Il reclutamento insegnanti in Italia

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Photo by Feliphe Schiarolli on Unsplash

di Lorenzo Asti

Secondo alcune recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il governo proporrà delle modifiche al sistema di reclutamento degli insegnanti varato dal precedenti governie non ancora entrato pienamente a regime, il famigerato FIT (Formazione Iniziale Tirocinio, l’ennesimo acronimo).

Infatti i decreti attuativi (dlgs 59/2017 del 13 aprile 2017 e il dm 616/2017 del 16 agosto 2017) della legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, prevedono che il reclutamento degli insegnanti avvenga con una procedura involuta: durante il corso ordinario di studi universitari, o una volta terminato questo, l’aspirante insegnante deve acquisire 24 crediti universitari in discipline antropo-psico-pedagogiche; ciò rappresenta la condizione necessaria per la partecipazione al concorso per l’accesso alla FIT, un percorso triennale teorico-pratico retribuito (finalmente… ma si parla di cifre intorno ai 400-600€/mese per i primi due anni) che porterà all’immissione in ruolo.

Dizionario per matusa: Breve viaggio attorno al linguaggio giovanile, parte seconda

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di Rossano Astremo

Le parole che leggerete di seguito vanno considerate come appendice di un testo apparso su Minima&Moralia dal titolo “Prof, sei proprio un bufu!”. Breve viaggio attorno al linguaggio giovanile. Qui il link del testo al quale rimando per maggiori considerazioni teoriche su come e perché i giovani di oggi parlano usando alcuni termini e non altri e su qual è il contesto a cui faccio riferimento nella mia disamina “sociolinguistica”. In sintesi, però, posso qui dire che all’interno del testo facevo riferimento alla mia esperienza di docente di Italiano in un Liceo del centro di Roma e di come questo mestiere mi porta costantemente a contatto con adolescenti che hanno nelle loro scelte linguistiche “oscure” un’arma contundente da issare contro quei vecchi matusa degli adulti.

“Prof, sei proprio un bufu!”. Breve viaggio attorno al linguaggio giovanile

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di Rossano Astremo

Che bella l’etimologia del verbo insegnare! Insignare, composto dal prefisso “in” unito al verbo “signare”, con il significato di segnare, imprimere e che a sua volta riconduce al sostantivo “signum”, che significa marchio, sigillo. Il nostro lavoro di insegnante non è quindi solo un atto volto alla trasmissione del sapere, ma, stando all’origine del suo significato, un’attività più affascinante e articolata, che consiste nel segnare la mente dello studente, comunicandogli un metodo di approccio alla realtà, che va ben oltre lo studio finalizzato all’ottenimento di un voto.

Il populismo antipedagogico, il controriformismo e il ruolo degli intellettuali

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di Simone Giusti

In questi giorni di inizio estate, durante i quali assisto al triste rito della discussione pubblica sugli esami di maturità e provo a fare il punto su quanto ho letto e ascoltato in questi ultimi mesi su scuola e formazione degli insegnanti, mi capita di riaprire un libro scritto una decina di anni fa da Paolo Giovannetti, all’epoca uno dei pochi esperti di didattica della letteratura del nostro paese. Il libro si intitola L’istruzione spiegata ai professori (sottotitolo: Elogio dei saperi massificati nella scuola e nell’università), è stato pubblicato da ETS di Pisa nel 2006 ed è curiosamente passato quasi inosservato – forse perché, mi dico, metteva sotto gli occhi di tutti l’insipienza degli intellettuali di allora.

La parola (laica) di Don Milani

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Mezzo secolo dalla morte di Lorenzo Milani, e dalla sua “Lettera a una professoressa”. Tanta storia è trascorsa, e per la ricorrenza in questo anno diversi libri sono stati scritti, molte parole sono state dette, alcune forse non a proposito. E proprio le parole sono al centro della riflessione di Valeria Milani Comparetti, la nipote del Priore di Barbiana, nel volume “Don Milani e suo padre”, che per l’appunto ha come sottotitolo “Carezzarsi con le parole” (Edizioni Conoscenza).

Valeria Milani (curatrice anche della cronologia del Meridiano Mondadori appena pubblicato) è figlia di Adriano, fratello maggiore di Lorenzo (e suo medico personale): il suo punto di osservazione è di certo prezioso. Le abbiamo chiesto di questa attenzione nei confronti del valore della parola, e racconta come Don Milani sia stato “un prete particolare anche per questo.

Lo sviluppo di un paese passa per l’educazione linguistica: contro la lettera dei 600 e la nostalgia di una scuola classista

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di Simone Giusti e Christian Raimo Puntuale come una festa patronale è arrivato qualche giorno fa l’intervento polemico sul declino scolastico dei ragazzi di oggi. Il Gruppo di Firenze, un piccolo novero eterogeneo e informale che si dichiara “per la scuola del merito e della responsabilità”, ha chiamato a raccolta seicento professori universitari, tra cui […]

Lettera di obiezione di coscienza

08/02/2013 Rapallo Sopralluogo scuola evacuata Liceo Da Vigo tecnici comune e provincia

di Pasquale Indulgenza Imperia, 25/06/2016 Oggetto: Circolare prot. 3367 C2 del 7/06/2016 – Invito Il sottoscritto Indulgenza Pasquale, docente a tempo indeterminato presso il Liceo Statale “C. Amoretti”, dichiara che non intende presentare alcuna “tabella” riportante le attività svolte ai fini del riconoscimento di un punteggio utile a concorrere alla “valutazione del merito” e all’attribuzione […]

I nuovi ragazzi di Don Milani sono migranti

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Riprendiamo questo pezzo uscito su Corriere.it, ringraziando la testata.

Terminato di leggere «L’uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani»(Mondadori), viene subito voglia di parlare con il suo autore, Eraldo Affinati, che non è soltanto un insegnante, o «maestro di strada», come alcuni amano definirlo.

Affinati è uno scrittore che si racconta attraverso i battiti di una vita vissuta ogni giorno seguendo obiettivi concreti, come descrivono altri suoi libri e sue iniziative, la più importante delle quali può considerarsi la fondazione della scuola Penny Wirton, animata dai corsi di italiano per stranieri. Appena concluso un incontro insieme ai suoi studenti con un liceo romano, riusciamo a scambiare qualche battuta al telefono. Al solito, le parole arrivano d’impatto al cuore dell’argomento.

La questione scolastica. Un’intervista immaginaria a Piero Gobetti

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Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926, non ancora venticinquenne, Piero Gobetti si spense in una stanza della Clinique de Paris, nella capitale francese, dove era stato costretto a rifugiarsi a causa della persecuzione fascista. L’aggressione subìta nel settembre del 1924 a Torino gli fu fatale, minando un fisico già provato dall’impegno quotidiano in un lavoro incessante di militanza culturale e politica.

Tutto quello che volevate sapere sulla Buona Scuola, dato per dato, numero per numero

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di Lorenzo Cassata

Il governo dà i suoi numeri, i giornali lo seguono, i sindacati controbattono. Ma alla fine quanti sono e saranno i docenti assunti grazie alla “riforma” tanto contestata dai professori? Chi resta fuori?

Non sono domande con risposte facili.

Proviamo a fare i conti, tutti in una volta, ripercorrendo le tappe principali che hanno portato alle assunzioni di queste settimane.

Partiamo da un documento del governo, quello pubblicato l’estate scorsa e che lanciò il progetto “labuonascuola”. Il pdf è in rete e si può ancora scaricare.