La risata che ci seppellirà

Quando in agosto l’Unione Europea ha imposto all’Italia di rivedere a tempo di record la propria manovra economica (imposizione che l’Italia ha accettato a tempo di record), da più parti si sono levate proteste contro l’esproprio di sovranità a opera di un organismo internazionale saldamente ancorato ai principi neoliberali. In quelle proteste c’era molto di condivisibile: è vero, gli stati stanno perdendo la sovranità esercitata su mandato dei cittadini.

Pane, Islam e kalashnikov

Questo approfondimento sulla vita culturale in Afghanistan proviene dal numero doppio della rivista bimestrale di educazione e intervento sociale Gli Asini. di Giuliano Battiston Pane, tè, Islam e kalashnikov. Negli ultimi trent’anni, la maggior parte degli adolescenti afghani è cresciuta così, soffocata prima dall’eco degli appelli a difendere la patria dall’invasione degli infedeli sovietici, poi […]

Le teste e le proteste

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Il 15 ottobre una parte molto consistente del mondo politico e di quello giornalistico si è sbrigata a decretare la fine di un movimento plurale che nell’ultimo anno tra proteste studentesche, referendum, mobilitazioni sindacali, lotte dei precari, movimenti delle donne, battaglie per il bene comune, occupazioni, eccetera, è cresciuto incredibilmente (leggi: si è ingrandito, è maturato).

L’ultima corrida

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BARCELLONA. “Libertad, libertad, libertad”. Il grido echeggia ancora mentre escono i toreri portati in trionfo. Piange il vecchio addetto all’arena. Piange un appassionato torturando tra le mani nodose il vecchio berretto. Piange una ragazza che ha dipinto di rosso le labbra per la serata d’altri tempi. E chissà quanti ancora piangono.

Pomeriggio del 15 ottobre – Una lettura dei fatti

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La prima cosa che mi viene da dire contro i fascisti, gli infiltrati, il blocco nero, cioè tutti coloro che hanno rovinato la manifestazione del 15 ottobre a Roma, è che avete profanato Piazza San Giovanni, un luogo cardine della storia del movimento operaio italiano.

Lo avete fatto pensando che l’unica manifestazione buona è quella violenta, che l’unica cosa che conta non sia affermare quello in cui si crede, elaborare una strategia matura di lungo periodo, ma scontrarsi con violenza contro la polizia. E non capite che, così facendo, avete distrutto tutto. Non solo una manifestazione che poteva essere bella e invece è stata brutta, ma soprattutto la possibilità che un movimento al pari di quello spagnolo o americano potesse pacificamente sorgere in Italia.

La seconda cosa che mi viene in mente è che siamo qui a dire e ridire cose che diciamo da dieci anni. Basta con la spirale “violenza di pochi-repressione per tutti”. Basta con i soliti vicoli ciechi. Basta con la coreografica messa in scena di chi organizza la propria violenza, in molto talmente coreografico, nel suo gioco delle parti con le forze di polizia, da non avere niente di spontaneo. Neanche la minima traccia di spontaneità…

Un crollo

Questo pezzo è uscito sul Fatto Quotidiano

di Nicola Lagioia

Chi si stupisce che il laboratorio di confezioni a Barletta sepolto dal crollo di via Roma fosse totalmente sconosciuto all’Inps, ha come unica scusante quella di essere un inquilino del Palazzo.

Un bacio antisommossa

Questo pezzo è uscito su Rolling Stone di agosto.

di Marco Mancassola

Ricorderete questa immagine. Un poliziotto in tenuta antisommossa in primo piano, sullo sfondo una scena di guerriglia urbana, e a terra, sull’asfalto, un ragazzo e una ragazza che sembrano baciarsi, quasi in procinto di fare l’amore.

Patologie di Zachar Prilepin

In occasione del festival pistoiese Arca Puccini (info dettagliate e programma), proponiamo una recensione inedita del romanzo Patologie di Zachar Prilepin del quale è appena uscito per Voland San’kja.

Madri di una borghesia minore.
Piccola fenomenologia delle Tarantini’s women

Queso articolo è uscito sul Fatto Quotidiano

di Nicola Lagioia

Se dietro un grande uomo si nasconde quasi sempre una first lady di pari statura morale, alle spalle di un faccendiere alita immancabilmente la rapacità di una o molte donne disposte a tutto per mantenere un posto al sole.

Carta igienica di stato

di Christian Raimo Qualche giorno fa ascoltavo una ragazza italiana che vive a Londra tornata a farsi le vacanze in Italia raccontarmi i riots: ho visto un sedicenne, un diciassettenne, diceva, che dopo aver saccheggiato un negozio di smartphone, ne aveva presi così tanti che non sapeva che farci e li rivendeva a cinque pounds […]