Scrivere di cinema: La tenerezza

la tenerezza

minima&moralia è tra i partner del concorso Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino per giovani aspiranti critici cinematografici: ospitiamo la rubrica di cinema a cura dei vincitori dell’edizione 2016 e vi segnaliamo il bando dell’edizione 2017 (fonte immagine). 

di Marco Castelli

I film  sulle relazioni umane sono come una matassa di storie, che viene fatta srotolare da un gatto su un tappeto. Ne “La tenerezza” il giocoliere è il regista Gianni Amelio, il tappeto sono i vicoli di Napoli ed il colore della matassa è un rosso tra lo stinto di una rosa sfiorita, il cupo del sangue rappreso, ed il colore acceso della giacca a vento del protagonista, Lorenzo, avvocato in pensione.

Houellebecq e Schopenhauer: cronaca di un colpo di fulmine

Houellebecq

(fonte immagine)

In attesa del suo prossimo romanzo “sull’amore” – chissà cosa dobbiamo aspettarci –, Michel Houellebecq ritorna ad una sua vecchia passione: il saggio. Dopo averne dedicato uno a H.P. Lovecraft (Contro il mondo, contro la vita, Bompiani), con cui inaugurò la sua fortunata bibliografia nel lontano 1991, l’autore di Sottomissione ha deciso di rendere omaggio ad un pensatore fondamentale della sua formazione intellettuale: il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer.

Stregati: “È giusto obbedire alla notte” di Matteo Nucci

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Per la serie sui dodici libri finalisti al premio Strega, oggi presentiamo il libro di Matteo Nucci.

Verso la fine di È giusto obbedire alla notte, il protagonista del romanzo si inoltra in una città spettrale: “Viale Trastevere sembrava una lunga distesa di cemento e rotaie coperta dagli immensi platani attraverso cui il sole filtrava a tocchi densi come polpa.” La piazza di Santa Maria è vuota, i ristoranti “sbarrati nel chiuso dell’aria condizionata”. L’uomo affretta il passo, nella canicola pomeridiana.

Stregati: “Le cento vite di Nemesio” di Marco Rossari

le cento vite di nemesio

Questo pezzo è uscito sul Foglio, che ringraziamo. Qui il primo pezzo dedicato ai dodici finalisti del premio Strega.

È facile smettere col Novecento se sai come farlo: l’occidente, per esempio, sta dicendo addio al secolo breve da centodiciassette anni. Già, perché il Novecento è iniziato prima di iniziare, è iniziato nel 1899, quando è nata la generazione che sarebbe andata alla Grande guerra, e lì in mezzo nasceva anche Nemesio Viti, il protagonista del nuovo romanzo di Marco Rossari (“Le cento vite di Nemesio”, edizioni e/o, 512 pp., 18 euro). Il protagonista, Nemesio il Vecchio, è in ospedale per un ictus: è un centenario di fronte al Duemila, in coma ma ancora attaccato alla vita, alle donne e alla Storia.

Su “Bruciare tutto”, l’ultimo romanzo di Walter Siti

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Questo pezzo è uscito sul numero di aprile di Rolling Stone, che ringraziamo.

di Veronica Raimo

“La mia fascinazione per il male è oscura anche a me stesso”. Lo scrive Walter Siti nella nota di Resistere non serve a niente, premio Strega 2013. È difficile che sentirete uno scrittore proclamare il contrario: la fascinazione per il bene non ha mai sedotto nessuno. A forza di lasciarsi sedurre dal Male, e cercarne la sua forma più estrema e sublime, si finisce però per indicizzare l’osceno come le categorie del porno, e renderlo  meno appetibile del suo sbiadito antagonista.

Scrivere di cinema: Personal Shopper

personal shopper

di Eugenio Radin

Ghost-story d’autore, thriller psicologico dalle sfumature soprannaturali, dramma esistenziale: se il ricorso a una pedante catalogazione “per generi” del cinema risulta essere già in generale un’operazione discutibile, a maggior ragione nel caso dell’ultimo lavoro di Olivier Assayas, intitolato Personal Shopper, tale manovra si fa impossibile.

