Viaggio a Flint, Michigan

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

Benvenuti a Flint, 66 miglia a nordovest di Detroit, Michigan. Nel 2017 ha conquistato il nono posto nella classifica dell’FBI delle città più pericolose del Nord America, e a detta dell’ultimo censimento è la città più povera del paese. Fuori dal Michigan è conosciuta soprattutto come la città di Michael Moore, che da Roger & Me, il suo film d’esordio del 1989 ambientato lì, l’ha immortalata in quasi tutti i suoi documentari, raccontando al mondo miseria, criminalità e tutti i problemi quotidiani che da una quarantina d’anni a questa parte (in pratica dalla chiusura degli stabilimenti della General Motors che ha fatto perdere il lavoro a più di 35mila persone) rovinano la vita dei suoi concittadini.

Non bisogna dimenticare Soumaila Sacko e i braccianti sfruttati

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(fonte immagine)

di Miriam Aly

‘’È stato assassinato in un contesto politico’’, dice Aboubakar Soumahoro, responsabile nazionale immigrazione dell’Unione Sindacale di Base, commentando l’uccisione di Soumaila Sacko.

La sera del due giugno scorso il ventinovenne Soumaila Sacko è stato ucciso con una pallottola in testa, davanti una fabbrica abbondonata da 10 anni nella zona di San Calogero, l’ex Fornace, in provincia di Vibo Valentia. Quel giorno Soumaila si era spostato dalle baracche di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, dove viveva, per raggiungere l’ex fabbrica insieme a due suoi compagni, Madiheri Drame e Madoufoune Fofana. Madiheri ha raccontato che a sparare loro quattro colpi di fucile è stato un uomo sceso da una Fiat Panda, che ha prima colpito Soumaila sulla tempia e poi ha puntato gli altri due, i quali sono stati feriti alla gamba e alla schiena. Soumaila è morto nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Polistena, lasciando una figlia di 5 anni.

Vacanze poiane

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Pubblichiamo un pezzo apparso originariamente su The Towner, che ringraziamo (fonte immagine).

Roma – questa ingarbugliata città, in terra e in cielo. Da principio ci furono gli avvoltoi di Romolo e Remo, nel mezzo gli angeli di Santa Romana Chiesa, ora sono gabbiani, cornacchie e pappagalli a contendersi il dominio dei cieli da Prati a San Giovanni. Dalla finestra vedo passare di sfuggita variopinti gruppi di parrocchetti dal collare (Psittacula krameri, la specie di pappagalli che qui si è più diffusa), sento sghignazzare i gabbiani nelle notti insonni – non hanno orari, si direbbe – e poi a fine autunno gli spettacolari stormi che si spostano in cerca di un clima più caldo, disegnando figure sempre nuove sull’Eur, o replicando con un certo gusto per la simmetria e maggiore eleganza, lo sciame di persone che s’affrettano sul piazzale della stazione Termini.

Elementi di scienza politica

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La mia generazione esiste non è affatto un`idea o un`astrazione non è nemmeno un`allucinazione triste nata un sabato pomeriggio a Ikea fra cataste bruciate di librerie Billy e una pallida riunione condominiale finita a ironie e strilli Le facce dei miei compagni di scuola erano bianco-verdi come le linee d`erba e le maglie del calcetto il […]

Il comico con le scarpe a punta

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di Vincenzo Libonati

L’iperuranio è un concetto, come le idee di cui è composto, come lo è il paradiso, l’inferno, l’amore e Dio stesso. Nulla di tutto ciò è tangibile. Le idee non lo sono fino a quando non si materializzano e poi diventano altro. La ruota prima di cambiare il mondo era un’idea, poi quando è diventata materia è mutata in realtà, storia, evoluzione.

Le cose sognate e ora viste. Alberto Prunetti, l’Inghilterra e il lavoro in 108 metri

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Per alcuni gli anni Ottanta iniziano nel 1978, quando Aldo Moro viene rapito e ucciso dagli “uomini delle Brigate Rosse”, per altri nel 1982, con il presidente della Repubblica Sandro Pertini, l’ex partigiano, che esulta ai mondiali di calcio in Spagna. Io condivido la tesi di chi sostiene che gli anni Ottanta inizino, ed è strano per un decennio inteso in senso storiografico, proprio allo scoccare dello zero, nell’ottobre del 1980. Con la marcia dei 40.000.

Erling Kagge: Camminare è un gesto sovverisivo

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Venerdì, che ringraziamo. Photo by Tatiana Diakova on Unsplash

di Benedetta Marietti

«Finché non ho avuto una famiglia, non mi sono mai chiesto perché fosse così importante camminare. Invece le mie tre figlie volevano una spiegazione: perché bisogna muoverci su due gambe se si fa prima in macchina? Ho impiegato un anno e mezzo a scrivere questo libro e metà della mia vita a camminare per poter rispondere a questa domanda». Così ci racconta Erling Kagge, esploratore norvegese e primo uomo negli anni Novanta a raggiungere a piedi e senza supporto i “tre poli”: il Polo Nord, il Polo Sud e la cima dell’Everest. Ma anche primo uomo a percorrere il sottosuolo di New York passando per i suoi tunnel fognari, ferroviari e della metropolitana: dal Bronx via Manhattan, Brooklyn e il Queens fino all’oceano Atlantico, un viaggio a piedi nelle viscere urbane.

Ritorno al Valle, quattro anni dopo

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di Viola Giannoli

C’erano i blindati della polizia, sabato 7 aprile, davanti al Teatro Valle. Quelli che non vennero quasi quattro anni fa, l’11 agosto del 2014, nell’ultima notte del Valle Occupato, quando l’assemblea dei “comunardi”, stretta tra la minaccia dei manganelli e la promessa futura di una gestione condivisa (mai realizzata) tra la Fondazione Valle Bene Comune e il Teatro di Roma, decise di riconsegnare le chiavi.

Werderring (da Standards, 2006)

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di Marco Mantello Una vecchia e il suo pezzo di ferro camminavano in mezzo alla strada le sue mani giuravano il falso ogni volta che il passo mancava Lo studente saliva le scale con un`aria un po` troppo severa le sue mani stringevano il ferro era quasi venuta la sera

Servono costruttori di ponti, come diceva Alexander Langer, tra gli ebrei italiani

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di Valerio Renzi

Passate le polemiche sul 25 aprile, le annunciate contestazioni alla Brigata Ebraica di Milano, e la cerimonia separata della Comunità ebraica romana nella capitale, per il secondo anno di fila lontana dall’Anpi che ha accusato di “non rappresentare i partigiani” e di consentire la presenza di bandiere palestinesi, vale la pena fare una riflessione sul rapporto tra le forze progressiste della società italiana e l’ebraismo italiano. Senza paracadute, senza dare più nulla per scontato.