Sull’editoria di poesia contemporanea: – #9: Collezione di poesia Einaudi

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Riprendiamo la serie di interviste curate da Francesca Sante sulla poesia contemporanea italiana. Qui tutti gli articoli precedenti.

Possiamo dire senza troppe remore che Einaudi è l’unico grande editore storico che continua a puntare, se non con spericolatezza almeno con cocciutaggine, sui libri di poesia. In «Collezione di Poesia» è evidente il lavoro di equilibri certosini con cui si inanellano nuove uscite e ripubblicazioni dirette verso un obiettivo duplice, di sostenibilità economica e arricchimento culturale. Chiaramente i suoi poeti non sono esordienti assoluti, ma capita che l’editore favorisca il loro ingresso generalmente alla terza o alla quarta pubblicazione, accanto a nomi importanti e apprezzati nel tempo. Agli autori italiani e alle riscoperte del passato vanno aggiunti i poeti stranieri.

Come una stanza distorta. La poesia di John Ashbery

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«Se vi può in qualche modo consolare, noi ammiriamo i primi libri di John Ashbery. / Se vi può in qualche modo consolare, non sentirete niente.»

Sono i due versi finali di una poesia magnifica di Ben Lerner (tratta da Le figure di Lichtenberg, Tlon, la poesia intera qui). Due versi che mi sono tornati in mente appena ho cominciato a leggere Autoritratto entro uno specchio convesso di John Ashbery (Bompiani, 2019, traduzione di Damiano Abeni). Il libro, un capolavoro, forse il più bello del poeta americano, di sicuro uno dei più significativi, uscì negli Usa nel 1975 e vinse tutto i premi che un poeta può vincere, con una singola pubblicazione, in America. Non è tra le primissime raccolte poetiche di Ashbery, perciò non so se, tra “i primi libri”, Lerner pensi anche a questo, ma avendo letto molto Lerner e conoscendo un pochino la poesia di Ashbery mi sento di azzardare che sì, anche questo libro è degno dell’ammirazione di quella poesia, del resto tutta quella raccolta di Lerner è permeata dall’influenza di Ashbery.

Le parole

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di Marco Mantello Quando le parole brillano come posate sopra i tavoli di un ristorante e sono sempre le due e un quarto e là fuori, invariabilmente, splende il sole se non è proprio un infarto sono comunque problemi di cuore La morale impersonata da una dieta universale da una porta spalancata osserva che al […]

13 marzo 2019

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di Samir Galal Mohamed Indurito, il corpo sociale si presenta una matassa impenetrabile, arrugginita da decenni di fondale. Arenaria, alghe, calcare. Un relitto che attende d’essere recuperato, perfino dal mozzo. Un funerale, a Ornans, dove il marrone è il colore della morte e la prospettiva si piega all’altezza della croce. Luiz e Guilherme, venticinque e […]

Matteo Pertini

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Sul finire degli anni ´90 a Roma avevo scritto una poesia sul tema dei Risvegli, insieme a altri componimenti più brevi a sfondo memorie universitarie di uno stanziale. Coi soliti vent´anni di ritardo, è poi arrivato Matteo Pertini.

L’amor circense di Antonio Veneziani

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di Ilaria Palomba L’editore Fusibilia pubblica un piccolo gioiello letterario in cui due spiriti tormentati s’incontrano raggiungendo un risultato dal forte impatto emotivo. Antonio Veneziani, poeta della scuola romana, ultimo dei beat, piacentino di nascita ma romano di adozione, che vanta tra le sue opere il celeberrimo Brown Sugar, recentemente ripubblicato da Hacca; e Agostino […]

Un dialogo fra Marco Mantello e Tommaso Giartosio su poesia, identità e potere

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Tommaso Giartosio ha pubblicato Come sarei felice. Storia con padre, Einaudi, 2019.
Partendo dal suo libro abbiamo discusso di poesia, identità, potere.

Padre e figliolo (ispirato alle tavole di Vater und Sohn, di E. O. Plauen)

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di Marco Mantello Questa è la storia di padre e figliolo e ovviamente finisce finisce che loro ‘cari amici arrivederci’ e volarono in cielo da padre e figliolo *** Casi disperati Padre e figliolo braccia tese, appollaiati su una bella staccionata se ne stavano a un metro dal suolo come due uccelli imbranati: – Divertente. […]

Come si scrive un diario. Prima lezione a pagamento.

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di Marco Mantello Le magliette dei miei compagni di scuola erano giallo-verdi come le linee d`erba e gli sciroppi per il mal di gola In genere dopo gli autogol perfetti prendevano in moglie una liceale nel quartiere sotto casa del genitori si incontravano sullo stesso piazzale scambiando corsi di inglese e polizze con gli orari […]

Sull’editoria di poesia contemporanea – #7: Dome Bulfaro

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Nuova intervista per la serie curata da Francesca Sante sulla poesia contemporanea in Italia. Qui le puntate precedenti. (fonte immagine).

Dome Bulfaro (1971) è una figura abbastanza eclettica nel panorama poetico italiano, tra i più attivi nel campo della poesia performativa. Lavora come editore (MilleGru) pubblicando libri di poesia, e come scrittore di pièce teatrali, che si occupa poi di realizzare facendo sconfinare la figura del poeta in quella di attore e quindi performer.

Su invito dell’Istituto Italiano di Cultura ha rappresentato la poesia italiana in Scozia, Australia e Brasile, rispettivamente nelle manifestazioni “5PX2 – Five Italian Poets and Five Scottish Poets” (IIC di Edimburgo, 2009), “L’Italia e i territori, l’Italia del futuro – Italy and territories, Italy of the future” (IIC di Melbourne, 2012), “FLUPP – Festa Literária Internacional das Periferias” (IIC di Rio De Janeiro, 2014).