Nel laboratorio cinese dei sogni hi-tech

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Pubblichiamo un reportage da Pechino uscito sul Manifesto, che ringraziamo.

di Simone Pieranni

Cina. Smart city, veicoli a guida autonoma e controllo: Innoway è la via di Pechino animata da start-up, dove si sperimentano gli utilizzi più avanzati dell’intelligenza artificiale e dei Big Data. E dove i distributori di snack riconoscono la faccia (e i gusti) dei clienti.

Un luogo simbolo della modernità cinese e del suo lato oscuro: la «controllocrazia». A tratti, camminando per Innoway, la via dove
covano i sogni delle start-up cinesi più cool del momento, pare di
essere all’inizio del film Vanilla Sky.

Ritorno a Atene

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Pubblichiamo un pezzo uscito su L’Espresso, che ringraziamo. (fonte immagine)

ATENE. La sede del miglior giornale greco fra quelli che si possono leggere in lingua inglese si trova al primo piano di un tipico palazzo ateniese del Novecento. Per raggiungerla è necessaria un’esperienza estetica che da sola può spiegare la città e la Grecia di oggi. È cosa alla portata di tutti, del resto. Basta infilarsi sulla via intitolata a Kolokotroni, condottiero nell’indipendenza dai turchi, e fermarsi al civico 59 B.

Qui il visitatore rimarrà disorientato di fronte a quello che ha tutta l’aria di un bar di gran successo. I mille colori di suppellettili, cornici, pelli e bislacchi barocchismi tracimanti nel kitsch travolgono chi si ostini a entrare. Eppure fa bene chi non cede al timore di aver sbagliato portone. Il bar Noel, infatti, come capita spesso in Grecia, ha preso possesso dell’atrio del palazzo a tal punto che nessuno potrebbe immaginare di trovarsi a percorrere spazi condominiali. Tirando dritto fra la folla vociante a ogni ora, i camerieri indaffarati, la musica, il rumore di stoviglie e il fumo spesso di centinaia di sigarette, in fondo all’atrio una luce fioca risplende oltre gli scintillii della modernità.

Il caso straordinario di Lesbo. Reportage dall’isola

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo; le foto sono dell’autore.

LESBO. Moria è un piccolo villaggio nell’entroterra di Lesbo a sei chilometri da Mitilene. La strada lo attraversa zigzagando fra antiche case in legno, due negozi di verdura, due vecchi kafenìa, i tipici caffè greci, un alimentari, una farmacia e un forno sublime che per tutto il mattino riempie la strada di un odore irresistibile. Nei kafenìa, gli uomini si raccolgono, fumano, sgranocchiano, giocano a tàvli (backgammon) e chiacchierano senza pausa, come si fa da sempre in Grecia. Sono molto stanchi di quel che succede poco fuori dal villaggio, ovvero in quel campo profughi che è  diventato simbolo della nuova politica europea sui flussi migratori a partire dal marzo 2016 quando sono stati siglati accordi contestatissimi con la Turchia. Moria è un nome ormai conosciuto nel mondo non per il villaggio ma per quel campo, descritto spesso come lager dove è stanziata una quantità di esseri umani di gran lunga superiore alla sua capienza.

Perth: italiani in Australia

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di Claudia Petrucci Incontro Matteo e Giada due settimane dopo il mio rientro dall’Italia. Domenica sera la città è un non-morto all’ultima impresa rituale del fine settimana: il venerdì competizioni di resistenza nei locali fully licensed; il sabato feste private in casa di amici; al terzo giorno manchiamo la resurrezione. La prima domanda che mi […]

Vivere e sparire a Venezia

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Vivere e sparire a Venezia: un viaggio letterario in compagnia di Brodskji, Luiselli, Scarpa, Vasta, Barthes e Mario Soldati.

Eravamo e non siamo più. Sopralluoghi per un documentario sul bacino del Lago Chad

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di Angelo Loy

(in calce le traduzioni da T.S. Eliot)

Where is the Life we have lost in living?
Where is the wisdom we have lost in knowledge?
Where is the knowledge we have lost in information?
(T. S. Eliot, cori da: “The Rock”, 1934)

… e allora questa nostra epoca, così fiera della propria consapevolezza, verrà definita l’epoca della Grande Cecità.
(Amitav Ghosh, “La Grande Cecità”, Neri Pozza, 2017)

25 maggio

Una partenza con la testa piena di letture (e il corpo prosciugato dalla frenesia e dalla routine) che compiono orbite ellittiche intorno all’argomento: più o meno attinenti, indicando a volte falsi tracciati, altre funzionando in senso evocativo. Alcune orbite sono più emotivamente vicine al tema, altre tendono a disperdersi in uno spazio fuori controllo e apocalittico.

Dall’ fort’: il Medimex 2018 a Taranto

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Un reportage “grunge” dal Medimex 2018 di Taranto, con un occhio di riguardo per i concerti di Kraftwerk e Placebo e per la mostra “Kurt Cobain e il grunge: storia di una rivoluzione” dei fotografi Charles Peterson e Michael Lavine.

Non dire gatto. Un reportage domestico

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“Perché fotografiamo i gatti?” Un reportage domestico sulla vita coi felini, apparso inizialmente su Malesangue.

Vacanze poiane

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Pubblichiamo un pezzo apparso originariamente su The Towner, che ringraziamo (fonte immagine).

Roma – questa ingarbugliata città, in terra e in cielo. Da principio ci furono gli avvoltoi di Romolo e Remo, nel mezzo gli angeli di Santa Romana Chiesa, ora sono gabbiani, cornacchie e pappagalli a contendersi il dominio dei cieli da Prati a San Giovanni. Dalla finestra vedo passare di sfuggita variopinti gruppi di parrocchetti dal collare (Psittacula krameri, la specie di pappagalli che qui si è più diffusa), sento sghignazzare i gabbiani nelle notti insonni – non hanno orari, si direbbe – e poi a fine autunno gli spettacolari stormi che si spostano in cerca di un clima più caldo, disegnando figure sempre nuove sull’Eur, o replicando con un certo gusto per la simmetria e maggiore eleganza, lo sciame di persone che s’affrettano sul piazzale della stazione Termini.

Hotel Casa del Mondo

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Un racconto in versi di Marco Mantello.