Un bel dono per Marchionne

di Carola Susani questo pezzo è uscito su «Gli Altri» la settimana scorsa. Vorrei donare a Sergio Marchionne una macchina a pedali collegata a una turbina. Un auto di colore azzurro cielo, luccicante, capace di produrre energia se la pedali. Il dono vuole essere un piccolo, umile promemoria della condizione attuale. Mi piacerebbe che lui […]

Essere antifascisti in Italia nel 2011

Essere antifascisti nel 2011, ossia essere fedeli a quel dettato costituzionale che fonda la nostra comunità sociale, vuol dire probabilmente aver imparato a conoscere l’evoluzione dell’ideologia fascista rispetto al Ventennio, poter riconoscerne una sintomatologia diffusa anche nel discorso pubblico, aver trovato i modi di combattere quest’ideologia. Se da un punto di vista strettamente politico il fascismo per fortuna è un fenomeno minoritario in Italia (nonostante esistano varie realtà che vi s’ispirano implicitamente e esplicitamente: da Casa Pound a Forza Nuova a Destra Sociale…), il fascismo da un punto di vista culturale è un fenomeno molto più plastico e esteso.

32 mesi dopo: L’Aquila 10 dicembre 2011

Questo breve diario in frammenti di Christian Caliandro è stato scritto durante l’inaugurazione di Re Place 2, visitabile in sedi varie de L’Aquila fino al 31 dicembre.

di Christian Caliandro

Non c’è forse luogo, oggi, che ritragga così fedelmente lo stato d’animo collettivo dell’Italia. Le vibrazioni negative che percuotono l’immaginario. È un tipo speciale di negatività: una negatività a cui purtroppo ci si abitua, a cui si fa il callo. Non è neanche rassegnazione; è fare dell’emergenza, e della straordinarietà, e poi della precarietà, la normalità della vita.

Agamben, nuda vita, oikonomia

Tenendo conto dei dibattiti delle ultime settimane sulla crisi economica – nonché del dibattito interno al nostro piccolo spazio di minima&moralia – per una riflessione sulla vera natura dell’economia, e su quella dei suoi sviluppi, spero di fare cosa gradita segnalando Etwas fehlt, un sito internet che raccoglie documenti anche molto importanti a proposito della filosofia dell’economia. Qui sotto, sempre da Etwas fehlt, uno scritto di Andrea De Santis sul pensiero di Giorgio Agamben.

di Andrea De Santis

1. L’argomento

La prima domanda da fare sarebbe: che senso ha isolare la nuda vita come problema filosofico?

Intervista a Zygmunt Bauman

di Giuliano Battiston

Decano della sociologia europea, tra i più autorevoli pensatori del nostro tempo, Zygmunt Bauman ha costruito un lungo percorso di ricerca. Che è animato innanzitutto da una forte passione etica e che mira, nella diversità degli argomenti trattati, a un unico obiettivo: proteggere il nostro bene comune più prezioso – la società in cui viviamo – da chi ci insegna che «qualunque cosa si raggiunga nella vita può essere ottenuta nonostante la società, e non grazie a essa».

200mila futuri non-cittadini ogni anno, ovvero un’intervista sulla scuola.

Abbiamo fatto una lunga intervista a Tullio De Mauro sullo stato della scuola oggi e sull’educazione in generale. È stata pubblicata in una versione più breve su Alfabeta2, che ci ha gentilmente concesso di pubblicare questa versione completa. di Giuseppe D’Ottavi e Christian Raimo Iniziamo con una meta-domanda: che cos’è un’intervista sulla scuola? Parlare di scuola in generale […]

La risata che ci seppellirà

Quando in agosto l’Unione Europea ha imposto all’Italia di rivedere a tempo di record la propria manovra economica (imposizione che l’Italia ha accettato a tempo di record), da più parti si sono levate proteste contro l’esproprio di sovranità a opera di un organismo internazionale saldamente ancorato ai principi neoliberali. In quelle proteste c’era molto di condivisibile: è vero, gli stati stanno perdendo la sovranità esercitata su mandato dei cittadini.

Pane, Islam e kalashnikov

Questo approfondimento sulla vita culturale in Afghanistan proviene dal numero doppio della rivista bimestrale di educazione e intervento sociale Gli Asini. di Giuliano Battiston Pane, tè, Islam e kalashnikov. Negli ultimi trent’anni, la maggior parte degli adolescenti afghani è cresciuta così, soffocata prima dall’eco degli appelli a difendere la patria dall’invasione degli infedeli sovietici, poi […]

Le teste e le proteste

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Il 15 ottobre una parte molto consistente del mondo politico e di quello giornalistico si è sbrigata a decretare la fine di un movimento plurale che nell’ultimo anno tra proteste studentesche, referendum, mobilitazioni sindacali, lotte dei precari, movimenti delle donne, battaglie per il bene comune, occupazioni, eccetera, è cresciuto incredibilmente (leggi: si è ingrandito, è maturato).

L’ultima corrida

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BARCELLONA. “Libertad, libertad, libertad”. Il grido echeggia ancora mentre escono i toreri portati in trionfo. Piange il vecchio addetto all’arena. Piange un appassionato torturando tra le mani nodose il vecchio berretto. Piange una ragazza che ha dipinto di rosso le labbra per la serata d’altri tempi. E chissà quanti ancora piangono.