La morte seconda

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Potete trovare questa poesia sullo Straniero di questo mese. Potete trovare il libro di Francesco Targhetta, Perciò veniamo bene nelle fotografie, edito da Isbn, ovunque.

Quelle sere che le macchine arrivano
a sciami, in file di parcheggi lungo
vie di paese, e non c’è luna che illumini
le bifamiliari ma lampioni in giardino
che scolpiscono l’aria, spegnendo
in silenzio l’estate, in lieve dissolvenza
dietro i teli sui barbecue e fra i camper
negli spiazzi deserti: è quando
si indicono le prime riunioni,
in cui cerchi di trovare, per l’autunno
alle porte, un senso nuovo, altre ragioni
con cui trascinare il mantello dei giorni.

I momenti migliori

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La diserzione è l’arma migliore.
Bum: sparisci – e il mondo muore.

Tra tutti gli odori che mi hai
lasciato sul corpo, ne ho un paio
che non mi tornano ancora:
l’antisettico che sa di morbo,
l’estate intera passata a scuola.

Hai voglia a dire che stai bene
e riesci a correre su una gamba sola,
se per mandare giù ogni parola
t’ingoi una bottiglia di pura soda –
il corpo a fuoco è la pelle interna.

The Best of James Franco

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Pubblichiamo un articolo di Tiziana Lo Porto, uscito sul blog James Franco Italia, sulle poesie di James Franco.

E io che sono vissuta e cresciuta alla giusta distanza dalle celebrità, io che diversa dalle amiche mai in infanzia o giovinezza amai qualcuno soltanto perché fuckin’ famous, mi ritrovo adesso a quarant’anni fanatica. Di James Franco. Amandolo dopo averlo tradotto. Capita così che mi ritrovo una mattina (prima ancora che mattina, in una indecorosa ora di mezzo che appartiene ai troppo giovani e ai troppo vecchi e a me, le cinque) a leggere The Best of The Smiths, dieci poesie di James Franco appena pubblicate su 113 Crickets. Ascolto gli Smiths e leggo.

Dal 6 al 10 agosto ricordarsi l’importanza di essere piccoli

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di Azzurra D’Agostino

“Vola alta, parola, cresci in profondità.”

M.Luzi

Quando si dice che la poesia non ha seguito. Quando ci si chiede se i testi per le canzoni sono o non sono poesia. Quando ci si lamenta che non ci sono più i cantautori di una volta. Quando si sostiene la politica del ‘grande evento’. Quando si discute se meglio la città o meglio la provincia. Quando si soffre per i tagli alla cultura. Quando la cultura viene considerata intrattenimento, hobby, spreco. Queste e altre questioni su cui meditare sono affrontate in forma pratica all’interno di un piccolo festival che si svolge all’estrema periferia d’Italia, ovvero i piccoli borghi arroccati sulle cime degli Appennini. Per questo si chiama “L’importanza di essere piccoli”, perché proprio nel piccolo, nel minuscolo, cerca di porre delle domande e, allo stesso tempo, di vivere un’esperienza che renda queste domande ricordo personale e materia viva di riflessione.

L’estate, anche volendo, non finisce mai

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I piccoli mostri appesi allo stendino di casa
si carbonizzano:
guardare tuo figlio che accosta le dita al forno,
tutto il tempo –
la tragedia che non esiste
nel mondo dei supereroi,
sotto il vischio
e appena prima
che tu nascessi.

(Facciamo che io ero Dio e tu eri il Big Bang).

Kernberg, 1995

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“Ti sei preso una bella sbronza!” (risate)
Il tempo di fare colazione, lavarsi,
prendersi una vacanza, una laurea,
ricordarsi l’incidente stradale
con due costole rotte, l’ospedale
& lo sfratto, e tutte le volte che abbiamo
scopato, le montagne sullo sfondo
smangiate da un’attività sismica
interrotta soltanto da noi due
che guardiamo nel vuoto come a cercare
i fondi da consegnare a un aruspice.

Una generazione in versi

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Pubblichiamo una recensione di Nicola Villa, uscita sull’ultimo numero della rivista «Lo straniero», sul libro di Francesco Targhetta «Perciò veniamo bene nelle fotografie» (Isbn Edizioni). 

Di solito bisogna diffidare delle opere che ambiscono a interpretare il precariato e il periodo storico che stiamo vivendo. Questa diffidenza ha una duplice ragione: la prima, biecamente culturale, deriva dalla proliferazione, dagli anni novanta a oggi, di romanzi che hanno tentato di raccontare la condizione lavorativa ed esistenziale dei giovani con esiti piuttosto discutibili (si pensi ad alcuni brutti libri di Aldo Nove) e altri salvabili e più onesti (va ricordata una delle prime inchieste sui lavoratori flessibili di Andrea Bajani, Mi spezzo ma non m’impiego). Dunque la maggior parte degli scrittori che si sono proposti come cantori del precariato, in questi anni, sono sembrati più degli speculatori delle “avventure” lavorative dei giovani nell’Italia berlusconiana, un’Italia del farsi-da-soli a tutti i costi, soprattutto sui propri simili e sui prossimi, o sulle generazioni successive che spingono per scippare la miseria dei privilegi che si sono strappati coi denti.

Al posto vostro

paradiso

Mica mi riesci a convincere.
Ancora mi parli di complotto complotto.
Poco fa le stiliste invece hanno risposto
tutte in coro al tweet di Gianni Riotta:
Maria Luisa Trussardi, Laura Biagiotti,
Albertina Marzotto… si sono dette disposte
a fare qualcosa, in modo che almeno i desideri
di Melissa diventino realtà
.
Per esempio? Volevo morire verso i novanta anni,
una pensione. Volevo meno gente al funerale.
È un bel casino crepare di sabato, lo sai sì?,
i palinsesti mattutini sono già tutti stabiliti,
e nelle redazioni c’è talmente poca gente
che lo scroll-down delle foto di tre quarti
ci mette un sacco a caricarsi.

Fidelity

grace

Iniziamo questa giornata (mondiale della poesia) regalandovi due poesie di Grace Paley, poetessa americana scomparsa nel 2007, intellettuale militante, pacifista e femminista, che credeva nel valore laico della testimonianza. I suoi ultimi versi, vale a dire le poesie degli ultimi anni, sono stati raccolti nel prezioso volume «Fedeltà», curato e tradotto da Paolo Cognetti e Livia Brambilla.

Il mondo è una valle di lacrime anche per quelli che sperano in esso

susa

Il desiderio di fare le cose per bene,
pare che basti questo. Carte alla mano,
in discussione non è il se ma è il come,
oppure ormai non si torna più indietro.
Ma sono passati già tre giorni, quattro,
e io sono come tutti gli altri:
continuo a dimenticarmi di tutto
anche di andare a trovare Abbà padre in ospedale.