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Che cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro?

di Raffaele Alberto Ventura

In principio era un sito Internet intitolato “La filosofia e i suoi eroi”. Nei primi anni Duemila, chi cercasse in rete informazioni su Platone o Aristotele poteva facilmente imbattersi in queste pagine redatte da uno studente torinese di nome Diego Fusaro. Il sito era una galleria di santini animata da una visione schematica della storia del pensiero, ricalcata dai manuali, ma trasudava di un entusiasmo impressionante. Una decina di anni più tardi, nel 2013, il loro autore veniva annoverato da Maurizio Ferraris su La Repubblica tra i più promettenti giovani filosofi d’Europa.

Ho assistito alla folgorante ascesa mediatica di Diego Fusaro con un misto d’invidia e di stupefazione. Invidia perché, essendo suo coetaneo e avendo fatto gli stessi studi, ammetto che non mi dispiacerebbe affatto pubblicare libri con i più prestigiosi editori, dirigere una collana di testi filosofici, andare in televisione a tuonare contro il capitalismo e l’ideologia gender, partecipare a convegni col fior fiore degli intellettuali infrequentabili, condurre un programma su Radio Padania, rilasciare alla stampa russa interviste a sostegno di Vladimir Putin, fare dei selfie con Marione Adinolfi e infine essere definito “filosofo dagli occhi azzurri che conquista le donne con le citazioni”.

Stupefazione, tuttavia, perché a leggere e ascoltare certe esternazioni di Fusaro si può avere l’impressione di avere a che fare con un idiot savant che ripete meccanicamente degli slogan. Stupefazione, anche, per come Fusaro sia riuscito a non far pesare la sua progressiva radicalizzazione politica sul credito che gli prestano editori come Il Mulino, Bompiani e Feltrinelli. Così, come se nulla fosse, uno storico editore della sinistra italiana ha potuto affidare una monografia su Antonio Gramsci al promotore di un Fronte Nazionale Italiano. Nessuno sembra voler fare caso al fatto che il Gramsci di Fusaro, anti-scientifico e nazionalista, sia una filiazione diretta del gramscismo di destra teorizzato negli anni Settanta da Alain De Benoist. Un Gramsci fascista se teniamo fede alla definizione che De Benoist fornisce del fascismo come, appunto, “variante del socialismo avversa al materialismo e all’internazionalismo”.

Com’è potuta accadere questa cosa che chiamiamo Diego Fusaro? Alle fondamenta dell’edificio c’è una rapida carriera accademica, sostenuta dall’impressionante socievolezza del giovane Fusaro con alcuni grandi vecchi della filosofia italiana, a cominciare da Giovanni Reale e Gianni Vattimo. E poi l’incontro col pensiero di Costanzo Preve, studioso di Marx che teorizzò il superamento della dicotomia destra-sinistra, caldeggiando la nascita di un fronte comune — “rossobruno” come dicono alcuni, o “eurasiatico” come dicono altri — contro il capitalismo. Per questo motivo, alla fine della sua vita Preve si trovò a pubblicare i suoi libri per editori di estrema destra (Edizioni all’insegna del Veltro, Settimo Sigillo…) accanto a Julius Evola, Corneliu Codreanu e Robert Faurisson.

È da Preve che Fusaro prende le sue idee principali, ma è soltanto traducendole in un sistema di frasi a effetto che il giovane filosofo trova la ricetta adatta per bucare lo schermo. La sua strategia “nazionale-popolare”, programmaticamente gramsciana, si pone come obiettivo di “creare un nuovo senso comune” tenendo conto dei “semplici” (bontà sua) al fine di creare un “fronte trasversale” contro il “capitalismo trionfante”. Tutto questo, tuttavia, senza mai definire chiaramente le caratteristiche del suo progetto politico radicale.

Sicuramente Fusaro non è fascista, poiché autocertifica di non ammirare Hitler o Mussolini; sicuramente non è leghista, avendo preso duramente le distanze da Salvini; ma per sua stessa ammissione si considera più vicino al programma di CasaPound che a quello di Tsipras. Marxista, Fusaro? Questo proprio no, a meno di considerare marxista chiunque abbia il vezzo di citare Marx, e ultimamente sono tanti e insospettabili, da Alain De Benoist a Marine le Pen: Fusaro stesso si definisce “allievo indipendente di Marx e Hegel”, come già Preve prima di lui, ma il suo immaginario politico assomiglia quello del socialismo controrivoluzionario otto-novecentesco che culmina nel circolo Proudhon. Pare di avere a che fare con un caso particolarmente acuto di “marxismo immaginario”, per citare Raymond Aron… Forse è vero che destra e sinistra non esistono più, e allora dovremo trovare nuove parole. Non tanto per capire meglio le trasformazioni del piano ideologico — roba vecchia, del secolo scorso! come direbbe il giovane filosofo — quanto per taggare con maggiore precisione i nostri tweet: allora diciamo che Fusaro è indubbiamente un #sovranista e approssimativamente un #lepenista.

Malgrado la giovane età, Diego Fusaro è già fatto maestro nell’arte in cui eccellono i più celebrati filosofi contemporanei: quella di riuscire a trattare qualsiasi problematica dicendo sempre le stesse quattro cose, assumendo inoltre un linguaggio e un’espressività che il pubblico riconoscerà come professorale. A differenza di altri filosofi universitari ai quali viene rimproverato di esprimersi in un idioletto indecifrabile — ad esempio usando paroloni come “idioletto” — Fusaro parla e scrive in maniera relativamente chiara e persino pedagogica, anche se non immune da una certa tragicomica pesantezza.

La chiacchiera fusariana consiste nel montaggio semi-aleatorio di un pugno di moduli argomentativi preconfezionati, di formule declamatorie (“lo dico nel modo più radicale possibile”) e di citazioni ricorrenti (“cretinismo economico”, “epoca della compiuta peccaminosità”, eccetera). Come già segnalato sopra, molti elementi del suo discorso sono presi di peso dai libri di Costanzo Preve. Il risultato non è diverso da quello che si potrebbe ottenere con un generatore automatico e la quantità di testi generabile in questo modo è potenzialmente infinita, come testimonia la prolificità del giovane filosofo. Avventurarsi nella visione della sua gigantesca videografia su YouTube significa fare i conti con un universo di slogan ripetitivo e autoreferenziale. E per ciò stesso, incredibilmente efficace.

Talvolta il meccanismo s’inceppa e produce delle affascinanti anomalie, dei loop e dei glitch nel tessuto logico. Ecco un esempio gustoso della lingua fusariana, del suo modo di “occupare lo spazio” dicendo poco o nulla, tratto da un intervento al Festival della Politica di Mestre nel 2014:

Io credo che si tratti oggi più che mai di lavorare filosoficamente a partire da una critica delle ideologie che porti all’attenzione la critica del potere come necessariamente basata sulla critica delle ideologie.

Questa frase non passerebbe il test di Turing, celebre esperimento mentale che serve a distinguere l’intelligenza umana da quella artificiale. Ma siamo indulgenti: si tratta di uno scivolone come se ne fanno talvolta nella lingua orale. Parliamo allora del conto Twitter del filosofo, dove vengono mandati in rotazione continuamente gli stessi slogan, come se ad animarlo fosse un bot. Questo accade non perché Fusaro sia effettivamente un robot, ma perché applica un preciso metodo che si apprende nelle facoltà di filosofia. Una tecnologia espressiva della quale oggi l’ineguagliato campione è Umberto Galimberti, grande copia-incollatore di testi propri e altrui: con elevatissimi tassi di riciclaggio da un libro all’altro — fino al 95% — l’editorialista del magazine D di Repubblica ha tracciato la via del suo giovane erede.

Il metodo combinatorio, in effetti, si applica anche allo scritto. La carriera accademica di Fusaro segue il ritmo delle numerose pubblicazioni scientifiche, come il recente Fichte e l’anarchia del commercio. Si tratta di una lettura de Lo Stato commerciale Chiuso di Johann Gottlieb Fichte, testo feticcio della nuova destra ripubblicato nel 2009 per le Edizioni di Ar da Franco Freda, già fondatore del primo Fronte Nazionale italiano. Più che un vero saggio di storia delle idee, il libro di Fusaro è un capolavoro nell’arte di allungare il brodo: due o tre occorrenze per ogni singola citazione da Fichte; la tesi del libro parafrasata decine di volte cambiando l’ordine delle parole ma senza mai riuscire a darle maggiore profondità; grappoli di frasi identiche una dietro l’altra. Se vi siete mai chiesti come sia possibile realizzare un libro di 274 pagine con il materiale che serve a riempirne tutt’al più una cinquantina, un indizio tiene in questa semplice citazione dal testo (pp. 96-97):

L’aporia può essere superata continuando a concentrare l’attenzione sul mondo storico a contatto con il quale la Wissenschaftslehre come System der Freiheit si è venuta costituendo. È nostra convinzione che l’aporia possa essere superata continuando a concentrare l’attenzione sul mondo storico a contatto con il quale la Wissenschaftslehre è sorta.

Se non fosse chiaro, Fusaro sta dicendo che l’aporia si può superare concentrando l’attenzione sul mondo storico dalla quale è sorta la Wissenschaftslehre, che poi è un altro modo di affermare che si potrà superare l’aporia concentrandosi sul mondo storico a contatto della quale la Wissenschaftslehre si è costituita. La cosa più interessante è che comunque Fusaro non ci dirà assolutamente nulla di rilevante su questo benedetto contesto storico. Contrariamente a quello che ribadisce spesso, il nostro è incapace di storicizzare i testi: la sua tesi su Fichte infatti, molto simile alla sua tesi su Gramsci, è che… bisogna uscire dall’Euro! Per un’introduzione più pertinente all’opera di Fichte nel suo contesto, si preferirà leggere l’ottimo The Closed Commercial State: Perpetual Peace and Commercial Society from Rousseau to Fichte di Isaac Nakhimovsky.

 

Tra il 2005 e oggi Fusaro ha pubblicato più di dieci monografie. La maggior parte sembrano libri composti secondo le buone regole della scrittura filosofica universitaria e indicano una frequentazione approfondita delle fonti. Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario, per fare un esempio, svolge in maniera indubbiamente scorrevole il compito di difendere la sua tesi. Tesi piuttosto contestabile, va detto, che ancora una volta è esattamente la stessa di Preve: secondo Preve-Fusaro, della tradizione marxista si deve lasciar perdere l’elaborazione economica e invece concentrarsi sul lascito puramente filosofico. L’economia è, in generale, la bestia nera di Fusaro, che diffida da ogni confronto con la realtà empirica poiché potrebbe scoraggiare l’ottimismo della volontà.

È un libro che parla molto di alienazione, di feticismo, di sfruttamento, e assolutamente mai di composizione organica del capitale, di caduta tendenziale del saggio di profitto o semplicemente di teoria delle crisi. Il Marx di Fusaro sta qui semplicemente per dirci che il capitalismo è una cosa ingiusta, da abbattere a ogni costo, e non ci dice nulla sugli elementi che condannano il sistema a una perenne instabilità. Questo Marx è un Dickens che parla come un hegeliano. Appiattendo il pensiero di Marx sull’idealismo tedesco, Fusaro può facilmente liberarsi di tutto ciò che nel pensatore di Treviri appartiene alla tradizione del marxismo novecentesco e tornare alla fonte di un socialismo pre-scientifico, pronto per convergere con nazionalismo e comunitarismo. E d’altra parte, questo suo lavoro sull’attualità del pensiero di Marx — fermo circa ad Althusser — astrae totalmente dai più recenti dibattiti.

Vizi di forma esclusi, affinità elettive con i neofascisti a parte, c’è ancora chi sostiene che Fusaro porti avanti una critica necessaria del pensiero dominante del nostro tempo. In realtà, Diego Fusaro deve la sua fortuna alla capacità che ha avuto di occupare di forza un certo territorio ideologico, quello della critica del Sessantotto inteso come momento culminante del capitalismo — una critica popolarizzata da Michel Houellebecq con vent’anni di anticipo e molta più finezza, ripresa con originalità da Jean-Claude Michéa nei primi anni Duemila, ma in fondo già evidente a marxisti come Michel Clouscard e liberali conservatori come Raymond Aron che vivevano “in diretta” il maggio francese e ne coglievano con lucidità le contraddizioni.

Il pubblico di Fusaro è fatto di chi, non avendo avuto modo di sentire altrove certe idee, si convince che queste siano originali e controcorrente. Si convince quindi che esista una dittatura del “pensiero unico” semplicemente perché si abbevera egli stesso alle fonti della cultura dominante e non riesce a concepire che magari è la sua concezione di destra e di sinistra ad essere caricaturale. Ogni volta che legge un trafiletto su Judith Butler e la teoria del gender, marginalissima moda intellettuale non più rilevante del balconing, invece di farsi una bella risata lo prende come indizio di un progetto mondialista che minaccia direttamente il suo uccello. Questa non è critica dell’ideologia, e nemmeno dialettica conservatrice: è retorica populista, buona solo per arringare le folle.

Non avevamo certo bisogno di Fusaro per aprirci gli occhi sulle contraddizioni della sinistra e del capitalismo, eppure eccolo qui. Qualcuno lo applaude per avere scoperto l’acqua calda e lui la butta giù a secchiate su facili capri espiatori, nella più nobile tradizione di un “socialismo degli imbecilli” (cit. August Bebel) incapace di vedere all’opera le forze dell’economia dietro i comportamenti degli individui. Nel frattempo, la stampa, l’editoria e l’accademia continuano a fare come se fosse tutto normalissimo: d’altra parte questo ragazzo va in televisione, non lasciamocelo scappare! Altrimenti chi se lo compra un libro su Gramsci?

 

Commenti
377 Commenti a “Che cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro?”
  1. Sergio Falcone scrive:

    Insopportabile.

  2. frakk scrive:

    molto interessante,

    non capisco questo: “Judith Butler e la teoria del gender, marginalissima moda intellettuale non più rilevante del balconing”
    Pensi davvero questo della Butler? Capisco che è un po’ off topic ma non trovi che sia un giudizio leggermente esagerato (inverosimile anche rispetto alla sua diffusione in tema di Queer theory e movimento lgbt)

  3. SoloUnaTraccia scrive:

    Come si fa a leggere per intero un pezzo (lunghetto) il cui risultato è fare maggiore pubblicità all’oggetto della critica?
    L’idea stessa mi pare una minchiata. Ignoravo l’esistenza di Fusaro e continuerò pacificamente a ignorarne pensieri, parole, opere e omissioni.
    Fra tutte le categorie di cialtroni, quella dello pseudointellettuale (certificato senza pseudo-) che spara cazzate mi pare molto meno colpevole et esecrabile del suo medesimo editore o, tanto per pescare fra i mitragliatori di cazzate, dei parlamentari i quali “quando sentono parlare di cultura mettono mano alla pistola”. Meritare quelli dovrebbe originare riflessioni più necessarie, profonde, efficaci e soprattutto costruttive (o distruttive, a seconda del lato della barricata).

  4. giorgio scrive:

    analisi non condivisa da me ma interessante, però ci noto un pizzico d’invidia. in ogni caso, fusaro è un comunicatore che a livello generazionale può suscitare interesse in molti giovani, che non hanno il tempo di farsi una cultura completa filosofica ed economica come molti intellettuali di professione. sono i rischi del populismo, ma piuttosto che il nulla, meglio fusaro che suscita dibattiti e incuriosisce qualcuno al di sotto dei 30. le solite mummie chiuse nella torre d’avorio purtroppo in quest’epoca fanno solo danni.
    p.s. minima&moralia non è del tutto torre, non è d’avorio ma di certo al di fuori di un certo contesto non la conosce nessuno… fusaro (nel bene nel male) in molti.

  5. sinistrasinistrata scrive:

    pur non condividendo tutto l’impianto filosofico di fusaro, devo dire che a me piace. è una mente superiore, pochi cazzi. ha idee originali (anche se alcune le ha prese da preve) e soprattutto sa esporle benissimo. poi che alcune sue idee non siano condivisibili, ok. in questo articolo noto parecchia invidia e livore, come peraltro ha parzialmente ammesso l’articolista. ecco, una volta un tipo ha criticato aspramente fusaro, poi in un dibattito faccia a faccia ne è stato letteralmente distrutto, uscendone umiliato. vediamo se l’articolista ha il coraggio di affrontare un confronto con fusaro.

  6. Mercante di Liquirizia scrive:

    Eccolo qui: un altro che parla di Fusaro senza aver letto i suoi libri ma basandosi sulla visione di un paio di video su Youtube. Articolo che fa ridere. Chiediti perché Fusaro scrive libri e dirige collane e tu no. Leggendo il tuo articolo, un paio di risposte me le sono date.

  7. RobySan scrive:

    Be’, una volta c’era il tubolario

  8. Gino scrive:

    Anche la parodia è spassosa, anche se non raggiunge le vette dell’originale: https://www.facebook.com/DiegoFuffa?fref=ts

    Per quanto riguarda l’articolo, tutto giusto naturalmente; pero: davvero chi ha gli occhi (pare che siamo in pochi, ahimé) per vedere che DF è un imbecille senza appello ha bisogno di provare a spiegare agli altri il perché? Temo che il risultato sia quello di confermare i fan del Nostro nella convinzione che il mondo è pieno di invidiosi e rosiconi che non capiscono la profondità del vate, mentre difficilmente si aggiungeranno elementi di discredito per chi già considera DF un cretino sulla base di qualunque sua esternazione. Triste realtà.

  9. Cocco di Mammona scrive:

    magari il ripiegamento sul socialismo prescientifico va messo in conto al fatto che l’altro non era poi così scientifico e che questa condanna ineluttabile che avrebbe dovuto pesare sulla riproduzione capitalistica e che si voleva “immanente” alle sue “contraddizioni” non era poi tanto scientificamente ineluttabile e accertata, col che a molti è parso opportuno ripiegare sulla bislacca teoria dell’alienazione di fronte alla conclusione che un socialismo che si concepisce come filosofico nonostante tutto fa meno ridere di quando si atteggia a scientifico

  10. gervax scrive:

    Ottimo articolo e tematica assolutamente da sviluppare! E’ necessaria una capillare azione di maieutica e controinformazione per destrutturare la strategia entrista dei fascisti e renderli inoffensivi prima che possano acquisire un reale peso sullo scacchiere politico europeo. Per ora, grazie alla natura (provvidenzialmente) non ‘scalabile’ delle istituzioni europee sono tenuti all’angolo e non hanno potere decisionale, ma quanto durerà? Purtroppo il processo democratico renderà di questo passo inevitabile una loro affermazione politica. Perciò la sinistra oggi dovrebbe principalmente concentrarsi sul portare avanti quest’opera di smascheramento di complottisti, populisti e anticapitalisti mettendone in evidenza le contraddizioni e anche alleandosi tatticamente con le forze liberal-capitaliste che premono nella medesima direzione storica. Per contrastare la strategia fusariana del “parlare semplice alle masse” bisogna parlare con altrettanta semplicità ed efficacia, parlare alla pancia! e spiegare al ventre della nazione che se si abbuffa 3 volte al giorno di proteine e carboidrati, se viaggia comodamente in auto, se lavora in giacca e cravatta nei ‘servizi’ invece che in una minera di carbone, se ha internet, se ha libertà sessuale, libertà di viaggiare, libertà di divertirsi lo deve proprio al capitalismo! bisogna però innanzitutto fare chiarezza a sinistra e liberarsi della zavorra conservatrice, reazionaria, socialdemocratica con i suoi nostalgismi, la sua ossessione per i diritti sociali novecenteschi, le sue incrostazioni ecologiste e pauperiste (coi loro vaneggiamenti nazivegani sulla natura incontaminata) In questa fase storica il ‘capitalismo’ è l’unico sistema economico capace di creare le condizioni per progredire verso maggiore libertà ed emancipazione, maggiore progresso tecnico e più diritti umani universali; ogni involuzione socialista populista e nazionalista va scongiurata, anche se la medicina dovesse risultare amara per il paziente

  11. Peffo scrive:

    Mi fa piacere vedere che il faccino pulito e gli occhioni azzurri di Fusaro hanno creato un esercitino di fanatici che vanno a commentare i post sui blog per difendere il proprio idolo.

    Questo si fa le immaginine colorate con la sua faccia e le sue citazioni,ma di che stiamo parlando?

    Gli One Direction no?

    Ottimo articolo, grazie della lettura.

  12. Diego Fisting scrive:

    PORCODIO FUSARO

  13. Joseph Von Osten scrive:

    Diego Fusaro come Sai Baba.

  14. Parresio scrive:

    Molto spesso il tono dei commenti ad un post funziona come conferma del post stesso. Questo è uno dei casi.
    I fan di Fusaro qui sopra non entrano nel merito delle critiche, tirano fuori l’ormai classica accusa di “invidia” (chi critica lo fa solo perché “invidia” l’oggetto della critica, un po’ come l’invidia sociale di Berlusconi, i “rosiconi” di Renzi e l’invidia per il successo altrui tirata fuori spesso dai grillini di fronte alle critiche).
    Poi dicono che il Nostro “distrugge” gli avversari nei confronti diretti. Anche questo, un classico refrain del dibattito online di questi tempi mesti: l’interlocutore critico si deve “asfaltare” o “zittire” (come si vanta di fare Scanzi), grazie alla capacità di ipnotizzare l’audience e portarlo dalla sua parte.
    Inutile dire che di fronte alle precise osservazioni dell’autore di questo post, il fanclub di Fusaro glissa.

  15. Franco Ginetti scrive:

    Un articolo essenziale, necessario.

    Un caloroso grazie a Raffaele Alberto Ventura.

  16. LaLeggivendola scrive:

    >>Ogni volta che legge un trafiletto su Judith Butler e la teoria del gender, marginalissima moda intellettuale non più rilevante del balconing, invece di farsi una bella risata lo prende come indizio di un progetto mondialista che minaccia direttamente il suo uccello.

    Va’ come bastano due righe per sfrantumare tutta la credibilità di un articolo. Impressionante.

  17. daniele scrive:

    diego fusaro è giovanni allevi!

  18. cesare 52 scrive:

    sono completamente daccordo con Mercante di Liquirizia e con sinistrasinistrata. Brutta cosa l’invidia dei mediocri. L’autore non si chiede e non si chiederà mai perchè a lui invece non se l’incula nessuno. Ricordo il noto detto “C’è sempre uno che si ritiene più puro di te che ti epura”.

  19. Nicola scrive:

    Segnalo, come fattomi notare da un amico, che “Diego Fusaro” è l’anagramma di “far uso di ego”.

  20. Tommaso scrive:

    Ottima demolizione, necessaria.

  21. spago scrive:

    Articolo sacrosanto! Incredibile che qualcuno ritenga un intellettuale il rossobruno Fusaro!

  22. spago scrive:

    ridicolo poi chi usa l’argomento del… “ma lui ha successo, lo invitano in tv e dirige collane”.. come se notoriamente la tv fosse prova di intelligenza, cultura, e caratura.. e non fossimo pieni di intellettuali di serie z che dirigono collane, o hanno incarichi vari qua e là, purtroppo..

  23. S. scrive:

    L’autore non se lo incula nessuno probabilmente perché non propone chiacchiera ideologica anticapitalista per il pivello di turno che si vuol sentir raccontare la solita minestra del padrone cattivo e lui invece tanto buono. DF è l’ennesima dimostrazione che a connessioni e chiacchiere in questo disgraziato paese ci si riesce a fare una carriera. è un fenomeno pop come Sgarbi, che tra l’altro gli è superiore sia come personaggio che come cultura.

  24. RAV scrive:

    PER PIACERE BASTA CON STA STORIA CHE NESSUNO M’INCULA
    È UNA SCELTA MIA PERSONALE E VORREI CHE LA RISPETTASTE

  25. Alfio Squillaci scrive:

    Bravissimo questo Raffaele Alberto Ventura per verve e dottrina. Questo è il suo primo pezzo che leggo. Eccellente davvero, ancora i mie complimenti.

  26. Cocco di Mammona scrive:

    ma le “precise osservazioni dell’autore di questo post” col farci rimandare la memoria ai contenuti così spesso trascurati del socialismo che si atteggiava a scientifico spiega allo stesso tempo come mai stiano tornando di gran moda le scoregge intorno alla fantomatica “alienazione umana” dato che barzelletta per barzelletta ispirano pur sempre meno ironica pietà della caduta tendenziale del saggio di profitto

  27. gilda Caronti scrive:

    Già definirlo filosofo è troppo e comunque anche parlarne così tanto non depone a favore dell’autore, anzi sembra far trasparire addirittura una certa invidia per l’abilità truffaldina di questo pagliaccio, forse dimenticando che la costruzione mediatica delle vedettes senza qualità è il frutto del lavoro di marchingegni aziendali ben collaudati, che hanno il
    solo e unico scopo di fatturare spazi pubblicitari

  28. alisa scrive:

    Fusaro è un bravo comunicatore, come Galimberti. Sa pubblicizzare i suoi libri e questo in fondo è un suo merito. Io non li comprerei ma che induca un giovane a fare delle riflessioni attraverso i suoi testi nn lo trovo negativo. L’Italia è piena di scrittori, poeti, cantanti, attori, giornalisti etc….sopravvalutati…è vero che Fusaro ripete più o meno gli stessi concetti, come Galimberti…ma una persona intelligente lo comprende…piuttosto che insegnare a noi a difenderci dal marketing di Fusaro, cosa che siamo in grado di fare, perchè non esprime invece il suo pensiero filosofico?
    I

  29. Carlo scrive:

    “diego fusaro è giovanni allevi!”

    STANDING OVATION!!!

  30. Nadia scrive:

    Io non lo conoscevo .d’ora in poi lo terrò d’occhio, L’articolo e ‘ veramente esauriente , sembra una tesina . Credo comunque che l’immagine abbia il suo peso , c’è il mito del giovanilismo intellettualoide , in più sembra un attore ….

