La “funzione-conversazione” e la “riserva oscura”. Due letture dei Fratelli Michelangelo

1VS

[Pubblichiamo due riflessioni, firmate dallo scrittore e critico Paolo Di Paolo e dal poeta Tommaso Lisa, intorno all’ultimo romanzo di Vanni Santoni I fratelli Michelangelo (Mondadori 2019)] * * * Non abbiate paura dei Buddenbrook di Paolo Di Paolo Non abbiate paura dei Buddenbrook. Il grande romanzo di famiglia non è mai archiviato per sempre. […]

A ciascuno la sua croce. Dio è donna e si chiama Petrunya, il film manifesto di Teona Strugar Mitevska

1pet

Comincia così, con un piatto e un sandwich che la mano di una madre infila sotto le coperte. Avvolta dentro un bozzolo letto c’è la figlia trentaduenne che è ora che si svegli. Ha studiato, è laureata, non ha un lavoro, lo cerca, ma la città non sembra accorgersi di lei. È una donna, non è più giovanissima. È grassa.

Il film di Teona Strugar Mitevska non lascia scampo, non cede a retoriche vittimistiche, non denuncia, non impreca. Racconta il risveglio di una donna che agisce come un animale. È quello che dice lei, ripensandosi, un animale. Niente coraggio, niente consapevolezza, niente politica. Il suo gesto è istintivo. Mentre si celebra una cerimonia religiosa un prete getta nel fiume una piccola croce. La caccia alla croce è riservata agli uomini.

Nelle pianure di Gerald Murnane

jan-jakub-nanista-0D1DkFGz9cA-unsplash

Photo by Ján Jakub Naništa on Unsplash

“Vent’anni or sono, quando vidi le pianure per la prima volta, lo feci con gli occhi bene aperti. Cercavo, in quel paesaggio, qualcosa che sembrasse accennare a un significato complesso, oltre le apparenze.”

Tutto quello che abbiamo visto guardando dal finestrino di un treno; la distesa – una volta d’erba, l’altra di grano – senza fine. Lo sguardo a perdita d’occhio, l’orizzonte basso, sempre più basso. Una serie infinita di parcheggi vuoti, la campagna interrotta ogni tanto dalle case, un trattore, l’insegna di un centro commerciale piazzata in mezzo al nulla. Non una collina, non una montagna. Qualche volta un fiume, stelle basse che si posano tra gli alberi, la nebbia che sale fino a confonderci, a fondere ogni cosa, a prendere parte anch’essa allo spettacolo unico che offre la pianura.

La mafia non è più quella di una volta. Nella Sicilia allucinata di Franco Maresco

1mares

Pubblichiamo un pezzo uscito su Linus, che ringraziamo.

“Forse non dovevo vivere così a lungo” mormora Letizia Battaglia, sguardo dolente da sibilla e caschetto lisergico, inquadrata da Franco Maresco in una sequenza de La mafia non è più quella di una volta.

Nell’obiettivo della Reflex che le pesa al collo ha visto scorrere decine di cadaveri di mafia. Una mattanza infinita, immortalata in prima linea, senza mai perdere sensibilità.

Marriage Story, le scene da un matrimonio di Noah Baumbach

1ms

Marriage Story, l’ultimo film di Noah Baumbach – in concorso al festival di Venezia 2019 – è stato appellato come il nuovo Kramer contro Kramer. Anche se la storia è totalmente rovesciata: nella vecchia pellicola, la madre andava via lasciando un padre alle prese con il figlio e con una genitorialità che sembrava gli fosse del tutto estranea. Mentre qui, è Nicole (Scarlett Johansson) che decide di trasferirsi a Los Angeles e strappare dalle braccia di Charlie (Adam Driver), il loro unico figlio. Ma il risultato è lo stesso: Marriage Story ha il potere di raccontare il dolore che produce la separazione, il senso di fallimento e frustrazione che congela la vita dei protagonisti che avevano creduto nell’amore, il matrimonio, la famiglia.

Tra vita e sopravvivenza: “Permafrost” di Eva Baltasar

1permaf

Sente di abitare un limite rasente al nulla, una dimora provvisoria come il corpo stesso. La protagonista del nuovo libro di Eva Baltasar (Permafrost, traduzione di Amaranta Sbardella, Nottetempo), vive perennemente lungo il confine tra la vita e la sopravvivenza, marcato da paure e assenza di sogni, desiderio di morte e labili illusioni legate a un’idea di arte come ansia di creazione.

