TARGA EJ25xxxxx Roma. Una storia di violenza quotidiana

macerata

di Chiara Nano

Porta Maggiore, sabato 3 febbraio 2018, ore 14:30, primissimo pomeriggio.

“Negro di merda! Torna a casa tua! Che cazzo ci fai qua! La prossima volta porto una tannica di benzina e ti do fuoco!”. Giubbotto nero e occhiali da sole, i segni di una mascolinità ostile, l’uomo esce di fretta dal posto guida di una BMW bianca lucida. Aggredisce un ventenne, chiaramente non africano. L’automobile, portiera aperta e freno a mano azionato, resta inchiodata al semaforo rosso mentre il ragazzo, spatola lavavetri in una mano, boccetta di acqua saponata nell’altra, si lascia scuotere come un flessibile: “La mia macchina non la tocchi con le tue mani di merda!”, continua. Se questo razzista vede un ‘negro’, potrebbe aver ugualmente visto quel ‘negro’ toccare una donna ‘bianca’ di sua proprietà.

Vincent nel sotterraneo

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Oggi risonanza presso una clinica privata. Ormai sono abituato a vedere posti del genere. Assomigliano agli ospedali, anche se questo, molto attrezzato, si trova in un grande appartamento (primo piano e seminterrato) di un palazzo a ridosso del centro.

Le foto lungo i corridoi, per esempio, ci sono sempre. Fatte da impiegati o medici durante le vacanze. Per lo più sono foto di safari, jeep nel deserto contro un cielo azzurro. Oppure speroni di roccia che emergono da un mare turchese. Caraibi e l’azzurro che domina.

Credo che l’intento sia distogliere la mente dei pazienti dalle preoccupazioni e aprire una finestra da cui possano evadere. Ho alzato la testa al soffitto, gelide luci al neon dalla obsoleta forma quadrata. O forse quelle foto vorrebbero suscitare invidia in chi le guarda, far dire: che bello poter essere là, distesi sulla sabbia bianca, lontano da tutto.

Xi Jinping e Kim Jong-un, tra la Cina e la Corea del Nord

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di Simone Pieranni

Cosa può fare un uomo esperto e navigato che guida la Cina di oggi, e le cui scelte garantiscono la vita del regno del giovane Kim Jong-un, nel momento in cui quest’ultimo sembra prendere appuntamenti storici con chiunque, ma non con lui? Lo convoca a casa sua. E così ha fatto Xi Jinping.

E il giovane Kim Jong-un è andato, capendo che era giusto recarsi a Pechino, senza stare a fare troppe discussioni.  E questo incontro l’ha suggellato con le sue parole finite nei comunicati ufficiali: «È opportuno che il mio primo viaggio sia nella capitale della Cina ed è mia responsabilità continuare a considerare le relazioni tra la Corea del Nord e la Cina importanti al pari della vita».

Heil Vegan – Paura e delirio nel social network

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di Angelo Orlando Meloni

“Le mamme vegetariane non sono buone mamme”. Questa storia e il desiderio di raccontarla sono nate dopo la conferenza di un nutrizionista rivolta alle donne e in generale alle famiglie in attesa di un bambino, che si è svolta a cura di un’azienda sanitaria e che avrebbe dovuto insegnarci qualcosa sul rapporto con il cibo durante gravidanza e allattamento, e che invece si è aperta così. Cioè con un esperto che afferma con malcelata soddisfazione: “le mamme vegetariane non fanno il bene dei loro bambini”. Affermazione a cui è seguita una altrettanto malcelata ondata di soddisfazione da parte della platea rapita e complice; e forse affamata. Sembrava di essere al Bagaglino, ma non era il Pippo Franco nazionale, quello sul palco.

La marcia di Martin Luther King, 50 anni dopo

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Messaggero, che ringraziamo.

La sera del 4 aprile 1968, il trentanovenne Martin Luther King Jr, guida carismatica e decisiva per l’affermazione del Movimento per i diritti civili in America, era a Memphis per sostenere uno sciopero dei lavoratori neri della nettezza urbana e vi trovò la morte, ucciso a colpi d’arma da fuoco da James Earl Ray sul balcone del Lorraine Motel.