  31. Francesco Pisano scrive:

    Grazie per questo articolo. Il livore, chiaramente, c’è, e forse a Fusaro è associata una pericolosità che gli fa pure troppo onore; ma sono esiti fisiologici, credo, del tentativo di riassumere in un solo pezzo tutta l’assurdità che F. rappresenta per chiunque faccia ricerca filosofica seria.

  32. gianfranco scrive:

    complimenti all’autore di questa rigorosa decostruzione del fenomeno (da baraccone) fusaro. mi sembra però che manchino alcune osservazioni necessarie per dare un perché al successo di questo campione dell’imbecillità. fusaro è il perfetto prodotto dell’università italiana e della tradizione filosofica accademica italiana, un mondo nel quale si insegna che il filosofo può discettare senza pudore di teoria economica o di fisica delle particelle senza neanche avere le nozioni matematiche indispensabili a decifrare il significato esatto dei modelli che tali teorie rappresentano e traducono. un mondo dove, generazione dopo generazione, si abituano gli studenti a interpretare la filosofia non come uno sforzo di produzione concettuale e decostruzione critica di una materia problematica reale e vivente, ma come un esercizio puramente retorico di irrazionalismo farcito di frasette in tedesco. fusaro e galimberti sono solo due delle facce più popolari e note di un foltissimo stuolo di filosofi da salotto televisivo che credono di fare “ricerca” pubblicando sulle riviste dei propri dipartimenti di appartenenza, prive di qualunque valore e capacità di impatto nel dibattito internazionale, quintali di immondizia irrazionalista e di mediocrissimi scoli, friggendo e rifriggendo le stesse vuotaggini con la speranza di guadagnarsi 10 minuti in tv per pontificare su ogni cosa senza dire nulla ma adornando questo nulla con qualche telegenico gesto di profondità.
    nel quadro generale di un sistema universitario imbarazzante e patetico come quello italiano, le facoltà umanistiche sono in particolare dagli anni settanta uno dei principali motori dello sfascio culturale del paese, in quanto saldamente nelle mani di una minoranza di intellettuali semicolti adusi a tradurre il proprio disagio esistenziale di disadattati in un anticapitalismo paranoico e sottoculturale, che si alimenta solo di retorica e di una totale incomprensione e misconoscimento dei processi su cui si fonda il funzionamento del mondo contemporaneo.
    l’irrazionalismo delle citazioni in tedesco, i fashionable nonsense e l’anticapitalismo implacabile di chi all’opulenza e alla libertà dei paesi capitalisti deve tutto, la propria carriera e il proprio essere scampato al destino del lavoro innanzitutto, sono il marchio di fabbrica di questo sistema e il crisma attraverso cui i baroni posti al comando della macchina che sforna e distribuisce cattedre, assegni di ricerca e dottorati riconoscono i propri simili e li selezionano per la perpetuazione della specie.

  33. franzecke scrive:

    @ Giorgio

    “fusaro è un comunicatore che a livello generazionale può suscitare interesse in molti giovani, che non hanno il tempo di farsi una cultura completa filosofica ed economica come molti intellettuali di professione” – e se il tempo di farsi una cultura lo trovassero, i giovani, invece di passare la vita a ciucciarne i surrogati davanti alla televisione?

    “minima&moralia non è del tutto torre, non è d’avorio ma di certo al di fuori di un certo contesto non la conosce nessuno… fusaro (nel bene nel male) in molti” – bè anche Hitler, nel bene o nel male, lo conoscono in molti: che facciamo, lo rivalutiamo?

  34. Mimmo Cangiano scrive:

    Se l’autore pensa che Judith Butler ecc. sia una “marginalissima moda intellettuale” non è mai uscito dal paesello…

    Sono d’accordo con moltissimi punti di quest’articolo, ma il tutto è inficiato dalla riduzione in partenza di Fusaro (e soprattutto di Preve) a macchiette, cioè a 2/3 concetti. L’autore costruisce un fantoccio (o due!) e comincia a dare pugni. Ma non funziona così… Un marxista dovrebbe saperlo…

  35. gervax scrive:

    non facciamo l’errore di ridurre tutta la questione a Fusaro (se sia o meno vanitoso, preparato, se si faccia o meno i selfie, tutte cazzate ininfluenti e che si prestano ad alimentare il solito pollaio nei commenti) che è solo un portabandiera; il punto centrale è contrastare ogni conato revisionista (disinvolte riletture di Marx e Gramsci) e ricacciare nell’angolo tentazioni sovraniste in ascesa a sinistra (con la scusa di contrastare la finanza internazionale o il presunto giogo dei creditori riassunto nell’infelice e bugiarda definizione di “creditocrazia”). Approfittare di questi spunti di dibattito dunque per fare chiarezza su cosa sia oggi l’anticapitalismo e a quali progetti regressivi e in ultima istanza fascisti si presti, oggettivamente

  36. io scrive:

    Diego Fusaro è un omosessuale represso

  37. Franco scrive:

    Calma, calma………da dove proviene tutto questo accanimento?….sembra che stiate parlando di un serial Killer….la sua efficacia “divulgativa” è un bene …. ce ne fossero….

  38. Franco scrive:

    state

  39. il bicipite di diego scrive:

    Diego Fusaro è la Chiara Ferragni della filosofia.

  40. memedesimo =) scrive:

    Ma scusate, davvero qualcuno è invidioso di uno che conduce un programma su RADIO PADANIA? XD

  41. flores scrive:

    Ho avuto la ventura di leggere ed approfondire i libri di Fusaro. “Essere senza tempo” e “Minima mercatalia” sono ottimi libri che dimostrano un forte preparazione di base. E’ vero che egli fa molta citatologia e che molte sue idee sono tratte dalle sue frequentazioni con Preve: ma ciò oltre a poter essere un difetto può essere anche un merito. Fusaro è un giovane molto promettente e viene da dire: avercene di così. Se c’è un qualcosa da contestargli è semmai i suoi toni sprezzante sulla Lega, quando ha avuto la possibilità di parlare su Radio Padania. Vabbè che i Legisti saranno ignoranti, ma è molto meglio essere sani ignoranti che miserabili semi-colti. Eppoi è ora di finirla di apprezzare o disprezzare una persona senza averlo studiato veramente. Anzi sarebbe ora di essere molto più legati a persone che cercano vie di usscita dall’inferno esistenziale in cui si vive, piuttosto che star lì a sentenziare con acredine senza un vero motivo.

  42. RoGi MARTINO scrive:

    Il 28 marzo 2015 a Roma presso il centro congresso residenza di Ripetta, via di Ripetta 231, vi è stata una full immersion, dalle ore 9,30 alle ore 20, per la fondazione di “Una destra per la Terza Repubblica”, Diego Fusaro era fra i relatori dalle ore 11,30 alle ore 13,30.

  43. Diego scrive:

    E perché un pochina di supercazzola con scappellamento a destra noooo?!??

  44. giorgio scrive:

    @franzecke

    “e se il tempo di farsi una cultura lo trovassero, i giovani, invece di passare la vita a ciucciarne i surrogati davanti alla televisione?” – non credo che tutti abbiano tutto questo tempo ( non so se tu lavori 8 ore e poi torni a casa e hai altre incombenze o stai tutto il giorno su Hegel). comunque sto parlando della media nazionale, da che mondo è mondo il mestiere intellettuale di acquisire testi e divulgarli (anche in modo errato, sicuramente capita) è riservato a pochi. per me il valore mediatico di fusaro rispetto a belen è ovvio, non si può sempre pensare che sia tutto negativo, porta a livello mediatico degli spunti anche in chi potrebbe trascurare ulteriormente questioni politiche e economiche. non ci si può lamentare dell’ignoranza e dell’indifferenza e poi, quando qualcuno propone una riflessione, invocare che taccia. andateci voi a controbattere argomentando, questo sì è fondamentale per un dibattito.

    “bè anche Hitler, nel bene o nel male, lo conoscono in molti: che facciamo, lo rivalutiamo?”
    ecco la reductio ad hitlerum – no ti prego, basta agitare lo spauracchio del Male per denigrare qualsiasi persona che abbia una certa notorietà. non sono un fan di fusaro, non penso sia il Bene, ma la sua capacità di arrivare a tutti con argomenti che sollevano interesse, anche dal vivo (l’ho conosciuto e ho notato ciò che suscita), non è da poco, se acquista notorietà e stima un motivo ci sarà e per me è un valore nel deserto degli interessi generali.

  45. giovanni scrive:

    In questa fase storica il ‘capitalismo’ è l’unico sistema economico capace di creare le condizioni per progredire verso maggiore libertà ed emancipazione, maggiore progresso tecnico e più diritti umani universali

    eh, proprio…guarda caso libero da oppositori, ovvero dall ’89 e fino alla seconda guerra mondiale, l'”emancipazione” del capitalismo ci ha regalato 2 guerre mondiali e 20 anni di immiserimento del proletariato a favore di un pugno di miliardari. Bel progresso! E lei si difefinisce di sinistra? MA SI VERGOGNI!

  46. cris l'orsa scrive:

    grazie per l’articolo. non sono una filosofa…neanche un po’. mi piacciono pero’ i ragionamenti fini ed evolutivi,e mi ero incuriosita riguardo a diego fusaro tramite un paio di video…. di cui uno relativo alla lettura di “odio gli indifferenti ” di antonio gramsci. mi fa sempre piacere quando qualcuno di giovane sembra riuscire in qualcosa di buono. ho anche tradotto un paio dei suoi video, e cosi’, costretta ad approfondire ho trovato, dal canto mio, buchi non indifferenti nella struttura del ragionamento. mi sono chiesta come mai con tutta questa insistenza sulla “forma merce” non parla mai della forma merce per eccellenza, l’archetipo della forma merce : “la donna”. poi la storia dell’ideologia gender che pareva il cardinal bagnasco, e che mi ha dato l’idea di un ragazzo racchiuso nella sua bolla borghese ( anch’io ho origini borghesi : scrivo con cognizione di causa ), un mondo a se’ dove certe personali indulgenze sono economicamente sostenibili e quindi possibili, ma distante anni luce dal mondo rosa-per-le-bambine e blu-per-i-maschietti che avvolge il proletariato e il sottoproletariato, dei cui figli il capitalismo di sempre ha tanto bisogno per macelli del mondo. certe sue ripetizioni e paroloni del tutto inutili al fine della comprensione e della diffusione, che mi erano molto difficili da tradurre in inglese, lingua normalmente piu’ diretta e sintetica, perche’ sarebbero risultate ridondanti al parossismo. certo, bello il valore del limite dei greci, ai quali dice di ispirarsi, ma li’ al massimo potevi diventare una famosa etera…. senza contare che l’idea che per fermare questo capitalismo finanziario del cazzo ( letteralmente) bognerebbe tornate alla borghesia e alla religione mi fa venire l’orticaria. e’ proprio da li’, grazie a quel senso di superiorita’ e diritto che hanno potuto svilupparsi le nuove classi dirigenti con le zanne. e’ grazie all’abitudine all’ipocrisia e all’essere serviti che ci si distacca dai valori umani ed animali di base… le cameriere trasparenti, la tata grazie alla quale si associa l’affetto di pelle ad un qualcosa da bambini e umani sottosviluppati.
    e’ li’ che si e’ incubata la crudelta’, nelle famiglie che hanno fatto “il loro dovere” senza mai chiedersi un granche’ e che si meritano tutto quello che hanno avuto nonostante gli ovvi vantaggi della posizione di partenza, quelle famiglie ben vestite ed impettite nei primi banchi delle chiese che tornando a casa con il vassoio di paste trovavano la tavola imbandita con una candida tovaglia e la porcellana bella, e il pranzo pronto per essere servito dall’amata signora gelsomina, ed oggi dai “filippini”. roba da matti. e poi ho visto la pagina facebook piena di foto di lui stesso modello Ddonna, i commenti all’acqua di rose, e le risposte alle mie piccole domande relative alle traduzioni contraddistinte da un grazie mille con smiley, che solo una povera o povero addetto ai media poteva aver scritto. quei miliardi di video ripetitivi e antitetici alla sua critica della velocita’ e della specializzazione, che mi paiono essere il frutto di una strategia di mercato piu’ che di un pensiero profondo. l’articolo sull’amore pubblicato sulla stampa che tutto evocava tranne l’amore. citazioni fino allo svenimento, e nessuna idea che potesse suggerire un anelito di vita. come dici tu Alan Turing gli avrebbe cercato lo sportellino sulla nuca. ora penso al lavoro di diego fusaro come ad un lavoro perfettamente e tristemente in linea con i tempi, tempi in cui e’ normale fingersi giovani ed innovativi portando avanti programmi che sanno di muffa, senza neppure il beneficio di essere un prodotto caseario. grazie ancora dell’articolo : in solitudine a volte i dubbi mordono la ragione della ragione. cris.

  47. Diego scrive:

    E perché no una supercazzola con scappellamento a destra????!!!!!

  48. cris l'orsa scrive:

    p.s. era tanto che non leggevo cosi’ tanti e succosi commenti… e anche ridevo di gusto per alcuni. c’e’ un gran valore nel commento spontaneo e ispirato : un vero scabio di idee senza neanche ottomila finestrelle di pubblicita’ che si aprono interrompendo il flusso di pensieri. voila’ : siete nei bookmarks. c.

  49. Lalo Cura scrive:

    ho letto tutto il demenzaio, da “che cos’abbiamo fatto…” a “overthedoors news stream” (ho tirato un sospiro di sollievo quando l’ho visto comparire a fondo pagina, per un attimo avevo temuto si fosse – o fosse stato – licenziato)

    non ho potuto fare a meno, seduto sul mio seggiolone, di ruminare: fusaro! chi era costui? ventura! chi era costui? fusaro & ventura! chi erano costoro?

    ma non è stato tutto tempo perso, anzi, se ho potuto portare a casa, oltre a una dose di scetticismo a costo zero, un’autentica perla (il dio delle lettere renda merito all’autore): la “citatologia”

    non so e non voglio sapere se si tratta della scienza che si occupa di pietro citati e dei suoi sarcofaghi a forma di libri o della versione aggiornata 3.0 del vecchio citazionismo in disarmo: mi basta la certezza di aver rimesso piede in itaglia (e senza nemmeno cadere dal seggiolone)

  50. Fabio scrive:

    Ottimo articolo .

    Purtroppo i personaggi TV ( come Fusaro ) fanno vendere e le case editrici devo vendere … Ma che Fusaro sia non solo un epigone della Nuova Destra di De Benoist , ma anche un filosofo di plastica , è chiaro a qualsiasi studente di filosofia .

  51. kanye west scrive:

    intanto Diego sta per uscire con il mulino mentre voi rosicate, a luglio in tutte le librerie “il gender del gender” con prefazione di Michel Foucault e saggio critico conclusivo di Michela Marzano “non giudicatemi per il mio corpo” 

    capitoli che fanno il medio al postmoderno

    i
    a difesa della mia ciolla 
    ii
    azzurro per i maschietti e rosa per le femminucce: perché insistere 
    iii
    differenze principali tra Uomo e uomo
    iv
    come emanciparsi dalle vulve emancipate 
    v
    con Marx oltre Marx per Marx verso la libertà

  52. bianca scrive:

    Grazie di questo contributo molto efficace nella descrizione di un prodotto mediatico abilmente autocostruitosi .Finalmente qualcuno che si è preso la briga di smontarne gli strati di vernice posticcia.
    Ma : e se questo ragazzotto fosse solo la ” nipote di recalcati ” ?
    Quella schiuma che il mare , quando è sporco di tutti i nostri inquinanti , porta implacabilmente a riva ?

  53. Roscoe Coltrane scrive:

    A coloro che cianciano di roscate non si può che utlizzare solo un metodo: il metodo Inglese, ottimo per scacciare i troll.
    E mettetevelo bene in testa signori miei che queste critiche al capitalismo sono critiche al nulla, perchè tutto è capitalismo, anche il vendere un libro, chi vuole la morte del capitalismo non ha capito che il capitalismo non è un sistema ma una cosa che non esiste. Studiatevi Rothbard, leggetevi Paul invece di ‘ste fuffariate cosmiche.

    Nell’universo italico perfino un youtubers che parla di Inter o di musica è diecimila volte più filosofo o profondo di pensiero rispetto a siddetti accademici.

  54. Il giustiziere della rete scrive:

    Ripasso della lezione per gli asini:

    https://www.youtube.com/watch?v=m5wudwmJp8Y

  55. Ettore scrive:

    Io leggo Fusaro (non sono un fan, al massimo dei Dead Kennedys o di Battiato, non di un filosofo. Becera tecnica per screditare anche chi lo legge). Ho letto 5 libri suoi. Ora chiedo a voi, che sicuramente per criticarlo così duramente ne avrete letti anche di più: cosa c’è di male nell’essere dei divulgatori? Nel far piacere alla gente la filosofia e portare idee controcorrente, anche se non (del tutto) originali? Mi chiedo: qual è il problema? Perché usare poi l’accusa di neofascista come nella più triste tradizione italiota?

  56. Maddalena Vaglio Tanet scrive:

    Più vero del vero https://www.facebook.com/DiegoFuffa?fref=ts

  57. Lorenzo scrive:

    Che peccato quella brutta caduta di stile (diciamo così) su Judith Butler e gli studi di genere. È un passaggio la cui superficialità e acidità fine a se stessa mette in dubbio il valore di tutto il resto del testo.

  58. Roscoe Coltrane scrive:

    Semplicmente perchè di Fusaro non c’è nulla di controcorrente, è sempre la stessa solfa.
    O’ capitalisme cattive ….. O’ capitalisme cattive …. bla bla bla ecc…ecc…

    Vuoi leggerti qualcosa di veramente contro corrente? Leggiti Rothbard, Raynd, North. Rockwell, Sanchez, Raimondo…
    E poi ne riparliamo su cosa è controcorrente veramente e cosa no, caro mio fan dei Dead kennedys.

  59. Stefano Trucco scrive:

    Ma Rand (non Raynd) e Rothbard e compagnia cantante non sono controcorrente, sono praticamente i testi sacri del Partito Repubblicano degli Stati Uniti e di un mucchio di gente in giro per le istituzioni finanziarie e governative e semi-governative sia negli Usa che in Europa. Non è che si può rispondere ad una pessima ideologia con una altrettanto pessima, in più facendo finta che sia ‘contro’ o ‘alternativa’ – in fondo Alan Greenspan era stato l’allievo prediletto di Ayn Rand…

  60. pappacone scrive:

    Un esempio di divulgazione: http://www.ibs.it/code/9788806187910/adorno-theodor-w/terminologia-filosofica.html . Fare divulgazione non vuol dire necessariamente usare un pretesto per veicolare cose che gli autori che si pretende di divulgare non hanno detto o non hanno pensato. E la filosofia, bontà sua, è un sapere specialistico e non una chiacchiera da bar. Un sapere che prima di stimolare richiede impegno. La critica non è a Fusaro ma a un modo di fare editoria sciatto e connivente che decreta la fine stessa delle librerie: dieci libri ciclostilati di Fusaro e venti della Marzano levano spazio a dieci libri e a dieci autori potenzialmente validi che non possono o non vogliono andare da Fazio. E il potenziale lettore/acquirente sapendo di trovare solo Fusaro e Marzano nelle librerie rimaste non ci entra più. Il placet dell’accademia, della parte più disperata dell’accademia, è il sintomo della mancanza di ossigeno di un mondo delegittimato dal discorso pubblico e a un tempo responsabile in prima persona della propria miseria.

  61. Ettore scrive:

    Quindi, Coltrane, andare contro il pensiero unico è controcorrente solo se sei un anarco-libertario…d’oltreoceano poi…
    Un invito: io leggerò qualcosa di quegli autori, ma tu leggiti Fusaro. Poi torniamo a discutere, se no parliamo di niente.
    Aggiungo, per l’autore del post: quando si cerca di incasellare qualche pensatore con difficoltà, arrivando a dire che è lepenista o sovranista dii fatto senza riuscire veramente a collocarlo da nessuna parte si ottengono due risultati: il primo, confermare la sua indipendenza di pensiero. Il secondo perdere tempo.
    Un fan dei Dead Kennedys

  62. Alberto Capece scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con il pezzo: Fusaro è un prodotto mediatico e in quanto tale gestisce divulgazione e filosofese, in un intreccio gustosamente e disgustosamente nulla dicente che come sappiamo è un mix di successo nella comunicazione di massa. Galimberti docet .Tuttavia mi chiedo da quale direzione e da quale intenzionalità giunga questo attacco alla croce rossa ( filosoficamente parlando ) che in sostanza mi sembra teso a difendere la piattaforma delle varie ortodossie interpretative su Marx e Gramsci da ingressi non autorizzati. Sì, Fusaro è un prodotto mediatico e su questo non c’è dubbio, ma non ci sono dubbi anche sul fatto che occorra uscire dagli spazi angusti e ripetitivi dell’ermeneutica storica del marxismo, non rendendosi conto che essa stessa va ormai storicizzata e ripensata alla radice.

  63. Ettore scrive:

    Mah, più leggo post sul “prodotto mediatico” più mi convinco di essere finito in un sito radical chic, gente che vuole cambiare il mondo parlandosi addosso.
    Se di sti tempi non scrivi sui giornali, non vai in tv e non cerchi di far conoscere le tue idee in tutti i modi, come speri di cambiare le cose? Scrivendo su minimaetmoralia.it?
    Ma poi quale prodotto mediatico? Non è stato mica messo lì da qualche sponsor Fusaro, i suoi spazi se li è guadagnati, guardacaso provocando anche invidia.

  64. sp scrive:

    D’accordo con lorenzo che la stoccata a Butler e relativi gender studies poteva e doveva essere risparmiata, ma credo che l’articolo e i suoi argomenti restino validi. Nessuno e’ perfetto o onnisciente.

  65. Roscoe Coltrane scrive:

    Si infatti Rand e Rothbard sono i santi sacerdoti delle banche e del Paritio Repubblicano, come no, infatti è notorio che la corrente libertarians è sempre quella che ha dominato nella destra USA (i neocon sono solo dei poveracci) che Rothbard volesse la banca centrale con la stampante e le guerre democratiche in tutto il mondo. CENTRO!
    Che sia d’oltreoceano che spacchio vuo dire? Marx e Hegel sono d’Oltralpe quindi che c’azzecca? Oppure voi siete convinti che tutti quelli che parlano inglese sono luridi genderisti guerrafondai amici dei banchieri sporchi e cattivi?
    Greenspan fu allievo della Rand? Anche Berjia fu allievo di Marx, e allora?

    Io carissimo Fusaro me lo leggo, per questo non mi piace. E prima di sparare sentenze ad muzzum sul libertarismo studiatelo.

  66. gervax scrive:

    la battuta sulla Butler è uno scivolone per il quale l’autore dell’articolo ha già fatto ammenda in altra sede, basta! non bisogna rompere il fronte progressista con beghe di questo tipo, ed è certo che gli studi di genere e la critica culturale radicale vanno promossi e diffusi sistematicamente in quanto sono il migliore antidoto ai conati regressivi e corrodono alle fondamenta i pilastri del ‘vecchio mondo’ patriarcale, protezionista e fascista.
    A chi mi invita a “vergognarmi” con argomentazioni risibili (il capitalismo avrebbe creato 2 guerre mondiali e ridotto il proletariato alla fame) invito a ristudiare come primo passo un manuale di storia contemporanea per il liceo.

  67. Tommaso scrive:

    Va be, ci mancava il pazzo libertario, ciaone.

    Il problema di Fusaro, mi rivolgo ad Ettore, non è che è un fenomeno mediatico, ma che è fascista.

  68. RobySan scrive:

    Oh, ma la firma di Fusaro, sul muretto di Alassio, c’è?

  69. gervax scrive:

    @tommaso

    fosse solo Fusaro! certa fuffa si diffonde come un cancro anche a sinistra, soprattutto in quei settori meno scolarizzati e meno dinamici che hanno difficoltà a interpretare la congiuntura economica in un quadro di lunga durata e ad accettare sacrifici di medio termine in funzione dell’edificazione di una nuova società, finalmente di liberi ed eguali!
    la vera derattizzazione va condotta alla nostra sinistra, tra quei settori più cocciuti e retrivi, asserragliati intorno a parole d’ordine ormai vuote e malcomprese nei loro fondamenti filosofici (ecologismo, pauperismo, anticapitalismo, veganesimo e altre merdate cripto fasciste)

  70. Tommaso scrive:

    Gervax, devi essere più chiaro, non si capisce molto di quello che hai detto.

  71. RAV scrive:

    La stoccata alla Butler era anche un modo di mostrare ai paranoici come Fusaro che non c’è nessun fronte compatto su questo genere di questioni, e che uno può criticare il suo minestrone sovranista anche senza essere un fantoccio del politicamente corretto. Quanto alla “teoria del gender”, si trattava semplicemente di un trastullo dei dipartimenti di letteratura delle università americane (e talvolta europee) prima che i cattolici oltranzisti francesi iniziassero a farne una bandiera ideologica, finendo così per dettare l’agenda delle sinistre europee. A me, che della questione ammetto di non sapere molto, pare che partendo da condivisibili premesse sulla culturalità dell’identità di genere si arrivi a una modellizzazione inutilmente farraginosa e contradditoria delle differenze e dei fenomeni comportamentali: ma ovviamente questo è un altro argomento, sul quale, con buona pace di Fusaro, possiamo discutere anche dentro a questa cattedrale del “radical chic” che è Minima & Moralia.

