel loro insieme, costruiscono un ritratto, ovviamente parziale, di una società in estinzione, piccoli tasselli di un mondo pian piano scomparso, il mondo provinciale della lucchesia e della Versilia.