Il caso straordinario di Lesbo. Reportage dall’isola

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo; le foto sono dell’autore.

LESBO. Moria è un piccolo villaggio nell’entroterra di Lesbo a sei chilometri da Mitilene. La strada lo attraversa zigzagando fra antiche case in legno, due negozi di verdura, due vecchi kafenìa, i tipici caffè greci, un alimentari, una farmacia e un forno sublime che per tutto il mattino riempie la strada di un odore irresistibile. Nei kafenìa, gli uomini si raccolgono, fumano, sgranocchiano, giocano a tàvli (backgammon) e chiacchierano senza pausa, come si fa da sempre in Grecia. Sono molto stanchi di quel che succede poco fuori dal villaggio, ovvero in quel campo profughi che è  diventato simbolo della nuova politica europea sui flussi migratori a partire dal marzo 2016 quando sono stati siglati accordi contestatissimi con la Turchia. Moria è un nome ormai conosciuto nel mondo non per il villaggio ma per quel campo, descritto spesso come lager dove è stanziata una quantità di esseri umani di gran lunga superiore alla sua capienza.

Perth: italiani in Australia

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di Claudia Petrucci Incontro Matteo e Giada due settimane dopo il mio rientro dall’Italia. Domenica sera la città è un non-morto all’ultima impresa rituale del fine settimana: il venerdì competizioni di resistenza nei locali fully licensed; il sabato feste private in casa di amici; al terzo giorno manchiamo la resurrezione. La prima domanda che mi […]

Vivere e sparire a Venezia

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Vivere e sparire a Venezia: un viaggio letterario in compagnia di Brodskji, Luiselli, Scarpa, Vasta, Barthes e Mario Soldati.

Eravamo e non siamo più. Sopralluoghi per un documentario sul bacino del Lago Chad

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di Angelo Loy

(in calce le traduzioni da T.S. Eliot)

Where is the Life we have lost in living?
Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
(T. S. Eliot, cori da: “The Rock”, 1934)

… e allora questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità.
(Amitav Ghosh, “La Grande Cecità”, Neri Pozza, 2017)

25 maggio

Una partenza con la testa piena di letture (e il corpo prosciugato dalla frenesia e dalla routine) che compiono orbite ellittiche intorno all’argomento: più o meno attinenti, indicando a volte falsi tracciati, altre funzionando in senso evocativo. Alcune orbite sono più emotivamente vicine al tema, altre tendono a disperdersi in uno spazio fuori controllo e apocalittico.

Dall’ fort’: il Medimex 2018 a Taranto

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Un reportage “grunge” dal Medimex 2018 di Taranto, con un occhio di riguardo per i concerti di Kraftwerk e Placebo e per la mostra “Kurt Cobain e il grunge: storia di una rivoluzione” dei fotografi Charles Peterson e Michael Lavine.

Non dire gatto. Un reportage domestico

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“Perché fotografiamo i gatti?” Un reportage domestico sulla vita coi felini, apparso inizialmente su Malesangue.

Vacanze poiane

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Pubblichiamo un pezzo apparso originariamente su The Towner, che ringraziamo (fonte immagine).

Roma – questa ingarbugliata città, in terra e in cielo. Da principio ci furono gli avvoltoi di Romolo e Remo, nel mezzo gli angeli di Santa Romana Chiesa, ora sono gabbiani, cornacchie e pappagalli a contendersi il dominio dei cieli da Prati a San Giovanni. Dalla finestra vedo passare di sfuggita variopinti gruppi di parrocchetti dal collare (Psittacula krameri, la specie di pappagalli che qui si è più diffusa), sento sghignazzare i gabbiani nelle notti insonni – non hanno orari, si direbbe – e poi a fine autunno gli spettacolari stormi che si spostano in cerca di un clima più caldo, disegnando figure sempre nuove sull’Eur, o replicando con un certo gusto per la simmetria e maggiore eleganza, lo sciame di persone che s’affrettano sul piazzale della stazione Termini.

Hotel Casa del Mondo

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Un racconto in versi di Marco Mantello.

Tra macerie e rovine: Absolutely Nothing di Giorgio Vasta

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Inauguriamo una rubrica a cura di Luca Romano con cui l’autore andrà a recuperare e approfondire libri che abbiano almeno tre mesi di vita. Iniziamo con questo pezzo su Absolutely Nothing di Giorgio Vasta-Ramak Fazel.

C’era una volta l’America

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Questo pezzo è uscito in forma ridotta su Robinson di Repubblica, che ringraziamo. di Nicola Lagioia A lungo il Nord America è stato per noi europei il più ingannevole degli specchi. Guardando al di là dell’Atlantico abbiamo creduto con arroganza di riconoscere in quelle terre il nostro esperimento più audace (come se il cuore occulto […]