La cultura della differenza come scusa per l’indifferenza

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Questo pezzo è uscito su La Repubblica C’è stato un tempo in cui la cultura era uno strumento di emancipazione e di trasformazione sociale. Giuseppe Di Vittorio a quindici anni era ancora analfabeta. Quando capì che guidare una lega bracciantile in quelle condizioni significava brandire un’arma senza punta, si procurò un vocabolario. Oggi, possedere una cultura […]

La questione scolastica. Un’intervista immaginaria a Piero Gobetti

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Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926, non ancora venticinquenne, Piero Gobetti si spense in una stanza della Clinique de Paris, nella capitale francese, dove era stato costretto a rifugiarsi a causa della persecuzione fascista. L’aggressione subìta nel settembre del 1924 a Torino gli fu fatale, minando un fisico già provato dall’impegno quotidiano in un lavoro incessante di militanza culturale e politica.

Di cosa parliamo quando parliamo d’Europa: ancora su “Francofonia” di Sokurov

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Questo pezzo è uscito su Lo Straniero di Nicola Lagioia Di cosa parliamo quando parliamo d’Europa? È questa una delle domande che più risuona nella testa dopo aver visto Francofonia di Aleksandr Sokurov, uscito in quel 2015 che (tra crisi greca, populismi, emergenza migranti, terrorismo, deficit democratico, mancanza di una seria leadership) ha mostrato più […]

E la statua del Bernini vola da Roma ad Agrigento per la sagra del mandorlo in fiore

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Questo articolo è uscito su Repubblica.

Quando vedremo la Vocazione di Matteo di Caravaggio esposta alla sagra del tartufo di San Miniato? E la Pietà di Palestrina di Michelangelo spedita a quella della Sardella, a Trieste? Non deve mancar molto, perché tra dieci giorni un Bernini monumentale sarà prestato alla Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento.

Le elezioni americane più atipiche della storia

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(nella foto, l’attore Jimmy Fallon impersona Donald Trump durante uno sketch con Hillary Clinton)

Il primo febbraio, con le primarie in Iowa, cominciano ufficialmente le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Jon Meacham, premio Pulitzer e vice presidente di Random House, nell’ultima puntata dello show di Bill Maher sulla HBO, ha sostenuto che per la prima volta nella storia delle presidenziali americane la riduzione al common sense nella quale le varie spinte apocalittiche hanno storicamente confluito non si verificherà e questa volta il centro non sarà in grado di reggere.

Effettivamente i sondaggi parlano di un Donald Trump strafavorito tra i repubblicani e di un Bernie Sanders in ascesa in campo democratico nonostante la blindatura di Hillary Clinton sulla nomination.

Un biglietto per la nostra storia?

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Questo articolo è uscito su Repubblica. Ringraziamo la testata e l’autore.

La domanda è: ci conviene mettere a biglietto tutto il «patrimonio storico e artistico della Nazione» (art. 9 Cost.)? È saggio far pagare chi desidera andare a deporre una rosa sulla tomba di Raffaello, o un pensiero su quella di Vittorio Emanuele II, entrambi sepolti nel Pantheon di Roma, che è contemporaneamente un monumento archeologico, una chiesa consacrata, un sacrario civile? La modernizzazione comporta necessariamente biglietterie all’ingresso di tutte le chiese storiche, dei conventi, delle biblioteche, degli archivi, degli ospedali monumentali, e domani magari alle porte di intere città, come Venezia?

La statualità perduta di Colonia

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Questo pezzo è uscito su Zeroviolenza (nella foto, manifestazione anti-immigrati a Colonia, il 14 gennaio scorso – fonte immagine).

di Monica Pepe

“Allarme terrorismo, Capodanno blindato in Europa e negli Usa”. Avevano ragione i media di tutta Europa, c’era da temere che potesse succedere qualcosa di grave per la notte di Capodanno.

“Ci rendevamo conto che la polizia in quel momento era sotto organico e che questa situazione noi donne dovevamo affrontarla da sole” ha detto una delle ragazze aggredite a Colonia.

La rivolta dei declassati

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di Federico D’Onofrio

La stagione della guerra (viene e va)

Dopo gli attacchi di Parigi, i giornali e molti commentatori hanno parlato di guerra. Lo stesso governo francese ha – forse un po’ impropriamente – chiesto l’assistenza degli altri membri dell’Unione Europea invocando l’articolo 42.7 del trattato di Lisbona, che regola, almeno nelle intenzioni originarie, la difesa comune in caso di invasione. Su Prismo, Raffaele Alberto Ventura ha invece invocato lo spettro della guerra civile, in Francia e più genericamente in Occidente. Non ha certamente torto, visto che il terrorismo ha proprio il compito di inasprire la divisioni di una comunità e portare, attraverso un meccanismo di attentati e rappresaglie, alla guerra civile. Ma è davvero la guerra (civile o esterna) la categoria utile per comprendere gli eventi di Parigi?

Conversazione con Franco Cardini: Europa e Islam, il malinteso continua

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(fonte immagine)

Franco Cardini è una delle figure più dotte e autorevoli del panorama intellettuale italiano contemporaneo. Collocato tradizionalmente “a destra”, si è emancipato più volte da tale etichetta, non solo con le sue posizioni contrarie alle guerra in Iraq e in Afghanistan, ma addirittura accettando la candidatura a sindaco di Firenze nel 2004, sostenuto, anche, da liste civiche di sinistra.

Tra i massimi esperti di Medioevo, lo storico si è in particolare dedicato allo studio approfondito delle Crociate, svelando in più occasioni la vacuità dei luoghi comuni sul rapporto tra Cristianesimo e Islam.

Le elezioni regionali in Francia e la profezia di Houellebecq

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul sito di Pagina 99, che ringraziamo (fonte immagine).

E se Michel Houellebecq avesse previsto tutto questo? Rileggere dopo il doppio turno delle elezioni regionali francesi Sottomissione, il suo romanzo uscito a inizio anno, lo stesso giorno dell’assalto terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, e quasi universalmente letto come profezia fantapolitica del successo in Europa dell’islam politico, provoca uno strano effetto. Tanto da far emergere l’idea che la parte più significativa del libro non sia la seconda ma la prima, quella in cui descrive il successo di Marine Le Pen al primo turno delle presidenziali, in un ipotetico 2022.