Il futuro di Grillo e del Movimento 5 stelle

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Ripubblichiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sullo Straniero n. 145 e postato su minima&moralia nel luglio scorso… Molti aspetti del Movimento 5 stelle (compresi i suoi nodi irrisolti) erano prevedibili molti mesi prima dell’exploit elettorale, benché in tanti – a iniziare dai vertici del Pd – ne abbiano sottovalutato la portata.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.

Stefano Rodotà presidente della Repubblica?

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Perché non pensare a proporre già da ora la candidatura dal basso di Stefano Rodotà come Presidente della Repubblica, nome simbolo di una convergenza tra tutte le forze parlamentari sui diritti? Riportiamo una lunga intervista uscita su Micromega sul suo ultimo libro edito da Laterza, Il diritto di avere diritti colloquio con Stefano Rodotà di […]

Compagno. Da “cum-panis”, colui con cui si spezza insieme il pane.

ROSTA (TO): BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA

E ora che come farò la rivoluzione, che tutti i posti sono occupati? (Dovunque indossano splendidi occhiali da sole: persino mia madre somiglia a Poncharello o a Buscetta, mentre io ho una stanghetta che si allenta, un nistagmo progressivo nella visione binoculare, un senso di resa che… guarda… tremo… di notte il bruxismo mi uccide […]

Ragionare appena appena di politiche culturali il giorno in cui si vota

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Ricominciamo con un nome: Renato Nicolini. Sarebbe bello se tra le molte persone che ci verranno in mente mentre siamo la cabina elettorale, ci lasciassimo ricordare Renato Nicolini. Ma non per il dovuto omaggio a un interprete di una politica non ridotta a passione triste, quanto piuttosto per il dovere di ricordare sempre che nella […]

Il nuovo

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“Voglio mandare via tutti, lo capisci?” “Sì, ma poi ci saranno questi eletti che dovranno pur governare”. “Non hai capito, voglio mandare via tutti! Tutti a casa!”. “Ma pure questo Parlamento?” “Tutti, mi fanno tutti schifo! Rubano tutti!”. “Cioè vuoi un parlamento senza nessuno?”. “Esatto, vuoto. Così finalmente si pulisce il Paese e si ricomincia […]

Italiano per svedesi

CALCIO: MILAN-LECCE

“L’Expressen”, uno dei più importanti giornali svedesi, mi ha chiesto di raccontare l’Italia della vigilia elettorale esaurendo l’argomento in meno di cinquemila battute. All’epoca di un mio precedente giro nei paesi scandinavi, ce ne vollero altrettante per spiegare la parola “condono”, sconosciuta a quei popoli. Dopo alcune riscritture, mi sono costretto a passare sotto le forche caudine di qualche didascalia.

Attendere l’uomo della Provvidenza è uno dei vizi nazionali che l’Italia si è trovata a gestire prima di diventare uno Stato unitario. Già Dante affida a un allegorico “veltro” (I Canto dell’Inferno) le speranze di risolvere una situazione ingovernabile. E Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi non trova di meglio che la mano divina per combattere ingiustizie di fronte a cui i protagonisti del romanzo sono impotenti.

Così, se Pio XI definì Mussolini “l’uomo della Provvidenza”, tempo dopo la tragedia si è riproposta in farsa. Veniamo dal lungo ventennio berlusconiano, una spettacolare serie di errori, inefficienze e derive corruttive (se la condotta sessuale dell’ex premier vi sembra scandalosa, dovreste conoscere la sua politica economica) che ci ha lasciati più poveri, frustrati, e a corto di autostima.

Ah ah ah. Ovverosia, per un’innovazione del linguaggio comico usato nella politica.

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La (fiacca) battuta di Berlusconi su quante volte la donna alla convention di Green Power viene (con il comunicato aziendale che la donna si è divertita e si è sentita onorata, poi la controsmentita della donna che dice che non si è divertita né sentita onorata…), Crozza che fa l’imitazione (fiacchissima) di Berlusca a Sanremo […]

Pierluigi Battista e la questione morale

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(Immagine: Enrico Berlinguer.)

