Di cosa parliamo quando parliamo d’Europa: ancora su “Francofonia” di Sokurov

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Questo pezzo è uscito su Lo Straniero di Nicola Lagioia Di cosa parliamo quando parliamo d’Europa? È questa una delle domande che più risuona nella testa dopo aver visto Francofonia di Aleksandr Sokurov, uscito in quel 2015 che (tra crisi greca, populismi, emergenza migranti, terrorismo, deficit democratico, mancanza di una seria leadership) ha mostrato più […]

E la statua del Bernini vola da Roma ad Agrigento per la sagra del mandorlo in fiore

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Questo articolo è uscito su Repubblica.

Quando vedremo la Vocazione di Matteo di Caravaggio esposta alla sagra del tartufo di San Miniato? E la Pietà di Palestrina di Michelangelo spedita a quella della Sardella, a Trieste? Non deve mancar molto, perché tra dieci giorni un Bernini monumentale sarà prestato alla Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento.

Le elezioni americane più atipiche della storia

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(nella foto, l’attore Jimmy Fallon impersona Donald Trump durante uno sketch con Hillary Clinton)

Il primo febbraio, con le primarie in Iowa, cominciano ufficialmente le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Jon Meacham, premio Pulitzer e vice presidente di Random House, nell’ultima puntata dello show di Bill Maher sulla HBO, ha sostenuto che per la prima volta nella storia delle presidenziali americane la riduzione al common sense nella quale le varie spinte apocalittiche hanno storicamente confluito non si verificherà e questa volta il centro non sarà in grado di reggere.

Effettivamente i sondaggi parlano di un Donald Trump strafavorito tra i repubblicani e di un Bernie Sanders in ascesa in campo democratico nonostante la blindatura di Hillary Clinton sulla nomination.

Un biglietto per la nostra storia?

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Questo articolo è uscito su Repubblica. Ringraziamo la testata e l’autore.

La domanda è: ci conviene mettere a biglietto tutto il «patrimonio storico e artistico della Nazione» (art. 9 Cost.)? È saggio far pagare chi desidera andare a deporre una rosa sulla tomba di Raffaello, o un pensiero su quella di Vittorio Emanuele II, entrambi sepolti nel Pantheon di Roma, che è contemporaneamente un monumento archeologico, una chiesa consacrata, un sacrario civile? La modernizzazione comporta necessariamente biglietterie all’ingresso di tutte le chiese storiche, dei conventi, delle biblioteche, degli archivi, degli ospedali monumentali, e domani magari alle porte di intere città, come Venezia?

La statualità perduta di Colonia

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Questo pezzo è uscito su Zeroviolenza (nella foto, manifestazione anti-immigrati a Colonia, il 14 gennaio scorso – fonte immagine).

di Monica Pepe

“Allarme terrorismo, Capodanno blindato in Europa e negli Usa”. Avevano ragione i media di tutta Europa, c’era da temere che potesse succedere qualcosa di grave per la notte di Capodanno.

“Ci rendevamo conto che la polizia in quel momento era sotto organico e che questa situazione noi donne dovevamo affrontarla da sole” ha detto una delle ragazze aggredite a Colonia.

La rivolta dei declassati

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di Federico D’Onofrio

La stagione della guerra (viene e va)

Dopo gli attacchi di Parigi, i giornali e molti commentatori hanno parlato di guerra. Lo stesso governo francese ha – forse un po’ impropriamente – chiesto l’assistenza degli altri membri dell’Unione Europea invocando l’articolo 42.7 del trattato di Lisbona, che regola, almeno nelle intenzioni originarie, la difesa comune in caso di invasione. Su Prismo, Raffaele Alberto Ventura ha invece invocato lo spettro della guerra civile, in Francia e più genericamente in Occidente. Non ha certamente torto, visto che il terrorismo ha proprio il compito di inasprire la divisioni di una comunità e portare, attraverso un meccanismo di attentati e rappresaglie, alla guerra civile. Ma è davvero la guerra (civile o esterna) la categoria utile per comprendere gli eventi di Parigi?