  72. gervax scrive:

    mi sembra piuttosto chiaro Tommaso, la retorica anticapitalista di Fusaro è la stessa dei settori conservatori della sinistra radicale (e con un lessico più blando, anche della sinistra socialdemocratica), presuppone le stesse cazzate sullo stato di natura idilliaco, la tecnologia cattiva, e il gomblotto finanziario mondiale
    più semplice di così non ce la faccio, mi dispiace

  73. gervax scrive:

    @RAV

    la pezza è peggio del buco! l’approccio critico dei gender studies non è un “trastullo” ma uno strumento raffinato e affilatissimo, e il fatto che abbia provocato una reazione compatta dei conservatori e dei fascisti è il segno più evidente della sua efficacia! quello che non capisco semmai è come possano certi sedicenti compagni essere a favore della manipolazione genetica degli embrioni e poi piagnucolare se qualcuno migliora biologicamente il mais o i pomodori..

  74. Tommaso scrive:

    Gervax, mi sa che sei un troll, anche se di alto livello.

  75. gervax scrive:

    @tommaso

    torna a discutere quando hai degli argomenti da contrapporre dai, non è obbligatorio partecipare, spesso è utile anche il solo leggere 😉

  76. Ettore scrive:

    Per Coltrane: non ho sparato nessuna sentenza. Che libri hai letto?
    Per Tommaso: c’è chi da del fascista anche a Pasolini, che dava dei fascisti agli antifascisti. Il fatto che si dia del fascista a uno come Fusaro vuol dire anche qui due cose: o si è a corto di argomenti o non lo si conosce. La terza via è un mix delle due. Finché si continuerà a darci dei fascisti e dei comunisti una cosa è certa: non cambierà mai nulla.
    Infine: questa non è una cattedrale del radical chic, era un’ovvia provocazione, la mia, per chi accusa di essere un fenomeno mediatico uno che va in TV.

  77. Tommaso scrive:

    Ettore, non gli sto dando del fascista a cazzo di cane, ma in base a quello che dice, dove lo dice, etc etc
    Già il solo riferimento al circolo Proudhon basterebbe per capire dove va a parare Fusaro, al socialismo nazionale, che già tanto ha dato al mondo.

  78. A. scrive:

    A quanto pare il grande “NO” che il dott. Fusaro ha ricevuto dall’Abilitazione Scientifica Nazionale per entrare come professore in università non è servito…

  79. Stefano Trucco scrive:

    Beh, non per niente l’attore che interpretava Rosco Coltrane nei Dukes of Hazard è morto ieri. Buona fortuna al libertarista de noantri…

  80. ANTONIO scrive:

    Fusaro fascista? Non credo. Ultimamente mandava a ripetizione dei post in cui denigrava la Lega e CasaPound. Io replicavo. Lui rimandava e io rireplicavo dicendo perché non ero d’accordo ecc. ecc. Stupidamente non avevo capito che utilizzava un ripetitore automatico di post e, di fronde alla mia perseveranza nelle repliche, mi ha bloccato IoI.

  81. Ettore scrive:

    “Sogno una società di persone ugualmente libere” è chiaramente una frase fascista, che sia o meno sua non ricordo gliel’ho sentita ricordare più volte.
    La tua caro Tommaso è una frase fascista: quel “dove lo dice”. Non poter parlare in certi luoghi è da regime fascista.
    È successo a Fusaro con l’episodio di Casapound. Nella mia ex città, Cesena, a Pansa, conferenza annullata per rischio di problemi di ordine pubblico (a cui io non sarei andato, se no poi mi dai del fascista). La lista è lunga.
    Ripeto: se dai dal fascista a Fusaro, visto che ti auto consideri suo conoscitore, vuol dire che sei a corto di argomenti. I suoi non sono argomenti fascisti. Puoi girarla come vuoi ma non te la passo.

  82. Roscoe Coltrane scrive:

    Tranquillo, anche se sono morto vivrò ancora a lungo 😉

    Comunque sugli OGM anche Cuba ormai tratta il cotone col metodo OGM, fonte ricevuta da un compagno comunista.

  83. gervax scrive:

    @ettore

    Fusaro non è fascista nell’accezione ristretta e novecentesca che intendi (evidentemente) tu, ma le sue teorizzazioni sono un bignami dei fondamenti filosofici del socialismo nazionale, del protezionismo economico e dell’ideologia conservatirce e bigotta del patriarcato. La categoria di “fascismo” va necessariamente aggiornata ai tempi ed allargata a ricomprendere le fonti avvelenate di un certo pensiero economico e politico (comprese le letture populiste e destrorse di Gramsci); chiarire finalmente, fuori da ogni retorica e da ogni ambiguità, dove sta la conservazione e dove il progresso, questo s’ha da fare!

  84. Tommaso scrive:

    Tu fai come ti pare, ma resta fascista. Non pretendo di convincerti, ma la cosa è abbastanza ovvia. Comunque, proviamo.

    La frase che citi è vuota. Non vuol dire nulla. É zucchero filato, buono da mangiare ma con basso valore nutritivo. Non è ne fascista ne anti-fascista. Però è il tipo di frase che è utilissima a farne passare e digerire altre. Si crea un bell’alone di banalità facilmente digeribili e, dietro di esse, si infilano idee meno digeribili, tipo famiglia tradizionale o comunità nazionale.

    L’utilizzo che fai te del termine “fascista”, invece è un po’ a cazzo di cane. Io non vado oltre la banale saggezza popolare di “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. É fascista questo atteggiamento? Se si, riferirò a mia nonna pluriottantenne, anche se lei potrebbe offendersi, avendolo visto davvero il fascismo.

    Quello che Fusaro segue è un programma culturale di estrema destra, basato sulla “Terza Via” Europea tra comunismo e capitalismo, mischiando riferimenti culturali progressisti con progetti culturali reazionari. Se dovessi tentare di essere preciso direi: Fusaro propone una serie di soluzioni (nazione e famiglia) ai problemi del capitalismo che sono di destra, conservatrici, reazionarie.

  85. Ettore scrive:

    D’accordo gervax, infatti fascismo oggi lo si può, direi quasi deve, intendere come totalitarismo. L’unico fascismo che io vedo all’orizzonte, da prima di leggere Fusaro, sia chiaro, è quello del pensiero unico e dell’economia. Non sarò originale, ma la penso così.
    Sulle sue teorizzazioni, in parte sono d’accordo con te, in parte no ma ora per motivi di tempo non riesco ad andare nel dettaglio.

  86. The Croppy Boy scrive:

    Brutta cosa l’invidia.
    Pirma o poi un articolo simile doveva arrivare sulle nostre tavole…
    A Raffaè, te rode proprio…

  87. The Croppy Boy scrive:

    Aridatece Valentina N.

  88. Ettore scrive:

    Evidentemente allora anche comunitarismo cosmopolitico=Fascismo. Facciamo così, tanto tu non mi fai certo cambiare idea né io a te: se Fusaro è fascista allora lo sono anch’io. Buona giornata.

  89. Vulfran scrive:

    Fusaro è un fenomeno dello stagno intellettuale italiano, un po’ come il New Realism. Occuparsene significa perdere tempo, a mio avviso. Soprattutto in quanto significa ignorare dibattiti che hanno sicuramente più sostanza. Il fatto che nell’articolo si liquidi la Butler come “marginalissima moda itellettuale” dà un’idea di ciò che intendo (che i gender studies siano anche una moda è fuor di dubbio ‒ pure l’idealismo nell’Ottocento europeo lo era ‒ ma non li ha inventati la Butler, che non è una ciarlatana). Comunque, siamo sopravvissuti a Bernard-Henry Lévy con il chiodo, possiamo sopravvivere a Fusaro.

  90. Tommaso scrive:

    Ettore, non mi sembri un fascista, mi sembri uno che ha letto Fusaro e ne è rimasto folgorato e comprensibilmente rosica un po’ quando glielo smontano.

  91. gervax scrive:

    @ roscoe coltrane

    Infatti! Il mito agrario fascisteggiante della terra incorrotta ormai è difeso solo dai ‘sovranisti’ di casa pound e dalle propaggini più becere e reazionarie della sinistra radicale (nazi-animalisti, vegani, fricchettoni ruralisti, NOTAV ecc)

    interessante in proposito la lettura di questo:
    http://www.conversomag.com/farro-per-fermare-il-declino/

  92. Ettore scrive:

    A dire la verità non ho visto niente di smontato, solo opinioni divergenti. Sono stanco della stessa solfa del dare del fascista a chiunque. Quindi da oggi per voi sono fascista e chiudiamola li.

  93. Luigi scrive:

    Sparare slogan a effetto contro il “liberismo”, la dittatura “eurocratica” (in un tutto unico che dimostra la confusione delle idee) è un tratto tipico di Fusaro e in generale di molti tipi “controcorrente” che dimostrano di non avere le cognizioni di base del sistema economico che pretendono criticare; ma Fuffaro avrà letto Murray Rothbard e Von Hayek? No perché scrivono in lingua inglese (ahah qui si arriva al limite dell’idiozia)? Detto questo, non c’è nulla di male nell’essere degli storici della filosofia che si limitano a divulgare idee altrui (secondo interpretazioni che si pretendono nuove e profonde ma non lo sono affatto, qualsiasi bravo studente di liceo saprebbe trovare un filo conduttore tra Marx e Gentile per esempio); a Fusaro auguro di cuore un successo nel banalume mass-mediatico contemporaneo.

  94. Tommaso scrive:

    Devo dire che, a giudicare del numero di Testimoni di Rand che sono intervenuti in questo post, forse Fusaro qualche funzione utile la svolge.

  95. Luigi scrive:

    se permetti, dare del “testimone di Rand” e del “pazzo libertario” a chiunque la pensi diversamente è superficiale, è un po’ come quando si dà del fascista a chi non si riconosce con la retorica demagogica di certa sinistra anti-capitalista (o presunta tale, perché essere contro il capitalismo significa anche sapere di cosa si parla). Il problema di Fusaro – o meglio, delle sue idee politiche, perché la sua erudizione non si discute – è che non è né fascista né comunista né liberista, è il Nulla che si concretizza in una sequela di ca..ate retoriche (di cui lui non è l’unico esempio).

  96. Tommaso scrive:

    Io peso le parole, e se le uso è perché penso siano appropriate a descrivere certe persone. Prendiamo il tuo esempio. Tu sostieni che per avere le “cognizioni di base” sul capitalismo bisognerebbe leggere Hayek. Questo è un chiaro ragionamento ideologico. Il capitalismo è un sistema economico che cambia storicamente, nato da una miriade di istituzioni, di interessi, di contingenze… Hayek è un teorico. Pretendere di trovare in Hayek la spiegazione del capitalismo è assurdo. Sarebbe come pretendere di trovare la base della democrazia in Rousseau o Rawls, o la base del comunismo in Marx. I testi nascono dalle circostanze, non le circostanze dai testi. Questo modo di ragionare è ideologico, e buon indice di un approccio un po’ religioso alla questione. Cosa, per esperienza, comunissima tra i libertari, che sono tra i gruppi più ideologici presenti nel panorama culturale contemporaneo. Poi magari te sei diverso, questo non lo so. Ma il ragionamento generale tiene.

    Fusaro non è il nulla, non credo. Fusaro è di destra.

  97. Luigi scrive:

    Ma io non ho detto che “per capire cognizioni di base del capitalismo bisogna aver letto Von Hayek”; al limite sono dell’idea che per capire il capitalismo bisogna aver letto ANCHE Von Hayek (o uno a caso dei cosiddetti libertari – a parte che poi la galassia è più eterogenea di quanto si pensi, ci sono anche i minarchici, i Randiani, gli anarco-capitalist…i), cosi come bisogna aver letto Marx, l’importante è che uno ascolti i punti di vista più diversi, a differenza della logica degli slogan sparati alla Diego Fuffaro; l’unica definizione di capitalismo che considera assoluta e oggettiva è quella, banalissima, del dizionario: “sistema basato sulla proprietà privata e sul libero mercato”; se permetti, liquidare subito chi cita i libertari come “Testimone di Rand” è un atteggiamento veramente ideologico e categorico.

  98. Luigi scrive:

    una domanda: che cosa intendi per essere di “destra” o essere “fascista”?

  99. Lalo Cura scrive:

    un covo di pericolosi sovversivi & di fascio-catto-leghisti in libera uscita pasquettara?

    ma dài!!

    un’innocua accolita di buontemponi prêt-à-penser che si disputano, da fan o da detrattori, le spoglie rigorosamente think-not-found dell’a-spirante guru diego “liso-dagli-occhi-blu” fuffaro

    una prece

  100. RobySan scrive:

    Diego fu arso? O forse Giuda?

  101. Condivido i contenuti dell’articolo, peraltro piacevole da leggere, ma condivido anche le perplessità già espresse in qualche commento, sul paradosso che questo genere di articoli hanno l’esito ultimo di alimentare il fenomeno che vogliono criticare (paradosso in cui cado anch’io in questo momento, ma che accetto nella speranza di poter esprimere un parere (e magari scambiarlo) con l’autore dell’articolo).
    Basti vedere la radicalizzazione dei suoi fan o lettori – che mi viene il sospetto che alcuni lo facciano di professione – che si dividono tra 1) è tutta invidia, e 2) è solo un buon divulgatore, allegramente non considerando cosa sta divulgando: reazionarismo travestito da progressismo.

    C’è però un aspetto che l’articolo non considera, ovvero da dove viene il suo successo. Chiunque conosca il sistema accademico e massmediatico (italiano e non, ma soprattutto quello italiano), o abbia un minimo di cognizione del mondo in cui vive o di buon senso, sa che in certi ambienti non si penetra, soprattutto in tenera età, senza sponsor. Con la sola bravura (al netto del fatto che lui non ce l’ha) non si va da nessuna parte. E allora la domanda diventa: chi lo sostiene e lo lancia e perché?

  102. The Croppy Boy scrive:

    Sicuramente Minima, Moralia non lo so.
    Fusaro fascista, Fusaro nazista, Fusaro non ha l’abilitazione, Maestraaaaa ! Fusaro dice le parolacce !
    Professoreeeeee ! Fusaro ruba le merendine !
    Vedervi dal di fuori siete imbarazzanti.
    E beccatevi l’anacoluto.
    Qui non ci torno, tranquilli.

  103. Leonardo Facco scrive:

    un plauso sentito all’autore di questo impeccabile saggio.

  104. Alan Peter Fortebraccio scrive:

    Raffaele Alberto Ventura sei un mito. Fusaro uno dei più grandi imbecilli di tutti i tempi. V-O-M-I-T-E-V-O-L-E . L’anticultura socialscoreggiata, oltre allo sguardo ebete. Splut Splut Splut

  105. Vlad scrive:

    piccola parentesi: la teoria del gender non esiste, se vogliamo criticare la queer theory (ed è giusto farlo in quanto aspetti criticabili ci sono certamente tanto nella queer theory come in ogni altro pensiero filosofico, politico e sociologico) facciamolo senza tirare fuori le paranoie cattoliche
    su Diego Fusaro sono totalmente d’accordo con l’autore dell’articolo

  106. Valmor scrive:

    Non mi sento molto lontano dall’autore dell’articolo, ho un caro amico che apprezza molto Fusaro e mi suscita un certo scetticismo. Quello che è piuttosto fastidioso è il modo di argomentare, tipico di una certa intellettualità un po’ radical-chic. Autoreferenzialità. C’è la critica dello stile, ma l’accostamento a figure di destra sembra una sostituzione dell’argomentazione, quasi che basti dire che il fatto di essere associato a un certo mondo renda superfluo l’argomentare. Levare a Marx la parte economica per concentrarsi su quella culturale non va bene? E perché no? E dicendo che Fusaro si sente più vicino a Casapound (ma dove?) che a Tsipras perché non si argomenta a dovere del perché dobbiamo preferire l’ultimo rispetto ai primi? Scontato. No. Si ha la nettissima impressione che l’autore si rivolga non ad un pubblico generale per il quale si deve ARGOMENTARE per dire che i rossobruni non vanno bene, e che Tsipras è meglio. Ma a chi è già inserito nell’orbita radicale e che può essere convinto solo attivando dei riferimenti identitari. No, così non va.

  107. Tommaso scrive:

    Valmor, l’autore non sta scrivendo un pezzo di propaganda politica. Si limita ad indicare una cosa: che se, di fronte ai problemi contemporanei, la soluzione è nazionalista e tradizionalista, si tratta di neofascismo. Ogni lettore poi trarrà le sue conclusioni. Però, un minimo di storia della destra aiuterebbe in queste situazioni, farebbe vedere in maniera chiara le continuità con pensiero e politica di destra del passato, renderebbe tutto più lineare.

  108. RAV scrive:

    Esatto. Si tratta di un esercizio di contestualizzazione. Liberissimo Fusaro di recuperare la tradizione del socialismo nazionalista, che ha i suoi lati affascinanti per chi s’interessa di storia del pensiero. Quello che davvero mi pare problematico è la totale, gigantesca perdita di punti di riferimento che porta molte persone (anche responsabili editoriali, universitari, ecc.) a leggere certi testi mancando degli elementari codici interpretativi, che pure dovrebbe fare parte di una basilare cultura generale. Diego Fusaro è il sintomo di questa catastrofe intellettuale nella quale viviamo. Invidia a parte — chi non vorrebbe essere il sintomo di una catastrofe intellettuale? — l’articolo vuole anche servire da “servizio pubblico” o da guida per i distratti. Poi chi non vuole intendere può continuare a non intendere. Potrebbe valere come attenuante in sede processuale.

  109. Prefazione di Michel Foucault? Ma è deceduto il 25 Giugno del 1984! Si tratterà piuttosto di un saggio (forse inedito) pubblicato in apertura. Altrimenti al mio prossimo libro proverò chiedere ad Ananda Kentish Coomaraswamy di farmi l’introduzione.

  110. Federico Tonus scrive:

    Ahah sarà contento Fusaro che l’esito della sua critica accorata sia di alimentare ciò che critica, così potrà intensificare le sue critiche e guadagnarci.

  111. Mario scrive:

    Ottimo pezzo, anche se – per me – prende una scivolata che si sarebbe potuta evitare paragonando la “teoria del gender” al balconing: quest’ultimo non mi pare tentino di farlo passare come esito di un processo di liberazione dagli schemi culturali imposti dalla società all’uomo non ancora liberato da dogmi pre-razionali ecc., o simili.
    Né, soprattutto, a quanto ne so, il balconing cercano di introdurlo come indirizzo di orientamento pedagogico a scuola.
    In questo passaggio a mio sommesso parere l’autore sembra assumere lui stesso le modalità argomentative di Fusaro, da lui stesso in precedenza approfondite e giustamente criticate. Poteva paragonarlo ad altro, ma il balconing non c’entra, mi pare.

  112. Patrizia scrive:

    Al lettore medio sembra un attacco personale da travaso di bile.

    Il pensiero più aulico che mi smuove il testo è: “Ma che t’ha tagliato la vigna?”.

    Quello più polemico: perché citare testi, fonti ed autori, quando si poteva riassumere il tutto nel più sintetico, snello, immediato: “Perché Fusaro va in TV ed a me non mi si fila nessuno?”.

  113. Stefano Trucco scrive:

    Certo che con difensori come Patrizia, Fusaro non ha certo bisogno di nemici…

  114. RAV scrive:

    Lo “scivolone” sul gender c’è soltanto nella versione freeware pubblicata su Minima. Per la versione premium (garantita senza scivoloni) contattatemi in privato. Prezzo vantaggioso.

  115. Herr ZellGlas scrive:

    Bell’articolo e completamente condivisibile.

    A proposito di Diego Fusaro, vorrei ricordare l’anno che passavano tra i due tropici sei bianchi, verso lo zenit e maglia tantoché i monti Rifei avevano avuto quell’anno grande terilità di frottole causa una sedizione di balle, mossa contro i Baraguini e gli Accursieri, per la ribellione degli Svizzeri che s’erano riuniti fino al numero di tre, sei, nove, dieci per andare all’agucchianuovo, il primo buco dell’anno quando si lascia la minestra ai buoi e la chiave del carbone alle domestiche per dar l’avena ai cani. Tutta la notte non si fece (colla mano sul boccale) che spedire bolle a piedi e bolle a cavallo per trattener le navi, poiché i sarti volevano fare, con scampoli rubati, un cerbottano per coprire il mare oceáno,il quale allora era grosso quanto una pentola di cavoli secondo l’opinione degl’imballatori di fieno.

    Ma tant’è – così vanno le cose in questo disgraziato paese.

  116. Pisello Danzante scrive:

    Le osservazioni dell’autore sono condivisibili. Il problema è un altro. Fusaro ha pubblicato edizioni di Marx senza conoscere il tedesco, aiutando con altre traduzioni dal francese e dell’inglese. Ha imparato il tedesco, sempre che lo abbia imparato realmente da un punto di vista filologico e critico, traducendo per Bompiani.
    Le sue pubblicazioni sono copiose. Nessuno si chiede se sia normale, dovendo preparare esami universitari e successivamente gli studi per il dottorato, pubblicare quasi due libri all’anno più numerosi articoli.
    Da qualche anno è almeno 2 volte al mese in qualche città a presentare i suoi ultimi libri.
    Dove trova il tempo? A cosa sottrae tempo?
    Inoltre, si dice esperto di autori i quali, per la mole di opere pubblicate, per la dimensione linguistica in cui esprimono le loro analisi, non sono di facilissimo studio.
    Traduce dal greco e dal tedesco, conosce il latino, il francese e l’inglese.
    Facile da comprendere: pubblicazioni copiose, filosofese ben padroneggiato, slogans efficaci, visibilità mediatica e non.
    Dove ha iniziato a pubblicare? Da Bompiani le cui edizioni sono terribili.
    Parlate con un’antichista e chiedetegli che cosa pensi di quelle edizioni per i pensatori greci. Quelle in tedesco sono oscene. La traduttologia, almeno in Italia, è inesistente.

  117. Strano però che nessuno dei commentatori si sia posto il problema del “a che serve sparlare di una persona?”
    Effettivamente, l’articolo sembra essere pieno di luoghi comuni ben più di quelli attribuiti a Fusaro, e così per un lettore come me, è più interessante piuttosto che entrare nel merito del giudizio su Fusaro di cui penso di potere tranquillamente fare a meno, vedere come l’autore si presti a un genere di critiche dello stesso segno.
    Nel furore di stroncare Fusaro, l’autore finisce per demonizzare un’intera corrente di pensiero senza argomentazione alcuna nel merito, ma apparentemente soltanto in base ai propri convincimenti che forse per lui dovrebbero apparire più convincenti o forse perfino ovvii per i lettori. In effetti, vedo che molti commentatori appaiono di bocca buona, cioè concordano tranquillamente con la tesi dell’articolo che, voglio ribadirlo, non consiste soltanto in un certo tipo di valutazione di Fusaro, ma in una precisa tesi politica fatta passare senza neanche discuterla. Ed è questo l’aspetto che mi ha spinto ad intervenire.

  118. RAV scrive:

    Cucinotta suvvia, non si sta “sparlando” di una persona, si cerca di chiarire un malinteso fornendo qualche coordinata culturale. Mettere nel contesto non significa demonizzare una corrente di pensiero, significa portare allo scoperto delle connessioni che sono utili per capire il fenomeno. Peraltro io stesso ho confutato l’accusa di fascismo, non mi pare poco; e se Fusaro è lepenista (oggettivamente: basta leggersi il programma di Marine Le Pen) mica è colpa mia, ci sono tanti lepenisti perbene. Critico Fusaro come a suo tempo ho criticato Anonymous, e pare difficile accusarmi di essere invidioso anche di loro… Per citare le parole di Guido Vitiello credo che si tratti piuttosto di Freak Fetish Disorder, una specie di attrazione morbosa per i fenomeni da baraccone.

    Il problema è che mentre attorno a Fusaro montavano grosse perplessità, nessuno aveva il coraggio di fare un articolo come questo (a parte qualche accusa di fascismo dal sapore vagamente adolescenziale) per paura di essere accusato di essere un rosicone. E anche perché molti dicevano, in ambiente accademico: si sgonfierà, non ne vale la pena! Questo mi hanno detto tutti, anche molti universitari e suoi colleghi, che mi scoraggiavano dallo scrivere qualcosa, di sporcarmi le mani con questa roba qua. Secondo loro era una moda passeggera. Invece no, Fusaro si è rivelato davvero bravo nel sedurre un certo pubblico: me ne accorgo leggendo i commenti qui e altrove. Ha riempito un vuoto. Ed è in questo vuoto che Fusaro ha continuato a prosperare, in una specie di feedback impazzito tra successo pubblico e legittimazione editoriale-universitaria-giornalistica, a causa dell’ignoranza, della pavidità, dell’opportunismo di tutte le parti in causa. Il risultato è imbarazzante per tutti, ed è sociologicamente interessante.

  119. Luigi scrive:

    Vincenzo, se per “tesi politica non argomentata” ti riferisci al riferimento polemico al presunto fascismo di Fusaro sono d’accordo con te, nel senso che questo non sarebbe comunque un buon motivo per liquidarlo come spazzatura. Per il resto, mi sembra che l’articolo argomenti bene in riferimento allo stile retorico e “da sparata” che caratterizza il nostro, e questo va a prescindere dall’orientamento politico che manifesta.

  120. RAV scrive:

    L’accusa di fascismo a Fusaro è una semplificazione grossolana, non viene da me. Io l’ho assimilato a una corrente di pensiero che da una parte *sfocia* nel fascismo (socialismo anti-illuminista, protezionismo, nazionalismo, ecc.) e d’altra parte verso la quale oggi ri-convergono i post-fascisti. Smettete di farvi troppe paranoie.