Appena laureata in Storia dell’Arte, la giovane donna di cui mai verrà rivelato il nome si muove tra Barcellona, Cardrona e Bruxelles nell’intento di perseguire unicamente ciò che le crea piacere: la lettura e il sesso occasionale con donne diverse, cercando di eludere ogni responsabilità a partire da un lavoro e legami stabili dietro alla convinzione della propria incapacità di amare.

Scrivere di cinema: Cena con delitto/Knives Out

1kni

di Giovanni Chessari

È stato il colonnello Mustard, con il tubo di piombo, nella sala da pranzo! Quante volte è capitato di avanzare questa accusa, quando si pensava di poter rilanciare l’ipotesi vincente e definitiva sulla sanguinaria mappa domestica del Cluedo. Effettivamente l’obiettivo di “Cena con delitto” (impropria re-intitolazione italiana dell’originale e più efficace “Knives Out”) sembra di voler ricreare in sala il piacere sornione di quelle stesse partite d’intuizioni tradizionalmente imbandite nelle sere d’inverno, in compagnia degli amici migliori, subito dopo la pizza fredda a domicilio.

“Nessuno è come qualcun altro”, epifanie e stupore nei racconti di Amy Hempel

1amy

“Questa era seduzione. Questa era la storia che raccontò, fra tutte le storie da ragazzo di campagna che poteva raccontare.”

C’è un racconto nella nuova raccolta di Amy Hempel (Sem, 2019, traduzione di Silvia Pareschi) – gioiello in una lunga serie di piccoli gioielli – che è anche un manuale di scrittura in miniatura. Si intitola L’agnello orfano ed è lungo soltanto mezza pagina. Tutto il talento della scrittrice statunitense esplode in poche righe e regala al lettore un condensato di perle narrative, vertici impossibili da raggiungere e non imitabili. Nel testo si tengono insieme due livelli di storia, apparentemente distanti. Nel primo una voce racconta dell’azione di qualcuno che scuoia un agnello, gesti rapidi, secchi, violenti; nelle frasi successive la pelle dell’agnello viene legata al corpo dell’orfano, in modo che la pecora in lutto avverta l’odore e lasci che l’orfano si avvicini per poppare. Stacco. La voce fuori campo cambia registro, tono, tempo e luogo, solo con una frase: O almeno così disse.

Le false sciamane: intrighi e femminismo nel romanzo di Enchi Fumiko

1fumik

di Giorgia Sallusti

«Quando un uomo è ossessionato da una donna, c’è sempre un momento in cui l’opinione del mondo e il proprio onore non sono più un problema»; Enchi Fumiko scrive queste righe in Namamiko. L’inganno delle sciamane (ora in Italia grazie a Safarà con la traduzione di Paola Scrolavezza), e racconta la vicenda tragica dell’amore tra l’Imperatore Ichijō (986 – 1011) e Teishi, la Prima Consorte, che sfiderà il potere politico della corte giapponese del X secolo.

Namamiko è anche la storia di una ikiryō, ovverosia una possessione, uno spirito che lascia il corpo di un vivente e va a perseguitare altre persone fino a consumarle e, a volte, ucciderle. Il tutto messo in scena nella capitale imperiale di un Giappone al suo massimo splendore, tra sete fruscianti, stanze in penombra piene di segreti bisbigliati e palazzi adorni di arte e poesia.

Il Volontario di Salvatore Scibona, dal Vietnam alla ricerca di un’identità impossibile

marco-lopez-qK6HAkB91Yc-unsplash

Photo by Marco López on Unsplash

Sabato pomeriggio Salvatore Scibona sarà a Più Libri Più Liberi (ore 18,30, sala Antares), per raccontare il suo ultimo romanzo Il Volontario, uscito in Italia per 66thand2nd nella traduzione di Michele Martino.

Vollie Frade è un uomo da metamorfosi interiori, da molte vite nella stessa vita. Cresciuto nell’America rurale, di punto in bianco decide di arruolarsi nel corpo dei marines, ancora minorenne. C’è il Vietnam che infuria dall’altra parte dell’Oceano, e all’inquieto Vollie sembra l’occasione giusta per imboccare la sua strada.