Stili di gioco: il potere nel calcio

palla

Partendo dall’analisi del libro di Gianfrancesco Turano, «Fuori gioco», oggi la rubrica di Daniele Manusia affronta la questione del potere nel calcio, che segue altre regole rispetto a quelle che valgono in campo.
Qui trovate le puntate precedenti. 

Fuori gioco parla esattamente degli aspetti del calcio che a me non interessano. In effetti, non parla di calcio. Gianfrancesco Turano (giornalista de L’Espresso, romanziere e autore di testi di teatro) ritrae uno dopo l’altro i dieci più importanti presidenti di altrettante società di Serie A, attento ai bilanci, alle strutture societarie e al modo in cui, da Berlusconi a Della Valle, la politica ha usato il calcio come palcoscenico. I presidenti in questione sono Di Benedetto, Lotito, De Laurentis, Pozzo, Agnelli, Moratti, Zamparini, Preziosi e, appunto, Della Valle e Berlusconi (Turano lo tiene per ultimo, come il bouquet nei fuochi d’artificio).

Mare chiuso

Verrà presentato stasera in anteprima al cinema Farnese di Roma (sono previsti due spettacoli: uno alle 20.30, l’altro alle 22.30) «Mare chiuso», il film inchiesta di Andrea Segre e Stefano Liberti sui respingimenti in mare a danno di profughi africani operati dal governo italiano tra il 2009 e il 2011 in seguito agli accordi presi dal nostro ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il generale Gheddafi. In questi pochi anni i profughi africani respinti in Libia dalla marina e dalla polizia militare italiana sono circa duemila, tra questi ovviamente anche uomini e donne che avevano diritto ad asilo politico.
Il film racconta la vicenda di alcuni cittadini eritrei, etiopi, somali e libici respinti nella primavera di tre anni fa dopo un’operazione di salvataggio in alto mare. A bordo vi erano anche donne e bambini e, dopo un ordine arrivato per telefono, il barcone è stato fatto virare e tutte queste persone sono state rispedite in Libia e consegnate nelle mani dell’esercito di Gheddafi.

Come difendere il valore
del lavoro intellettuale e creativo

gipi

Sul sito La furia dei cervelli è apparso questo contributo alla discussione sullo stato del lavoro culturale in Italia firmato da Sergio Bologna. Lo pubblichiamo in previsione delle tre assemblee a tema che si svolgeranno durante festival «Libri come», 8-11 marzo, all’Auditorium-Parco della Musica: domenica 11 marzo, alle ore 20, questo intervento di Bologna aprirà l’assemblea «Il lavoro culturale: la bandella della Magliana», venerdì 9 e sabato 10, alla stessa ora, si svolgeranno le assemblee «0,60 a cartella» e «La cassa delle letterature». Vi aspettiamo per discutere insieme di argomenti che ci riguardano. la foto con cui apriamo il pezzo è un’illustrazione di Gipi.

di Sergio Bologna

Dovessi raffigurarmi il paradiso
me lo immaginerei come una biblioteca.
(H. Müller)

A che cosa serve la storia dell’arte?

In attesa delle tre discussioni pubbliche sulla cultura che si svolgeranno all’Auditorium di Roma nel prossimo finesettimana, condividiamo un intervento di Tomaso Montanari, autore di A cosa serve Michelangelo?, libro ritornato agli onori delle cronache recentemente dopo che la Corte dei conti ha chiesto danni per tre milioni di euro a Bondi e compari.

0,60 a cartella, la Bandella della Magliana, la Cassa della Letteratura: ovvero tre discussioni pubbliche a Libri Come

nevelibri

Il prossimo weekend a Roma si svolgerà il festival letterario, e culturale sì, Libri Come (per chi vuole sapere cosa accadrà, per esempio può vedere qui o qui). Qualche tempo fa, in vista dell’evento, molte persone che avrebbero partecipato al festival hanno chiesto all’organizzazione di poter avere a disposizione un momento di riflessione, di confronto assembleare sulla cultura e tutto quello che questo significa in Italia.

Il mondo è una valle di lacrime anche per quelli che sperano in esso

susa

Il desiderio di fare le cose per bene,
pare che basti questo. Carte alla mano,
in discussione non è il se ma è il come,
oppure ormai non si torna più indietro.
Ma sono passati già tre giorni, quattro,
e io sono come tutti gli altri:
continuo a dimenticarmi di tutto
anche di andare a trovare Abbà padre in ospedale.

Contro l’antispecismo, senza nessuna rogna

grizzly

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato – con un titolo improvvido – una recensione di Matteo Nucci al libro di Fernando Savater, Tauroetica. La discussione che si è sviluppata è stata straordinariamente ampia e accesa. Abbiamo deciso di non moderare i commenti nonostante spesso questi travalicassero l’etichetta della discussione, il rispetto personale, sperando che il tutto si autoemendasse da sé e che la qualità del dibattito non dovesse essere il cosiddetto bambino da buttare con l’acqua sporca degli insulti ad personam. Cosa che in parte è accaduta,  Ci siamo resi conto però che gli stessi termini della contrapposizione tra specisti e antispecisti meritavano un’attenzione a sé, una meta-riflessione. Per questo abbiamo deciso di pubblicare questa lettera che segue, dandogli un rilievo ulteriore rispetto ai commenti che sono seguiti all’articolo. Questa lettera ovviamente esprime una prospettiva di parte, molto polemica e molto schierata, ma non per questo – pensiamo – irrispettosa nei confronti di tutti coloro che con armi retoriche diverse stanno cercando di alimentare un dibattito talmente complicato e essenziale che è importante non lasciare cadere.

di Luigi Ronda

Looking for Al. Ovvero: questi due video si assomigliano, ma se aguzzi la vista troverai varie minuscole differenze

[ps. grazie a Cristiano De Majo per la segnalazione]

Socialismo, perché no?

tenda

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 8 della rivista Gli Asini. Partendo da un libricino del filosofo canadese Gerald Cohen, che titola il pezzo, «Socialismo, perché no?», Stefano Laffi avanza una proposta di società basata sui principi di uguaglianza e comunità.

di Stefano Laffi

È̀ una questione di evidenza, di presa d’atto. Per semplicità, per essere creduti, prendiamo citazioni note e scontate dalle pagine di un qualunque vecchio manuale di Educazione Civica, oggi Cittadinanza e Costituzione. L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro… Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione… Le libere elezioni sono lo strumento fondamentale della democrazia perché consentono al popolo di eleggere il Parlamento. Eccetera. Fermiamoci qui, per pietà. Non è questione di ignorare la Costituzione o non sapere a memoria l’inno, è che non ha riscontro, non è qui non è ora, è come studiare l’aoristo in greco antico, giusto farlo ma quel tempo non ci appartiene.

Farsi un’idea su Umberto Broccoli

Ci sono vari modi per farsi un’idea su Umberto Broccoli.

1) Se proprio non avete idea di chi sia, basta sapere che da quattro anni è il Sovrintendente alla Cultura di quella che è forse la città più importante del mondo da un punto di vista culturale, Roma. Anzi, come si dice adesso nel quarto anno dell’era alemanniana, non ho capito perché, Roma Capitale.

2) Oppure potete spulciarvi la sua bibliografia, su Opac: oltre una decina di articoli in archeologia classica, di cui l’ultimo datato circa trent’anni fa.