  121. Ascyltus scrive:

    La teoria gender, di cui il libro fondamentale è Epistemology of the Closet (palloso, ma sfrondando le parti ridondanti interessantissimo), non è affatto una scemenza anzi rappresenta l’omosessualità come una secolare tradizione di segreta opposizione al potere, altro che le checche giulive del gay pride.
    Senza le basi di quella particolare ermeneutica il romanzo forse più importante sul potere come stupro e castrazione, Billy Budd di Melville, risulterebbe incomprensibile.
    En passant risulterebbe incomprensibile anche Le Iene di Tarantino che ovviamente è un film gay in cui si narra di due storie d’amore, una tenera e profonda (Tim Roth e Harvey Keitel), l’altra brutale di amore pasolinianamente disperato (il figlio del capo e Matt Madsen) e che in ogni sua parte è la rappresentazione teatrale di “Epistemology”.

    Fusaro non vale una cicca ma evitiamo i “tagli lineari”.

  122. Lalo Cura scrive:

    bene, a questo punto il dado è tratto e un nodo si è sciolto, almeno per me

    è bastato questo thread, un ballon d’essai pour tester la direction du vide, i.e. un vero e proprio scamusciamiento di uàllera, a farmi prendere una decisione che covavo da sempre ma che non avevo il coraggio di confessare nemmeno a me stesso

    sì, da questo momento, claudio morici è, e sarà per sempre, il mio filosofo di riferimento

  123. Patrizia scrive:

    @ Vincenzo Cucinotta.

    I motivi per i quali tentare di demolire con argomenti più o meno pertinenti una persona che gode di una certa notorietà, credo che siano vecchi quanto il mondo.

    Siamo quel che siamo ma siamo anche ciò che gli altri ritengono che siamo.
    Fusaro gode di una certa credibilità immeritata, secondo l’autore dell’articolo, e bisogna trovare in ciò una colpa: furbizia o abilità di Fusaro nell’utilizzare pochi concetti ricorrenti; ignoranza diffusa del pubblico plaudente, incapace, quasi in senso giuridico, di valutare la persona ed i contenuti; chiusura generale nel riconoscere e premiare le virtù là dove sono realmente.
    La possibilità che egli esponga argomenti a qualcuno graditi per il significato e non soltanto per il significante, non è contemplata.

    La mia opinione personale?
    Catalizza le antipatie nei confronti di qualcuno ed avrai il tuo pubblico.

    Onestamente, alla mia sensibilità femminile appariva tutto talmente chiaro che ho ritenuto si dovesse riportare tutto ad un livello meno alto del razionale e molto più istintivo anche sotto il profilo del linguaggio.

  124. Vulfran scrive:

    @Patrizia

    L’accusa del “mi criticano perché m’invidiano” è oggettivamente debole e pure stantìa, roba da Bagaglino. Il punto è se le critiche sono state motivate o no. In questo caso sì, il che non implica che le critiche non possano essere a loro volta criticate e addirittura smontate. Cosa che per ora la maggior parte dei commentatori critici verso l’articolo di Ventura però non ha nemmeno tentato di fare, rifugiandosi nel solito “stai zitto rosicone”. Accusa che tra l’altro, in una inevitabile mise an abyme, può essere rivolta pure a chi critica Ventura, visto che lui scrive articoli su un blog molto seguito mentre chi lo critica può al massimo scrivere un commentino piccato.

    In ogni caso, ammettiamo per ipotesi che l’unica molla che ha mosso Ventura sia quella dell’invidia. Bene: quali delle critiche mosse da Ventura a Fusaro cadono? (Le riepilogo: inconsistenza metodologica; fumosità verbale; rivolgersi principalmente a platee composte da chi non sa di non sapere e quindi non in grado di giudicare la preparazione effettiva di Fusaro sull’argomento trattato; consonanza con posizioni che – piaccia o no – sono lepeniste) E perché?

  125. not_ears scrive:

    Ventura e a questo punto, giunta a noi la “sensibilità femminile” con buona pace del gender, direi di levare le tende (a lavare la capa al ciuccio ecc).

    Tuttavia mi piacerebbe davvero sapere cosa si è voluto intendere con questa frase dalla nebulosità eraclitea:
    “La possibilità che egli esponga argomenti a qualcuno graditi per il significato e non soltanto per il significante, non è contemplata”.
    Va detto che la premessa di suddetta sensibile frase cela comunque una tragica quanto puntuale verità: in tutti i casi il lettore non accetta argomenti sgraditi, diamo dunque a ciascun lettore il proprio specchio.

  126. vits scrive:

    Forse Fusaro troppo scrive troppo e troppo si parla addosso, forse è sopravvalutato, ma non capisco perché tanto accanimento verso uno che comunque legge e discute, il che di questi tempi è tanto.
    Gli anatemi non sono critica, e parlare di intellettuali infrequentabili è un anatema; anche perché i frequentabili vanno di regola da Fabio Fazio, e non è una gran cosa, secondo quanto leggo di solito proprio sull’ottimo sito “Minima et moralia”.
    Il recente convegno romano sull’era del post-umano, a stare a quanto si può vedere online, recava poi diversi contributi interessanti, a cominciare proprio da quello di Alain De Benoist: un intellettuale col quale non è facile essere d’accordo, ma profondo e che ama argomentare anziché insultare – il che, nel metodo, è il contrario del fascismo…
    Preve non è mai stato un fascista o simili.
    Mi fermo qui, non senza ricordare, a proposito di cultura di destra, che Carl Schmitt era un grandissimo e merita di essere letto. Molti di sinistra, invece, non lo leggerebbero mai, però idolatrano Céline, che personalmente considero una sòla; ma non riterrei mai “fascista”, o utile idiota dei camerati, chi ama e discute il predetto scrittore antisemita!

  127. Ascyltus scrive:

    @not_ears

    La nebulosa frase eraclitea a cui fai riferimento letta in un’ermeneutica saussuriana suona così: “…e è pure nu bello guaglione…”

  128. Vlad scrive:

    ” Iene di Tarantino che ovviamente è un film gay in cui si narra di due storie d’amore, una tenera e profonda (Tim Roth e Harvey Keitel), l’altra brutale di amore pasolinianamente disperato (il figlio del capo e Matt Madsen) ”

    ho visto il film più volte e ci ho visto semplicemente un’ amicizia molto profonda..vorrei dire che è possibile che due persone dello stesso sesso si vogliano bene anche in maniera profonda e affettuosa senza essere innamorati l’uno dell’altro anche quando il confine appare sottile:
    https://www.youtube.com/watch?v=-7hjdC8-jbw

  129. RAV scrive:

    Ironie a parte, che hanno dato un poco di sale a questa discussione, lo scopo dell’articolo era cercare di fornire una lettura oggettiva del fenomeno. Devo dire che mi spaventa abbastanza il fatto che non riusciamo a metterci d’accordo su certi fatti che a me paiono incontrovertibili, e per nulla offensivi. Per mettere alla prova l’oggettività di questi fatti e magari farla finita con gli argomenti capziosi, sono intervenuto sulla biografia di Fusaro in Wikipedia aggiungendo due sole frasi che mi paiono necessarie per inquadrare il suo pensiero:
    – “Nelle sue pubblicazioni ha trattato del pensiero di Marx in un’ottica revisionista, accostando alla critica del sistema capitalistico degli elementi tratti dalla tradizione protezionista e nazionalista.”
    – “Vicino al programma politico di Marine Le Pen, è fautore della creazione di un Fronte Nazionale italiano” (questa seconda forse non rilevante? decideranno gli admin)
    Magari potrebbe nascerne un dibattito un pochino più serio di questo.

  130. Vlad scrive:

    poi va da sè che una opera di narrativa si può leggere e interpretare in infiniti modi, quindi ci sta anche l’interpretazione in chiave gay de Le Iene

  131. Luigi scrive:

    RAV gli interventi che hai aggiunto alla voce di Wikipedia sono senz’altro interessanti, ma è un dato di fatto -a mio parere – che protezionismo e nazionalismo (e qui mi riferisco anche alla minchiata twitterata del Fronte Nazionale Italiano) sono storicamente un tratto del fascismo ma anche del socialismo reale storicamente realizzatosi, e in questo senso Fusaro mi sembra uno degli ultimi veri comunisti rimasti (di quelli che di fatti erano più dei “nazionalisti bolscevichi” che celebravano l’eroismo del “popolo cubano” o cose simili e che di questioni autenticamente marxiste inerenti alla dialettica fra classi o al controllo dei mezzi di produzione se ne fregavano. A me Fusaro sembra molto più simile a Mazzini che a Marx.

  132. Lalo Cura scrive:

    gentile rav, spero tanto che nella ventura nota biografica su wiki a lei dedicata l’autore virtuale non si dimentichi di annoverare tra le sue pubblicazioni doc questo mira-bile “che cosa abbiamo fatto per meritarci…”
    in fondo, l’ha detto anche lei: in italia più spacci fuffa, o più ne parli, più titoli e meriti acquisisci

    è vero, m&m non è bompiani o feltrinelli, raimo e la gioia non sono reale e vattimo, ma nemmeno bompiani e feltrinelli sono m&m, nemmeno reale e vattimo sono la gioia e raimo (e non è dato nemmeno sapere chi ci guadagna o perde qualcosa in entrambi i casi)

    non so se le farà piacere, ma ho deciso di eleggerla democraticamente, da me stesso medesimo, mio vice filosofo di riferimento. all’apparenza può non sembrare gratificante, ma consideri che venire subito dopo morici non è attestazione di poco conto, nevvèro

    saludos y suerte

  133. Ascyltus scrive:

    @Vlad

    C’è spazio per tutte le interpretazioni del mondo, la tua, la mia e altre.
    Ti assicuro però che non solo c’è una possibile chiave gay ma che è esplicitamente la rappresentazione di quel libro a cui ho fatto riferimento.

    Chiediti una cosa: perché Harvey Keitel confessa il suo nome a Tim Roth? C’è una sola occasione in cui un uomo rivela il suo segreto mortale…e di fronte a Mr. Pink, se ci fai caso, Keitel non è incazzato ma “imbarazzato” proprio perché il suo timore è che a Pink venga in mente quale può essere l’unico motivo per quella confidenza.

    Fra il figlio del capo e Matt Madsen è addirittura didascalico; lottano mimando un ingroppamento, si danno del frocio a vicenda e a un certo punto il padre se ne esce con “Ragazzi, queste cose andate a farle nel vostro ufficio” come a dire che sa benissimo che fra chi è stato in galera succedono certe cose, è capitato anche a lui, ma non bisogna farlo in pubblico.

    Leggiti questo libro che ti linko e capirai molte cose. E’ una lettura pesantina ma sorprendente:

    http://en.wikipedia.org/wiki/Epistemology_of_the_Closet

  134. RAV scrive:

    Sicuramente il socialismo storicamente realizzato ha spesso/sempre avuto caratteri nazionali marcati, per non parlare di Cuba dove la rivoluzione castrista si presenta anche come guerra d’indipendenza. Tuttavia la sola introduzione dell’elemento nazionale — aggiustamento, forse necessario, dell’ortodossia marxista — non basta a rendere indistinguibile la tradizione marxista dalla tradizione del socialismo di destra. Mi pare una grossa distorsione prospettica, che finisce davvero per cancellare ogni differenza, ad esempio tra Mussolini e Gramsci, fascismo e comunismo. Alla faccia del dettaglio! Riguardo poi a Fusaro come “nuovo Mazzini”, io vorrei semplicemente ricordarvi che il nostro filosofo (come la Le Pen) vuole tirarci fuori dall’Europa per proiettarci nell’orbita di Putin. Davvero una bella sovranità, non c’è che dire.

  135. Ascyltus scrive:

    @RAV

    Fusaro non piace nemmeno a me ma sembrate non rendervi conto che a destra hanno capito una cosa che a sinistra rimane incomprensibile: il popolo ha bisogno di un’ideale emozionalmente coinvolgente, quello che in termini freddi e distaccati viene chiamato “un’idea forte”:
    Non c’entra la forza, c’entra il coinvolgimento e la condivisione di gruppo di un ideale che definisca l’appartenenza alla comunità.
    La “lotta di classe” non funziona più per tanti motivi e a sinistra non si è trovato un sostituto; a destra invece hanno il nazionalismo che è un ideale d’accatto ma che ancora funziona.
    Se ci fai caso le uniche opposizioni politiche serie vengono o dai movimenti nazionalisti o da quelli religiosi.
    Fusaro potrà essere scaricato senza problemi solo quando si sarà trovato un ideale rivoluzionario capace di far presa sul popolo; senza di quello in un qualsiasi confronto televisivo o anche elettorale vincono i Fusaro o le Le Pen a mani basse.
    Lo stato comatoso della sinistra, ridotta a microscopici gruppuscoli in perenne lite fra loro o ai traditori del PD, dovrebbe far riflettere.

  136. Ascyltus scrive:

    @Vlad

    Se sei appassionato di cinema ti segnalo che Le Iene è stato copiato da un bellissimo film di Taiwan intitolato City on Fire del 1987

    http://en.wikipedia.org/wiki/City_on_Fire_%281987_film%29

    Nel film cinese però, che non tratta di tematiche gay ma piuttosto della lotta fra il mondo della tradizione con lo spersonalizzato mondo moderno, c’è un colpo di scena finale difficilmente osabile da un regista occidentale.

  137. RAV scrive:

    In realtà me ne rendo benissimo conto e condivido la tua analisi. Ma il mio articolo mica si rivolge al pubblico di Fusaro, semmai a tutti coloro che fanno parte di quel sistema che lo ha prodotto e lasciato prosperare, e che per fare cassa continua ad apporre il proprio sigillo di legittimità sulle cose più improbabili, distribuendo titoli e capitale simbolico come una zecca impazzita, alimentando una gigantesca bolla culturale nella quale tutto si confonde e perde senso.

  138. Tommaso scrive:

    Ma cosa abbiamo fatto di male per meritarci la lotta di classe come “idea forte”?

  139. Ascyltus scrive:

    @RAV

    E ho capito ma la gigantesca bolla culturale si gonfia perché si è sgonfiata la forza degli ideali di sinistra.
    Il marxismo ha funzionato finché il popolo lo sentiva con la potenza mistica di una religione con tanto di libro sacro, profezia e profeta con regolare barbone d’ordinanza.
    Senza di quello proliferano i Fusaro e solo per colpa nostra.

    @Tommaso

    Infatti la lotta di classe non serve più a niente. Oggi il problema è il confronto fra sfruttati e sfruttatori ma gli sfruttati sono composti da diverse classi in conflitto fra loro. Come la vogliamo risolvere? Prendendocela con i Fusaro?

  140. Tommaso scrive:

    Chiunque (o quasi) parli della lotta di classe in termini del genere non ha capito cosa è il marxismo. Questo intendevo. Il problema non è la lotta di classe, ma l’idea che essa debba essere un “ideale in cui sperar” o una sorta di religione. Questa riduzione della politica a pubblicità mi deprime un po’.

  141. Vlad scrive:

    X ascyltus
    Bè sì è una interpretazione interessante, io nell’ ingroppamento mimato tra il figlio del capo e Mr. Blonde ci avevo visto una cosa scherzosa, giocosa, quel tipo di confidenza anche “fisica” che possono avere due amici di infanzia abituati a giocare insieme e anche ad azzuffarsi, ma che non implica necessariamente una vera attrazione sessuale..per quanto sembri “al confine”.ma ovviamente anche la tua interpretazione è validissima

    (quanto a ciò che è “osabile”, sarò ingenuo ma sinceramente credo che oggi se un regista occidentale vuole parlare esplicitamente e senza ambiguità di omosessualità lo fa,altrimenti no)

  142. Ascyltus scrive:

    @Vlad

    No, scusa; nel film cinese non c’è omosessualità c’è altro e ti assicuro che il colpo di scena è precisamente quello che ne Le Iene, film americano, è il vero “inosabile”.
    Anzi ti dirò che quel finale cinese io in film occidentali non ricordo di averlo mai visto.
    Se ti capita di vederlo fammi sapere se ti è piaciuto.

    @Tommaso

    La lotta di classe “ha funzionato” da idea forte e adesso l’idea forte manca.
    Sul fatto della religione non insisto ma ti invito a rifletterci perché qualsiasi ideale proprio di un gruppo per il quale i membri sono disposti a sacrificarsi è pienamente “religione”.
    Comunque il dato di fatto inoppugnabile è che gli ideali di sinistra non hanno più spinta quindi delle due una:

    1) o inventi un altro ideale

    2) o inventi un altro modo di comunicarlo

    il tutto trovando una persona che abbia la forza di essere una figura di riferimento (vedi i successi di Berlusconi, Grillo, Renzi che senza la personalità dell’uomo guida non si sarebbero mai verificati).

    Non lo vuoi fare? E allora ti becchi Fusaro, non c’è scampo.

  143. danilo bif scrive:

    Non capisco il motivo di tanta meraviglia. Se già da tanti anni Aldo Busi e Massimiliano Parente vengono considerati scrittori e Vittorio Sgarbi critico d’arte, perché stupirsi se oggi personaggi come Diego Fusaro (che tre minuti fa non sapevo neanche chi fosse) vanno per la maggiore? Avete voluto la Società dello Spettacolo? Tenetevela!, con i suoi sottoprodotti culturali di ultima generazione.

  144. RAV, apparentemente lei sembra non rendersi conto che una questione come quella del senso della dicotomia destra/sinistra nella politica contemporanea è così seria che non può essere affrontata satireggiando su uno specifico pensatore che viene ascritto alla parte avversa.
    Capisco che per chi già condivide con lei la sua tesi, la cosa funzioni egregiamente, e quindi che così può raccogliere delle belle pacche sulle spalle, ma le assiuro che lei dovrebbe separare con maggiore cura l’ironia su chi pare a lei dalle considerazioni politiche che sono per definizione un’opinione e come tali necessitano di essere argomentate nel merito senza facili scorciatoie.
    Sparlare di Fusaro non può costituire il mezzo corretto per sconfessare una tesi avversa.
    Se e quando vorrà affrontare un vero dialogo su temi di questa portata senza demonizzare la tesi avversa, sono certo che saprà farlo bene, per il momento non posso che ribadirle le mie critiche per la scorciatoia che ha voluto percorrere in questo articolo, già dal titolo del resto.

  145. Luigi scrive:

    è vero RAV, tra Mussolini e Gramsci di differenze ce ne sono eccome, ma il successo di Fusaro sta proprio nel fare proclami cosi fumosi in cui fascismo e comunismo si possono conciliare facilmente, proprio perché ha un’idea politica inconsistente, Fusaro è, allo stesso tempo, molto “ambiguo”, cosi come storicamente lo erano figure come Castro o Ceasescu che magari non sapevano/sanno nulla della teoria del “saggio di profitto”, ma sanno addomesticare le masse (in questo senso facevo riferimento ai socialismi “reali”).

  146. Tommaso scrive:

    Asclytus, la lotta di classe non è uno spot politico, non è un ideale in cui credere, non è uno strumento di mobilitazione politica, non è una cazzo di “narrazione” o idea forte, ma è un tipo di analisi storica e sociale basata sull’idea della contrapposizione di interessi fra diversi gruppi economici e sociali. Qui se ne parla a livello puramente politico/ideologico, come se le idee forti cambiassero il mondo. Questo tipo di analisi può essere giusta o sbagliata, ma è lontana anni luce dal Marxismo.

  147. Ascyltus scrive:

    @Tommaso

    Ma sì, per carità, non metto in dubbio.
    Ho detto però che il marxismo “ha funzionato” quando riusciva ANCHE a essere un’idea forte.
    Ora se questa idea forte manca succede che il marxismo non lo segue più nessuno, la sinistra è allo sfacelo totale e vengono fuori i Fusaro.
    Senza ideale emotivo o forte o appassionato, che NON vuol dire semplice marketing, il popolo non segue; se ti leggi il Vangelo vedi che Gesù insiste molto sul fatto che è necessario parlare per parabole (ossia non per concetti ma usando analogie). I comunisti dovrebbero rifletterci su un attimo su questa cosa.

    Buon weekend a tutti.

  148. Tommaso scrive:

    Non ti preoccupare, ci hanno riflettuto a lungo :)
    Buona serata!

  149. girolamo de michele scrive:

    «La gnosi nazista si nutriva di elementi tradizionalisti, sincretistici, occulti. La più importante fonte teoretica della nuova destra italiana, Julius Evola, mescolava il Graal con i Protocolli dei Savi di Sion, l’alchimia con il Sacro Romano Impero. Il fatto stesso che per mostrare la sua apertura mentale una parte della destra italiana abbia recentemente ampliato il suo sillabo mettendo insieme De Maistre, Guenon e Gramsci è una prova lampante di sincretismo. Se curiosate tra gli scaffali che nelle librerie americane portano l’indicazione “New Age”, troverete persino Sant’Agostino, il quale, per quanto ne sappia, non era fascista. Ma il fatto stesso di mettere insieme Sant’Agostino e Stonehenge, questo è un sintomo di Ur-Fascismo» [Umberto Eco, “Totalitarismo fuzzy e Ur-Fascismo”, 1995; l’integrale è leggibile qui].

  150. fabrizio scrive:

    @ RAV

    Mi sembra che, trascinato dai commentari, RAV abbia scritto qualcosa che somiglia ad un, sunto drammatico.

    “E ho capito ma la gigantesca bolla culturale si gonfia perché si è sgonfiata la forza degli ideali di sinistra.
    Il marxismo ha funzionato finché il popolo lo sentiva con la potenza mistica di una religione con tanto di libro sacro, profezia e profeta con regolare barbone d’ordinanza.
    Senza di quello proliferano i Fusaro e solo per colpa nostra.”

    leggo poi un commento (Luigi che risponde a RAV) che riporta il centro della discussione ancora sulla questione politica.

    “è vero RAV, tra Mussolini e Gramsci di differenze ce ne sono eccome, ma il successo di Fusaro sta proprio nel fare proclami cosi fumosi in cui fascismo e comunismo si possono conciliare facilmente, proprio perché ha un’idea politica inconsistente, Fusaro è, allo stesso tempo, molto “ambiguo”, cosi come storicamente lo erano figure come Castro o Ceasescu che magari non sapevano/sanno nulla della teoria del “saggio di profitto”, ma sanno addomesticare le masse (in questo senso facevo riferimento ai socialismi “reali”).

    E questo punto mi chiedo:

    Ma, signori, criticate Fusaro in species, o criticate lo stato culturale-politico della situazione italiana?
    Si sta parlando di metodo filosofico, ovvero del sistema epistemologico del pensiero umano (storicizzato) che elabora i propri modelli; o si parla dell’effetto -in politica- di atti di propaganda che -usano- i modelli di pensiero appartenenti alla sistematizzazione filosofica?

    Si critica un filosofo?
    Si critica una persona, che si pubblicizza e fa carriera usando lo specchio propagandistico della filosofa (o presunta tale?)
    Si critica un cortigiano, che formula una corte (per se stesso) in mancanza di corti politiche, usurate e appiattite?

    Da questi commenti, che vi annoto, sorge la drammatica e aperta preoccupazione di alcuni intellettuali di sinistra, orfani della struttura in cui impiantarsi, perche’ tutto e’ fluidificato nella pubblicita’ (condizione ereditata dal Pensiero debole assunto a Sistema).
    Da questi commenti apparirebbe che Fusaro preoccupa perche’ “ipnotizza” ed e’ un “intellettuale organico” con una Formula Fluida di Destra, che puo’ attecchire seriamente nel degrado intellettuale vigente in Italia.

    Ma…RAV…Ha maggiore consistenza nel suo articolo, che nei cmmentari.

    Scusatemi; non sarebbe piu’ opportuno, analizzare lo Spazio-Aperto generato dalla liquefazione culturale nel brodo indifferenziato dell’opportunismo accademico, senza piu’ reale riflessione?
    In parole piu’ dirette: Fusaro non e’ il Fenomeno ma e’ una semplice Manifestazione (Heidegger).
    E’ il Fenomeno che ha potuto generarlo, il punto, che io spererei RAV discuta in questa interessante platea, (nella quale lancio un saluto a Vulfran).

    Questo Blog potrebbe essere uno spazio di riflessione autenticamente utile, proprio in virtu’ della accenzione di un tema:
    Fusaro-perche’ ce lo meritiamo-?-
    Per poi passare dalla Manifestazione, al Fenomeno: Quale Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo, (Heidegger) ha reso possibile la crescita della Manifestazione (Pubblicitario-Propagandistica e Politica) di Fusaro?

    Questa e’ una Fenomenologia, realmente seria, e vi cito Heidegger, proprio col gusto di lanciare a RAV un ponte di continuazione del dibattito, meno impostato sulla questione “Fusaro” e piu’ raccolto sullo Status Fenomenologico del nostro Mondo Culturale Italiano in cui l’Esserci nostro ci costringe a considerare un personaggio che non possiede lo spessore di un solido filosofo.

    Dopo avere tentato di spostare l’ago della bussola, di questa discussione sulla Fenomenologia, come possibile metodo, definisco un pensiero al riguardo:

    -Che forse-?-
    Gli ambienti culturali italiani, successivamente al 1945, si siano trovati in un dibattito tinto sullo sfondo di un conflitto a bassa intensita’ , che ricalcava la Politica dei Blocchi; Atlantico e Orientale?
    Che molte sfumature autentiche, di vera profodita’ intellettuale (Pasolini ad esempio ma anche De Felice), sul dibattito del Cosa E’ il Moderno e l’Uomo nella Modernita’, siano rimaste soffocate dal rumore di fondo di tale conflitto?
    Che nella Attualita’ Fenomenologica Post Guerra Fredda e Post Prima Globalizzazione, il nostro sistema culturale di analisi della relta’ rimanga ancora intasato nei fantasmi ideologici del Fascismo, del Comunismo, dei Socialismi di natura internazionalista o nazionalista?
    Tanto che, appunto, possano emergere politiche mimetiche che usano labari e bandiere e coccarde, ormai francamente disfatti?

    Quindi, scusatemi, anziche’ dare per scontato cio’ che molti tra voi chiamerebbero: “clima culturale” in disfacimento, noi non analizziamo, attraverso le nostre e personali intuizioni sulla “Fenomenologia del Mondo Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo”, cio’ che accade come Fenomeno che puo’ generare la manifestazione di un Fusaro?

