Non-fiction in versi: su “A parte il lato umano” di Antonio Turolo

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Quella della narrativa non-fiction è ormai una categoria abusata (in troppi hanno cercato di ripetere il successo di Gomorra di Saviano, con esiti quasi sempre deludenti); molto più rara e originale è invece un tipo di poesia che rielabori letterariamente fatti di cronaca senza scadere nel linguaggio scialbo del giornalismo narrativo. Ma a quale tipo di cronaca attingere? Un’ottima intuizione l’ha avuta Maria Grazia Calandrone, che ha pubblicato la scorsa estate la plaquette Gli scomparsi: storie da “Chi l’ha visto” (Lieto Colle): da decenni la famosa trasmissione di Rai Tre, pur con inevitabili alti e bassi, ha saputo portare alla nostra attenzione piccole e grandi storie, che hanno alimentato il nostro immaginario come una segreta epica letteraria, e che si prestano bene a ad essere riraccontate in versi.

Sulla spiaggia di Castelporziano

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Pubblichiamo, ringraziando l’autore e l’editore, un estratto dal libro Proprietà perduta di Franco Cordelli, uscito per L’Orma (fonte immagine).

di Franco Cordelli

La cravatta rossa

Siamo sulla spiaggia comunale di Castelporziano, cancello numero nove, dove un palco enorme di quaranta metri per dieci si alza contro il mare, lambito dalle onde della debole risacca notturna. Sotto (è alto circa un metro sul livello della spiaggia) dormono una quarantina di ragazzi, sacco a pelo e camicie e giubbe sgargianti, o logore oltre misura. Qualcuno ha acceso un falò poco distante, e si passano manoscritti o lattine di birra… Il Festival dei poeti è cominciato così, una vigilia inquieta, con molta preoccupazione, qualche perfidia e tutti i partecipanti dispersi tra Ostia, Castelporziano, la spiaggia e lo spettrale albergo Enalc, dove sono alloggiati.

Leonard Cohen è Dio

Photo of Leonard Cohen

Come over to the window, my little darling, I’d like to try to read your palm. Ci ha lasciato Leonard Cohen: ripubblichiamo un pezzo scritto qualche tempo fa da Emiliano Colasanti

di Emiliano Colasanti

Ben viene da Toronto, ha un’età indefinita che ho deciso di collocare intorno ai quarant’anni e una maglietta di colore giallo evidenziatore con al centro il volto disegnato di una pantera. Sono quasi le cinque di un mattino di fine agosto e noi ci siamo appena lasciati alle spalle il Dockville Festival di Amburgo. Mentre camminiamo alla ricerca di un taxi veniamo continuamente fermati dalla gente, soprattutto ragazze, soprattutto ubriache: ci guardano, fanno una battuta sulla maglietta di Ben e sulla giacca che ho comprato per fingermi un rapper, vanno via. “Man, tutti amano la mia t shirt – dice – l’ho pagata solo cinque cazzo di dollari, capisci?”

Shakespeare a Berlino

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Pubblichiamo, ringraziando l’autore, alcune poesie di Marco Mantello.

di Marco Mantello

Penso che essere ricordati o dimenticati non ha alcun valore
come non sono valori il sentirsi sicuri o felici, via denaro fica e amici
Penso inoltre che i sonetti siano una forma superata di amore
per un qualcosa che non esiste nella realtá, ma solo negli artifici
e che la mia unica libertá, dalla parola noi e dai suoi profeti
sia nel netto superamento dell´identitá, che troppi dicono collettiva
penso che il vento e la primavera, siano meglio di una partita iva
e che una volta che comincio a scrivere, e non ho pareti
ma canzoni da classifica in testa, e poemi per la middle class estiva
non ho bisogno di nessun finale, nessuna fine nessun inizio
nessuna immagine buona o cattiva, di me a parole e di voi in ospizio.
Ho solo bisogno di amore. O al massimo di un divano
come quel killer del romanzo americano

Tra densità e rarefazione. La poesia metropolitana di Mario De Santis

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Ci sono momenti in cui la realtà sembra sgretolarsi a poco a poco: non in modo evidente, ma in tanti piccoli crolli progressivi che minano le fondamenta stesse dell’universo e mettono in discussione ogni certezza.

Un simile scenario post-apocalittico costituisce l’ambientazione di Sciami, l’ultima raccolta poetica di Mario De Santis, uscita per Ladolfi nel 2015.

