Lettera di obiezione di coscienza

08/02/2013 Rapallo Sopralluogo scuola evacuata Liceo Da Vigo tecnici comune e provincia

di Pasquale Indulgenza Imperia, 25/06/2016 Oggetto: Circolare prot. 3367 C2 del 7/06/2016 – Invito Il sottoscritto Indulgenza Pasquale, docente a tempo indeterminato presso il Liceo Statale “C. Amoretti”, dichiara che non intende presentare alcuna “tabella” riportante le attività svolte ai fini del riconoscimento di un punteggio utile a concorrere alla “valutazione del merito” e all’attribuzione […]

I nuovi ragazzi di Don Milani sono migranti

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Riprendiamo questo pezzo uscito su Corriere.it, ringraziando la testata.

Terminato di leggere «L’uomo del futuro. Sulle strade di Don Lorenzo Milani»(Mondadori), viene subito voglia di parlare con il suo autore, Eraldo Affinati, che non è soltanto un insegnante, o «maestro di strada», come alcuni amano definirlo.

Affinati è uno scrittore che si racconta attraverso i battiti di una vita vissuta ogni giorno seguendo obiettivi concreti, come descrivono altri suoi libri e sue iniziative, la più importante delle quali può considerarsi la fondazione della scuola Penny Wirton, animata dai corsi di italiano per stranieri. Appena concluso un incontro insieme ai suoi studenti con un liceo romano, riusciamo a scambiare qualche battuta al telefono. Al solito, le parole arrivano d’impatto al cuore dell’argomento.

La questione scolastica. Un’intervista immaginaria a Piero Gobetti

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Nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926, non ancora venticinquenne, Piero Gobetti si spense in una stanza della Clinique de Paris, nella capitale francese, dove era stato costretto a rifugiarsi a causa della persecuzione fascista. L’aggressione subìta nel settembre del 1924 a Torino gli fu fatale, minando un fisico già provato dall’impegno quotidiano in un lavoro incessante di militanza culturale e politica.

Tutto quello che volevate sapere sulla Buona Scuola, dato per dato, numero per numero

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di Lorenzo Cassata

Il governo dà i suoi numeri, i giornali lo seguono, i sindacati controbattono. Ma alla fine quanti sono e saranno i docenti assunti grazie alla “riforma” tanto contestata dai professori? Chi resta fuori?

Non sono domande con risposte facili.

Proviamo a fare i conti, tutti in una volta, ripercorrendo le tappe principali che hanno portato alle assunzioni di queste settimane.

Partiamo da un documento del governo, quello pubblicato l’estate scorsa e che lanciò il progetto “labuonascuola”. Il pdf è in rete e si può ancora scaricare.

DDL Scuola: le ragioni del nostro dissenso

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Il DdL n. 2994 in discussione al Senato, che tante polemiche ha acceso, se verrà approvato introdurrà molti cambiamenti nella scuola. Vale la pena riassumerli, anche se in modo incompleto: il notevole accentramento di poteri decisionali nella mani del Dirigente Scolastico; la possibilità di aziende private (oltre che di associazioni e realtà territoriali di vario genere) di collaborare molto da vicino con le scuole e di finanziarne (o indirizzarne) parte delle attività; il principio della chiamata diretta di un insegnante da parte dei singoli istituti scolastici; l’assunzione di un certo quantitativo di precari, ma non di tutti quelli che nell’ultimo decennio hanno lavorato nelle scuole; l’introduzione del principio della valutabilità dell’insegnante tramite un premio da attribuire ai più meritevoli. E altro ancora.

Riforma della scuola: la vera posta in gioco

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di Luca Illetterati

(fonte immagine)

A leggere e ad ascoltare molti dei discorsi chi si fanno sui giornali e in televisione sulla riforma della scuola l’impressione è che perlopiù non ci si accorga o non ci si voglia davvero accorgere di ciò che è in gioco dentro a questo scontro che vede contrapposti da una parte il governo, con in prima fila il premier , la parte maggioritaria del Pd (gli altri partiti della coalizione e i partiti dell’opposizione si limitano a guardare) e dall’altra gli insegnanti; quasi tutti, finora. C’è addirittura chi pensa (e ovviamente c’è chi vuol fare pensare) che si tratti semplicemente di una partita corporativa. Come se gli insegnanti fossero lì a protestare in difesa di rendite di posizione, peraltro difficili anche solo da immaginare per chiunque abbia davvero lavorato qualche giorno dentro una scuola. O che si tratti comunque di una sacca di resistenza di arcigna conservazione ipersindacale rispetto a una necessaria e urgente modernizzazione che non può più attendere.
Una semplificazione che a volte tocca dei picchi formidabili e degni forse di qualche considerazione.

Perché Franceschini sbaglia sempre e tutto sulla politica della lettura

Expo 2015 - Presentazione del sito web Verybello.it

E così il ministro Franceschini, sempre con la complicità del Centro per il libro e la lettura, ha avuto un’altra idea sciocca. Ieri, a margine della premiazione del concorso di scrittura per le scuole Scriviamoci. Passami i tuoi pensieri e le tue emozioni in 30 righe (sic, il titolo non è una parodia), ha dichiarato […]

Le cattive maestre contro la Buona Scuola

Signori, ecco un insegnante!

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Oggi esce per Ediesse Un’altra scuola. Diario verosimile di un anno scolastico di Giovanni Accardo, nella collana Carta Bianca diretta da Angelo Ferracuti. A seguire la prefazione di Eraldo Affinati.

di Eraldo Affinati

Conosco Giovanni Accardo da tanti anni. Mi ha sempre colpito la sua profonda dimensione etica che in questo diario scolastico assomiglia a un diamante prezioso. Lo scenario rappresenta una cellula di vibrante passione partecipativa: un liceo di Bolzano. Un luogo dove si consegna il testimone della tradizione, si formano le coscienze dei futuri cittadini e, se possibile, si impara a diventare adulti.

«Prof ci spiega il Primo Maggio?»: raccontare la storia a scuola è indispensabile

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Questo intervento è apparso sul blog Scuola di vita su Corriere.it.

Giunti oramai quasi alla conclusione del programma scolastico annuale, si può dire che l’insegnamento in una scuola media di una materia quale Cittadinanza e Costituzione offre l’opportunità di numerosi e vari spunti di riflessione, in particolare durante giorni come questi in cui, tra festa di Liberazione e dei Lavoratori, i quesiti degli studenti su alcuni argomenti (e alcuni articoli della Carta Costituzionale) aumentano sempre più.