Cosa vuol dire essere antifascisti oggi

SACRARIO A MINISTRO SALO': 'NO FASCISMO' SCRITTE SU MAUSOLEO

Oggi a Tivoli inizia il processo ai tre ragazzi accusati di aver imbrattato il mausoleo dedicato a Rodolfo Graziani. Ripubblichiamo un intervento di Christian Raimo uscito nel 2012. (Fonte immagine)

Ce la si fa in un pomeriggio. Si può prendere l’A24 uscendo a Castel Madama per spingersi verso i monti Simbruini fino al confine del Lazio, salendo in direzione Subiaco e lasciandosi alle spalle astrusi ristoranti cinesi lungo le fermate del Cotral o paesucoli inerpicati che avrebbero dovuto essere le “Cortina d’Ampezzo degli Appennini” nel 1980 – e in cui trent’anni dopo ancora non è arrivata l’acqua corrente – come Monte Livata o Campo dell’Osso, per poi riprendere la statale 411, seguire la “via Cesanese del vino” fino a arrivare dopo un’ora e mezza di tornanti tra gli aceri, i faggi, i lecci con le foglie rossicce in punta, alla curva all’entrata del paese di Affile, e da lì a sinistra salire per una strada sterrata ripida da farsela tutta in prima e parcheggiare accanto a questo benedetto famoso mausoleo dedicato al maresciallo Rodolfo Graziani.

Prenditela con le Muse, non con chi ti critica

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Perché scrivere?, è la domanda che a un certo punto si fa qualunque scrittore serio. Ossia: perché sottoporre il proprio libro all’attenzione di un lettore e magari rubargli quel tempo che potrebbe utilizzare per gustarsi qualche capolavoro. Chi si è fatto questa domanda ha già ben nascosta nel proprio cuore una risposta che non rivelerebbe mai: Io valgo più tutti gli altri. Se pure razionalmente riconosce la propria mediocrità, il proprio non essere fondamentale, c’è una parte irrazionale che lo porta – giustamente – a sragionare, e a sentirsi solo contro tutti: il migliore. Se non ci fosse quest’innocente arroganza, la pudica autocritica stroncherebbe qualunque desiderio di vedersi pubblicato, e ciascuno dovrebbe semplicemente sperare in un Max Brod.

Un militante fascista può riabilitarsi? La galera serve a qualcosa?

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Riprendiamo questo articolo dall’edizione on line de Gli altri

di Susanna Schimperna

L’indignazione per l’incarico al Comune di Roma dato da due anni all’ex carcerato Maurizio Lattarulo arriva il giorno dopo la notizia che, rifiutandogli il permesso con pretestuosi motivi burocratici, è stato impedito a un detenuto di Regina Coeli di discutere la propria tesi di laurea. Due casi che non possono non togliere le ultime illusioni a chi ancora creda che il carcere abbia davvero, come previsto nei codici, una funzione rieducativa accanto a quella meramente punitiva.

Ma se a deplorare l’episodio del laureando (trenta esami dati durante la reclusione, i parenti già avvisati del gran giorno, rassicurazioni sul fatto che nessun problema ci sarebbe stato fino solo a poche ore prima…), si sono sentite tante voci, persino dei più irredimibili giustizialisti, difendere Lattarulo e il suo diritto a lavorare sembra molto più difficile. Perché?

Ilva per principianti #1. Considerazioni sulla città dell’acciaio

di Alessandro Leogrande Raccolgo qui, a mo’ di diario, tre articoli sulla “questione Taranto” scritti in questi giorni per il “Corriere del Mezzogiorno”. Sono riflessioni certamente non esaustive. Tuttavia sono convinto che una discussione complessa su come coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute, “cosa” e “come” produrre e non solo “quanto” produrre, “come” […]

Caro cittadino romano, son finiti i tuoi problemi, ora c’è Zètema!

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Caro cittadino di Roma, sei un tipo disorganizzato? Hai difficoltà a gestire la tua piccola azienda, a organizzare la tua vacanza, a programmare la festa di compleanno per i tuoi figli? Perché non pensi di rivolgerti a Zètema? Guarda che Zètema è una società che ti offre global service. Ossia? Accoglienza, biglietteria, aperture straordinarie, eventi, catalogazione, documentazione, selezione personale, didattica, guardiania, sicurezza, libreria, attività editoriali, marketing, conservazione, promozione, comunicazione, progettazione, pulizia, manutenzione eccetera eccetera eccetera… Guarda che a tua disposizione troverai un’azienda con 930 (sic!) dipendenti. Un’azienda piena di speranze, che continua a sfornare bandi di assunzione del personale (privilegiando sempre persone che hanno già lavorato per l’azienda stessa), nonostante il suo destino sia incerto dopo l’approvazione della spending review. Un’azienda capace di gestire molte cose, forse addirittura tutte.

