Estensione del dominio della sottomissione. Ovvero di Hegel, di bondage e sado-maso

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Pubblichiamo un articolo di Marco Filoni, uscito su «Panorama», sul dibattito scatenato in America dal libro «Fifty Shades of Grey» di E.L. James.

E sia. Doveva succedere, del resto: tanto e tale il clamore legato al successo del libro Fifty Shades of Grey della finora sconosciuta (e oggi, buon per lei, milionaria) E.L. James, che non possiamo non parlarne. L’eco delle infinite discussioni intorno al suo best-seller è giunto sino a noi, tanto che la Mondadori manderà in libreria l’edizione italiana, il prossimo 19 giugno, con il titolo Cinquanta sfumature di Grigio.

Per chi si sia perso il dibattito, stiamo parlando del «romanzo post-pornografico», il libro erotico «che apre uno spaccato sui desideri nascosti delle mamme americane», il manifesto di una generazione di “femmine” finalmente coscienti e libere di ammettere ciò che vogliono. C’è addirittura chi ha scomodato De Sade – ma per carità, lasciamolo riposare in pace! – e chi ha invocato un capolavoro dell’emancipazione femminile. No, non è nulla di tutto ciò. È un libro che ha sbancato le classifiche americane, ha venduto migliaia e migliaia di copie prima in ebook, poi nella versione cartacea, di cui si aspettano i due sequel (è infatti il primo di una trilogia) e di cui sono già stati venduti, a quanto pare non proprio a buon prezzo, i diritti per l’adattamento cinematografico..

Di quello di cui non si può non parlare

L’attentato di Brindisi sconvolge in un modo che va al di là di qualunque discorso intelligente. Cosa si può dire di intelligente su un massacro?, scriveva Vonnegut. Una bomba all’entrata di una scuola è per me un sinonimo di inferno. Mi piacerebbe che questa bomba non portasse però paura, paralisi, un’emergenzialità che possa prendersi come un risultato per chi ha messo queste bombe, chiunque egli sia. Che le Notti dei Musei si facciano, che lunedì non chiudano le scuole, che ci sia più solidarietà e più coesione, “più democrazia e tolleranza”, non meno. Uno dei discorsi che più mi ha toccato negli ultimi tempi è quello del premier norvegese Jens Stoltenberg dopo la strage di Utoya, tenuto ai giovani riuniti davanti al municipio di Oslo (“Ho una semplice richiesta per voi. Cercate di essere coinvolti. Di interessarvi. Unitevi a una associazione. Partecipate ai dibattiti”). Ve lo incollo qui sotto per intero. Mi piacerebbe che Monti se ne uscisse con parole simili. In successione un articolo del 10 maggio sulla situazione delle indagini alla Sacra Corona Unita. (Christian Raimo)

Il dizionario di Mark Simpson, padre del “metrosexual”

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Pubblichiamo un articolo di Francesco Pacifico, uscito su «Repubblica», sull’origine del termine “metrosexual” e sui fenomeni ad esso collegati.

Il termine “metrosexual” è diventato maggiorenne: il primo articolo che lo citava sull’inglese the Indipendent, è del 1994. Mark Simpson, autore dell’articolo, ha pubblicato Metrosexy: A 21st Century Self-Love Story: una raccolta di tutti i suoi pezzi sul tema del Narciso contemporaneo, che si veste bene e usa prodotti di bellezza. Il libro è disponibile solo in digitale, su Amazon, a 2,68 euro. Ecco di seguito un glossario dei termini usati da Simpson per capire il maschio contemporaneo e il suo rapporto con la bellezza, l’identità, il desiderio, lo shopping.

Bari & la post-apocalisse

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Christian Caliandro ci racconta Bari. Questo articolo è apparso, in forma leggermente diversa, su Tiscali. La foto è di Roberto Mazzarella.

Sono le nove, esco per portare la macchina a fare il tagliando.

Mi fermo al bar, prima, a bere un caffè. Mentre aspetto, e la radio annuncia che “il Milan ancora ci crede”, entra un gruppo di ragazzi: “Sì capit’, u’ Milàn ci crede!” “Io non so’ du Milàn, ma staser’ a và passà ‘u turn! T’ vuè juquà qualchecòs’?” “E u’ Barcellòn… avàst. Deve cambiare la compagine. Altrimenti la competizione perde di fascino”. È incredibile come gli unici sprazzi di italiano semielegante (quello forbito ad hoc della Gazzetta dello Sport e dei programmi televisivi di approfondimento sportivo) siano costantemente collegati nell’immaginario collettivo, in questa come in altre occasioni, al pallone.