    RAV ha detto qualcosa al riguardo, mi pare, attribuendo alle “platee” pseudoculturalizzate, o “ipnotizzabili” , o altrimenti comunque influenzabili (con poco), una parte della responsabilita’ ; condivisa con una -classe accademica- interessata a perpetuarsi in semplici epigoni.

    Alcuni tra voi hanno criticato questa posizione.

    Ma la discussione non ha veramente studiato questo Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo.
    Sono soltanto state prese delle parti, sempre in funzione di una (passatemelo) Forma di Credenza.

    Non sarebbe possibile che i nostri sguardi sull’Italia si distacchino quel tanto che serve per disaffezionarsi dagli “ideali di sinistra” e dagli “ideali di Destra” ? Proprio in virtu della Manifestazione Fusaro, cosi’ dicussa, cosi’ tanto presente nel Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo, perche’ rappresentativa del Fenomeno.
    Perche sentita, come reale, anche se Fusaro non e’ un filosofo e si atteggia a tale.

    Se Fusaro e’ veramente una Manifestazione, questa e’ la mia idea del Fenomeno:

    1)_Il Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo Italiano, non ha identita’. perche ha negato il suo compito: la Verita’ (non la verosomiglianza).
    2)_Esso, guarda all’esterno in cerca di salute. Cerca di rintracciare un Compito, osservando le altre letterature, culture, Mondi.
    3)_Il Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo Italiano non ha piu’ Realta’ perche’ intriso nel recente passato che lo ha esaurito. Ovvero, non vuole piu’ soffrire la dicotomia della Guerra Civile Culturale. Fascismo, Comunismo, capitalismo, non rappresentano piu’ categorie in italia. Ma restano e spaaventano e imprigionano le menti.
    4)_La consistenza vitale della cultura italiana e’ nient’altro che la notorieta’, che sposta il Mondo Culturale, del nostro Essere nel Mondo, sul piano della vanita’.
    5)_La vanita’ attuale non e’ percepita come Fenomeno, ma solo come Manifestazione (le persone: Fusaro; altri).

    Quindi, concludo:

    La Cultura genericamente detta, in Italia, e’ fatta essenzialmente di vanita’.
    Questa decadenza e’ dovuta alla sofferenza di una perdita fondamentale -la recerca della Vera Condizione Intellettuale Filosofica e Politica dell’Uomo Italiano nella Modernita’ (e Attualita’), insieme alla estrema frustrazione della prigionia ideologica dopo una Guerra Civile protrattasi per decenni dopo il 1945 e mai storicizzata (o superata) che s’e’ trasferita a tutti i livelli, riperquotendosi anche nel Magistero della Chiesa cattolica durante il Concilio Vaticano Secondo; quindi, oserei dire, ma solo per chiarire il pensiero sulla Fenomenologia, che il gap, tra la profondita’ dei contesti intellettuali (preceduti da quelli spirituali), in Italia, e la Filosofia e’ profondissimo, e di tale portata, che un Fusaro e’ compatibilissimo con questa condizione.

    Tanto piu’ che si risolve (la Manifestazione) nella espressione (sgangherata-rozza-ruffiana; come volete) di un assunto preziosissimo da studiare: Il “superamento delle diatribe” storicamente insuperate delle ideologie.

    Superamento non vero, soltanto utilizzato come epidermide della Manifestazione-Fusaro che e’ vuota.
    Vuota di contenuti reali perche’ e’ una altra effettivita’ della vanita’; quindi e’ inutile.

    Fusaro non supera le ideologie, ne fa un brodo semidigeribile dalla massiva ottusita di lettori sfiancati dagli “steccati” e dal loro effetto distorcente che contunua a fare danni nella politica informe e fatta di slogan che conosciamo, ed e’ una altro parossismo di VANITA’

    A voi, a RAV.

    Fabrizio

  151. gervax scrive:

    Ma quanta ingenuità nei commenti di alcuni!
    non è importante stabilire il grado di “fascistità” di Fusaro, non è questo il punto. L’operazione importante da fare (e si spera che il piccolo dibattito suscitato da questo articolo vada in quella direzione) è chiarire che attualmente esistono solo due posizioni politiche e morali possibili per chi voglia essere attivo e incisivo sulla realtà (no velleitarismi): CONSERVAZIONE contro PROGRESSO. Lungo questa linea di demarcazione vanno situate e giudicate tutte le esperienze politiche, le teorizzazioni (piu o meno intelligenti) le lotte. In seconda battuta bisogna chiarire che ogni forma di opposizione al lavoro purificatore e demolitore (del vecchio ordine, del vecchio mondo) da parte del capitalismo è REAZIONE. L’azione distruttrice del capitalismo non è un accidente storico, è una necessità di ordine logico affinchè (demolite le vecchie strutture sociali, produttive, statali) possa sorgere un nuovo mondo, affrancato dallo sfruttamento e dal lavoro, finalmente di liberi e di eguali.
    Imparare a riconoscere e smascherare questa dicotomia “conservazione (reazione) / progresso” ovunque si nasconda (anche spesso nel variegato ambiente antagonista e rossobruno) è una necessità di ogni militante.
    Ogni atteggiamento antiscientifico e parareligioso (pauperismo, primitivismo, animalismo, panteismo pret a porter, ecologismo, luddismo, ecc) è REAZIONE. Ogni difesa di concetti novecenteschi quali nazione, confine, mercato interno, popolo, diritti sociali è REAZIONE. Ogni retorica sulla piena occupazione, sulla dittatura finanziaria, sulla sovranità, sulle troike è REAZIONE (vedi populismo, grillismo, lepenismo, ecc) . Ogni difesa della famiglia nucleare, della morale bigotta, delle vecchie strutture religiose è REAZIONE. A “reazione” possiamo anche sostituire il termine fascismo, visto che ha un maggiore impatto emotivo e si presta meglio a veicolare il senso di orrore che devono suscitare le posizioni sopra citate.
    Non credo sia necessario sviluppare oltre questo ragionamento nello spazio dedicato ai commenti.

  152. diegoBONO scrive:

    fusaro a differenza vostra è vivo e produce idee se non nuove perlomeno un poco originali. ha ragione su: il ’68 (non fa che riprendere pasolini). il ‘gender’ (chi non vede quanto il capitale nuoti allegramente nell’argomento non è cieco, è irrecuperabile). 3. la gabbia mentale della sinistra intellettuale (eccovi), eccovi serviti. ciao.

  153. gervax scrive:

    @diegobono

    che sconforto… ci sono più di 100 commenti prima del tuo che illustrano la natura stantia e regressiva delle ‘idee’ del Fusaro.. Il bello è che spendete pure soldi per acquistare carta igienica e sentirvi ripetere che vivete in una sanguinaria creditocrazia bruxellese che vuole levarvi la mamma e che solo il recupero da destra di gramsci e marx vi aprirà magicamente le acque del mar rosso! Contenti voi… ma non sarebbe più utile e produttivo guardare in faccia la realtà e ragionare su cosa realmente si possa fare, e soprattutto su cosa sia veramente UTILE fare?

  154. Ascyltus scrive:

    @Fabrizio

    Solo per correttezza.
    Forse ho letto male ma mi sembra che stai attribuendo a RAV una frase che non ha scritto.
    In questo tuo passo che copincollo:

    QUOTE: <>

    Non lo ha scritto RAV ma io e magari lui non lo condivide per niente.

  155. Ascyltus scrive:

    Non ha pubblicato il passo che avevo copincollato non si sa perché.

    Ripubblico quotando Fabrizio.

    ——————-
    Quote:

    “Mi sembra che, trascinato dai commentari, RAV abbia scritto qualcosa che somiglia ad un, sunto drammatico.

    “E ho capito ma la gigantesca bolla culturale si gonfia perché si è sgonfiata la forza degli ideali di sinistra.
    Il marxismo ha funzionato finché il popolo lo sentiva con la potenza mistica di una religione con tanto di libro sacro, profezia e profeta con regolare barbone d’ordinanza.
    Senza di quello proliferano i Fusaro e solo per colpa nostra.”
    ———————

  156. gervax scrive:

    Basta vaniloquio dai. Il ‘popolo’ il marxismo non lo hai mai capito, altro che “funzione carismatica e profetica di Marx”. Ma ci credete veramente? Il ‘popolo’ (puro espediente retorico che non fa riferimento a nessuna realtà oggettivabile) ha sempre interpretato il marxismo come una piattaforma di lotta per l’aumento dei salari e l’accesso ai consumi, invidiato ai più ricchi. Il resto sono cazzate.

  157. mikez scrive:

    Wow, oltre centocinquanta commenti! Queste sì che sono cose di cui discutere… dirò la mia, anche perché Fusaro mi è indifferente e RAV invece mi sta simpatico, quello che scrive titilla sempre la mia curiosità bibliografica.

    Secondo me non serve neanche essere un addetto ai lavori: chiunque abbia dimestichezza con la storia del pensiero filosofico, tra letteratura primaria e secondaria, leggendo una pagina di Fusaro (o ascoltando un suo intervento) si rende immediatamente conto che si tratta di fuffa più o meno rimaneggiata. Il problema è che si può dire la stessa cosa di Ventura quando parla di economia, o meglio quando usa surrettiziamente una intelaiatura di termini e concetti economici (il debito, la bolla, Keynes, la moneta, il protezionismo) per ordire la sua critica (magari quella di RAV non è invidia ma proiezione: non è stato accusato lui stesso di una lettura revisionista e di destra di Guy Debord?). La metafora della bolla finanziaria negli articoli di RAV è ormai in piena bolla speculativa – del resto l’articolo sulla scuola non era in fondo un ago per far scoppiare la grande bolla educativa?
    Ha ragione Cucinotta, il cuore della critica di Ventura, su Fusaro come sull’educazione, in realtà è sempre nascosto o al peggio affiora in superficie in modo apodittico: l’argomento preso a pretesto (Fusaro, la scuola) è subissato di colpi da mazza ferrata per distruggere il luogo comune (far scoppiare la bolla) ma a una seconda lettura ci si rende conto che il vero oggetto del contendere dovrebbe essere la mazza, cioè il pensiero economico del quale Ventura si fa forte (avendo deciso in altra sede che è giusto). E ha di nuovo ragione Cucinotta, RAV rischia di passare da un luogo comune all’altro, se per esempio la posizione politica della LePen (e di Fusaro) sull’euro viene tradotta in “vogliono uscire dall’Europa”. Cioè Rav è ancora in piena bolla propagandistica per cui Euro=Europa. Stiamo freschi.

    Parlando di cose incontrovertibili, ecco le mie

    L’euro è un progetto fassista!

    L’euro è una macchina che distrugge il lavoro ed è profondamente anti-democratico, come non si sono mai stancati di ripetere i suoi aedi italiani Monti (sulla cui tomba scriveranno: “al riparo dal processo elettorale”) o Padoa Schioppa (quello del processo europeo come dispotismo illuminato – una prece).
    Per cui io, che se potessi votare, cioè se me lo facessero fare, voterei il partito di Mario Braga mi trovo alla mia sinistra la Le Pen, che a quanto pare su questo punto è d’accordo con me (“a zoccole’, lepenista a me? lepenista io? io non so’ comunista così, so’ comunista cosìììììììì) e alla mia destra D’Alema (e con lui tutto il Partito della Destra), che dall’alto della sua crassa ignoranza è ancora convinto che l’euro protegga i lavoratori, figurarsi. Almeno Monti è una carogna che sa quel che fa e non se ne vergogna.

    Se proprio devo essere d’accordo con qualcuno allora lo sono con Costas Lapavitsas, economista greco appena eletto con Syriza, il quale, bontà sua, si definisce ancora marxista:

    A domanda “Sembra che lei identifichi la sinistra con la linea che sostiene l’uscita dall’euro, perché?” Lapavitsas risponde:

    “Per me, questa linea è l’unica che apre alla possibilità di fare politiche di sinistra radicale che cambino i rapporti di forza a favore del lavoro e contro il capitale; politiche necessarie per recuperare il danno provocato dalla crisi ai paesi europei negli ultimi anni. Sono politiche sensate, fondamentali, come ridistribuzione, controllo o nazionalizzazione delle banche, riorganizzazione della produzione. Secondo me questi cambiamenti sono impossibili restando dentro l’unione monetaria, e rappresentano l’esatto contrario di ciò che oggi significa l’Unione Europea.[…] “A volte la sinistra ha bisogno dello Stato Nazione per proteggere i diritti dei lavoratori e i diritti democratici, non c’è nessun altro modo.”
    Chi glielo dice a Costas, che almeno quando parla di economia sa di cosa parla, che è un Lepenista o un socialista imbecille?

    Posso convenire che Fusaro sia una nullità filosofica, ma magari è un ottimo politico, cioè eccelle in capacità relazionali (che gli hanno permesso di scalare il mondo editoriale-universitario) e ha il naso per cogliere il problema politico del momento. Quello che non capisco è perché Fusaro dall’alto della sua aria fritta ci arriva e il 99% dell’intellighenzia sedicente di sinistra no.

  158. Ma cosa volete che esca dalle accademie italiane…? Se un ragazzo non è veramente intelligente e creativo, come può liberarsi dall’educazione di parolai che da una vita parlano di parole invece che di fatti…?
    Poi, è logico che, essendo un loro prodotto, tutti questi parassiti accademici della filosofia lo aiutino a emergere grazie alla disponibilità dei media al servizio di un regime che si fonda sulle parole impapocchiate di improbabili “pensatori”…

  159. gervax scrive:

    “A volte la sinistra ha bisogno dello Stato Nazione per proteggere i diritti dei lavoratori e i diritti democratici, non c’è nessun altro modo.”

    Cazzate. Il protezionismo e il socialismo nazionale portano dritto alle frontiere chiuse, all’egemonia borghese e alla repressione. Cioè al fascismo.
    Mille volte meglio l’euro, Junker e la NATO (ovviamente solo temporaneamente e per ragioni tattiche) che gli Stati europei nazionalisti in guerra tra di loro (e contro il proletariato interno e i migranti) e magari manovrati e strumentalizzati in funzione antiamericana da quel mafioso di Putin

  160. RAV scrive:

    Non mi ero accorto di essere stato “accusato di fare una lettura revisionista e di destra di Guy Debord”: l’articolo a cui fai riferimento trattava proprio della storia del recupero di Debord in chiave anti-modernista, e non era nemmeno granché tenero con Debord. Mi pare che molti facciano un po’ di confusione tra critica, elogio e tentativi di contestualizzazione. Capisco quello che intendi affermando che “il cuore della mia critica è nascosto”, ma ti risponderò semplicemente dicendoti che il cuore della mia critica è un cantiere aperto, nel quale tento di arrivare a una conoscenza della realtà sociale che, in negativo, passa anche dalla distruzione progressiva di tutti gli ostacoli, gli errori e i falsi idoli che mi trovo davanti.

  161. Tommaso scrive:

    Penso che, anche se un po’ tagliata con l’accetta, la posizione di Gervax sia quella giusta. Magari bisognerebbe renderla più articolata, complessa, ma è difficile su internet e comunque credo colga l’essenza del problema.

    Anche perché Fusaro, e tutto il mondo reazionario che lo nutre, non parlano solo di uscita dall’euro. Parlano di stato nazione! Stateci, in uno stato nazione, cazzo. Poi mi direte. Parlano di famiglia tradizionale! Ma cosa è, il medioevo? Meglio il capitale della reazione. Molto meglio.

    La borghesia ci salva dal medioevo, il socialismo dalla borghesia. Tornare al medioevo per salvarsi dalla borghesia, ecco, questo no.

  162. Ascyltus scrive:

    Cito Gervax:

    “Mille volte meglio l’euro, Junker e la NATO (ovviamente solo temporaneamente e per ragioni tattiche) che gli Stati europei nazionalisti in guerra tra di loro (e contro il proletariato interno e i migranti)”

    Grande confusione a sinistra, ragazzi. E apparentemente senza rimedio…

    Mi pongo la stessa domanda che si pone Mikez alla fine del suo post.

    E sul medioevo con la borghesia che ce ne salva ovviamente la penso in maniera diametralmente opposta a Tommaso. Il fatto che fra i più accesi antiliberisti sudamericani ci siano i preti della teologia della liberazione oggi supportati anche dai gesuiti dovrebbe significare qualcosa (si quis habet aures audiendi, naturalmente).

  163. gervax scrive:

    @RAV
    Non mi ero accorto di essere stato “accusato di fare una lettura revisionista e di destra di Guy Debord”

    Nell’articolo in questione hai opportunamente indicato un nesso tra il “vivere senza tempi morti e godere senza limiti” dei situazionisti e la ‘morale’ capitalista. Purtroppo in tanti (tra cui credo si possa annoverare anche Ascyltus e altri che sono qui intervenuti) sono recalcitranti a ricostruire una genealogia filosofico-politica franca, non apologetica sia a ‘destra’ che a ‘sinistra’: vacillerebbero troppe convinzioni, si rimescolerebbero le carte e certi ‘schieramenti’ (e rendite di posizione..) verrebbero inevitabilmente dissolti. E’ lunga la strada ancora da fare.

  164. Ascyltus scrive:

    Hai ragione Gervax, sono stato ridondante.
    Sarà sufficiente citarti nuovamente senza alcun commento:

    ““Mille volte meglio l’euro, Junker e la NATO (ovviamente solo temporaneamente e per ragioni tattiche) che gli Stati europei nazionalisti in guerra tra di loro (e contro il proletariato interno e i migranti)”” (fine citazione)

    D’altronde la piccola borghesia è “piccola” perché ha quello che si merita ossia l’unica cosa che riesce a immagnare…la sottomissione…Juncker…la NATO…l’euro…e il bello è che prendono massimo due tremila euro al mese…io mi incazzerei al loro posto…ma fortunatamente NON sono al loro posto…una carezzina sulla testa…;)

  165. RAV scrive:

    Questo articolo non è inteso come critica al pensiero della (nuova) nuova destra, anche se effettivamente può trasparire il mio scetticismo. Autori come De Benoist o Preve meritano sicuramente critiche più rigorose, così come merita un’analisi più approfondita il programma politico dei partiti sovranisti. Ho provato a parlarne altrove http://www.conversomag.com/farro-per-fermare-il-declino/

  166. fabrizio scrive:

    @ Ascyltus e @ RAV

    Mi scuso con entrambi.
    Lo scopo della citazione era proprio quello di fissare l’attenzione su un -punto- della tematica, quindi la persona citata aveva un senso. Quindi ho mancato.

    Ma -senza citare piu’ alcuno- chiedo a tutti, visto che il dibattito e’ vivo e i commenti si concentrano maggiormente su una -nostra- situazione -italiana- rispetto ad un -intorno- eventualmente incentrato sull’Euro e su una -idea- del Capitalismo Internazionale.

    Esiste la possibilita’ di una riflessione piu’ approfondita del carattere GEOPOLITICO della tematica che affrontiamo?
    Ovvero; e’ sufficientemente chiaro che esiste REALMENTE uno Stato di Guerra Permanente (e vorrei insistere), che e’ il FENOMENO?

    Quel Fenomeno che stavo tentando di introdurre rispetto alla (semplice) Manifestazione.

    Fenomenologia Geopolitica e Guerra Permanente di carattere Economico-Culturale che stiamo drammaticamente perdendo in Europa proprio a causa di questa concentrazione sulla Manifestazione (Fusaro in questo caso) e non sul Fenomeno: Progressiva liquesfazione dei confini economici, per i quali una Struttura Paese NON REGGE, SE non e’ sufficentemente IDENTIFICATA in termini di Economia CHE E’ SEMPRE RETTA DA UNO STATUTO SOCIALE MOLTO CHIARAMENTE DETERMINATO PERCHE’ costituisce la VERA VOLONTA’ del Paese, ossia la sua CULTURA.

    Se dilatiamo il contesto di questa tematica al contesto geopolitico, che e’ il -punto- sul quale cerco di trascinare i margini del dibattito, anche la questione dello Ur-Fascismo, che e’ almento parzialmente sviluppata SUL TESTO CITATO con quella ampiezza internazionale del rapporto Tradizione/Reazione – Modernita’/Progressismo (liberta’), allora vediamo il Fenomeno nella sua interezza, di cui ripeto, Fusaro, non e’ che una Manifestazione.

    Il Fenomeno quindi diviene il CONFRONTO tra Globalizzazione omologante e Reazione Locale, in termini strattamente ridotti alla questione: Perche’ ci meritamo Fusaro?

    D’altra parte CAUSA del Fenomeno in italia e’ la percezione dello smantellamento dell’a identita’ del Paese, che la Cultura e le culture, non evitano perche’ non c’e’ orientamento (non dico orientamento = uniformita’).

    Da cui, il FENOMENO e il contraccolpo della MANIFESTAZIONE (in Italia) che e’ GEOPOLITICO.

    Esistono Paesi come Stati Uniti; Cina e Russia molto attivi nella geopolitica di Proiezione di Potenza, culturale (o inculturale se serve) economico-politica, che costituisce la piattaforma della Guerra Permanente che esiste e stiamo perdendo come Europa, e abbiamo gia’ perso come Italia.

    Non importa piu’ se i Paesi sono dispotici o liberali, in questo Stato della geopolitica, cio’ che importa e’ che siano CULTURALMENTE FORTI E MODELLATI, che non significa Ur-Fascisti, oppure si , qui da noi intanto il Movimento Ur-Fascista si e’ praticamente attivato, nel VUOTO CULTURALE di una sinistra che non pone piu’ il problema della MODERNITA’ perche lo ha “risolto” anzi pensa di averlo risolto, ed e’ questo il problema.

    Non esiste la Costituzione Europea, ci abbiamo fatto caso?
    Perche’ gli europei non hanno definito e condiviso propriamente la piattaforma della CULTURA quindi della forma d’essere in cui si definiscono.

    Qualcuno ha pensato che questo fosse un vantaggio in termini di Liberta’ Culturale.

    La Manifestazione di un Fusaro e’ per me il sintomo evidente dell’opposto.
    Siamo privi di una forma perche’ la sinistra, quando l’ha potuta definire non lo ha fatto, o lo ha fatto e la forma e’ perduta, il che e’ lo stesso.

    Da domani l’Ur-Fscismo e’ una opzione, per una consistente parte degli europei, e anche questo e’ un fatto, perche’ il FENOMENO geopolitico in atto, non e’ adeguatamente percepito dagli intellettuali di sinistra ma e’ soltanto PRESENTITO A LIVELLO IRRAZIONALE da parte degli ottusi, che pero’ essendo sufficentemente immediati, colgono il FENOMENO, lo stato di Guerra Permanente Economica-Culturale che stanno perdendo o hanno gia’ perso.

    Fabrizio

  167. Oliviero scrive:

    prova

  168. Oliviero scrive:

    questo accanimento moralistico e questa pertinacia demolitoria sono sospette; non tanto nei singoli – chi ha scritto l’articolo ammette per fortuna di essere invidioso -, quanto nel corpo unico degli accademici “di leva”; l’ho già scritto da qualche parte, ma lo ripeto: quando i “filosofi” sogghignano di fronte a Fusaro sembrano i “musicisti” che si indignano per Allevi;
    primo problema: chi cazzo sono i musicisti? ma soprattutto: chi cazzo sono i filosofi?; in nome di chi parlano?; di un ideale? di una corporazione che rappresenterebbero? di un élite culturale? della memoria di Kant?; la “filosofia” deve sempre essere eccellente, originale, rigorosa, sofferente?; Fusaro si autodefinisce filosofo, ma mi sembra più un intellettuale da salotto che ha da dire cose scomode, non sempre sbagliate;
    da qui il secondo problema: non c’è bisogno che siano farina del suo sacco, se non sono sbagliate; Fusaro non suona musica sua, non è Allevi, per fortuna; deve tutto a Preve, che non ha avuto fortuna (ma il suo pensiero vive ancora), probabilmente perché non assomigliava molto a un fotomodello; – sono sicuro che Costanzo, dall’aldilà, sta infondendo po’ del suo cervello nella volontà piaciona di questo ragazzo;
    terzo problema: che c’è di male ad essere fascisti? [beninteso, dando a questo termine un senso che travalichi il chiacchiericcio comune di quei poveretti che si aggrappano identitariamente alla contrapposizione con esso];
    io credo che Fusaro faccia in realtà paura a quella bassa manovalanza intellettuale (anticomunista di sinistra, capitalista postborghese e globalista) che razzola intorno alle istituzioni ebraico-massoniche nella speranza prima o poi di accedervi, anche solo come personale delle pulizie; che ce la faccia un catto-fascio-comunista, e dalla porta principale, non lo possono sopportare; mi sembra che Fusaro sconti questa avversione non perché non sia un grande filosofo, e neanche perché abbia fatto carriera un po’ troppo in fretta, ma perché la sua “inattualità” rappresenta un fenomeno pericoloso; qualunque pensiero avverso alla finta pluralità di idee che avvelena la nostra cultura – cioè qualunque ‘pensiero forte’ che si contrapponga al subdolo lavoro di auto-occultamento che sta compiendo l’ideologia dominante – deve essere scoraggiato; la tecnica usata è sempre la stessa: ignorare i contenuti in questione, ricondurli ai loro propugnatori e infangare umanamente l’immagine degli stessi; è sempre possibile farlo e i risultati sono indipendenti dal valore delle vittime (sparando alle spalle si può uccidere anche Hulk);
    la volontà appare chiara in molti punti dell’articolo; anche se non credo che sia stato scritto “su commissione”: nelle mezze tacche che ho descritto l’ordine di difendere l’ideologia si attiva in modo inconscio, di fronte al pericolo; se il Potere dovesse spiegare a tutti i suoi servi come fare a servirlo non avrebbe più tempo di depredare l’umanità: per sua fortuna la maggioranza della popolazione ha l’istinto della sottomissione (ciascun verme, si sa, si rivarrà sul verme più piccolo);
    tanto per fare un esempio: un “filosofo serio”, non un Gorgia qualunque, per smontare la credibilità di un interlocutore non userebbe una frase da questi pronunciata in pubblico senza contestualizzarla e senza concederle il beneficio della poca strutturazione tipica dello scambio a voce
    Oliviero Cappellini Fusaro direi che sta diventando l”utile zimbello’ di una generazione di ex studenti frustrati, incapaci di superare l’adolescenza, non in possesso del talento sufficiente per occuparsi di quello che pensano loro e non abbastanza intelligenti per infilarsi anch’essi, in un modo o nell’altro, in qualche istituzione culturale o politica che garantisca cospicui e duraturi stipendi, pavoneggiamento mediatico e troie con gli occhiali a volontà

  169. Matteo scrive:

    Raffaele….grazie! :’-) Te lo dico col cuore in mano. Non badare agli stramboidi qui in calce, la tua stroncatura è meravigliosa..giusta…..bella! La aspettavamo. Se un giorno pubblicherai con un “illustre editore”, ti prometto che comprerò il tuo libro e gli farò una pubblicità che Fusaro manco se la sogna.