Il cineasta parigino utilizza in effetti in Personal Shopper la figura metaforica dello spettro pur senza la minima intenzione di confezionare un’opera che si presti in qualche modo a essere contenuta all’interno degli stilemi e dei cliché di genere; egli sfrutta piuttosto la libertà del mezzo espressivo, divertendosi nel sottrarre allo spettatore la possibilità di inquadrare la pellicola in una concezione che sia univoca o unitaria, alla luce della quale poter leggere i fatti presentati.Ghost-story d’autore, thriller psicologico dalle sfumature soprannaturali, dramma esistenziale: se il ricorso a una pedante catalogazione “per generi” del cinema risulta essere già in generale un’operazione discutibile, a maggior ragione nel caso dell’ultimo lavoro di Olivier Assayas tale manovra si fa impossibile.

Il cineasta parigino utilizza in effetti Personal Shopper la figura metaforica dello spettro pur senza la minima intenzione di confezionare un’opera che si presti in qualche modo a essere contenuta all’interno degli stilemi e dei cliché di genere; egli sfrutta piuttosto la libertà del mezzo espressivo, divertendosi nel sottrarre allo spettatore la possibilità di inquadrare la pellicola in una concezione che sia univoca o unitaria, alla luce della quale poter leggere i fatti presentati.

Mi chiamo Sara, vuol dire principessa: elogio dell’imperfezione

sara principessa

La domanda è sempre una, la stessa: “Questo romanzo è autobiografico?”.

Alcune cose sono successe, altre me le sono inventate, e non dirò mai cosa è cosa” : nel 2009 Violetta Bellocchio affronta la questione col grimaldello del sarcasmo. La mette per tre volte tra le faq di Sono io che me ne vado (Mondadori) — tuttora reperibili qui, ci mancherebbe — e per tre volte risponde in modo diverso, fino alla parziale confessione. Che resta per aria, com’è giusto che sia.

Dopo la voce narrante de Il corpo non dimentica (Mondadori), addiction memoir affilato e preciso — un Gillette usa-e-getta strofinato all’altezza del thigh gap — oggi tocca al personaggio di Sara Monfasani coincidere, per la terza volta nel percorso romanziero di Bellocchio, con un io. Ma è pura fiction, questa.

Lions: storie da luoghi che scompaiono

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Si chiama Gassing up at Roy’s la fotografia di Ralph Graf che ha vinto il Sony World Photography Awards per la categoria viaggi: “è stata scattata alla stazione di servizio e motel di Roy a Amboy, in California… Un paese quasi abbandonato sulla Historic Route 66, lontano da qualsiasi altra stazione di servizio o strada principale”.

Europeana, il viaggio nel Novecento di Patrick Ourednik

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Questo pezzo è uscito su Linus, che ringraziamo.

Un’utile chiave di lettura di questo geniale e sfuggente libretto è fornita dal lavoro dell’autore, “traduttore e redattore di enciclopedie”, opportunamente riportato nella breve nota biografica. Patrik Ourednik è di origine ceca, vive in Francia dagli anni ottanta ed Europeana, tradotto in 25 lingue, è il suo maggiore successo. Già pubblicato da :duepunti, piccolo ma glorioso editore siciliano ormai defunto (credo), approda adesso a Compagnia extra, la bella collana diretta da Ermanno Cavazzoni e Jean Talon per Quodlibet, dove si pubblicano libri dalle forme strane, ludiche, sperimentali.

Stregati: “La più amata” di Teresa Ciabatti

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Con La più amata iniziamo una rassegna dedicata ai dodici libri finalisti al premio Strega, edizione 2017.

Philip Roth, parlando di Kafka, diceva che «quando uno scrittore degno di tal nome è arrivato a trentasei anni, non traduce più l’esperienza in una favola: impone le sue favole all’esperienza». Con queste parole Roth intendeva dire che uno scrittore non attinge alla propria esperienza per inventare delle storie, ma proietta le proprie storie nella sua vicenda biografica con lo scopo di modificare la sua vita stessa. E che il fiore più prezioso della sua identità letteraria non risiede nei nudi fatti della sua esistenza, né nella creatività che egli impiega nella sua narrativa, ma nel nucleo più terso della sua invenzione proiettato nel cuore pulsante della sua esperienza.