Bari, 3 aprile 2012. Sono appena arrivato in città per le vacanze di Pasqua.

Venticinque aprile tutto l’anno, per esempio il cinque maggio

Roma memoria Un dibattito aperto alla cittadinanza sull’uso e l’abuso politico della memoria e della storia Cosa vuol dire ricordare a 25 anni dalla scomparsa di Primo Levi? Cosa vuol dire Resistenza in una città che fatica a dirsi antifascista? Cosa vuol dire passare il testimone tra le generazioni? Sabato 5 Maggio alle ore 17 […]

Good quotations. Farsi una cultura sulla Lega nel suo momento più basso

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Nonostante un editorialista come Filippo Facci proprio oggi scriva sul Post che “Non si illuda chi pensa che la fine di Bossi sia anche la fine della Lega”, l’impressione piuttosto difficile da eliminare è che la caduta rovinosa di Bossi e del suo “cerchio magico” significhi ora come ora l’implosione di quello che fin adesso è stato un partito radicato, identitario, praticamente monolitico.

In questi giorni, i giornali sono stati inondati di analisi storiche su Bossi, panoramiche ventennali, fotogallerie di camicie verdi. Noi volevamo qui invece suggerirvi una serie di piccoli spunti per avere a disposizione un dossier pret-à-porter, prismatico ma funzionale, di quello che è stato probabilmente il più importante movimento politico italiano degli ultimi vent’anni, sicuramente il più duraturo.

Altro che Crescitalia, ovvero il Paese di domani si costruisce oggi nelle biblioteche

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di Antonella Agnoli

Il disegno che illustrava il Manifesto per la cultura del Sole, di cui tanto si è parlato, ci mostra un uomo di spalle che guarda al di là di un muro stando in piedi sopra una pila di libri.

Il disegno rafforza il titolo della pagina “Tutti insieme per guardare lontano” ma, come a volte accade, l’opera dice più di quanto l’autore volesse dire.

La Domenica delle Palme

Un’ombra orrenda attraversa l’Italia in questa Domenica delle Palme. Non è la vergognosa uscita di Calearo né la patetica difesa di Veltroni, ma la forza contro la quale molti italiani si trovano costretti da qualche ora a dover lottare (poi l’ombra svanirà) per non odiare questi uomini ma solo ciò che essi nell’occasione rappresentano, per maledire il peccato e limitarsi a biasimare il peccatore, per evitare di degradarsi augurando loro una disgrazia, ma soprattutto per non sognare la violenza.

A proposito di questa cosa chiamata lavoro intellettuale

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di Federica Sgaggio

Il lavoro si paga. Questo non si discute.
L’affermazione è logicamente e moralmente incontestabile, e in effetti non risulta che il cosiddetto governo tecnico o la Confindustria abbiano mai mosso eccezioni.
Tutti, però, siamo consapevoli – per averlo vissuto anche in prima persona – che nella realtà della nostra vita quotidiana quest’affermazione è smentita molto spesso dai fatti.
Sul tema della retribuzione del lavoro intellettuale, poi, si è cominciato a ragionare e a confrontarsi già da tempo, e – recentemente – anche sulla scorta delle riflessioni promosse dai Tq intorno alle questioni dello statuto identitario del lavoratore intellettuale, e della promozione della dignità e dei diritti (anche retributivi) dei lavoratori editoriali.

Il discorso sui massimi sistemi

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di Marco Mantello

Limitiamoci alla piccola borghesia universale, per favore, lasciamo da parte i poveracci, i clandestini e i pazzi. E ripetiamolo tutti insieme, con convinzione: non è vero che  quando si muore si muore soli.
Se non sei un barbone dickensiano sotto i ponti di Buniago di Maserà, o un vedovo di settant’anni chiuso in casa col telecomando, è molto difficile andarsene senza avere della gente intorno, delle opinioni, finanche azioni od omissioni dirette a gestire in modo più o meno cooperativo il come e il quando morirai.
I reparti di rianimazione degli ospedali sono luoghi affollatissimi.
Nella casa del malato terminale c’è sempre qualcuno, fosse anche solo un’infermiera, una moglie o una colf. Gente che tace, che ha qualcosa da eseguire, gente in visita, amici, preti e animali domestici.