Sin dalle prime liriche del libro, dinanzi al lettore si dispiega un universo precario, sull’orlo del disfacimento, in cui le parole chiave evocano una progressiva frantumazione del senso: «crollo», «fuga», «gas», «insetti», «sciami». È un panorama disfatto, devastato, nel quale l’uomo si ritrova a vivere quasi come un superstite o un estraneo, in un mondo che non gli appartiene più, un universo divorato dagli insetti, che ne hanno infestato il cuore malato: «La nuvola che muore ha il cielo sopra lei / e il viola inutile dei gas che la colora: dalla piazza / più grande di Milano, su verso tetti tra le antenne sale / la processione di insetti avvelenati, di triboli e di spine».

L’incomprensibilità del mondo: la poesia di William Blake

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Il 12 Agosto è ricorso l’anniversario della scomparsa, nel 1827, di William Blake. Ricordiamo il poeta inglese con un pezzo di Adriano Ercolani e due illustrazioni inedite di Tuono Pettinato e Manuelle Mureddu. Tuono Pettinato ha rappresentato il poeta sconvolto dalle sue proverbiali visioni, ironizzando sul luogo comune del poeta “pazzo”. Manuelle Mureddu mostra invece l’altro aspetto interiore del poeta, l’estasi innocente del mistico, rifacendosi ai versi de Il Pifferaio.

Poeta, pittore e incisore, Blake è stato uno dei più illuminanti filosofi dell’era moderna, se conferiamo al termine il valore etimologico di “amico/amante della Sapienza”, e non quello post-illuminista di philosophe (indagatore scientifico-razionale del reale).

La narrazione poetica di Nino De Vita

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Esistono delle storie che, appena le leggi, capisci subito che sono importanti; e tuttavia ti accorgi che non lo sono per i fatti che raccontano, per i dettagli che rivelano, ma per le cose che nascondono, quelle di cui non è possibile parlare. Sono, in un certo senso, narrazioni centripete, che non procedono in maniera lineare, ma in modo concentrico e in cui gli elementi che rimangono nascosti fino alla fine riflettono sulle cose un’ombra che ne manifesta l’importanza senza svelarne l’aspetto.

A ccanciuri Maria, di Nino De Vita, è uno di questi libri. De Vita racconta – nel suo bel dialetto siciliano con testo italiano a fronte – la storia di un matrimonio sbagliato. Lo sposo, dopo essere stato rifiutato dalla famiglia di Maria, la sua innamorata, decide di rapire la ragazza e organizza la classica fuitina. Ma la sera in cui insieme al cognato si presenta a casa sua per portarsela via, al posto suo trova la sorella Margherita, e rapisce lei. Il rapimento, ovvero l’episodio centrale del poemetto, viene narrato solo alla fine del libro.

Valentino Zeichen, 1938-2016

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(fonte immagine)

Ci ha lasciato poche ore fa il poeta Valentino Zeichen, nato a Fiume in un giorno non meglio precisato del 1938. Tra i suoi libri ricordiamo la prima raccolta di poesie Area di Rigore (Cooperativa scrittori, 1974) e successivamente Ricreazione (Guanda, 1979), Metafisica tascabile (Mondadori, 1997) e Passeggiate romane (Fazi, 2004).

Dal volume Mondadori Poesie 1963-2003 riprendiamo Il poeta.

“I cani romantici”, le poesie di Roberto Bolaño

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Oggi Roberto Bolaño avrebbe compiuto 63 anni. Lo ricordiamo con questo pezzo che affronta un tema meno battuto ma non meno importante per la sua vita artistica: la sua produzione poetica (fonte immagine).

di Giorgia Esposito

Los perros románticos (I cani romantici) è il primo libro di poesie pubblicato in Spagna da Roberto Bolaño. La prima edizione, Zarautz, Fundación Social y Cultural Kutxa, 1993, che gli vale il “Premio Literario Ciudad de Irún 1994”, contiene quarantacinque poesie, scritte fra il 1977, anno in cui Bolaño arriva in Europa, a Barcellona, e il 1990.

Le poesie sono raggruppate in cinque capitoli tematici: Poetas, Detectives, Amores, Hospitales, Crepúsculos. Soltanto ventitré componimenti confluiranno, insieme ad altri venti testi inediti, nelle due edizioni successive: Barcellona, Lumen, 2000 e Barcellona, Acantilado, 2006.

Quel verso buttato lì, in fondo alla schiena. Greco e latino nella versione di Alvaro Rissa

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Una nuova antologia di letteratura greca e latina è in libreria. Si tratta di un libro eccezionale. Innanzitutto perché nessuno dei testi scelti era conosciuto fino a oggi. In secondo luogo perché copre interamente lo spettro dei più importanti autori greci e latini, a partire dalle origini. E infine perché sono chiamati a raccolta i più celebri traduttori che nel Novecento si sono cimentati con la sfida dei classici. Il tutto accompagnato da una prefazione e un apparato di note pienamente in linea con le più moderne metodologie didattiche.