    Saluti,
    un collega di studi a Torino

  170. Mikez scrive:

    @Gervax (e Tommaso)
    Beati voi!
    E, oh mi raccomando, in attesa che venga quel giorno, come cantava Gigliola Luxemburg Cinquetti, fatevi sfruttare il più possibile, che sennò ostacolate lo sporco lavoro del capitalismo (ma qualcuno lo deve pur fare) e ritardate la parusia.

  171. abc scrive:

    Quello che mi domando è: ci si sta accanendo contro la poca originalità di Fusaro?! Si discute del fatto che non sia meritevole di tanta notorietà o si confutano sue tesi (se non sue, riprese)? No perchè se la ragione di questo articolo è la prima ha la rilevanza e la serietà di un articolo su “di più”.

  172. Luigi scrive:

    mikez, citi questo economista greco affermando: “Per me, questa linea è l’unica che apre alla possibilità di fare politiche di sinistra radicale che cambino i rapporti di forza a favore del lavoro e contro il capitale; politiche necessarie per recuperare il danno provocato dalla crisi ai paesi europei negli ultimi anni. Sono politiche sensate, fondamentali, come ridistribuzione, controllo o nazionalizzazione delle banche, riorganizzazione della produzione. Secondo me questi cambiamenti sono impossibili restando dentro l’unione monetaria, e rappresentano l’esatto contrario di ciò che oggi significa l’Unione Europea.[…] “A volte la sinistra ha bisogno dello Stato Nazione per proteggere i diritti dei lavoratori e i diritti democratici, non c’è nessun altro modo.”
    Chi glielo dice a Costas, che almeno quando parla di economia sa di cosa parla, che è un Lepenista o un socialista imbecille?

    A me queste di Costas non sembrano parole di chi se ne intende necessariamente di economia (poi certamente al di là delle dichiarazioni lui saprà il fatto suo), ma frasi un pò banali, diciamo slogan da grillino medio, che poi possono essere giuste o sbagliate alla prova dei fatti (c’è chi ritiene il protezionismo e la sovranità come necessariamente legati alla guerra fra stati-nazione, chi ritiene il liberismo come necessariamente legato allo sfruttamento). Fra l’altro parlare di nazionalizzazioni e intervento statale qui e là sembra più una cosa da moderato social-democratico riformista, non certo da marxista.

  173. “Dovendo anzitutto conquistare il potere politico, elevarsi a classe nazionale, costituirsi in nazione, il proletariato resta ancora nazionale, ma per nulla affatto nel senso in cui lo è la borghesia”. La frase è di quel reazionario di Marx.
    “Il principio del diritto al lavoro in una società in cui sia ammessa la libertà di investimento dei mezzi di produzione diventa un obbligo generico, una indicazione in favore di una politica di piena occupazione e di spesa pubblica, cioè di intervento dello Stato nella vita economica, con varie forme tendenti, nel loro complesso, al raggiungimento di tale meta, per quanto essa sia possibile nel sistema capitalistico di produzione e ciò in netto contrasto con i criteri informatori della politica economica della società capitalistica di concorrenza che hanno ovunque prevalso nel passato… il diritto dello Stato di avocare a sé, sotto diverse forme — statizzazione, nazionalizzazione, controllo — quelle forme di proprietà o di impresa la cui dimensione relativa possa costituire un pericolo per la società, per l’interesse dell’economia del Paese o possa rendere di fatto inefficienti i limiti generali posti al diritto di proprietà nell’interesse della Nazione… È la proprietà e l’impresa che per la sua dimensione o la sua posizione monopolistica assume un interesse rilevante nella vita economica nazionale, sicché rappresenta non più un interesse privato o di privati ma un interesse nazionale e come tale deve essere posto sotto il controllo della Nazione.”, che costituì una delle basi dei lavori dell’assemblea costituente in materia di disciplina dei “rapporti economici”. Quest’altro reazionario è Antonio Pesenti, otto anni di galera sotto il fascismo, esconomista comunista. La frase è tratta dalla relazione “L’impresa economica nella rilevanza costituzionale”.
    “Oggi è il momento della lotta. Oggi il corpo della nostra patria è calpestato dallo stivale tedesco. Oggi le orde hitleriane infieriscono, in più di un terzo d’Italia, contro i nostri fratelli, le nostre donne, i nostri bambini, saccheggiano le nostre città, mettono a ferro e fuoco le nostre più belle regioni. Per chiunque ha mente e cuore di italiano, oggi non vi è che un dovere: lasciare ogni altra occupazione, cacciare ogni esitazione, distruggere in se stesso ogni debolezza, e impegnare contro i tedeschi e per la salvezza d’Italia una lotta a morte”. Questo invece è quel reazionario di Togliatti, nel radiodiscorso “Lle condizioni della vittoria”, 23 settembre 1943.
    “”Studenti:… Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra Patria. Traditi dalla frode, dalle violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il popolo italiano”; “Giovani, confidate nell’Italia. Confidate nella fortuna, se sarà sorretta dalla vostra disciplina e dal vostro coraggio: confidate nell’Italia, che deve vivere per la gioia e il decoro del mondo, nell’Italia che non può cadere in servitù, senza che si oscuri la civiltà delle genti”. E questo è quel reazionario di Concetto Marchesi nell’appello alla resistenza e nel discorso di inaugurazione dell’anno academoci del 1943.
    “”Quali sono le istanze cui noi dobbiamo riferire questo progetto di Costituzione? Noi tutti lo sappiamo: sono le istanze che sorgono dalla lotta che tutto il nostro popolo ha condotto contro il fascismo […] Ma se noi ci eleviamo ad una consapevolezza più alta dei nostri compiti, io penso che dobbiamo tener conto di altre istanze, e di quelle più remote, e di quelle che sorgono dalle lontane e fatali giornate in cui ebbe i suoi albori il nostro primo Risorgimento, dalle giornate di Milano, di Genova, di Tornino, di Roma Repubblicana. Dovremo tener conto delle istanze che ci vengono dalle generazioni sacrificate durante il Risorgimento, dalle serie di intelligenze pensose, di animi operosi, che hanno creato, edificato lentamente l’unità italiana, ed hanno visto sempre i loro ideali e le loro aspirazioni negati e delusi dal prevalere delle forze ritardatrici che operavano nella vita politica del paese […] Oggi, uscito da queste terribile prove, che cosa vuole il popolo italiano? Che cosa chiede a noi? Il popolo italiano oggi vuole due cose: ricostruire la propria Patria e vuole attuare nella democrazia gli ideali di giustizia” E questo è quel reazionario di Renzo Laconi, deputato comunista in Assemblea costituente.
    “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Questo è il primo comma dell’art. 52 della Costituzione: l’aggettivo “sacro” fu voluto e difeso caparbiamente da quel reazionario di Umberto Terracini.
    ““Noi vogliamo la democrazia e l’indipendenza nazionale. Questo è importante. Indipendenza nazionale vuol dire che noi siamo un popolo bravo, laborioso e retto e costruiamo pace con i popoli e una grande europa dei popoli e non un’europa delle banche. E’ ora di finirla… Dobbiamo rimboccarci le maniche e riportare la democrazia nel nostro paese e la nostra indipendenza nazionale”; “Solo applicando la nostra Costituzone, c’è un benessere collettivo che non ha bisogno di altre cose”. Questo infine è il nobile Arnaldo Cestaro, divenuto famoso per aver fatto condannare l’Italia a Strasburgo per i fatti di genova.
    Certo che Fusaro è reazionario e lo siamo anche noi che lo abbiamo anticipato. Oggi un socialista che non è reazionario è stupido e se è colto è anche presuntuoso.

  174. RAV scrive:

    Grazie per queste citazioni. Ora lasciamo ai più abili solutori il compito di distinguere tra “integrare il marxismo con elementi nazionali” (cosa che storicamente contraddistingue tutti gli stati socialisti) e “conservare *esclusivamente* l’elemento nazionalista e chiarmare *socialismo* o persino *marxismo* un programma protezionista”. Qui ci vorrebbe un altro articolo, è evidente che questo non risponde a questa problematica, forse data un po’ troppo scontata.

  175. mikez scrive:

    @Luigi
    Sempre a proposito di spazi vuoti e riempiti da chi non si vorrebbe:
    Ho estrapolato quel passo da un’intervista a Lapavitsas perché mi sembrava il modo più veloce per mostrare che si può essere un economista marxista e propugnare un’uscita dall’Euro, ovvero che questo, di per sé, non è un argomento di “destra”, naturale appannaggio di Le Pen, Salvini o Fusaro, e in quanto tale da rifiutare a priori: il relè ovviamente è la parola nazionalismo (anche nella variante “sovranità nazionale”), quando una persona che si dichiara di destra sente la parola “nazione” gli si apre il cuore, quando la sente una che si dichiara di sinistra gli si chiude il cervello (a ognuno i suoi falsi idoli da abbattere). Il che spiega a sufficienza il suicidio politico e esistenziale di un partito e di tutto il suo elettorato che ad occhi chiusi sta andando a sfracellarsi contro il nuovo sol dell’avvenire: il più Europa. Temo che i numeri, osceni, della disoccupazione, in particolare nel sud-Europa, siano solo l’antipasto.

    A proposito invece della capacità di distinguere il grano dal loglio nel dibattito pubblico, ovvero di riconoscere la qualità di chi parla e degli argomenti che adotta: puoi leggere la produzione pubblicistica di Lapavitsas sul suo blog sul Guardian oppure quella scientifica su Ideas (anche se non mi pare un autore registrato né mi pare sia nella top 10% del ranking, insomma c’è un sacco e una sporta di economisti di maggior prestigio).

  176. mikez scrive:

    @RAV

    1. Ma chettefrega di fare una critica della (nuova) nuova destra e dei partiti sovranisti, cioè della destra a parole, è come sparare sulla croce rossa. Falla sulla vecchia cara destra di una volta, la destra in azione – a difesa more solito degli interessi del capitale: i public speech di Mario Draghi, i libri e le interviste di Mario Monti, le omelie domenicali di Mario Scalfari. Certo, dal punto di vista drammaturgico, o psichiatrico, sarebbe ancora più interessante analizzare il conflitto tra pensiero, parole e azioni – e realtà – nella (nuova) nuova nuova destra, il PD, e soprattutto nel suo elettorato, oscillante tra sonnambulismo, dissonanza cognitiva e vera e propria negazione (nella variante psicotica, non nevrotica, del termine), uno spettacolo che non smette di affascinarmi.

    2. Il cantiere è aperto per tutti, per tutti è un work in progress (a parte per quelli che hanno trovato la fede, ma per quelli beati c’è in premio la vita eterna quindi loro sono a posto così), solo che nel frattempo dalla cava tu ci tiri fuori la pietra per scolpire qualche bella statuina, e quello che temo è che si tratti di (falsi) falsi idoli.

    Per esempio, l’articolo sul Farro l’avevo già letto, al solito è brillante, erudito, l’ironia a stento tenuta a freno, in una parola delizioso – e ti fa sentire tanto intelligente, a leggerlo. Il problema è che è perfino troppo brillante e la luce eccessiva ne nasconde il palinsesto, che di nuovo è una precisa ideologia economica, o meglio una visione filosofica di alcune nozioni economiche: quando leggo “capitale fittizio”, “Stato Provvidenziale”, “ripagare i debiti” i miei sensi di ragno pizzicano – per non parlare del colpo basso di ficcare i non meglio precisati “keynesiani” tra grillini, berlusconiani, leghisti e neofascisti. Al di là della scorrettezza di mischiare in un unico calderone economisti e non, immagino saprai che Keynes, nella teoria economica dominante, è considerato poco più che un narratore difavole, non è questo grande feticcio da infilzare, anche se mi pare di intuire che la tua sia una critica da sinistra (marxista): Keynes puntellerebbe con la sua spesa statale il grande mostro capitalista sempre in procinto di crollare ma sostenuto e gonfiato come un omino Michelin dalle bolle del debito. Dal rossobruno della filosofia politica passiamo al brunorosso della filosofia economica. Non so cosa ti aspetti da questa grande apocalisse del debito, a parte il piacere estetico di assistervi con in sottofondo una canzone dei Pixies, ma non credo che il velo cadrebbe, e con esso il capitalismo.

    “ritardare i pagamenti o i rimborsi e far accavallare perpetuamente gli uni sugli altri tali ritardi: questo sembra essere, in definitiva, il grande segreto del regime capitalistico moderno, la cui definizione più esatta potrebbe forse essere ‘un regime che morirebbe di una chiusura simultanea di tutti i conti’. Un regime che si nutre di un ottimismo che, incessantemente, sconta i profitti del futuro, il suo eterno rischioso incombere.”
    M.Bloch, in Febvre-Braudel, Lineamenti di storia monetaria d’Europa, Einaudi, 1981, p.103

    Fatta una bolla se ne fa un’altra, ai bambini piace tanto, fare un figlio per credere.

  177. RAV scrive:

    In effetti io sono molto critico di Keynes, e ti dirò pure che non si tratta necessariamente di una critica “da sinistra” perché ugualmente alimentata dalle analisi del marxista Mattick, del conservatore Illich e del liberale Hayek. Che il pensiero di Keynes non sia “dominante” è una questione sulla quale rischiamo di confrontare i nostri rispettivi pregiudizi: mi pare difficile confutare che le economie capitaliste soppravvivono soltanto (e maluccio) riallocando in maniera sempre più importante le risorse economiche dagli impieghi produttivi al consumo. Ciò non esclude in alcun modo che questo keynesismo oggettivo si realizzi nell’abbraccio mortale con l’ideologia detta “neoliberista”, così partecipando a scavare un debito sempre più profondo; che è un problema ben più serio dell’austerità denunciata dai troppi personaggi checoviani (rossobruni o rosazzurri) che affollano il dibattito pubblico per difendere il loro giardino dei ciliegi dagli assalti della realtà. Spero di avere vagamente chiarito i miei presupposti economici, visto che la loro vaghezza sembrava porre problema a qualcuno. Spero anche di avere perso la metà dei miei nuovi fan.

  178. @ RAV
    “Ora lasciamo ai più abili solutori il compito di distinguere tra “integrare il marxismo con elementi nazionali” (cosa che storicamente contraddistingue tutti gli stati socialisti) e “conservare *esclusivamente* l’elemento nazionalista e chiarmare *socialismo* o persino *marxismo* un programma protezionista”. Qui ci vorrebbe un altro articolo, è evidente che questo non risponde a questa problematica, forse data un po’ troppo scontata”.

    In attesa di un altro eventuale articolo,mi permetto di osservare:
    che tra “integrare il marxismo con elementi nazionali” e “conservare esclusivamente l’elemento nazionalista” corrono innumerevoli possibilità, per esempio tutta l’esperienza,per molti aspetti positiva, della prima Repubblica dal1957 al 1981 (o forse 1979);
    che tra liberoscambismo internazionale e autarchia, si estende l’infinità possibilità di ricorrere a uno o altro strumento di protezione in alcuni o molti settori industriali strategici e che il ricorso a vincoli amministrativi alla circolazione dei capitali è addirittura intrinseco a qualsiasi esperienza di socialismo (“reale” o democratico) consegnataci dalla storia;
    che, con riguardo al sistema bancario, Lenin, secondo Majakovskij “il più terreno degli uomini che hanno camminato su questa terra” ( a differenza di quasi tutti gli studiosi e i militanti della sinistra moderna che trascorrono la vita tra le nuvole), scrisse: “Un’unica banca di Stato, organizzata in proporzioni vastissime, con branche in ogni distretto rurale, in ogni fabbrica, rappresenta già i nove decimi di un apparato SOCIALISTA (in corsivo nel testo). Ciò significa la contabilità di tutto lo Stato nel suo complesso, la possibilità di stabilire e di controllare la produzione e la distribuzione dei beni per tutto lo Stato; è questa l’OSSATURA (in corsivo nel testo) d’una società”. Senza una moneta e una politica monetaria e una banca centrale statale – è uno degli otto punti del programma scritto nel Manifesto comunista, il n. 6 mi sembra di ricordare (e d’altra parte, “La Repubblica disciplina coordina e controlla l’esercizio del credito”, recita l’art.47 della Costituzione, con la conseguenza che l’unica BCE costituzionale è quella morta), non c’è socialismo o economia sociale e popolare che tenga.
    A mio avviso, le continue sconfitte dalla fine degli anni settanta, dipendono semplicemente dal fatto che la sinistra non ha capito assolutamente più niente, sotto il profilo della politica economica e soprattutto sotto il profilo delle teorie e delle proposte effettuali, realistiche, nel senso di adeguate a uno scopo pratico, tramandato dai migliori pensatori italiani e accolto dal più terrestre degli uomini. Non si esce dalla depressione, se non cambiando se stessi in qualcosa di decisivo. La sinistra ha perseguito la liberazione individuale e sacrificato la liberazione collettiva, mentre la liberazione collettiva implica vincoli nuovi e diversi agli individui.

  179. Tommaso scrive:

    A troppa gente non è chiara la differenza tra commento e articolo :(

    Sembra speaker’s corner.

  180. RAV scrive:

    Esatto, esistono infinite posizioni intermedie che vanno esaminate e possono essere messe in pratica: una critica a Fusaro non implica nessuna specifica posizione sul protezionismo, sulla regolazione del mercato, ecc. Il fatto che una critica alla chiacchiera di Fusaro possa essere interpretata come una difesa d’ufficio del capitalismo, della sinistra o dell’Europa indica quanto sta male la gggente.

  181. RAV scrive:

    Ma poi scusate, ma perché questi sedicenti nemici del capitalismo non propongono la realizzazione di uno stato socialista europeo? Mi pare tutto sommato più realistico: l’esistenza di una struttura centralizzata e di una moneta unica mi pare una buona base e l’estensione territoriale garantirebbe un minimo di solidità economica. D’altra parte, per estrapolazione lineare a partire da certi indicatori quantitativi potremmo sostenere che il destino dell’ordoliberismo socialdemocratico sia quello di evolvere verso una specie socialismo, ma non sono così ingenuo da credere alle estrapolazioni lineari: credo al contrario che i sussulti nazionalisti ci daranno delle sorprese (probabilmente orrende).

  182. Questo è il punto.
    Lo Stato europeo- tralasciando che non esiste un popolo europeo né una nazione europea in qualche modo maggioritaria – si può costruire soltanto modificando i trattati. E i trattati,come tutti i contratti, si modificano soltanto con il consenso di tutte le parti. Basta che una si opponga e i trattati non possono essere modificati. Resta quindi soltanto la strada di Napoleone o di Hitler ma a noi sovranisti non ci attrae.
    Conosci poi un solo partito di un qualsiasi stato europeo che si presenti alle elezioni nazionali, spagnole, tedesche,portoghesi, francesi, ecc. ecc. e proponga: “basta, dobbiamo estinguere la spagna (o la germania, o la francia ecc.); la spagna deve diventare come l’oklaoma, il portogallo come l’alabama,la germania come la california. Basta con le bandiere nazionali, basta con i parlamenti nazionali, basta con le diversità dei sistemi elettorali proporzionali (a doppio turno a turno unico, maggioritari, con preferenze o senza preferenze), basta con le ingue nazionali – le leggi e gli atti amministrativi europei saranno scritti in un unica lingua che sceglieremo a maggioranza o per sorteggio – basta con gli istituti di cultura all’estero”? Non esiste. E non potrebbe esistere, perché prenderebbe lo 0,000000000001%. L’idea di una europa federale è stata soltanto l’ideologia ingannatrice per ottenere l’appoggio dei popoli (dei partiti nazionali) alla costruzione del mercato unico (Unione europea significa mercato unico). Gli Stati nazionali sono stati estinti per costruire il mercato unico, non il mega stato. A livello concreto, effettuale, l’idea del mega stato non ha fatto un passo di un centimetro da quando alcuni ingenui e utili idioti la proposero, infuenzati da un libro di Junius (pseudonimo del liberale Einaudi; è questa la fonte ideologica del manifesto di ventotene e di tutto ilpensiero federalista; giustamente il partito socialista fece ritirare a Pertini la firma che aveva apposto sotto ilmanifesto; allora socialisti e comunisti avevano la testa). E semmai qualche elite folle decidesse di dare ad essa vita, scoppierebbero guerre civili e di secessione che durerebbero trenta anni. Gli Stati Uniti, senza una lunga storia alle spalle, dovettero affrontare la guerra di secessione. Chi è a favore del mega stato europeo senza essere pronto a guerre di secessione e senza darle per scontate è un ingenuo.
    L’idea dello stato europeo non sta né in cielo né in terra, né in forma capitalistica, né in forma socialdemocratica, né in forma socialistica.

  183. RAV scrive:

    “Gli Stati nazionali sono stati estinti per costruire il mercato unico, non il mega stato.” È una visione semplificatrice, che sottovaluta l’attività regolatrice dell’UE, spesso anche intrusiva in materia di politica economica e di pianificazione. Ricordi le quote latte? Sono comunque d’accordo sul fatto che questa situazione difficilmente potrà proseguire senza provocare una reazione violenta (è quello che sta iniziando ad accadere) come d’altronde è successo in Francia alla fine del Settecento o negli Stati Uniti un secolo dopo.

  184. gervax scrive:

    Chiedo scusa, ma adesso non ci si venga a dire che si può fare una critica alle posizioni di Fusaro e dei reazionari protezionisti (di ogni colore) senza prendere automaticamente posizione a favore del capitalismo e della sinistra. In questa fase storica (e sottolineo, in questa fase storica) delle due l’una: o con il progresso o con la reazione; o col capitale internazionalista o con la barbarie nazionalista. Chi lancia il sasso e poi nasconde la mano o è un cagasotto opportunista o è mosso nelle sue critiche da ragioni personali e non oggettive (e si presta il fianco alle risibili accuse di invidia, meschine faide editoriali ecc).
    Pietà… non incasiniamo ulteriormente le cose con posizioni ambigue e dorotee.

  185. gervax scrive:

    @RAV
    “le sorprese orrende che ci attendono”, “la reazione violenta che sta per accadere”…

    L’apocalisse!!!!!!!
    Perfavore… restiamo con i piedi per terra. Questo genere di paranoie fanno esattamente il gioco di chi punta ad un orizzonte nero, chiuso, di regresso. Spaventano inutilmente, confondono le idee e diffondono un pessimismo deleterio. Inducono alla resa.
    La situazione INVECE, dobbiamo dirlo, è abbastanza POSITIVA.
    Mai come in questa contingenza le forze progressiste possono contare su alcuni potenti veicoli di diffusione; la leadership americana e il direttorio EU (di gran lunga le forze più influenti sullo scacchiere) sono apertamente progressiste, globaliste, e fanno una lotta senza quartiere a razzismo, omofobia, protezionismi e nazionalismi risorgenti. La cultura e l’intellettualità occidentale (a parte alcuni sussulti, fisiologici e destinati a rientrare, in Francia) difende compattamente lo status quo e respinge ogni tentativo di ridiscutere le conquiste civili dell’ultimo decennio. Le masse piccolo borghesi e proletarie, che secondo certe fosche previsioni, dovrebbero correre in massa a votare i neonazisti, berciano al massimo nei commenti ai giornali online, ma quando scendono in piazza si svelano per quello che sono: quattro gatti ininfluenti subito bastonati mediaticamente. Potrei continuare ad elencare fattori e circostanze assolutamente positive, ma non è questo lo spazio adatto.
    Ovvio che bisogna vigilare e tenere alta la guardia, ma l’operazione da fare – adesso che le spalle sono tatticamente coperte da quelle forze che ho sopraelencato (e sulle quali noi dobbiamo viaggiare come zecche sopra un cane) – è la pulizia ideologica a sinistra, lo smascheramento delle correnti reazionarie e nazionaliste travestite da movimentismo.

  186. RAV scrive:

    “O col capitale internazionalista o con la barbarie nazionalista”. Secondo me Gervax è un troll. O un accelerazionista.

  187. Gervaux

    concordo che non ci attendono sorprese orrende e reazioni violente, ma al più guerre scatenate dagli USA (con sempre meno consenso e partecipazione dei paesi europei), guerre che per nostra fortuna non si combatteranno sulla nostra terra.

    Il potere statunitense, elitista, globalista, classista, e la cultura mercatista, concorrenzialista, cosmopolita, anglofila e omofila (il 90% di noi proletari e piccoli borghesi, in Italia come altrove, non è omofobo ma nemmeno omofilo) scricchiolerà sempre più e diminuirà progressivamente, cedendo a reazioni popolari e democratiche: l’UE crollerà improvvisamente e pacificamente come è crollata l’URSS.
    E i picco borghesi liberali come te torneremo a metterli in un angolo e questa volta, memori delle lezioni della storia, ce li lasceremo per sempre. In quell’angolo vi daremo MTV e il collegamento diretto con le riviste statunitensi e tutti gli altri psicofarmaci che desidererete, perché vogliamo che restiate quello che siete. Niente più più campi di rieducazione o follie violente come colpirne uno per educarne cento ma eterno sistematico ideologico disprezzo esercitato dal nuovo potere democratico, popolare, statale, italiano, costituzionale. Questo è il sovranismo.

