Fine della primavera pugliese?

MALTEMPO: POCA NEVE IN PUGLIA, TEMPERATURE RIGIDE

Questo pezzo è uscito sulla «Gazzetta del Mezzogiorno».

di Oscar Iarussi

Se c’è un’immagine sintetica ed espressiva della Puglia negli ultimi quattro o cinque lustri, essa è senza dubbio quella della regione di frontiera. Innescata dagli sbarchi albanesi del 1991 – al culmine nell’approdo della nave «Vlora» nel porto di Bari, un’icona dell’exodus novecentesco – la dimensione frontaliera resa evidente dall’emig razione clandestina fu un trauma che non tardò a essere elaborato in positivo, equivalse a uno choc provvidenziale, offrì un’occasione storica per affrancarsi da un meridionalismo glorioso, ma spesso vittimistico e inefficace. Non furono di poco conto, infatti, la percezione e quindi la consapevolezza della Puglia come una delle linee geopolitiche di confine nel mondo globale e reticolare, una terra fremente dell’incessante movimento di uomini e merci sprigionato dal crollo del Muro di Berlino. In particolare, cambiò radicalmente il punto di vista: era strabico e fallace continuare a ritenere che la stella polare dello sviluppo coincidesse sempre e soltanto con il Nord, con un’Italia settentrionale che in quegli anni si serrava nella agorafobia politica e negli arcaici riti «padani» della Lega.

Lettera aperta di un cittadino al segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani

bersani11

di Giuseppe Genna

Gentile segretario Pierluigi Bersani,
chi Le scrive è un semplice cittadino Suo elettore, accorto e memore di quanto la storia di questo Paese gli ha riservato nella sua politicamente trista esistenza. A mano a mano che si rincorrono voci, senza smentite, intorno alle strategie che Lei sta mettendo in atto al fine di eleggere il nuovo Presidente della nostra Repubblica, aumenta il mio disgusto nei confronti della modalità strategica e tattica del partito per cui ho votato e che Lei guida.

Quei giorni perduti a rincorrere il centro

PARTITO-DEMOCRATICO

di Claudio Riccio

Questo pezzo è stato pubblicato sul Corsaro

Per vent’anni milioni di persone di sinistra vi hanno votato, chiedendovi poche cose razionali e di buon senso: attenzione nei confronti degli ultimi, difesa della democrazia e della Costituzione, ferrea opposizione al Berlusconismo.
In questi anni, che foste al governo o all’opposizione avete sistematicamente deluso tali semplici aspettative. Avete confuso il senso di responsabilità nei confronti dello Stato con la ricerca costante delle larghe intese, avete fatto quasi sempre l’opposto di quel che era giusto fare, presi dall’ansia del dimostrare che avevate sufficientemente rinnegato la vostra storia comunista, preoccupandovi del consenso di qualche editorialista del Corsera piuttosto che del vostro elettorato, più o meno disilluso che fosse.

Bersani alla Corrida della gggente

showimg2

Da ragazzo non riuscivo a guardare nemmeno dieci minuti della Corrida. Non sostenevo fisicamente la visione, dovevo a tutti i costi alzarmi e cambiare stanza o canale. Non sopportavo la gente che veniva umiliata, si faceva umiliare, si umiliava volontariamente. Mia mamma, equilibrata ed “empatica”, mi spiegava che per un anziano stonato andare lì a farsi fischiare era una bella cosa, perché sta finalmente in televisione e quando torna a casa tutti lo fermano e si fanno raccontare come sono gli studi di Canale 5, gli offrono un caffè, gli chiedono se Corrado è davvero alla mano. Perché, a conti fatti, “il simpatico vecchietto” è uscito dall’anonimato, per i suoi quindici minuti, e bisogna anche capire gli altri, giudicandoli non sulla base delle nostre impuntature e preferenze.

India – La fine e i fini del prestigiatore Terzi

giulio-terzi

Pubblichiamo due articoli di Matteo Miavaldi, usciti su China Files, scritti per Il Manifesto e pubblicati il 26 e 27 marzo. (Fonte immagine: Europa.)

di Matteo Miavaldi

Undici giorni di follia diplomatica con due pescatori morti sulle spalle

Dopo undici giorni di ordinaria follia diplomatica, dal 22 marzo qui in India si è tornati ad aspettare che la spinosa vicenda dei due marò, dopo oltre tredici mesi, raggiunga finalmente una conclusione. Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, in un tour de force che lo ha portato negli studi televisivi di tutti i canali in lingua inglese dell’etere indiano, è stato molto chiaro: qualsiasi sia la conclusione, basta che arrivi in fretta.

