Camere separate: l’ottusità studiata a tavolino delle classi-ponte

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Ringraziamo (e vi invitiamo ad acquistare e leggere) la rivista di educazione e intervento sociale Gli Asini, sul cui ultimo numero, appena uscito, c’è tra le altre cose questo pezzo sulle cosiddette classi-ponte. di Gianluca D’Errico Immagina/1 Vi chiedo uno sforzo di immaginazione. Immaginate di essere un ragazzo di dodici anni; che vostro padre, disoccupato […]

Liceo in quattro anni? Trovateci del buono in quest’idea.

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Questo articolo è stato pubblicato in una versione leggermente diversa qui. di Francesca Coin e Alessandro Ferretti È di qualche giorno fa la proposta del Ministro dell’istruzione inglese Michael Gove di estendere la scuola a 51 settimane e abolire le vacanze estive per bimbi e ragazzi, perché “in estremo oriente studiano di più e sono […]

Isole a Gomorra e Classismo ex cathedra – un lungo pezzo di Giuseppe Montesano sulla scuola

scuola

Ringraziamo (e vi invitiamo ad acquistare e leggere) la rivista di educazione e intervento sociale Gli Asini, per averci concesso di pubblicare questo lungo pezzo di Giuseppe Montesano sulla scuola che, uscito qualche tempo fa, mi sembra ancora molto attuale. di Giuseppe Montesano Io sono un privilegiato: insegnando al liceo la mia platea è diversa da […]

Patrimonio e integrazione

Lampedusa

Tomaso Montanari, autore di Le pietre e il popolo. Restituire ai cittadine l’arte e la storia delle città italiane, tutti i lunedì sul Fatto Quotidiano firma una rubrica di storia dell’arte dedicata ai bambini. Pubblichiamo il suo ultimo intervento. (Immagine: la Spiaggia dei Conigli a Lampedusa.)

Come si chiamano i vostri compagni di classe? Quelli dei miei figli si chiamano Lorenzo e Tommaso, ma anche Nazarj e Pawan; si chiamano Elena, Caterina o Mattia, ma anche Whalidh e Danna. E i loro nomi fanno subito capire che alcuni sono nati in Italia, altri no. Ma vanno tutti alla stessa scuola: una scuola pubblica (cioè di tutti, e per tutti) che si chiama «Francesco Petrarca». Per andarci, camminano in una strada antica, e di fronte alla scuola c’è una chiesa costruita trecento anni fa, piena di quadri e di statue in parte anche più antichi.

Lettera aperta al ministro dell’Istruzione Carrozza a proposito del concorso docenti

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di Christian Raimo Gentile Ministro, nelle settimane passate mi è venuto in mente varie volte di scrivere questa lettera, e il motivo era simile al tono che avrei usato: una rabbia diritta e emetica. Ma per una serie di ragioni, anche personali, ho pensato di provare a usare un tono pacato e dialettico e a […]

La dannosa fuffa delle competenze

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di Christian Raimo Quando si parla del mondo del lavoro e del mondo della scuola sembra sempre che si parli di due questioni totalmente distinte. E invece, nell’Italia con il Pil che crolla, nel mare magnum delle fugacissime questioni estive, ci sono un paio di notizie che si accoppiano per farci capire come dobbiamo immaginarci […]

Il minuto di silenzio

StefanoGraziani Mare

Cade quasi ogni anno, ormai. Puntuale nel suo completo nero.

Durante il liceo ne vissi solamente uno: nel parcheggio di un parco cittadino un ragazzo di vent’anni aveva sparato alla sua ex e poi si era suicidato. La professoressa di storia e filosofia pretese il minuto di silenzio, anche se il Comune non lo aveva imposto agli istituti scolastici. Lo gestimmo da soli, in classe. Lo ricordo, ma non ricordo cosa pensai durante quel minuto. Credo niente. Sapevo già che non bisogna uccidere; che bisogna rispettare le scelte degli altri anche quando ci feriscono; che bisogna riuscire a sopportare questi dolori senza renderli immensi. «Che l’amore non è possesso», come disse l’ingegnere con la faccia da Romano Prodi che ci insegnava religione. Lo presi come un minuto di raccoglimento laico in ricordo di due persone che non avevo conosciuto.

Il referendum di Bologna sulla scuola: #SeVinceA

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di Francesca Coin “Alle elementari lo Stato mi offrì una scuola di seconda categoria. Cinque classi in un’aula sola. Un quinto della scuola cui avevo diritto. È il sistema che adoprano in America per creare le differenze tra bianchi e neri. Scuola peggiore ai poveri fin da piccini”. Apriva così il testo della Scuola di […]

Se sono i test a decidere i prof

Foto Chalkboard

Questo pezzo è uscito sull’Unità.

Non voglio nascondermi, e dico subito che forse di queste 70 batterie composte ciascuna di 50 domande, con le quali ogni notte (a 40 anni e passa di giorno si prova a lavorare, per provare a sopravvivere) sono costretto a confrontarmi ormai da una settimana, ne avevo bisogno anch’io. In fondo non è così male rispolverare un po’ le vecchie formule matematiche, tornare sulle equazioni, verificare i diagrammi degli insiemi, cimentarsi grammaticalmente con una lingua straniera, fare il punto sulle conoscenze informatiche acquisite in questi anni di pratica forzata (il mio obiettivo rimane sempre un bel libro da leggere in spiaggia dopo il bagnetto e stop); il tutto si sta rivelando un esercizio che aiuta a fermarsi un attimo a riflettere sulle proprie capacità, e sulle proprie lacune.

La cronaca è meglio della storia

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Riprendiamo il commento di Annalisa Villa, rappresentante degli studenti del Liceo Mamiani di Roma, uscito su Gli Asini, sullo “sciopero generale transnazionale” del 14 novembre. Con un corsivo di Nicola Ruganti

C’è un’Italia che si allea con l’Europa della crisi e dell’esasperazione. Le grandi città si parlano e un gran numero di ragazzi che ci abitano sono in grado di rispondere alla domanda “cosa sta succedendo?”. Che il paese non fosse amalgamato e che le fratture fossero generazionali ce ne eravamo accorti. Quello che sta emergendo è anche una spaccatura trasversale interna ai blocchi generazionali, se si ripercorrono all’indietro i passaggi delle battaglie degli studenti da oggi fino al 2008 allontanandosi dalle grandi città si assiste a una diminuzione dei livelli di consapevolezza. Mentre le ragioni della rabbia giovane trovano ogni giorno un motivo in più per essere manifestate, l’Italia che non è cosmopolita, quella delle città-paesone, si sta perdendo e gli studenti perdono il contatto con il “centro”.