  188. diegoBONO scrive:

    Mi sembra dimostrato che Diego Fusaro costituisca un bel reattore, altroché !!

    @ Gervax: ‘quattro gatti subito bastonati mediaticamente’ : hai capito da chi ti senti protetto, dai bastoni mediatici!! Stai messo bene, amico.

    Pulizia ideologica a sinistra ! Sei davvero pronto per l’Eurasia.

    PS: mai venuto in mente di acquistare libri di Diego Fusaro, anzi: che scrive libri ? MI sembra un poco più sveglio, e meno impaurito, di te, ecco tutto.

  189. gervax scrive:

    @diegobono

    L’Eurasia? Quella è una fantasia per rossobruni e putiniani: ad est semmai c’è uno spazio da sottrarre progressivamente all’influenza dei regimi conservatori ex comunisti, con i quali chiaramente nessun partenariato strategico è pensabile. Capisco che la franchezza delle mie osservazioni possa scandalizzare chi è abituato a ragionare al riparo di schematizzazioni rassicuranti e auto-indulgenti, ma la realtà dei rapporti di forza è quella: la globalizzazione (fase necessaria al superamento definitivo dei nazionalismi) viaggia sulle gambe del capitalismo finanziario occidentale (perdonate questa orrenda definizione sommaria, ma ci siamo capiti).
    Biotecnologie, robotica, interconnessione globale, evoluzione dei paradigmi sociali, familiari, riproduttivi! Siamo davvero alle doglie del parto di un nuovo mondo! stiamo vivendo la pars destruens di questo processo storico: spaventa e ferisce molti, questo è comprensibile, ma gli osservatori più acuti devono saper andare oltre le apparenze e dare un giudizio sulla ‘direzione’ del processo, non fossilizzarsi a combatterne gli agenti.

  190. Equo Canone scrive:

    Gervax ripete a pappagallo le tesi di Negri espresse a suo tempo in Impero. Niente di nuovo, molto, moltissimo di ingenuamente farneticante.

  191. sebastiano leotta- padova scrive:

    in effettii, è un formidabile confezionatore di libretti di filosofia centonaria……fenomeno di marketing un po’ come la moretti candidata in veneto…

  192. Lalo Cura scrive:

    che è un po’ come dire: piccoli fusari crescono…

  193. giovanni scrive:

    “L’azione distruttrice del capitalismo non è un accidente storico, è una necessità di ordine logico affinchè (demolite le vecchie strutture sociali, produttive, statali) possa sorgere un nuovo mondo, affrancato dallo sfruttamento e dal lavoro,”
    la vittoria di chi vuole schiavizzare l’intera umanità è necessaria, per liberare l’umanità. Non ti pari nemmeno il culo nella sua apologia del capitalismo puro dicendo “certo, il capitalismo deve affermarsi, ma noi dobbiamo costruire il Partito che lo abbatterà. No, solo “viva il capitalismo””!
    Più a destra di Von Hayek, quel bel tomo che diceva che quello che non lo faceva dormire di notte era l’idea che col welfare state si impedisse al padre di famiglia di andare dal padrone in ginocchio a implorare una miseria di salario costretto dalla fame sua e dei suoi figli.

  194. antonio scrive:

    GERVAX:
    Siamo davvero alle doglie del parto di un nuovo mondo! stiamo vivendo la pars destruens di questo processo storico: spaventa e ferisce molti, questo è comprensibile, ma gli osservatori più acuti devono saper andare oltre le apparenze e dare un giudizio sulla ‘direzione’ del processo,

    per esempio, prendere atto che la pars construens non esiste. Un certo signor Karl Marx mentre esaltava la forza distruttiva del capitalismo, diceva anche che PROPRIO PERCHE’ è così distruttivo è assolutamente necessario che ci sia un PC pronto ad abbatterlo quando si sarà completamente sviluppato. In caso contrario, faceva notare che il superamento del dominio di una classe NON è nè scontato (altrimenti non avrebbe detto “proletari di tutto il mondo unitevi”, ma “proletari di tutto il mondo, sedetevi sul fiume e aspettate di vedere il cadavere del capitalismo”), nè inesorabile. E lo mette in chiaro subito:
    “una lotta (di classe) che finì sempre o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la rovina comune delle classi in lotta.”
    E quindi se non c’è un proletariato rivoluzionario, E OGGI NON C’E’, l’avanzata del capitalismo non avvicina al comunismo, avvicina alla catastrofe globale. E infatti il capitalismo in crisi ha provocato due guerre mondiali, e creato i mezzi per cui la terza, ritardata dall’esistenza dell’URSS che bene o male ha dato al proletariato mondiale una forza senza precedenti, sarà l’ultima. E’ vero che siamo alle soglie di un nuovo mondo: senza esseri umani!

  195. gervax scrive:

    @Antonio

    Il nuovo ‘proletariato’ invece c’è! Il soggetto trasformatore di oggi è costituito dagli ‘analisti simbolici’ (si veda in proposito quel nostalgico conservatore di Lasch) la classe operaia della rivoluzione del lavoro immateriale. Le rivoluzioni non le fa il ‘popolo’ (qualcuno ricorda ancora i giudizi di Lenin sul populismo, sul mito del ‘popolo’ come depositario naturale di valori superiori?) ma sempre la frangia più realista e propulsiva della classe media. Opportuno il riferimento a Negri fatto da qualcuno più sopra (al netto degli insulti personali): l’esperienza dell’autonomia e il suo modello teorico sono la premessa della mia analisi.
    Il capitalismo finanziario globalizzato è la testa d’ariete: quando avrà sbaragliato le resistenze e le incrostazioni corporative del vecchio mondo diviso in nazioni, una nuova generazione di ‘tecnici’ adeguatamente preparati potrà operare l’ultima trasformazione (prendere il comando della sala macchine). I nuovi modelli di business stanno già evolvendo verso forme di redistribuzione (freemium) e la progressiva scomparsa del lavoro nelle economie più avanzate sta GIA’ obbligando i governi a ragionare sul sussidio universale. Un po’ di fiducia nel futuro ragazzi, la talpa sta scavando bene!
    Detto questo vi saluto e vi ringrazio per l’ospitalità in questo spazio, è stata una bella discussione.

  196. antonio scrive:

    “Il soggetto trasformatore di oggi è costituito dagli ‘analisti simbolici’”
    mai vista una rivoluzione fatta da gente che ha un nome che ai più non dice assolutamente niente. Un esempio pratico, magari con nome e cognome?
    “sta GIA’ obbligando i governi a ragionare sul sussidio universale”
    e mentre ragionano, tagliano sempre di più il sussidio particulare. Quanto al freemium, lasciamo perdere per carità di patr…ops. Quando vedrò Big Oil regalare benzina, ci crederò…

  197. r.g. scrive:

    Se Socrate è l’emblema del filosofo – ricerca aperta, umiltà, dubbio e soprattutto ironia e non prendersi mai troppo sul serio – Fusaro che cos’é? Per essere filosofi bisogna essere adulti, forse il bambino crescerà. Dategli tempo

  198. Carlo (@carloebasta) scrive:

    L’errore è definirlo filosofo. In verità, definire filosofo chiunque si occupi si o si sia occupato di filosofia da Hegel in poi, è un errore insopportabile

  199. Alan Ian Ross scrive:

    Roscoe Coltrane [8 aprile 2015 alle 13:46]: «Tranquillo, anche se sono morto vivrò ancora a lungo»

    In realtà il personaggio della (orrenda, anche come esempio di kitsch) serie (The Dukes of) Hazzard si chiamava Rosco Coltrane.

    Roscoe Coltrane (= Roscoe Mitchell + John Coltrane) sembrerebbe invece un riferimento al free-jazz e all’avanguardia jazzistica del secondo novecento. Probabilmente involontario: e se invece non lo è, largamente fuori luogo, visti i riferimenti ideologici… 😉

  200. Vanni scrive:

    Articolo grandioso e necessario.

  201. Tommaso scrive:

    Volevo chiudere la discussione aggiungendo una piccola cosa.

    Un commentatore ha scritto “Fusaro è un bel reattore”, ed ha ragione da vendere. Fusaro non è il nulla, Fusaro è un esponente ed un articolatore di un’opzione filosofica e politica. La possiamo chiamare fascismo, nazionalismo, regresso, sovranismo, quello che vi pare, ma è quello. Non è il nulla, e commetteremmo un errore a pensare che lo sia.

  202. regressus ad uterum scrive:

    forti ste zecche post-antagoniste ao! capitalismo unica igiene del mondo, schiacciare la plebe reazionaria! Con Mecdonald, Goldman Sachs e Toni Negri vinceremos! Semo così a sinistra che se semo ritrovati a destra, er gomplottone nazi-socialista-regressista lo facciamo mitragliare da Bava Beccaris!!1!!!! Forza camer… cioè no, COMPAGNI!!!!1!!

  203. |\quasiscrive/| scrive:

    Fusaro è un gran bravo giocoliere: ha il talento del gioco teorico privo di conclusioni fondate.
    Finché non gli cascano i birilli dalle mani la gente lo guarda e ammira.

    Detto questo, usare Althusser come autore serio in contrapposizione al Fusaro mi pare forzato.

    Althusser fu forse ancor più cazzaro. In proposito, consiglio di leggere Reappraisals di Tony Judt.

  204. Pietro scrive:

    Che esagerazione queste critiche. Lo abbiamo avuto con noi tre giorni a Favignana in un festival di Filosofia e ha interessato tutti. Certo non va mitizzato ma ce ne fossero di questi ragazzi…

  205. sergio falcone scrive:

    “Io non sono di destra e nemmeno di sinistra”, Benito Mussolini.

    Costanzo Preve e Diego Fusaro sono il cavallo di Troia del neofascismo. Qui c’è poco da scherzare, ché la farsa potrebbe mutarsi in tragedia.

  206. angelo bianco scrive:

    il sottoscritto angelo bianco che viene dalla scuola politica di TOGLIATTI E GRAMSCI NON CERTO DA QUELLA DI BERLINGUER dico solo una cosa che sento la necessità d’incontrare il PROF. DIEGO FUSARO IN QUANDO SOGGETTO SI FILOSOFO ma con tanta contradizione sia ideologica che politica poichè si tratta di un giovane che senza dubbio non conosce il passato nei fatti accaduti ma che li conosce attraversa le normali letture , che secondo me non colma il vuoto del sapere per cui penso che un chiaro dibattito fra il sottoscritto e l’esimio professore sarebbe della massima utilità per capire bene chi è DIEGO FUSARO ecosa cerca di dire e di fare sia nella sua filosofia che nella politica reale con o senza ideologie, spero che questo incontro si realizzi davvero attento.

  207. Sovranista scrive:

    Ma quando abbaiare piddino…

  208. Sovranista scrive:

    Seriamente.
    Vedo che qui si critica Keynes.
    La cosa sinceramente mi fa ridere.
    Forse non si è capito che l’economia è una scienza. Statistica, equazioni stocastiche, calcolo differenziale.
    Avete presente? Mi sa di no.
    È come se voleste criticare la teoria dela relatività di Einstein attraverso la filosofia.
    Veramente, state balbettando cose senza senso.

  209. Buddy scrive:

    Aggiungo un assolo di batteria, quelli di trombone essendo più che abbondanti.

  210. Pino Rossi scrive:

    Critiche vuote.
    Fusaro sta, nel bene o nel male, risvegliando delle coscienze.
    Riesci a fare lo stesso? O sai solo contare i libri che non hai pubblicato?

  211. Luigi Martelli scrive:

    Se persino le banalità di Fusaro rappresentano un risveglio di coscienza, allora vuol dire che siamo ad un livello cosi basso da meritarci il peggio da chi ci comanda; e di fatti è cosi.

  212. Federica Dezi scrive:

    Fusaro sta fuso, Diego non mi spiego.

  213. Allibita scrive:

    Credo che sia illegale il fatto che un filosofo scriva una cosa del genere:
    http://www.lastampa.it/2015/06/29/cultura/tuttolibri/le-cinquanta-sfumature-non-finiscono-mai-MoNtXHEIQHClrp4Gwrkx8O/pagina.html?zanpid=2052306274917655552

    Applica il narcisismo di massa, la mutazione antropologica a 50 sfumature, mannaggia a lui.
    Guido Mazzoni, in un saggio prezioso (I destini generali, 2015, Laterza), applica queste categorie a Houellebecq e Siti, per dirne una. E non vede quanto lui.

  214. Osservatore Romano scrive:

    Pino Rossi, vai a cacare, se riesci a trovarti un buco del culo sotto la cintura.
    Dopo aver tirato lo sciacquone sentirai i tuoi pensieri&coscienza scivolare via, verso la loro destinazione naturale.

  215. Salve,
    scusate ma volevo sapere dove si può continuare a seguire le vanità di questa nullità narcisista che è Diego Fusaro. L’ho visto ieri a la7 (prima non ne sapevo dell’esistenza) e mi ha colpito molto perché e’ l’impersonificazione di un archetipo antropologico che si può riassumere nella frase “il principio di non contraddizione è un lusso che non ci possiamo permettere”. Vi prego, ditemi dove si stanno scatenando i fulmini.

  216. DeeKeiD scrive:

    Rimane da chiedersi: perché nella sezione “filosofia” un articolo di costume? Basta il riferimento lividamente dogmatico a Costanzo Preve accompagnato alla non proprio originale taccia di “rossobruno”? Quanto all’uscita dall’Euro, effettivamente la perorazione di Fusaro non è affatto originale, dato che sulle unioni monetarie la teoria economica ha già detto tutto da almeno quarant’anni.

  217. Nicola Murrali scrive:

    Non sono invidioso di Diego, o di chiunque, più o meno giovane, scrive e pubblica saggi. Fusaro agisce, come tanti giovani e vecchi pensatori, sotto l’egida di maestri spesso scomodi e ingombrati; argomenta le proprie posizioni antieuropeiste rifacendosi ad una tradizione che vorrebbe superata la distinzione tra destra e sinistra e spara a zero sul famigerato “pensiero unico”. Questo è quanto. Che sia un figlio dei vostri tempi (del resto lo stesso Marx diceva che i filosofi non nascono come i funghi) lo si evince dai tratti distintivi di una personalità apertamente fiera, televisiva e spettacolarizzata nella sua composta posa accademica. Alle interviste rilasciate su La7, seguono spesso, a distanza di poco tempo, le esternazioni – irrazionali e populiste, queste si – di Matteo Salvini. Fusaro è abile nell’apparecchiare discorsi pomposi, molto meno nell’organizzare un pensiero autonomo e dai margini ben definiti che non apra il fronte a tutti gli scemi di paese sempre pronti a bivaccare sotto il benestare di un pensatore. A mio avviso, gli sfoghi ad hominem lasciano trasparire la pochezza con cui Fusaro si trova a dialogare oggi.
    Molti filosofi eccellenti hanno sputato sul proprio passato, cambiato radicalmente rotta, rifiutato il proprio pensiero o rivalutato profondamente. Fatto sta, che a parlare di destra e di sinistra o dare del non-comunista a Berlinguer in questo Bel Paese sono buoni tutti, molto meno a faticare sui libri, anche solo per partorire un saggio da copia e incolla. Nella società psycotecnologica (De Kerkhove) ci sono sempre meno soggetti agenti e sempre più automi scellerati che rappresentano (o mettono in scena) uno spettacolino di miserie e banalità festosamente esibite e massivamente accolte dalla società guardona, sempre pronta a sparare sulle posizioni forti (che poi siano intrinsecamente deboli è un altro discorso) nel nome dell’odioso “pensiero unico” di cui Fusaro è acerrimo nemico.
    Fusaro sbaglia quando rispondere alle pornostar psicolabili, non nel partecipare alle trasmissioni per il popolino. Tranquilli che Gramsci, per chi ha la pazienza di leggerselo tutto, resta e resterà un autore comunista, inconciliabile con qualunque apertura ai destrismi di sinistra. C’è un vuoto in Occidente, e di certo non lo hanno creato i vari Preve, Vattimo, Severino e Fusaro. Il vuoto proviene dalla scioperatezza della politica del cinguettio, dall’alta ragioneria della finanza globale a cui, vi piaccia o no, offrite sperma, utero, sangue e inchiostro. Il vuoto proviene, ancor più in origine, da quel narcisismo che Remo Bodei, ne I Destini Personali, fa risalire alle società acritiche e militarizzate della prima metà del novecento. Che questa Europa sia un colossal all’americana lo si comprende anche senza una cattedra di Fisolofia. Un filosofo, cui è Fusaro, avrebbe invece il compito di ripensare la nozione di “io” al buio dell’abominevole Stato Chiuso, invece di confabulare coi morti per una società di morti viventi.
    Cosa avete fatto per meritare Diego Fusaro? Vivere per più di cinquant’anni facendo finta che dal 14’ al 45 non sia mai accaduto niente. C’è una lite in famiglia. Buona Europa.

  218. Armando Giampieri scrive:

    Qualcuno ha scritto : ” Forse non si è capito che l’economia è una scienza. Statistica, equazioni stocastiche, calcolo differenziale.
    Avete presente? Mi sa di no.
    È come se voleste criticare la teoria dela relatività di Einstein attraverso la filosofia.”
    Questo “qualcuno”non “ha presente” che la scienza studia le leggi della natura e non le regole dell’economia definite dall’uomo. Che poi vengano utilizzati gli strumenti della scienza come la matematica , la statistica ecc. per prevedere ( peraltro quasi mai) le conseguenze degli interventi in economia è tutt’altra storia. Comunque va chiarito che di economie ce ne sono state e ce ne possono essere tante e di vario tipo, ma tutte sono costruzioni dell’uomo ,datate storicamente, legate ai vari sistemi produttivi e spesso definite in larga parte a fini di sfruttamento. La tecnica per gestirle non è scienza ma appunto tecnica gestionale .Oggigiorno , i cosiddetti ” tecnici ” (infatti giustamente non chiamati scienziati) sono solo i tutori degli interessi del capitale finanziario che oggi domina l’economia nel mondo. La finanza decide quanto denaro stampare , a quali tassi prestarlo, a chi prestarlo e quando riscuotere e i poveri gonzi ignoranti credono che tutto ciò sia dovuto a leggi di natura sconosciute ai più.

  219. Raffy scrive:

    Io amo Diego… lo adoro… è bello, è calmo.. serafico, fico, intelligente, colto, bello, ricco, docente, va in tv, lo vogliono e prima o poi sarà tutto mio…

  220. RobySan scrive:

    O Raffy, cuccalo in fretta e quando ce l’hai tienilo stretto. Ben legato. Che non vada più a concionare in giro. Grazie in anticipo per il tuo acuto senso dell’igiene filosofica.

  221. Gloria scrive:

    E’ ricco? Mavaffanculo, va’! ce li vorrei ave’ io i soldi suoi!….bestiadiddio!!!

  222. Gloria scrive:

    Io non c’ho fatto un cazzo con la cultura; me lo so’ preso ar culo e bbasta!!! Vaffanculo….

  223. Raffy scrive:

    …ma perché ce l’avete tanto con Dieguccino mio?…Igiene filoso-fica…. che commenti fate??? anke a me? Io sono una gran gnoc… e tra un pò Diegoman… se ne accorgerà di me… Lo vado a trovare a Milano!!Ma insomma, che vi ha fatto?… i soliti invidiosetti che rosicano…

  224. giordano scrive:

    E i bravi “comunisti” stanno qua a parlare.. sappiate che sarà solo colpa vostra… complimenti vivi!

  225. Liberty Valance scrive:

    Secondo me, la questione è di una banalità disarmante e ha ben poco a che vedere con qualsivoglia sistema di pensiero. Diego Fusaro ha successo perché è un ragazzuolo molto bellino e perché sarà un leccaculo pazzesco. Se avete pratica di dipartimenti universitari di facoltà umanistiche italiane vi renderete conto che come lui se ne vedono tantissimi. Sono la gran parte, anzi. Magari sono più cessi/e, ma non per questo meno spocchiosi e spalleggiati dal baronazzo di turno. Di fatto non contano niente e il loro livello di incidenza culturale è pari a zero. Fusaro è solo à la page e sfrutta la situazione finché può permetterselo. Cioè fin quando non arriverà un altro scimunito più figo e più ruffiano di lui a rubargli il trono. Eh sì, guardatelo come un tronista di “Uomini&donne” e non prendetelo sul serio.

  226. GUERINO52 scrive:

    Fusaro è i non Fusaro non sono. Apparire non è morire. Abbiamo bisogno sempre di gente messianica, gente che ci dice cose vecchie con parole nuove. Destra , sinistra, euro si euro no, la litania è sempre la stessa, essere o apparire. Avere successo dicendo cose banali che solo poche persone sanno documentare o essere originali e non avere pubblico per farsi acclamare ? il successo ha delle regole fisiche e chimiche, lui le ha . Appare con tranquillità e semplicità spaventose …..gli apostoli sono già pronti al molo. Taglierà le acque ? non si sa, comunque sia la croce e i chiodi sono stati già preparati in questo articolo, l’unica novità è : lui non morirà , nemmeno Barabba morirà, la vita sembra rinnovarsi ma …………ai posteri l’ardua sentenza, a me piace e ho molto da imparare da un giovane che sa comunicare, altri spesso fanno seghe mentali

  227. Woody scrive:

    La comicità involontaria è la migliore.

  228. Nelson scrive:

    Credo seriamente che Spongebob sappia risvegliare le coscienze più di Fusaro. Effettivamente lui sa ben argomentare, per quanto maneggi sempre le medesime argomentazioni e per quanto non dica nulla più di quello che si può trovare su un manuale. Tuttavia lui fa effetto, e non vi è di che stupirsi (c’è gente che vota Salvini come c’è gente che non fa la raccolta differenziata). Non trovo poi che sia particolarmente bello, sembra una sorta di rappresentazione estetica della stitichezza. Nei suoi capelli vi è inoltre un che di apologetico, forse anche di classista. Sembra voglia dirti “Eccomi”, quando tu non l’avevi ancora visto né avresti voluto.

  229. petra scrive:

    quanto impegno per attaccare qulcuno che si impegna nel diffondere concetti a mio parere fondmentali da avere chiari al giorno d oggi…. l articolo si potrebbe fermare al 2 paragrafo: INVIDIA. perche se non fosse cosi, e fossi d accordo con cio che diffonde come dici in quest articolo, saresti interessato ad elaborare tali concetti per dare un altro tramite alla popolazione di poter CONOSCERE, e non frignare al grido di “sono un suo coetaneo, pero lui è in tv e pubblica libri e io no, non lo state a sentire tanto non ha aggiunto nulla di nuovo”
    RAFFAELE ALBERTO VENTURA QUEST ARTICOLO è SEMPLICEMENTE PATETICO

  230. Mirko scrive:

    Caro Autore,
    Ci stai dicendo allora che secondo te non esiste una cultura dominante? L’hai mai letto Pasolini, o solo Marx?

  231. Sabatino scrive:

    Articolo godibilissimo. Complimenti per la raffinatezza e ironia.

  232. mario case scrive:

    vabbè, sentire critiche dopo aver apprezzato Fusaro, ci può stare, ma qui in Italia critica vuol dire sospettare sempre una malafede, sia essa istintiva, sia essa argomentativa . . . e poi indurre la gente come me a ragionare profondo è quasi tempo perso, non è meglio il terreno di una comunicazione più elastica, perdonante e condividente che ‘ste analisi strettamente tecniche e filosofiche ?

  233. Mauro scrive:

    244 commenti su Diego Fusaro e 2 sulla scomparsa di uno scrittore importante come Vassalli dovrebbero indurre a qualche riflessione. Che i lettori di minimaetmoralia non siano cosi diversi da quelli di sorrisietcanzoni?

  234. Giorgio Borelli scrive:

    A me Fusaro sembra un D’Annunzio aggiornato.Il gioco delle immagini,la volontà di “èpater le bourgeois”lo avvicinano tanto al vate politico.Giorgio Borelli

  235. Jean scrive:

    Ecco, siete contro la Russia di Putin perché non si allinea al vostro Dio di Washington… Che tristezza.

  236. giovanna capodarca agostinelli scrive:

    Ho ascoltato Fusaro poche sere fa a “futura Festival” di Civitanova M,, ho avuto l’impressione che alla fine è stato usato + del dovuto xchè sono mancati degli ospiti. ovviamente quando lo si sente x due serate consecutive co tre interventi si può riassumere il tutto come se fosse stato un unico intervento, nulla di nuovo. A differenza dei grossi nomi di filosofi il suo è un parlare difficile da capire da un pubblico di massa,forse xchè troppo giovane manca di esperienza?Deve fare ancora molta strada x raggiungere un livello da far capire a chi lo ascolta.

  237. Jolanda scrive:

    ottimo post

  238. Silvia scrive:

    Finalmente qualcuno ha scritto quello che andava detto! Grazie, mi hai levato un grosso peso!

  239. carlo scrive:

    Fai qualcosa di concreto anche tu…qualsiasi cosa che non sia una vuota e ridicola critica a Fusaro…che almeno qualcosa fa e dice. Ma Tu cosa dici?

