Il crepuscolarismo punk di Francesco Targhetta

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Questo articolo è uscito in forma abbreviata su “Alias / il manifesto”. (Fonte immagine)

Potrà sembrare paradossale, ma uno dei più significativi narratori italiani di questi anni non scrive in prosa, bensì in versi. Sto parlando di Francesco Targhetta, il quale, ancor prima di affermarsi con il romanzo in versi Perciò veniamo bene nelle fotografie (2012), aveva già dimostrato la sue doti narrative nella raccolta poetica di esordio, Fiaschi (2009), in cui tratteggia una serie di situazioni, vicende e personaggi che rivelano il lato oscuro e inquietante della ricca provincia veneta (il titolo giocava proprio sull’ambivalenza del termine “fiasco”, che può significare bottiglia di vino, ma anche fallimento). Del resto, il poeta trevigiano è l’esponente di punta di una nuova leva di autori veneti che hanno messo fortemente in discussione le magnifiche sorti economiche del Nordest (si pensi al recente e importante esordio narrativo di Francesco Maino, Cartongesso).

Santo cielo, dove, dove mi trovo?

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Ripubblichiamo, grazie all’autrice, l’introduzione a Leggere sul posto di Mark Strand. di Moira Egan Il principale modus operandi dei poeti statunitensi verso la fine del XX secolo e all’inizio del XXI è stata la sineddoche: tradizionalmente, l’uso della parte per il tutto (o viceversa), ma in termini più pratici l’uso del Minuscolo Momento che si […]

Zero

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di Christian Raimo È stato difficile fare politica negli anni zero. Tu dormivi fino a tardi, o facevi confusione con i fogli: avevi gli avambracci insanguinati per i tagli che ti esercitavi a fare quando, per un motivo o per un altro, ti chiedevo scusa, tiravo su col naso, e giravo oltre la testa, per […]

Buon Natale da minimaetmoralia

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Vi auguriamo un buon Natale, qui da minimaetmoralia, dalla redazione e dai collaboratori, con una piccola poesia di Mark Strand, che ci ha lasciato quest’anno, ma non ci ha lasciato del tutto. Mangiare poesia di Mark Strand Mi sgoccia inchiostro dagli angoli della bocca. Non c’è contentezza pari alla mia. Ho mangiato poesia. La bibliotecaria […]

Prima che ci fossi

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Oggi, vent’anni fa, moriva Gianmaria Volontè, questa poesia era stata scritta per lui dieci anni fa esatti. di Christian Raimo Andare laggiu’, nell’Italia degli anni ’70, (…i capelli stopposi che non mettono il balsamo, quelle facce che non usano creme sul viso…), tra le scritte sui muri, VIVA MAO, VIA DAL VIETNAM, (tutte perfettamente in […]

In ricordo di Mark Strand

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Oggi è morto Mark Strand, uno dei più grandi poeti contemporanei. Lo ricordiamo pubblicando due sue poesie – La collina e la luce che viene – tratte dalla raccolta Il futuro non è più quello di una volta, curata da Damiano Abeni per minimum fax.

Georg Trakl, l’anniversario che valeva la pena ricordare

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Questo pezzo è uscito su Internazionale.

Con la convulsa sciatteria che porta i giornali italiani a bruciare ricorrenze pur di anticiparsi tra loro (decine di articoli su Julio Cortázar, Dylan Thomas, Marguerite Duras sbattuti in pagina settimane se non mesi prima dei cento anni dalla nascita di questi autori, con il paradossale effetto di non poterne più parlare nel giorno che dovrebbe celebrarli), la nostra stampa ha ignorato all’unanimità il centenario della morte di Georg Trakl.

Eppure è proprio il poeta austriaco, suicida a soli ventisette anni, ad aver interpretato meglio di altri la tragedia della Grande Guerra – altra ricorrenza trasformata dai mezzi d’informazione nell’esercizio di retorica necessario a non indagare a fondo l’evento che segnò la fine della modernità, primo atto del doppio tracollo europeo dalle cui ceneri non siamo mai del tutto risorti. La fine dell’Europa, di cui la finis Austriae fu la più dolce e struggente delle ouverture, è la premonizione, il dramma e insieme la maledizione di Georg Trakl.

Mario Luzi, cento anni di poesia. E di prosa

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Questo articolo è uscito in forma abbreviata e rimaneggiata su Europa

Mario Luzi nasceva esattamente cento anni fa, il 20 ottobre 1914, a Castello, nei dintorni di Firenze, la città dove trascorse buona parte della sua vita e morì, novantenne, nel febbraio 2005. Molti sono gli eventi che stanno celebrando la ricorrenza, a testimonianza di una fortuna letteraria e critica in continua crescita: il 27 settembre, a Pienza, è stata inaugurata un’interessante mostra bio-bliografica a lui dedicata, Mario Luzi 1914 2014. Le campagne, le parole, la luce (la stessa mostra, il cui catalogo è in corso di pubblicazione, era già stata ospitata a Mendrisio, in Svizzera); si svolgeranno vari incontri di studi, tra cui uno a Roma, il 22 ottobre, sotto l’egida del Senato della Repubblica, con interventi, tra gli altri, di Giulio Ferroni e Giuseppe Langella; sono già usciti due ricchi numeri monografici della rivista «Istmi», con scritti e interventi di e su Luzi, mentre altre riviste letterarie, come «Poesia» e «Nuovi Argomenti» (versione on-line), gli stanno dedicando degli speciali approfondimenti.

La deriva del Continente, un progetto poetico collettivo

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Qualche mese fa Transeuropa ha pubblicato un interessante esperimento poetico, a cura di Marco Mantello, La deriva del continente. Sette poeti, Viola Amarelli, Simone Consorti, Elisa Davoglio, Gabriel Del Sarto, Francesca Genti, Marco Mantello e Albert Samson, hanno raccontato una biografia di un personaggio, Paterson, che attraversa gli Stati Uniti e l’Europa, dalla crisi della Lehman […]

Quando uno scrittore si impegna in politica…

celineyoung

Questo brano è un estratto (anzi, uno strappo, come lo definisce l’autore) del saggio Vomitando il Novecento, disponibile su e-book. Ringraziamo l’autore. Ho sprecato la mia vita e basta. Louis Aragon, La Valse des adieux   Se ti trovi su una nave che affonda, i tuoi pensieri riguarderanno navi che affondano. Così scriveva George Orwell in […]