Magari serve solo un logopedista

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‎”Provi a pronunciare insieme a me. Auto-critica.” “Auco…crica” “No, più piano. Au-to-cri-tica”. “Aucocrichi…ca”. “No, più calmo. Un pezzo alla volta, non forzi sulla lingua. Au…” “Au…” “Auto…” “Auchio…” “No, ricominciamo. Auuu-too. Con la t, attenzione al movimento della lingua sui denti”. “Auctiochtichia”. “Già meglio, vede”. Ecco, se volete, leggete l’intervista uscita oggi su Repubblica a […]

Considerazioni sparse sulle elezioni appena consumate

Elezioni Politiche 2013, Il voto a Roma

In questi giorni di riflessioni post elettorali, pubblichiamo quella di Cecilia D’Elia, uscita su Italia2013, che ci sembra piena di spunti. (Fonte immagine.)

di Cecilia D’Elia

Premetto che condivido molto l’appello di Barbara Spinelli (La Repubblica 27 febbraio) a sospendere il giudizio davanti al monumentale evento manifestatosi con le elezioni del 2013. Bisogna ragionare e far politica, cercare di produrre spostamenti in avanti in una situazione di stallo che non ha però un esito segnato. Bisogna osare.

Del resto nei risultati elettorali c’è sempre una verità, che va interrogata. A costo di sembrare inelegante vorrei partire da un’autocitazione, la fine del primo capitolo del libro Italia 2013, Questo paese è anche nostro: “a una società che domandava discontinuità rispetto alle politiche del trentennio si è risposto con un governo tecnico sostenuto da tutti i più grandi partiti. Certo la qualità del personale politico è imparagonabile rispetto a quella del governo Berlusconi, ma l’Italia sembra essere stata messa in naftalina. Raccontano che è il prezzo da pagare per salvarsi. Il voto a Grillo, il rancore verso la cosiddetta “casta”, la disillusione e l’astensionismo sono figli di questa assenza di alternative. Quello che non c’è, quello che bisogna costruire, è la prospettiva del mutamento, in Italia e in Europa.”

Il futuro di Grillo e del Movimento 5 stelle

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Ripubblichiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sullo Straniero n. 145 e postato su minima&moralia nel luglio scorso… Molti aspetti del Movimento 5 stelle (compresi i suoi nodi irrisolti) erano prevedibili molti mesi prima dell’exploit elettorale, benché in tanti – a iniziare dai vertici del Pd – ne abbiano sottovalutato la portata.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.

Stefano Rodotà presidente della Repubblica?

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Perché non pensare a proporre già da ora la candidatura dal basso di Stefano Rodotà come Presidente della Repubblica, nome simbolo di una convergenza tra tutte le forze parlamentari sui diritti? Riportiamo una lunga intervista uscita su Micromega sul suo ultimo libro edito da Laterza, Il diritto di avere diritti colloquio con Stefano Rodotà di […]

Compagno. Da “cum-panis”, colui con cui si spezza insieme il pane.

ROSTA (TO): BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA

E ora che come farò la rivoluzione, che tutti i posti sono occupati? (Dovunque indossano splendidi occhiali da sole: persino mia madre somiglia a Poncharello o a Buscetta, mentre io ho una stanghetta che si allenta, un nistagmo progressivo nella visione binoculare, un senso di resa che… guarda… tremo… di notte il bruxismo mi uccide […]

Ragionare appena appena di politiche culturali il giorno in cui si vota

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Ricominciamo con un nome: Renato Nicolini. Sarebbe bello se tra le molte persone che ci verranno in mente mentre siamo la cabina elettorale, ci lasciassimo ricordare Renato Nicolini. Ma non per il dovuto omaggio a un interprete di una politica non ridotta a passione triste, quanto piuttosto per il dovere di ricordare sempre che nella […]

Il nuovo

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“Voglio mandare via tutti, lo capisci?” “Sì, ma poi ci saranno questi eletti che dovranno pur governare”. “Non hai capito, voglio mandare via tutti! Tutti a casa!”. “Ma pure questo Parlamento?” “Tutti, mi fanno tutti schifo! Rubano tutti!”. “Cioè vuoi un parlamento senza nessuno?”. “Esatto, vuoto. Così finalmente si pulisce il Paese e si ricomincia […]

Italiano per svedesi

CALCIO: MILAN-LECCE

“L’Expressen”, uno dei più importanti giornali svedesi, mi ha chiesto di raccontare l’Italia della vigilia elettorale esaurendo l’argomento in meno di cinquemila battute. All’epoca di un mio precedente giro nei paesi scandinavi, ce ne vollero altrettante per spiegare la parola “condono”, sconosciuta a quei popoli. Dopo alcune riscritture, mi sono costretto a passare sotto le forche caudine di qualche didascalia.

Attendere l’uomo della Provvidenza è uno dei vizi nazionali che l’Italia si è trovata a gestire prima di diventare uno Stato unitario. Già Dante affida a un allegorico “veltro” (I Canto dell’Inferno) le speranze di risolvere una situazione ingovernabile. E Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi non trova di meglio che la mano divina per combattere ingiustizie di fronte a cui i protagonisti del romanzo sono impotenti.

Così, se Pio XI definì Mussolini “l’uomo della Provvidenza”, tempo dopo la tragedia si è riproposta in farsa. Veniamo dal lungo ventennio berlusconiano, una spettacolare serie di errori, inefficienze e derive corruttive (se la condotta sessuale dell’ex premier vi sembra scandalosa, dovreste conoscere la sua politica economica) che ci ha lasciati più poveri, frustrati, e a corto di autostima.

Ah ah ah. Ovverosia, per un’innovazione del linguaggio comico usato nella politica.

bersani-che-sorride

La (fiacca) battuta di Berlusconi su quante volte la donna alla convention di Green Power viene (con il comunicato aziendale che la donna si è divertita e si è sentita onorata, poi la controsmentita della donna che dice che non si è divertita né sentita onorata…), Crozza che fa l’imitazione (fiacchissima) di Berlusca a Sanremo […]

Pierluigi Battista e la questione morale

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(Immagine: Enrico Berlinguer.)

Nel suo articolo di domenica scorsa (“Contro l’abuso della questione morale”, 20 gennaio) per La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera, Pierluigi Battista torna su un tema che da oltre trent’anni periodicamente riaffiora nelle analisi di politica culturale italiana: la questione morale, affrontata per la prima volta da Enrico Berlinguer nella celebre intervista rilasciata a Eugenio Scalfari, pubblicata da Repubblica il 28 luglio del 1981.

In sintesi Battista afferma che da quel momento in poi si certifica un cambiamento della linea politica del Partito comunista italiano, uscito malconcio dalla strategia del compromesso storico, fallita tragicamente e sostituita da un sostanziale ripiegamento dell’allora segretario nel nome di una “diversità” a detta del giornalista del tutto arbitraria, come dimostrerebbe l’ultima battaglia berlingueriana contro il craxismo dilagante, culminata nella sconfitta subìta sulla scala mobile. Poi il craxismo dilagante ha preso la piega che tutti abbiamo potuto constatare. C’è dell’altro.