Senza tende

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Questo pomeriggio, alle ore 16 presso il Museo del Novecento a Milano, nell’ambito di Bookcity, verrà presentato In Opera – Racconti empatici, a cura di Dario Borso. L’opera nasce dall’esperienza di un gruppo di “libri umani” della Human Library (biblioteca vivente ispirata a un format danese nato allo scopo di infrangere pregiudizi) che in questi anni si sono proposti più volte alla “lettura” del pubblico.

di Giulia Parsi

in via gaetana agnesi zona porta romana sorgeva una
palazzina del settecento completamente bianca con un enorme
portone verde bosco. dentro era tutto un mondo. vi abitavano
solo dodici inquilini ed erano una sorta di piccola bizzarra
comunità piena di storie di nevrosi di coppia ma anche
di cani e di bambini che si incontravano nel piccolo cortile
senza macchine come in una piccola oasi di silenzio e pace.

Miniature II

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di Emanuele Modigliani In bici Dorava il mandorlato a spruzzo, lo mischiava rapido e beveva. Ci metteva dentro anche cocco e sciroppo d’acero. Lo guardavano. – Aggiungi sapore – diceva loro, – voglio aggiungere sapore – ripeteva. C’era un isolotto nel fiume davanti. La corrente piegava le canne di qua e di là sdoppiandosi quando […]

Chiedono a Dio di venire

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Photo by Anqi Lu on Unsplash

di Hilary Tiscione

Sollevano la polvere, corrono. Hanno i piedi dentro sandali di cuoio con le suole deformate scucite dalla pelle. Sembra che vogliano suicidarsi, le suole.

La felicità è un maiale morto sul Müggelsee

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di Marco Mantello   “Vagano per decenni sulle distese di ghiaccio della noia e dell’abitudine e intanto si odiano, si odiano perché uno dei due è più distinto dell’altro, perché ha ricevuto un’educazione più raffinata e tiene il coltello e la forchetta in maniera più elegante, o perché ha conservato lo spirito di casa inculcatogli […]

I sorrisi sono di D.

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Photo by Kyle Caraher on Unsplash di Massimiliano Governi Devo vestire il corpo. Siamo in primavera, quindi servirà qualcosa di leggero. Se fosse inverno, gli metterei un bel maglione blu di cashmere che gli avevo regalato a Natale qualche anno fa, quando ancora ci facevamo i regali. A metà mattina comincio a tirare fuori dall’armadio magliette e felpe […]

Il Sudafrica nel giorno di Mandela

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Pubblichiamo un pezzo apparso sul Messaggero, che ringraziamo.

Cent’anni fa a Mvezo, un minuscolo villaggio sulle rive del fiume Mbashe, una terra splendida situata a oltre mille chilometri da Città del Capo, nacque Nelson Mandela, icona novecentesca di una storia collettiva e di un cammino verso la libertà e l’emancipazione che non è ancora concluso.

Il Sudafrica, e il mondo, hanno appena celebrato il centenario del primo presidente eletto democraticamente nel 1994 in un paese ancora lacerato dall’oppressione dell’apartheid. È viva la memoria dei 27 anni trascorsi in carcere da Mandela, insieme a tanti compagni di lotta, senza mai perdere la propria identità e il senso di un percorso che dopo aver scalato una montagna ne ha trovata sempre un’altra. La ricorrenza della nascita di Mandela è l’occasione per guardare anche dentro alle contraddizioni e alle disuguaglianze che tuttora segnano la società sudafricana.

Breve trattato di storia naturale

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Eccoli lassù, in cima alla montagna. Nelle brevi estati scintillano al sole, nei lunghi inverni avvertono il peso della neve.

Ma tra loro non parlano, parlare non serve, ascoltano, questo sì, notte e giorno, senza lasciarsi sfuggire nulla, cogliendo la realtà lì dove la realtà svanisce, nel rumore del mondo.

E milioni di anni passati a perfezionarsi, moltiplicarsi, schierati e compatti, in lunghissime file, ricoprendo la cima della montagna.

Sembra ieri, loro lassù, e i dinosauri a valle, con i versi irritanti, le zanne sfoderate in ogni occasione.

Ipotesi sulla grande pietra

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di Enrico De Zordo Profondità Da qualche giorno mi assilla la visione di un tizio che scava: la sua testa è minuscola, quasi non si vede; ha le braccia e le spalle ipertroficamente sviluppate rispetto alle altre parti del corpo, se ne sta inginocchiato su un lastrone di roccia e non fa che scavare. In […]

Il mattino ha loro in bocca

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L’inquieto, una rivista che unisce narrativa e illustrazioni, è da poco online con  il suo decimo numero, Sabba, catechesi per adulti. Anticipiamo un racconto qui. L’illustrazione è di Serena Schinaia.

Mi dicevo: presto o tardi devono apparire
Ernesto Sabato

Ogni giorno, svegliandosi, vestendosi, uscendo da casa, si aspettava di trovare un segno. Ma anche quella mattina il portone era pulito. Non riportava un coltello conficcato nel legno, né una croce dipinta con la vernice rossa, né un biglietto attaccato con lo scotch su cui una grafia elementare confermava il fatto che loro sapessero dove abitava.

C’era qualcosa, in quella pulizia, che gli gelava la fronte e le mani – e alla fermata, e poi sull’autobus, mentre prendeva posto e la città s’impigliava sui finestrini, si chiedeva come mai non si fossero ancora fatti vivi.

Bestie

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di Federica De Paolis

Nessuna infanzia è priva di terrori.
Philip Roth

Nell’estate del 1978, quando al nostro rientro ci saremmo dovuti trasferire in Via del Pellegrino, mio padre disse a mia madre che non se la sentiva, voleva prendersi una pausa. Non ebbe il coraggio di ammettere, che dopo otto anni di matrimonio, si era innamorato di un’altra donna. Disse solo che era infelice, che aveva bisogno di pensare, starsene per conto suo, ridisegnare i confini di un’esistenza che gli stava sfuggendo di mano. Nel corso dell’ultimo anno aveva lottato contro violenti attacchi d’ansia, era diventato vulnerabile e fragile. Passava notti insonni a fumare Gauloises senza filtro guardando la punta della sigaretta brillare nel buio. Era accecato dalla paura di morire.