I kamikaze non volevano morire

Il 6 e il 9 agosto sono date tragiche per la Storia del XX secolo, visto che il 6 e il 9 agosto del 1945 furono sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Alla follia del nucleare come strumento di morte, si contrapponeva un’altra follia: quella dei kamikaze.
Per ricordare (se mai ce ne fosse bisogno) come il senso dell’umanità e l’amore per la vita non abbiano razza né colore ma all’occorrenza riguardino tutti, abbiamo ripescato questo articolo di Federico Rampini uscito anni fa per “Repubblica”.

Manifesti TQ – generazione trenta quaranta

Sono giorni, mesi, che i membri del gruppo TQ – i lavoratori della conoscenza della generazione dei trenta e quarant’anni – si confrontano e dibattono per definire e approvare i tre manifesti usciti oggi (qui). Noi vi invitiamo a leggerli e, se siete interessati a partecipare alle loro iniziative, a aderire al movimento. Christian Raimo ci presenta il gruppo e la loro attività in questo articolo uscito oggi per il manifesto.

Italia, amore

Gli ultimi interventi di Christian Raimo e Marco Mancassola nella rubrica Italia, amore, tutti i mesi su Rolling Stone. CR >> Crono che divora i suoi figli, Medea che li uccide per vendicarsi del padre, il conte Ugolino, Pollicino, Hansel e Gretel… il nostro immaginario ha da sempre dato forma alle nostre peggiori paure infantili. I […]

Matite copiative

Pubblichiamo di seguito un intervento di Stefano Laffi, autore e ricercatore sociale, uscito sull’ultimo numero della rivista Gli Asini (quest’anno insignita del premio Lo Straniero nella sezione riviste). Laffi fa una riflessione sul ruolo che hanno avuto i giovani nella vita politica e sociale degli ultimi mesi, sulle azioni, di cui si sono effettivamente resi protagonisti, nel tentativo di cambiare una realtà e una democrazia che non garantisce loro alcuna prospettiva e alcun futuro.

Il paese baracca

Tra le diverse eredità che questo tempo ci sta lasciando – eredità che non riscuoteremo nel futuro considerato che sono già presenti adesso, quotidianamente erogate da quella capsula a velocissimo rilascio che è la nostra vita nazionale –, la scomparsa della vergogna è senz’altro decisiva. L’alone di pudore – dunque di dubbio e di scrupolo – che avvolgeva i nostri corpi conducendoci a sperimentare un’esitazione che era premessa di coscienza, civiltà e libertà, si disgrega fino a dissolversi del tutto.

D come donna

uesto articolo è apparso sul numero del 23 giugno del settimanale cartaceo Il futurista.

di Emiliano Sbaraglia

“the times they are a-changin’” canterebbe il caro Bob Dylan, fresco dei suoi settant’anni. E qualcosa sta cambiando davvero in questa Italia di nuovo secolo, gli indizi ormai sono più d’uno. Il voto amministrativo della scorsa settimana ne è la prova più evidente, ma il terreno si è cominciato a preparare già da tempo.

Essere se stessi con un po’ meno di fatica

di Christian Raimo Ci sono degli eventi che hanno delle somiglianze. L’arresto per stupro di Strauss-Kahn, la vicenda di Don Seppia, la tragedia del padre di Teramo che lascia la figlia sotto il sole. Tre persone – tre maschi, diciamolo subito – che pensavamo affidabili, molto affidabili, si rivelano un disastro. Addirittura dei mostri per […]

Turismo postmoderno

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Questo articolo è uscito per il Riformista.

Com’è piccolo il mondo e com’è grande il desiderio di scoprirlo, inventando itinerari sorprendenti. Alcuni partono per vedere il garage di Menlo Park, in California, dove Larry Page e Sergey Brin fondarono Google. Altri se ne vanno cinque giorni nell’Outback australiano, in campi tendati, e imparano a annodare il lazo e a dirigere una mandria.

Prendiamo sul serio il nostro futuro

La scuola è risorsa essenziale per il libero sviluppo delle persone e per la crescita sociale, economica, culturale e civile di ogni Paese. In particolare, la scuola pubblica statale è luogo del pluralismo, affidato a docenti reclutati in base alla propria professionalità e non alle convinzioni politiche, alle fedi religiose o all’appartenenza a qualsiasi gruppo o […]

Momo, Zuckerberg, il pluslavoro relazionale e il reddito di consumo

Avete presente Momo, il romanzo per ragazzi scritto da Michael Ende? C’è una ragazzina con il dono di ascoltare le persone che vive in una piccola città senza nome. All’improvviso questa città viene invasa dagli infidi Signori Grigi – uomini senza identità, tutti vestiti di grigio, con sigaro in bocca e bombetta in testa; i quali conti alla mano convincono gli abitanti che stanno sprecando il loro tempo a chiacchierare, a passeggiare, a occuparsi degli altri