«Io te ne faccio dono»

Sul blog di Giorgio Fontana, un’interessante riflessione sul ruolo che devono (e possono) avere letteratura e scrittura in questo tempo di crisi.

Cosa può fare la letteratura in tempo di crisi? Cosa può, naturalmente, non cosa deve: non credo che la letteratura abbia altro dovere se non quello di raccontare delle buone storie e cercare di colpire il cuore delle cose. Ma la domanda è pressante. Per quanto sia isolata la nostra torre, la realtà bussa con insistenza alla porta, e da un po’ di tempo è sempre più difficile fare finta di nulla.

Finali di partita

di Aldo Busi

Anch’io non credo che Berlusconi uscirà di scena tanto presto. Preferisce fare danni a destra e a manca fino all’ultimo respiro istituzionale. Gli hanno tolto di mano il suo giocattolone preferito, l’Italia, e la sua vendetta, tanto furiosa quanto più spaziata, sarà quella del bambino che, scopertosi non adorato come esigeva, preferisce distruggere il balocco fino a renderlo inservibile anziché restituirlo con qualche residua possibilità di essere restaurato, sicché resterà il problema di toglierglielo dalle mani e di chi ne è capace, i mercati esteri da soli non basteranno, altrimenti sarebbero già bastati e avanzati.

Hanno ucciso Don Chisciotte

Alessandro Garigliano prosegue il suo lavoro intorno a Don Chisciotte. Stavolta non in forma saggistica ma con un pastiche narrativo, costruendo un testo in cui alcune parti appartengono a Cervantes, altre sono una sua invenzione. Quella che ne viene fuori è una reinvenzione della
morte dell’hidalgo.

di Alessandro Garigliano

Il cavaliere dalla Trista Figura cavalcava lasciando che Ronzinante, il destriero, scegliesse la direzione che voleva seguire.

Premi, Grant e cattedre: idee per il mestiere di scrivere in Italia

Vi proponiamo un intervento di Giordano Tedoldi apparso come commento a questo post, perché riteniamo che la sua proposta, diretta e operativa già nel discorso, abbia valore autonomo.

di Giordano Tedoldi

Le questioni che si parano davanti ai professionisti della cultura, oggi, sono molteplici e non tutte armonizzabili. Si può però affondare una sonda in ciascuna arte e vedere quali liquami emergano.

Non tutto è perduto: un ritratto di Danilo Dolci

Questo pezzo è uscito per il settimanale Gli altri nel novembre 2010

di Carola Susani

Danilo Dolci era un uomo carismatico, aveva la capacità di trascinare. Con gli strumenti della non-violenza, dal dopoguerra agli anni Settanta, ha lavorato per trasformare la Sicilia occidentale, tentare uno sviluppo, ma diverso, democratico; poi si è occupato di pedagogia, sperimentando quella che chiamava maieutica reciproca.

Manuale d’istruzione per una scrittura davvero televisiva

sopranos

Denis Mc Grath, autore tv canadese, ci racconta come si scrive una serie. Alcune anticipazioni: per scrivere un telefilm bisogna dimenticarsi del cinema e capire che la scrittura seriale è tutta un’altra cosa. Che un break pubblicitario non è una pausa ma la chiusura di un atto. Che il motore di una serie è tutto […]

microfinzioni

Ecco il primo classificato del secondo concorso per microfinzioni. La vincitrice è Cinzia Sposato, che ha scritto questo racconto intitolato Lira di Dio alla maniera di Tommaso Landolfi. A presto con il prossimo bando.

microfinzioni

Ecco i secondi classificati a pari merito del concorso per microfinzioni di questo mese. La maggior parte dei racconti che ci avete mandato erano dei pastiches, pochissimi racconti declinavano il tema proposto in senso etico trattando dell’omologazione e così via, quindi i vincitori di questo mese sono tre «falsificatori». La prima microfinzione qui di seguito è un’imitazione di Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes scritta da Guerino Sciulli, mentre la seconda è un racconto alla maniera di un nostro collaboratore, Giorgio Vasta, scritto da Sarah Barberis. A domani con il vincitore e buona lettura!

Seminario sui luoghi comuni

35. Pedinare e essere pedinati
di Francesco Pacifico

Indebitato, sotto processo, il proprietario terriero Vel’caninov non fa che incontrare per strada un ometto inquietante che gli ricorda qualcosa… ma Vel’caninov non riesce a ricordare cosa. Sono le prime scene de L’eterno marito, splendido romanzo breve del Dostoevskij seconda fase, e l’ometto si rivelerà essere il marito della sua vecchia amante, da poco morta: fra i due uomini, di lì a poco, si svilupperà una morbosa simbiosi

Seminario sui luoghi comuni

34. L’uomo-cane e l’uomo-macchina

di Francesco Pacifico

Da una novella di Thomas Mann un brano che sembra calmo e ben conciliato con la vita, che poi si complica dicendo qualcosa sull’Uomo, però senza perdere quella calma. Il narratore è un uomo che guarda un bel paesaggio di fiume e cascata, in compagnia del proprio cane Bauschan.