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Charlie Hebdo

jesuischarlieSiamo tutti #CharlieHebdo

 

Commenti
2 Commenti a “Charlie Hebdo”
  1. Alida Vatta scrive:

    Se anche uccidono perché sono pazzi e possiedono le armi, non potranno mai sopprimere lo spirito e il senso comico dei disegnatori e dei collaboratori di Charlie.
    Le loro vignette resteranno nella storia, com’è avvenuto per il nostro Scalarini, al tempo del fascismo; e come quelle del loro compagno morto precocemente, il grande J. Marc Reiser.

    Impossibile dimenticare Wolinski, che acquistò notorietà nel 1968, con gli studenti del maggio francese e non ha mai smesso di farci ridere con la sua intelligenza, irriverenza e indipendenza di pensiero, anche a 80 anni.
    Non dimenticheremo la penna mordace, ma leggera e il segno di questi artisti che da anni ci danno lumi sulla realtà facendoci ridere di cuore.
    Ho acquistato Charlie per anni quando in Italia non si pubblicava satira, e l’atmosfera si faceva pesante, di piombo,per guadagnare un pizzico di assenza di gravità.
    Certo che hanno sbagliato a provocare troppo direttamente, in tempi di fanatismo così sfrenato. Non erano pennivendoli; nessuno li comandava. Hanno sbagliato con la penna, ma senza altre armi sono stati trucidati alla loro scrivania.
    E’ troppo facile invocare soluzioni di rappresaglia. bisogna andare alla radice di questo male del fanatismo armato e cambiare direzione, prima che si espanda ulteriormente.

  2. riki scrive:

    Non so che dire e non voglio pensare provo solo dolore e questo dolore non mi fa distinguere

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