Chi era Marielle Franco, eccezione della politica brasiliana

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di Noemi Milani

Il Guardian l’ha definita “the death of a Champion”, la morte di un campione. Una scelta lessicale non casuale, che sottolinea l’eccezionalità di Marielle Franco, la consigliera comunale di Rio de Janeiro, membro del Partito Socialismo e Libertà e attivista per i diritti umani, uccisa lo scorso 14 marzo. Afrobrasiliana, nata nella favela di Maré, a Rio de Janeiro, e lesbica – viveva con la compagna, Mônica Benício – aspetto quasi sempre sorvolato dalla stampa italiana, così come da quella brasiliana.

Fare politica, dopo il voto

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Riprendiamo un intervento di Martina Testa apparso originariamente su Medium.

di Martina Testa

I miei amici di Facebook li conosco tutti; sono, quasi senza eccezioni, persone mediamente colte, e progressiste come me. E, senza eccezioni, gli voglio bene. Ma tutti i loro post che ho letto prima durante e dopo le elezioni, post di accuse, controaccuse, sconforto, indignazione e presa per il culo nei confronti, complessivamente, di ogni forza politica italiana, nessuna esclusa, mi hanno stomacata. Tutti salvo uno, quello della mia amica Sabrina, militante di un certo movimento politico fin dalla prima ora, che ha postato una sua foto sorridente con il badge di rappresentante di lista al collo. Era felice di prestare servizio quel giorno al seggio, ed è stata felice del risultato.

A tavola con l’Hyperion

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Hyperion è il nome di una scuola di lingue aperta a Parigi negli anni ’70, che per alcuni fu il vero e segreto cervello delle Brigate Rosse. Questo è il racconto di un incontro con Corrado Simioni, fondatore di Hyperion. Simioni è scomparso nell’ottobre 2009. L’articolo è stato pubblicato nel novembre 2009 su L’Europeo.

L’arrivo.

Avvio il motore della macchina alle otto del mattino del 30 dicembre 2007, vigilia di capodanno. Raggiungerò il luogo in cui Corrado Simioni vive, una frazione collinare nel dipartimento della Drôme, Francia sud orientale, soltanto intorno alle sei di sera. Di Corrado Simioni si dice che sia stato, nei primi anni ’60, un militante della corrente autonomista del PSI. Dal quale poi venne espulso. Si dice che a Milano lavorò per L’Usis, un istituto culturale con compiti di diffusione della cultura americana nel mondo, ma all’occorrenza utilizzato in funzione anticomunista. Si dice che a Monaco di Baviera, alla metà degli anni ’60, lavorò per Radio Free Europe, emittente radiofonica foraggiata dalla Cia. Si dice che fu tra i relatori del convegno di Pecorile con il quale, nell’agosto 1970, si sciolse il Collettivo Politico Metropolitano e nacque il primo nucleo delle Brigate Rosse.

Le figurine dei calciatori

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Veniva settembre, il mese che sanciva l’inizio dell’anno scolastico e del campionato di calcio di Serie A. Veniva un mattino di luce brillante, nell’aria ancora tiepida della fine dell’estate, quando davanti al cancello d’ingresso della scuola faceva la sua comparsa un essere umano singolare, l’annunciatore di un tempo nuovo di beatitudine e di divertimento: l’uomo delle figurine Panini, le grandi raccolte per la gioventù. Con sé aveva una grossa borsa di tela da cui estraeva album e pacchetti dai colori scintillanti, i frutti primaticci della nuova stagione. Noi ragazzini lo circondavamo, lo assalivamo, sottraevamo tutto il contenuto della borsa, sapevamo che era gratis, perlomeno quel primo abbocco, e poi, una volta tornati a casa, imploravamo le nostre madri di correre in edicola a comprarci i primi dieci pacchetti.

Il cornuto e il fascismo. Un aneddoto di Andrea Camilleri

Fascisti_su_Marte

La sapienza di una lingua rigorosa è un rifugio dalle contese del popolo. Soprattutto in momenti come quello che stiamo vivendo, in cui le contese del popolo brillano per imbecillità di sincronia con le voci sparate dai megafoni della popolarità. Quel chiacchiericcio blaterato, spesso triste e triviale, che osserviamo sui social network altro non è che l’eco di parole dette da chi dovrebbe avere la responsabilità della lingua.