Se il futuro sono i grillini…

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Riprendiamo questo articolo di Alessandro Leogrande uscito sull’ultimo numero de «Lo straniero» (luglio, n.145), di cui segnaliamo – tra le altre cose – anche una “Lettera da Parma” di Alberto Grossi, l’epistolario tra Andrea Caffi e Nicola Chiaromonte, due lunghe interviste a Luciano Gallino e Walter Siti.

Se si votasse oggi per le elezioni politiche, dice l’ultimo sondaggio Swg pubblicato prima della chiusura di questo numero di “Lo straniero”, il Movimento 5 stelle prenderebbe il 21% dei voti. Un’enormità, dopo il crollo della Prima repubblica. Sarebbe il secondo partito d’Italia, dopo il Partito democratico, fermo al 24%. Il Pdl, sempre secondo il sondaggio Swg, sarebbe in caduta libera, intorno al 15% dei voti. Tutti gli altri (Udc, Lega, Idv, Sel) si aggirerebbero tra il 5 e il 6%. I sondaggi sono sondaggi: vanno presi con le pinze, soprattutto a molti mesi di distanza dalle elezioni reali. Tuttavia quello che si va delineando è molto più di un terremoto politico. Si tratta di una vera e propria frattura del corso costituzionale.

I Cito, la faccia oscura di Taranto

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In attesa del ballottaggio a Taranto, pubblichiamo un articolo di Alessandro Leogrande uscito il 10 maggio sul «Corriere del Mezzogiorno». Qui un assaggio di «L’eterno ritorno di Giancarlo Cito» di Alessandro Leogrande contenuto in «Il corpo e il sangue d’Italia. Otto inchieste da un paese sconosciuto».

In un futuro lontano, gli ultimi vent’anni di politica tarantina verranno ricordati come gli anni del citismo sempre risorgente ogni qual volta è stato dato per morto e sepolto. Questo singolare impasto di leghismo meridionale, xenofobia triviale, recupero casereccio del neofascismo, populismo di periferia, sermoni antipolitici condotti dagli schermi di un emittente televisiva famigliare, è difficile da discernere al fuori dei confini della città jonica. Eppure continua a riprodursi. Oggi la saga dei Cito batte l’ennesimo colpo: Mario Cito, candidato sindaco in sostituzione dell’intramontabile padre Giancarlo (vero candidato “ombra”, benché in carcere per scontare un cumulo di condanne definitive per tangenti e concussione) è approdato al ballottaggio con il 18,9% dei voti.

Alle spalle c’è il precedente delle amministrative del 2007. Allora Giancarlo Cito, ex picchiatore fascista e sindaco sfascista della Taranto plumbea di metà anni novanta, dopo aver scontato una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, decise di candidarsi nuovamente alla poltrona di sindaco. Quando il Tar gli impedì di correre, ebbe il colpo di genio. Candidare il figlio in sua vece, e condurre in prima persona la campagna elettorale, mantenendo inalterati i manifesti con la propria foto con su scritto “Vota Cito”, “che tanto è lo stesso”. Contro ogni previsione, traendo vantaggio dal tracollo del centrodestra locale, responsabile del crack finanziario del Comune nel 2006, sfiorò il ballottaggio. In questi cinque anni il citismo è rimasto in letargo, con qualche fiammata elettorale qua e là. Poi è tornato in forza alle nuove elezioni amministrative.

L’economia decisa dalla politica o la politica decisa dall’economia?

Ripubblichiamo quest’intervista realizzata a Marco Mantello da Edoardo Albinati per la splendida rivista d’interviste Una città EA: Cosa significa “concorrenza perfetta”? Esiste in qualche misura nella realtà o forse si è affermato solo un mito della concorrenza? MM: L’idea di concorrenza implica innanzitutto un modo di concepire i comportamenti umani o i sentimenti morali delle […]

Operazione Geronimo

Questo articolo è uscito sul numero di giugno della rivista Lo Straniero. di Giuliano Battiston “Geronimo E-KIA”. È il primo maggio 2011, la voce del vice ammiraglio William McRaven, a capo del Joint Special Operations Command (JSOC) degli Stati Uniti, arriva ovattata nella Situation Room della Casa Bianca, riempita dell’attesa incerta dei più alti rappresentanti […]

Ciechi di fronte al risveglio arabo

In Medio Oriente i dittatori hanno praticato un’operazione di infantilizzazione del popolo, tirato su a suon di giornali finti, con il minimo indispensabile per vivere. Ce lo racconta Robert Fisk, giornalista e corrispondente, intervistato da Giuliano Battiston per Il manifesto. di Giuliano Battiston Quando aveva solo dodici anni, vedendo «Il prigioniero di Amsterdam», un film […]