Nel suo articolo di domenica scorsa (“Contro l’abuso della questione morale”, 20 gennaio) per La Lettura, l’inserto culturale del Corriere della Sera, Pierluigi Battista torna su un tema che da oltre trent’anni periodicamente riaffiora nelle analisi di politica culturale italiana: la questione morale, affrontata per la prima volta da Enrico Berlinguer nella celebre intervista rilasciata a Eugenio Scalfari, pubblicata da Repubblica il 28 luglio del 1981.

In sintesi Battista afferma che da quel momento in poi si certifica un cambiamento della linea politica del Partito comunista italiano, uscito malconcio dalla strategia del compromesso storico, fallita tragicamente e sostituita da un sostanziale ripiegamento dell’allora segretario nel nome di una “diversità” a detta del giornalista del tutto arbitraria, come dimostrerebbe l’ultima battaglia berlingueriana contro il craxismo dilagante, culminata nella sconfitta subìta sulla scala mobile. Poi il craxismo dilagante ha preso la piega che tutti abbiamo potuto constatare. C’è dell’altro.

Obama, message in a bottle

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(Fonte immagine)

Inizia un nuovo anno, e non è detto che debba essere così catastrofico come gli ultimi trascorsi, o come molte previsioni economiche e politiche annunciano. A volte, seppure in mezzo a mille difficoltà, un po’ di ottimismo non guasta; e a ben vedere, un minimo potrebbe anche essere giustificato.

Nello scacchiere internazionale il 2013 si è aperto con la battaglia vinta da Obama in sede parlamentare per quanto riguarda, in scarna sintesi, l’aumento della tassazione del ceto medio-alto statunitense, nel tentativo di evitare il materializzarsi del “fiscal cliff”, lo spettro americano del baratro fiscale che molto somiglia in casa nostra al marchio “spread”, altro termine sconosciuto sino a pochi mesi fa, improvvisamente popolare dopo l’avvento di Mario Monti alla presidenza del Consiglio; il quale, pronunciandosi sul successo politico dell’amico Barack (pare si diano del tu chiamandosi per nome), cinguettava un “finalmente” riferendosi al dimezzamento dello spread causato dalle notizie provenienti dalla Casa Bianca sull’accordo raggiunto. Un dimezzamento che era tra gli obiettivi principali del suo operato al governo nel corso del 2012, arrivato come manna dal cielo per il neocandidato, e dunque immediatamente trasformato in notizia di bassa cucina da propaganda elettorale: è la comunicazione globale, bellezza. Basta un tweet.

Razzismo, marxismo e speculazione edilizia: fare politica con i giochi in scatola

The Game of Urban Renewal

Questo pezzo è uscito su Studio.

“Buttarla” in politica è un’attività facile, perché la politica è una di quelle cose che si possono fare con tutto, anche senza accorgersene. Inciamparci è inevitabile. Musica, poesia, letteratura, arte, architettura: qualsiasi forma d’espressione funziona alla perfezione. Anche i giochi in scatola possono spiegare la realtà con enorme precisione, argomentando e perfino criticando lo status quo. Potrà sembrare strano ma alcuni dei giochi più noti, per esempio, si basano su materie prettamente “politiche”: il denaro (Monopoli) e il potere (Risiko!). Se non ce ne rendiamo conto mentre muoviamo carro armati o piazziamo hotel su Parco della Vittoria, è perché il loro contesto è puramente ludico. Ma basta poco per riaccendere la loro fiamma, e c’è chi ci ha provato con board game particolari. Alcuni di questi esperimenti sono passati alla storia, come vedremo, e sono tornati in auge di recente grazie a un artista canadese dal nome italiano, Flavio Trevisan, mente creativa di The Game of Urban Renewal, gioco in scatola con velleità artistiche in cui i giocatori fanno i pianificatori urbani, vestendo i panni da sindaco, costruttore, comitati, architetti ecc.