Il travagliato iter legale dei due fucilieri del reggimento San Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre inizia, secondo la vulgata, con un tranello. In questi mesi la diplomazia italiana ha sostenuto, ed ora con maggior forza lo rivendica, che la petroliera Enrica Lexie la sera del 15 febbraio 2012 sia stata attirata al porto di Kochi, Kerala meridionale, con un bieco tranello tirato dalla guardia costiera indiana.

Il voto e i figli di Grillo

beppe grillo-FOTO ALPOZZI/INFOPHOTO

(Fonte immagine: ALPOZZI/INFOPHOTO.)

di Cesare Buquicchio

Le analisi sul voto del 24 e 25 febbraio in molti casi sono sorprendenti in modo inversamente proporzionale alla sorpresa degli stessi commentatori rispetto al risultato uscito dalle urne. Più i commentatori sono stati spiazzati da Grillo, più hanno cominciato a macinare triti luoghi comuni sulle dinamiche politiche del web, sul livello alto e/o basso di molte discussioni on line, sulla contrapposizione tra partito liquido e partito ‘radicato’, sulla necessità di apparati comunicativi efficaci in luogo di programmi affidabili e/o appetibili, ecc… Discorsi che, con alcune brillanti eccezioni, appaiono riedizioni di precedenti riflessioni e/o riadattamenti di analisi buone per (quasi) tutte le stagioni.

Mister Bombastium. Sulla vaghezza nel grillismo

paperone

Riprendiamo questa riflessione uscita sul blog di Raffaele Alberto Ventura.

Post suffragium omne animal perplexe. Per una settimana mi sono chiuso nel silenzio — con qualche concessione ai bons mots su facebook — poi d’un tratto mi si è accesa una lampadina sopra la testa. E ho cominciato a capire: il movimento di Beppe Grillo è l’equivalente politico del Bombastium.

Bisogna tornare ai classici, e in particolare alla storia Zio Paperone e il tesoro sottozero firmata da Carl Barks nel 1957. Entrato per caso in una sala d’aste, il multimiliardario paperopolese acquista una palla di Bombastium, un misterioso elemento ambito dai servizi segreti brutopiani, ovvero sovietici. In mezzo a mille peripezie, da Paperopoli fino al Polo Nord, i nipotini scopriranno per caso che il Bombastium è una specie di grosso gelato con una caratteristica specialissima: ogni volta che lo si assaggia, esso ha un sapore differente. Ma prima di capire che la “semiosi infinita”, per così dire, è una caratteristica sostanziale del Bombastium, Qui Quo e Qua perdono tempo a bisticciare sul vero sapore del gelatone: Fragola! Ma vaffanculo, è cioccolato! Sei un morto vivente, è vaniglia!

Su Grillo e Simone Weil

simoneweil

Questo articolo è uscito su Orwell nel novembre scorso.

Su Grillo e Simone Weil
ovvero alcune considerazioni sul vincolo di mandato imposto ai parlamentari del MoVimento 5 Stelle

All’indomani delle elezioni siciliane che hanno sancito un clamoroso successo del Movimento 5 stelle anche a Sud, e un ecatombe di voti per tutti gli altri partiti, Beppe Grillo consigliava sul suo sito la lettura di un vecchio testo di Simone Weil, Manifesto per la soppressione dei partiti politici, recentemente riedito da Castelvecchi.

Cosa c’entrano Grillo e Casaleggio con questa solitaria pensatrice radicale, scomparsa giovanissima nel 1943? Probabilmente niente, eppure è curioso che in coda al post in cui si è prontamente affrettato a definire dall’alto le regole della selezione dei futuri candidati del Movimento 5 stelle al Parlamento, auto-nominandosi allo stesso tempo “capo politico” e “garante”, capace di “essere a garanzia di controllare, vedere chi entra…”, il guru trionfante abbia rimandato a questo saggio della Weil, il cui rinato successo editoriale (dovuto a un titolo percepito immediatamente come “anti-casta”) è direttamente proporzionale al suo fraintendimento. Basta rileggere le poche decine di pagine della Weil (e i testi di André Breton e Alain che le accompagnano nella edizione Castelvecchi) per scoprire immediatamente il bluff.

L’inverno del nostro scontento. Un bicchiere mezzo vuoto.

Winter-Is-Coming-Wallpaper-124351

Riprendiamo questo articolo uscito su Uninomade di Girolamo De Michele Non condivido i toni di soddisfazione che mi sembra prevalgano nei commenti alle recenti elezioni. Solo con l’ironia che il Bardo mette in bocca a Riccardo III nell’incipit della tragedia posso convenire che l’inverno del nostro scontento si sia mutato in estate splendente sotto i […]

“L’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia”

Giacomo-Matteotti

Oggi il Movimento 5 Stelle ha eletto i suoi capigruppo: per alzata di mano, ha vinto Roberta Lombardi con 39 voti su 107 come capogruppo alla Camera. Dal suo blog abbiamo preso questo discutibile e recente post. L’Italia sotto formaldeide Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, […]