Conversazione con Franco Cardini: Europa e Islam, il malinteso continua

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(fonte immagine)

Franco Cardini è una delle figure più dotte e autorevoli del panorama intellettuale italiano contemporaneo. Collocato tradizionalmente “a destra”, si è emancipato più volte da tale etichetta, non solo con le sue posizioni contrarie alle guerra in Iraq e in Afghanistan, ma addirittura accettando la candidatura a sindaco di Firenze nel 2004, sostenuto, anche, da liste civiche di sinistra.

Tra i massimi esperti di Medioevo, lo storico si è in particolare dedicato allo studio approfondito delle Crociate, svelando in più occasioni la vacuità dei luoghi comuni sul rapporto tra Cristianesimo e Islam.

Le elezioni regionali in Francia e la profezia di Houellebecq

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul sito di Pagina 99, che ringraziamo (fonte immagine).

E se Michel Houellebecq avesse previsto tutto questo? Rileggere dopo il doppio turno delle elezioni regionali francesi Sottomissione, il suo romanzo uscito a inizio anno, lo stesso giorno dell’assalto terroristico alla redazione di Charlie Hebdo, e quasi universalmente letto come profezia fantapolitica del successo in Europa dell’islam politico, provoca uno strano effetto. Tanto da far emergere l’idea che la parte più significativa del libro non sia la seconda ma la prima, quella in cui descrive il successo di Marine Le Pen al primo turno delle presidenziali, in un ipotetico 2022.

Armi e Bagagli, un diario dalle Brigate Rosse

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Pubblichiamo di seguito la prefazione di Emanuele Trevi a Armi e Bagagli, il memoir di Enrico Fenzi ripubblicato da Egg Edizioni, e un estratto dal primo capitolo del libro. La prefazione di Emanuele Trevi, che ringraziamo, accompagnava l’edizione Costa & Nolan. L’illustrazione è di Pietro Corraini.

Cause ed effetti

di Emanuele Trevi

Per introdurre Armi e bagagli di Enrico Fenzi mi sarà necessario condividere almeno in parte gli stessi rischi che l’autore ha affrontato scrivendo la sua opera. A farmi accettare questi rischi non basterebbe nemmeno la profonda amicizia che mi lega a Enrico: l’argomento decisivo, in questi casi e di fronte a una materia così spinosa, non è, non può essere che il grande valore di questo libro, non a caso arrivato alla sua terza edizione (ora alla quarta, ndr). Ma è proprio intorno e in conseguenza a questa nozione di “valore” che iniziano i guai. A primo impatto, infatti, potrebbe anche suscitare fastidio e addirittura ripugnanza l’elogio delle qualità letterarie di un libro che ha per sottotitolo Un diario dalle Brigate Rosse.

Il piatto abominevole della storia. Conversazione con David Van Reybrouck

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Durante lo scorso festival di Internazionale, a Ferrara, ho incontrato David Van Reybrouck per discutere pubblicamente con lui del suo libro “Congo”. Ecco il resoconto della nostra lunga chiacchierata.
L’intervista è uscita sull’ultimo numero de Lo Straniero, che questo mese ha moltissime cose interessanti. Vi consiglio di darci un’occhiata. Ringrazio Lo straniero (per ospitalità e sbobinatura) e il festival di Internazionale per aver favorito l’incontro con Van Reybrouck.

“La storia è un piatto abominevole preparato con i migliori ingredienti”.

È questa una delle frasi che risuona di più in testa dopo aver finito di leggere “Congo” di David Van Reybrouck. Il libro uscì per la prima volta nel 2010, e fu subito salutato come la più importante opera sul Congo e in generale sull’Africa scritta negli ultimi dieci anni. Si potrebbe forse definire una meticolosissima ricostruzione storica che si avvale degli strumenti del reportage letterario, dell’inchiesta, e non racconta soltanto la storia del Congo.