La nascita imperfetta delle cose: la scoperta del bosone di Higgs

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La nascita imperfetta delle cose (Rizzoli) è il libro con cui Guido Tonelli racconta l’evento che ha cambiato la sua vita, come la scienza degli ultimi anni: la scoperta del Bosone di Higgs. Un racconto che concilia il rigore scientifico con la divulgazione, capovolgendo lo stereotipo dello scienziato “freddo”: il mondo della ricerca scientifica appare pieno di emozioni, entusiasmi, paure. Di visionarietà. Abbiamo incontrato il fisico, che ha risposto con garbo alle nostre domande, anche le più ovvie, spiegando con passione e semplicità le meraviglie dischiuse dalle ultime scoperte.

Dunque, possiamo affermare che il CERN ha scoperto il Bosone di Higgs?

Si, possiamo dirlo con certezza. I fisici, sai, sono molto cauti. Definiscono la scoperta di una nuova particella seguendo un protocollo rigoroso: il risultato di un esperimento deve essere verificato da un altro esperimento indipendente. Prima di noi, il bosone di Higgs era un po’ l’araba fenice delle particelle elementari. Come fu teorizzato, è cominciata la caccia: la teoria sembrava geniale…ma non ne si trovava evidenza!

Considera corretta la definizione di “particella di dio”?

Sono sempre stato scettico su questa definizione. Mi è sempre parso uno slogan per vendere. L’origine appunto viene dall’omonimo libro di Lederman e Tesi, che comunque apprezzo: è stato fondamentale per la diffusione al grande pubblico. Passato il pregiudizio iniziale sulla definizione giornalistica, devo ammettere che il bosone di Higgs gioca un ruolo talmente cruciale nella struttura del nostro universo, che si può anche capire come qualcuno arrivi a definirlo così.

I rischi del virus Zika

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La Florida ha annunciato che tre donne in gravidanza, rientrate da viaggi fuori dal paese, hanno riscontrato la positività al Zika virus, e il governatore Rick Scott ha chiesto un ulteriore supporto per la rilevazione dell’insorgenza patologica al Centers for Disease Control and prevention, che nei giorni scorsi ha dato notizia della propria investigazione su 14 possibili casi di trasmissione sessuale del virus. Anche i quattro episodi certificati in Italia sono collegati a viaggi.

Lo spiegone di Interstellar, ovvero la fede scientifica e la chiacchiera spaziale

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“Spiegazioni” scientifiche ridicole, recitate da un attore che si sforza di restare serio, mentre corre o digita tasti a casaccio: ci siamo abituati, è il cinema, non un convegno di fisica. Così, quando un giornalista troppo zelante scrive un articolo per sottolineare le molte incongruenze della fisica di Interstellar, viene giustamente accolto come un nerd: “È solo un film!”1. Eppure, perdendoci nella terra di nessuno tra science e science fiction che il cinema si assume il compito di esplorare, ci imbattiamo in un problema serio, di cui Interstellar è un esempio da manuale. Il problema non sta nella complessità di teorie scientifiche contemporanee su buchi neri e quinte dimensioni – peraltro, si tratta di programmi di ricerca aperti dall’esito ampiamente incerto – ma nel fraintendimento della scienza in generale, quale si dovrebbe conoscere a livello scolastico. Questa viene infatti sistematicamente scambiata per una fonte di miracolose certezze. Un fisico come Carlo Rovelli ha recentemente richiamato l’attenzione su questo punto: la mentalità scientifica coincide sempre con la consapevolezza dell’incertezza. Le teorie scientifiche sperimentalmente più efficaci presentano le idee attualmente migliori per la comprensione della natura, ma chi è impegnato nella ricerca fisica sulla struttura e lo sviluppo dell’universo (con teorie come gravità quantistica e stringhe) sa bene che le congetture sono talmente tante che non è prevedibile un futuro punto di arrivo.

Di Alzheimer non si parla (soprattutto in Italia)

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Quando ero ragazzino andava di moda dire: spastico, mongoloide, un modo a sfregio per non usare più semplicemente la parola idiota. Erano gli anni in cui nelle scuole entrava il termine handicappati, non più bollati come figli infelici. Oggi nelle conversazioni, nelle chat, persino negli sms, se non si riesce a ricordare qualcosa, o si è saltato un appuntamento, o si è perduto un oggetto, scatta subito la battuta: «Scusa, ho l’Alzheimer». C’è pure un thread aperto sul forum di Spinoza.it, ultrapremiato blog satirico, dove la gente si spreme per trovare guizzi di genialità intorno alla perdita di memoria.

Ci si vede dopo ~ (Alexander “Sasha” Shulgin, 1925-2014)

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È morto Alexander Shulgin, e so che in questi giorni sarebbe meglio stare lontano dai giornali perché le imprecisioni, le semplificazioni e le pure e semplici sciocchezze si sprecheranno. La prima che leggo, e mi basta, è un’agenzia che lo definisce “inventore dell’ecstasy” – sarà sufficiente dire che l’MDMA, che ormai non chiamano “ecstasy” neanche i nonni, è stata inventata nel 1912, tredici anni prima della nascita del chimico di Berkeley. Se non altro, questo momento di esposizione al considerevole livello di ignoranza giornalistica riservata ai temi tabù – come è quello delle sostanze psicoattive in generale, e psichedeliche in particolare – sarà piuttosto breve, perché breve da sempre è il commiato concesso agli eroi della controcultura.

Come raccontare il “mistero” degli atomi

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Questo pezzo è uscito su Europa.

La fisica atomica è, tra i tanti argomenti esoterici della scienza contemporanea, quello che più di tutti sembra richiedere uno sforzo d’immaginazione e, poiché tratta di una dimensione enormemente distante da quella della nostra esistenza quotidiana, promette un distacco affascinante e sublime dalle faccende terrene. Così, mentre dai giornali apprendi che in un acceleratore di particelle lungo 27 kilometri è stata individuata «la particella di Dio», tendi ad accettare che un libro di divulgazione scritto da autorevoli scienziati descriva così la grande rivoluzione della fisica quantistica avvenuta circa un secolo fa: «Era come se il capitano Kirk e la sua Enterprise fossero atterrati su un pianeta simile a quello trovato da Alice dopo la sua caduta nella tana del coniglio. Era una realtà diversa, che seguiva logiche da mondo dei sogni».