Umano, troppo umano

Oggi 21 gennaio 2012 sono 35 anni dalla morte di Sandro Penna, libero poeta italiano, uno dei maggiori esponenti di quella che Pasolini ha definito la corrente sabiana della lirica novecentesca, perché inseguiva una scelta poetica di trasparenza e semplicità in pieno clima ermetico. Per ricordarlo abbiamo scelto la sua singolare apparizione nel film «Umano non umano» di Mario Schifano (1971). Si tratta di un’immagine del poeta dimessa e commovente (fosse solo per il fatto che lui continua a ripetere che non sta bene) che impressiona e che ci restituisce l’uomo, prima di tutto, e poi la sua straordinaria capacità di raccontare una vita senza colpe.

Bronx & Poetry

di Tiziana Lo Porto Si chiama To Be Heard (www.tobeheard.org) ed è un documentario girato nel Bronx che racconta le storie (vere) di tre adolescenti a cui la poesia ha cambiato la vita. Girato in quattro anni, e presentato nei mesi scorsi a festival del cinema e del documentario di mezza America (incassando anche parecchi premi e […]

Generazione SS

di Marco Mantello

Ci volevano resse di luce
per incidere vertebre rosse
e scavare negli ossi le esse
ben sapendo dove il vento le conduce.

Ci volevano vittime stesse
di una voce scaglionata in base agli anni:
i Quaranta e i Cinquanta, i Sessanta e
i Settanta: generazione SS.

Punto di fuga: un’intervista ad Andrea Zanzotto

È morto ieri all’età di novant’anni il poeta trevigiano Andrea Zanzotto, una voce intensa che con sapiente raffinatezza linguistica, complessa e rarefatta al tempo stesso, si è fatta universale. Noi lo ricordiamo con una breve intervista contenuta in un vecchissimo (il primo) numero della collana Filigrana di minimum fax, dedicata non a caso alla scrittura.

Il giorno dopo

E i soldati tiravano pietre alle vetrine e scorazzavano sui cammelli.
Era tutto un inferno triste, quest’Egitto.
Le strategie non erano state condivise, e ovviamente sui carri salivano
anche i cani bastardi. Rovina completa. Una settimana di aborto.
Io stesso attaccato al telefono, la voce tenuta da conto col miele,
insistevo a recitare i salmi di benaugurio: se il cuore non si castra,
ditemi voi cosa puoi venire di buono?

15 ottobre

di Christian Raimo E sì, le cose stanno cambiando, se i desideri diventano hashtag, i musei accampamenti, le biblioteche la camera da chiudere a chiave se inviti a cena qualcuno. Ci sono doni dappertutto, le cose stanno cambiando: i defender sono le porte di un frigo: puoi appiccicarci il tuo magnete con scritto: il gioco […]

È loro per sempre

di Christian Raimo

come siamo arrivati a quest’inverno? il tempo di una cortesia e poi
di colpo, ognuno per conto suo:
e ora ride con la mano davanti alla faccia,
prega il suo dio di gusto, scivola in mezzo agli altri
senza farsi vedere: autonomo, ben piazzato,
sesto, o settimo: uno comunque ragionevole:
bravo a tenere nascosto un segreto
che alla fine non c’era, a mettere in frigo le bambole,
a chiamare un’ostetrica in caso di pericolo,
niente niente

La fenomenologia dello spirito

di Christian Raimo

La ragazza è tornata dal mare
tutta bruciata, aveva gli occhi assonnati
e le mani cadenti, e anche nessuna
voglia di mangiare o fare la doccia.

Sei giorni prima la sua casa era grande,
e l’armadio pieno di vecchie camicie
da uomo, la tv un maxischermo
con duecento canali sintonizzati.

Ogni atto poetico è conoscenza del reale: Adieu Glissant

creolo

«Non si emettono parole nell’aria», ha ripetuto più volte nei suoi testi Édouard Glissant, poeta, romanziere, saggista nato nel 1928 a Bézaudin di Sainte-Marie, nell’isola di Martinica, e morto qualche giorno fa a Parigi all’età di ottantadue anni. Ogni immaginario poetico, infatti, proviene dal luogo «in cui viene articolata la parola», un luogo che ne condiziona non solo il modo, ma la sua stessa possibilità di espressione. Il luogo di Glissant era la «Neo-America».

Un vita difficile: Sylvia Plath

ntervista a Stefania Caracci, studiosa ed esperta di Sylvia Plath, che con due libri – Sylvia e Sylvia Plath: i giorni del suicidio – ripercorre la drammatica esistenza della poetessa americana.

a cura di Giancarlo Susanna

Spesso considerata un esercizio minore e oltretutto confinato nell’ambito della letteratura di genere, la biografia presenta a chi la affronta una serie di difficoltà non indifferenti.