  240. Enri scrive:

    Arrivo a te, minima et moralia, cercando di capirci qualcosa di questo tormentone stile Righeira. Ora alcune mie FbAmiche (insegnanti) ne citano in continuazione post sui social e la cosa mi ha incuriosito. Ho seguito quindi la scia e dopo essermi letto un paio di recensioni su goodreads e ibs, mi sono scaricato un paio di anteprime dei suoi libri… che non sono assolutamente il mio genere. Preferisco Batman.
    Poi ho guardato qualche video, eppercheno sono in vacanza!, e ho letto un po qui e un po là di questo signore, che è anche dottore, oltre che scrittore e accademico. Mazzateò, mi son detto, chi l’avrebbe detto.
    Non contento mi sono spinto più in là e ho letto anche qualche recensione e commento della penna più veloce del West. Non giudico l’individuo ma da come scrive si direbbe o in preda a delirio dualistico o in pieno sdoppiamento. Il modo forbito – o fornito, non ricordo più – in cui si esprime, con locuzioni e citazioni dotte di chicazzonesò ma in idiomi a me ignoti, mi danno l’idea che non è solo il genere a non interessarmi.
    Non seguo molti Blog, principalmente solo alcuni di lettura e scrittura, ma ti terrò d’occhio, minima et moralia, promesso. Post molto divertente ed esauriente, oltre che esaustivo e esaudiente. Commenti compresi.

  241. Fiorenzo scrive:

    Articolo di uno squallore umano difficile da concepire
    se Fusaro qualcosa lo dice
    in questo articolo invece ci sentiamo le lagnanze di un bimbominchia invidioso che per di piu ha anche la frotuna che qualcuno gli pubblichi queste esternazioni da lettino dello psicanalista
    Il problema, e’ che Fusaro in genere parla di qualcosa, invece l’autore sunnominato parla di Fusaro …

  242. gb scrive:

    Bell’articolo. Devo dire di essere un po’ invidioso di Fusaro perché ha fatto quello che molti laureati in filosofia, anche più promettenti di lui, non sono riusciti a fare e cioè essere amico di importanti professori e filosofi, insegnare e pubblicare senza pagarsi il libro. Partendo da un sito con contenuti che potevano servire a un liceale è arrivato alla celebrità. Fusaro cavalca l’onda, come nel caso attuale dei quaderni neri di Heidegger. Appena uscita la polemica lo si vede in video a tavola che ne parla con Vattimo e poi con Donatella Di Cesare, autrice del libro Heidegger e gli ebrei.
    Quanti hanno studiato e apprezzato Heidegger prima di Fusaro, per diversi anni e forse più di lui ma non possono parlarne con i più grandi esponenti italiani e per questo si sentono inferiori e magari pensano: se gli danno tutta questa importanza forse vale qualcosa e noi siamo dei falliti. Sul pensiero di Heidegger Fusaro non dice, nei vari video che pubblica su youtube (togliendo la possibilità di commentare) nulla di rilevante, ma ripete la lezione come uno studente durante un esame. La Kehre, il Gestell, etc.. In un video con Galimberti, che gli dice bravo, critica Heidegger di parlare di Seinsgeschichte, spostare tutto dalla parte dell’essere e togliere responsabilità all’uomo e capacità di intervento per contrastare il dominio della tecnica, perché solo un Dio ci può salvare! Vediamo se in un prossimo videomessaggio spiega come superare questa visione rassegnata che il montanaro (così definito nello stesso video da Galimberti) Heidegger ha avuto la leggerezza di sviluppare.
    Scusate questo piccolo sfogo. Mi piace invece quando Fusaro viene invitato nei talk show e i politici che non hanno una preparazione filosofica (come dovrebbe essere, anzi spererei fosse obbligatoria per il loro ruolo) fanno facce strane perché non hanno una minima concettualità per rispondere e in questo Fusaro li supera. Per il resto vedo un’esagerazione mediatica, ma senz’altro sono io a sbagliare non avendo letto nessuno dei suoi libri. Non voglio dare giudizi, ma ho espresso solo una mia impressione.

  243. Giuseppe Parascandolo scrive:

    Diego Fusaro, per me che sono marxista o allievo di Marx, mi sembra un ottimo filosofo moderno e che supera certe obsolete dicotomie destra-sinistra alla luce dell’attuale momento storico. Lo trovo un attento analista di quanto la realta’ globale vive in questo momento. Ho studiato, abbastanza approfonditamente, sul terzo libro del capitale, la crisi del capitalismo che lo stesso Marx lascia incompiuto e le soluzioni, che tutti i marxisti, in seguito,hanno, piu’ o meno, sviluppato. Per comodita’ e sintesi esplicativa, tutti, hanno offerto spiegazioni parziali e scientificamente non soddisfacenti, nell’ultimo secolo. Sinteticamnete possiamo annoverare tutti, annoverandoli, tra: I massimalisti, che si sono dovuti appoggiare all’Hegelismo,quindi all’idealismo, i revisionisti, piu’ attenti alla realta’ che spiegano meglio lo sviluppo capitalistico.
    Le critiche esposte nell’articolo e fatte al giovane e ottimo filosofo Diego Fusaro, pur interessanti e vivaci, risentono, pero’, di un certo snobismo paraculturale presente in tanti “intelletuali” arcinoti nella sinistra tradizionale che, in fondo in fondo, hanno sempre vivacchiato sul piu’ bieco opportunismo pararivoluzionario, sfociando, poi, proprio in ossequio all’opportunismo tutto italico, in un effettivo distinguo ciarliero, senza spostare minimamente i rapporti di forza preesistenti, ma garantendo, per se stessi, come sosteneva, tempo fa, Franco Cordero, i privilegi e gli appannaggi tipici delle vecchie burocrazie staliniste, soprannomiati preti atei.

  244. Pier Giorgio Misurati scrive:

    Che cosa abbiamo fatto per meritarci Raffaele Alberto Ventura?

  245. Arthur scrive:

    Fusaro cerca di tenere un piede in piu scarpe per piacere a piu gente possibile.
    Tante analisi condite da parole accademiche e citazioni senza arrivare ad una netta soluzione .
    Secondo me è pure spocchioso e non m sorprenderei se lo vedessimo fra qualche anno in politica.

  246. LM scrive:

    Per me chi si prende così sul serio, come ho visto fare a questo qua in TV, è un cretino (ancora di più lo è chi prende sul serio il proprio non prendersi sul serio). Però il problema vero è un altro: il socialismo nazionale, o come altro vogliate chiamarlo (io lo chiamerei populismo e basta), è potuto rinascere grazie al senso di vuoto intellettuale prodotto dalla sinistra, specialmente dalla sinistra editoriale, italiana ed europea. Siamo oramai arrivati al punto che buona parte delle persone di ceto basso odia perfino la stessa parola sinistra, alla quale non del tutto a torto viene dato il significato di gruppo sociale di privilegiati che per fregare il popolo nasconde meschinamente la propria FEROCE ambizione personale dietro i nobili concetti di universalismo, giustizia, uguaglianza ecc. Io, che non appartengo né al ceto basso né al gruppo sociale di privilegiati dalla loro appartenenza politica, rimango riformista socialista e internazionalista, ma la ‘eggo buia.

    PS: e d’altra parte, a proposito di persone che si pigliano sul serio: se l’icona intellettuale della sinistra italiana è Roberto Saviano, una persona chiaramente di destra, perché meravigliarsi così tanto del successo editoriale di questo giovane filosofo che cavalca l’onda populista europea?

  247. Francesco scrive:

    Quante parole. La verità è che ti brucia il peperone. Il resto è fuffa.

  248. daniele scrive:

    Chi vuole Raffaele Alberto Ventura…? Nessuno…? Eppure sei qui a renderti inutile! Mani levate all’agricoltura.

  249. laura clarelli scrive:

    caro raffaele alberto ventura io comunque ti invidio . che bella la leggerezza dei tolk show alla “amici” o alla “uomini e donne”.e poi a te di certo sara’ meno dura la realta ‘ che si prospetta per tutti . sai,gia’ in passato si accusava la verita’ di essere ripetitiva,col risultato che viviamo oggi. e la pesantezza della chiave di lettura fusariana e’ l’inconfondibile segno.della errata cognizione del reale nella sua sostanza e della conseguente COSA veniente , che non vedi ma meriti. fusaro intanto e’ grazie a Dio chiave di lettura del mondo che non occorre vinca poiche’e’ gia’ il rimedio . rimedio dei cuori che hanno ereditato la memoria storica del vero, e ora con fusaro possono morire col sorriso. con amore e speranza . auguri

  250. erica scrive:

    GRAZIE per questo articolo!!!!!
    Per fortuna c’è del senso critico nel mondo!

  251. Mariano scrive:

    Ti rode eh? Non c’è nulla di più patetico ed impotente dell’attacco di un intellettuale ad un “collega”…

  252. Antonino Buonamico scrive:

    Continuate a pensare che Marx sia scientifico? Marx è un visionario, un profeta, e chi ha combattuto in suo nome è stato animato da una forte passione. Fusaro dice che il capitalismo è ingiusto? Ha ragione, chi se ne frega se è efficiente o inefficiente. Che poi, l’economia non è una scienza esatta. Allora è meglio tornare alla filosofia, alla politica intesa come ricerca di realizzazione di valori. ha ragione lui, per questo ha successo!

  253. Matteo Silvestrini scrive:

    Abitando all’estero e tenendomi a debita distanza dai talk-show e dagli intellettualini italiani ho saputo l’esistenza del nostro solo da qualche mese, suggeritomi da una “sentinella in piedi” . Me lo aveva citato come foglia di fico atea alle posizioni “anti-gender”. Prima di leggere questo commento, avevo su facebook coniato l’espressione “fascio-comunista” per indicare il bravo Fusaro, dimentico della teorizzazione di Benoîst, probabilmente impressa nel mio subconscio… Articolo condivisibile, ça va sans dire… Uno che cita Aristotele per difendere il matrimonio “naturale” o è stupido o disonesto o tutt’e due…

  254. giancarlo staffo scrive:

    Altro che, ci meritiamo Fusaro e anche peggio, perchè abbiamo rinnegato il “materialismo dialettico e storico”, in nome di un eclettismo senza principi” che ha riciclato filosofi reazionari come Nietzche, Heidegger e concezioni “poststrutturaliste” e “francofortesi”, moraliste ed “empiriocriticiste”. Fusaro è solo l’ultimo persuntuoso e saccente seguace degli della confraternita degli epigoni minori di quell’Eugenio Dhuring ridicolizzato da F. Engels, che i nostri marxisti d’opinione hanno rinnegato.

  255. giancarlo staffo scrive:

    Altro che, ci meritiamo Fusaro e anche peggio, perchè abbiamo rinnegato il “materialismo dialettico e storico”, in nome di un eclettismo senza principi” che ha riciclato filosofi reazionari come Nietzsche, Heidegger e concezioni “poststrutturaliste” e “francofortesi”, moraliste ed “empiriocriticiste”. Fusaro è solo l’ultimo persuntuoso e saccente seguace degli della confraternita degli epigoni minori di quell’Eugenio Dhuring ridicolizzato da F. Engels, che i nostri marxisti d’opinione hanno rinnegato.

  256. Giovanni scrive:

    Bravo. Per fortuna che c’è ancora del senso critico. Fusaro getta discredito sulla filosofia.

  257. ineluttabile scrive:

    Ringrazio molto l’autore del blog, stavo cercando di approfondire il fenomeno “Fusaro” e mi sono imbattuto casualmente in rete su questo topic… La mia riflessione, (per quanto banale possa essere), è che, come sempre il filosofo/intellettuale in questione, effettua delle analisi che possono anche essere condivisibili, ma non propone nessun antidoto. “allievo indipendente di Marx ed Hegel”, che dopo le sue affascinanti (e forse scontate) elucubrazioni riesce a dirci solo che è meglio sostenere Putin ed essere contrari alla logica gender. L’unica nota lieta è che finalmente la filosofia può essere un pò esportata al grande pubblico e che magari si comincia a parlare un pò di globalizzazione. Onestamente i vari Vattimo, Cacciari, Severino sono troppo autoreferenziali. Insomma, se non hai delle basi molto forti di filosofia non capisci una mazza :-)

  258. Il traduttore dei traduttori scrive:

    Per capire cosa sta sotto il bluff Fusaro, basterebbe confrontare le sue numerose traduzioni da autori greci e tedeschi, con precedenti traduzioni italiane, ne verrebbero fuori delle belle..

  259. epo scrive:

    Da persona che con l’economia e con la finanza ci vive, sarei curioso di sapere cosa ci sarebbe di “scientifico” nel pensiero economico di Marx, se con scientifico intendi la definizione galileiana e non quella idealista tedesca.
    A me questo “articolo” sembra un coacervo di banalità e idiozie identitarie. Il bisogno di categorizzare le persone, sennò non si riesce più ad esprimere un giudizio. “Oddio pubblica con una casa editrice di destra, FASCISTA!!!”, “oddio dice che non è di sinistra, FASCISTA!!” tipico esempio del livello intellettuale alla Bertinotti a cui è degradata il presunto intellettualismo di sinistra italiano.
    La caduta tendenziale del saggio di profitto non vi è, il capitalismo finanziario odierno non è mai potuto essere osservato e studiato da Marx, il proletariato come classe non è assolutamente né egemonico né rivoluzionario.
    Mi dispiace, ma se in Marx cercavi un paradigma scientifico da applicare all’economia, allora hai sbagliato qualcosa. Se lo dicevi 50 anni fa, probabilmente qualcuno ti dava ancora retta, ma dopo il maledetto crollo dell’Urss, la cosa tuttalpiù suscita qualche risatina di compassione.
    Per concludere, vorrei dire che certi temi non sono alla portata di tutti, quindi certe volte meglio un bel tacere, che aprire bocca dimostrando completa mediocrità di pensiero. Fusaro, si possa essere d’accordo o meno, resta un pensatore originale e molto acuto, seppur in questo debba moltissimo a Preve. Le solite filastrocche ideologiche, con ideologia nel senso marxiano di falsa coscienza organizzata, invece sono ormai solo patetiche.

  260. Stefano Trucco scrive:

    Epo, guarda che è proprio Fusaro a voler salvare il pensiero marxista. Leggili gli articoli prima di pontificare contro la ‘sinistra’.
    (a proposito, com’è finita quella cosa del ridotto della Valtellina dove dovevate morire tutti combattendo fino all’ultimo uomo insieme al Duce?)

  261. Diego De La Vega scrive:

    Z

  262. Elisa scrive:

    Qualche anno fa lessi il commento di un critico televisivo che spiegava il successo di Mike Bongiorno come risultato di un meccanismo semplice: lo spettatore rideva alle gaffe di Mike sentendosi più intelligente del presentatore e risultandone, pertanto, emotivamente appagato. Il fenomeno Fusaro, a mio avviso, segue uno schema analogo ma con una variazione sostanziale: lo spettatore (o il lettore) si sente emotivamente appagato perché sente esprimere da Fusaro le sue stesse opinioni (solo che il colto professore si esprime con parole roboanti). Ergo lo spettatore si sente più intelligente perché quello che considera essere un individuo culturalmente, e cognitivamente, superiore condivide la sua interpretazione della società attuale. Il trionfo della demagogia.

  263. maurizio scrive:

    Per sua stessa ammissione, l’autore dell’articolo è un rosicone che non sopporta la celebrità di Fusaro.
    Il resto dell’articolo è un agglomerato di fumisterie pseudocritiche, opinabili più delle tesi di Fusaro.
    Te lo dico con simpatia. Impegnati nel sociale come fa Fusaro. Allora, e solo allora, potrai meritarti il diritto e il credito personale per criticarlo. Fai di meglio, se ci riesci!

  264. Elisa, quel “critico televisivo” è Umberto Eco, e racconta il fenomeno Mike Bongiorno già dal 1961 https://it.wikipedia.org/wiki/Fenomenologia_di_Mike_Bongiorno

  265. Undfliegt scrive:

    L’utilità dell articolo è inversamente proporzionale alla densità di invidia che trasuda dalle righe

  266. Ellj Nolbia scrive:

    Che cosa abbiamo fatto per meritarci Diego Fusaro? Abbiamo avuto solo il privilegio di averlo. Tu chi sei? Ti ringrazio solo per aver riportato le tappe della crescita di Fusaro – anche se con tendenza a screditare – per noi è una meraviglia di comunicazione, di sapere critico e profondo.

  267. Alfredo scrive:

    Ma poi alla fine i filosofi o dicono sempre le stesse banalità (Fusaro ne è un ottimo esempio) oppure inventano delle sciocchezze assurde. Difficile dire qual è la “variante” peggiore.

  268. Giovanni scrive:

    Invece di masturbarvi il cervello, guardate come si atteggia questo rampollo saccente (specie nelle foto), questo saltimbanco con il carillon filosofico, ascoltate il tono supponente dell’eloquio di questo spacciatore di fole. È l’apoteosi della demagogia, come si è detto. Bell’articolo, Raffaele.

  269. rodolfo granafei scrive:

    telegraficamente: tralasciando tutte le questioni di scuola, di setta, politichesi etc.etc, ciò che interessa me e credo dovrebbe interessare tutti di Fusaro è il fatto che continui a fare filosofia, che continui la filosofia. e credo che proprio questo dispiaccia a molti, ma è una storia vecchissima. tutto il resto – ovviamente compresi i giochi accademici etc., è antichissima fuffa. saluti filosofici

  270. roberto pisciella scrive:

    La Filosofia crea un gran polverone e poi si lamenta di non vederci chiaro. G. D.B.

  271. nicola scrive:

    Credo che Fusaro abbia una cultura filosofica mostruosa ed anche una grande generosità divulgativa. Per quanto ne so e ne capisco non mi sembra che le sue idee siano, in generale, condivisibili. Ma questo non toglie nulla al valore intellettuale della persona.

  272. Arialdo scrive:

    Non tutti hanno il tempo di studiare filosofia, per cui ben vengano personaggi come Diego Fusaro. Poi, ognuno è libero di pensare quello che vuole riguardo quasiasi argomento. Una cosa credo sia acclarata, che il livello morale e culturale della nostra società si sta abbassando in maniera molto rapida. Si può, pertanto, trarre spunto, anche minimo, dai pensieri di quel ragazzo, per cercare di capire e cambiare un pochino i nostri comportamenti.

  273. A scrive:

    Come altri sono capitato qui quasi per caso.
    A me ha fatto sorridere la sua… come chiamarla?… mi è difficile alle volte trovare i termini migliori per quello che intuitivamente sento… non so, un qualcosa che può essere simile a un orgoglio intellettuale mascherato da finta semplicità e modestia, ma non è solo questo… beh in ogni caso è qualcosa di non molto positivo. Ed è nato dall’aver letto soprattutto “intellettuale dissidente e non allineato, sono al di là di destra e sinistra,”, e di questa frase deve spiccare all’attenzione “al di là della destra e sinistra”. Come se fosse figo e innovativo.
    Quante persone, fra le poche intelligenti veramente, non solo lo equivarrebbero facilmente, ma lo supererebbero di enormi lunghezze? vuole esser al di là del partito? e chi allora proclama, fosse pure ingenuamente, una pace universale al di là di OGNI stupido confine ancor più stupidamente creato da un uomo oltremodo stupido?
    dice di pensare con la propria testa, ma si cnsidera erede di Hegel e Marx: questo è pensare con la propria testa?
    cavolo, allora devo essere un genio io!

  274. A scrive:

    ps.
    e comunque non penso bisogna seguire un corso sul linguaggio del corpo per leggere il suo in quella foto: ha stampato in fronte a caratteri cubitali “sono figo”

  275. Gaietta Potenza scrive:

    Possibile che la semplice intelligenza critica documentata in questo articolo susciti tanta ira, tante frasi rabbiose, tanta incomprensione dell’ironia, disprezzo dell’analisi puntuale dei testi? Del resto, Socrate non è morto per caso… Mi sembra che pochi abbiano approvato, ma per fortuna quei pochi ci sono. Elisa in particolare spiega il fenomeno e ci mette sull’avviso: il sedicente filosofo divulgatore, divulgando con frasi roboanti dei luoghi comuni, fa in modo che tutti si sentano filosofi. Grazie, Raffaele Ventura.

  276. Ettore scrive:

    A me sembra che la maggior parte dei commenti in difesa dell’articolo, che non condivido come ho già scritto mesi fa, siano stati scritti dopo una fugace sbirciata alla pagina Facebook del filosofo Fusaro. Quanti hanno letto almeno un libro? Non dico quasi tutti come ho fatto io, almeno uno.

  277. A scrive:

    Qualcuno sa spiegare (e spiegare veramente, non per finta) perché Fusaro sostiene non che uscire da una facoltà filosofica dà lavoro, ma dal san raffaele, dove si è laureato lui? quali oscuri motivi potrebbero esserci dietro?
    e sapete quanto ocosta rispetto ala statale per esempio? forse che c’è filosofia e filosofia? foorse che alla statale non sono abbastanzaz bracvi e non aiutano a dare lavoro, mentre sganciando più quattini per quella sua allora ti ompri anche il laovvro?

  278. Lalo Cura scrive:

    f. codino
    m. montinari, a. scarponi, g. garritano, a. aiello
    r. panzieri, g. manacorda, a. donini
    e. cantimori, e. robotti, m. fubini

    v. gerratana, a. natoli, s. timpanaro, a. pesenti
    etc., etc., etc., etc., etc.

    cos’è, una squadra di calcio, riserve comprese, che pratica come schema di gioco il 4-3-3?

    no, trattasi molto più “banalmente” di una serie di studiosi, traduttori, insigni germanisti che hanno dedicato anni e anni a tradurre – con competenza, dottrina e rigore filologico – le opere di marx

    vite sprecate, tempo ed energie rubate alla bocciofila o allo scopone “scientifico” (altro che “socialismo”!)

    molto più semplice studiare il tedesco per qualche mese (meglio se da autodidatta) e proporre nel giro di poche settimane una versione strabiliante, con note e apparati critici, dell’ “ideologia tedesca”, un’opera che, come tutti sanno, viene data da tradurre, dopo quindici giorni di lezioni, agli studenti del primo anno di un qualsiasi liceo linguistico italiota – figurati, quindi, se può costituire un ostacolo per un “genio” (che, tra una nota e un apparato, può sempre ingannare il tempo traducendo opere di hegel – la cui lingua, come sanno anche i bambini, presenta le stesse difficoltà di approccio della “vispa teresa” – il diels/kranz, il talmud, le upaniṣad e i bugiardini delle confezioni extra-forte di miodùr e uàllaril)

    se no, scusa, ma che cazzo di “genio” sei?

    eppure, chi sa mai perché, ogni volta che sento la parola “genio”, mi viene automaticamente da parafrasare una massima della triade (dialettica?) masters-pivano-de andrè
    ricordate? se è vero che
    “dietro ogni matto c’è un paese”
    è ancora più vero che
    “dietro ogni genio (soprattutto se presunto) c’è un cialtrone”

    auguri ai fan

  279. Ettore scrive:

    Mah, sono sempre più convinto che i detrattori di Fusaro (per inciso, io non sono un fan, lo ritengo “solo” un filosofo) siano invidiosi del suo successo. Il post di Lalo Cura sembra un’ammissione: ebbene, a lui hanno dato l’incarico di fare un’edizione critica dell’ideologia tedesca, a me no!

  280. Ettore scrive:

    E comunque, senza offesa, ma lo stesso post di Lalo Cura mi risulta alquanto oscuro nel suo significato.

  281. Lalo Cura scrive:

    ettore, secondo me dovresti metterti d’accordo con te stesso: se quello che ho scritto ti sembra alquanto oscuro, come fai a dedurne una verità tanto netta quale quella che proponi nel tuo primo commento?

    comunque, rilàssati: non sono un traduttore o uno studioso a cui è stata tolta una curatela e, soprattutto, non invidio nessuno

    resta il fatto che sento puzza di bruciato ogni volta che mi si presenta il genio di turno, a maggior ragione quando è circondato dal plauso beota di chi, magari, non conosce niente dell’oggetto intorno a cui la genialità del genio si esercita (i.e., traduzioni di opere capitali sulle quali esiste una secolare tradizione di studi critici e filologici)

    saluti

    lc

  282. Ettore scrive:

    Grazie Lalo per la precisazione, pensavo di non avere capito bene, ma invece avevo capito. Io, comunque, ritengo Fusaro non un genio, semplicemente un filosofo che scrive un italiano a dir poco eccellente, e che ha un impianto filosofico rigoroso (potrai dire non originale o mezzo scopiazzato, ma chi lo è dopo 3000 anni di filosofia, o quasi? Sicuramente non un cialtrone) e che riesce a comunicare in modo diretto e coinvolgente. E’ sicuramente anticapitalista e coerente. Insomma, per me ben vengano più filosofi come Fusaro, ce ne fossero. Io dico che bisognerebbe leggere i suoi libri per intero, inoltre, e non solo i post su Facebook per poterlo giudicare. E non basta nemmeno giudicarlo sulla base del fatto che ha curato un’edizione dell’Ideologia tedesca, questa proprio non la capisco: anche se eminenti filologi prima di lui l’hanno fatto, perché lui non dovrebbe? Buonna giornata.

  283. Lalo Cura scrive:

    ettore, solo una precisazione a proposito del “cialtrone”: se intendi bene, la frase “dietro ogni genio c’è un cialtrone” è da leggersi (e interpretarsi) alla luce del riferimento alla “triade”: dietro ogni matto c’è un paese, che ha bisogno di crearsene uno per rassicurarsi sulla propria “normalità”: i.e., dietro ogni genio c’è un cialtrone, che ha bisogno di creasene uno nel/sul quale sublimare la propria pochezza

    sul resto, si può sempre discutere (non adesso perché proprio non ho tempo) – ma lungi da me l’idea che, data una tradizione, di studi e di traduzioni, non si possa andare oltre… se rileggi, ti assicuro che dicevo “ben” altro

    lc

  284. Alexander supertramp C. scrive:

    Carissimo Raffaele Alberto, il problema non è tanto D. F. o da qualcun altro dalle iniziali altisonanti. Il problema è costituito dalle strategie di un ordine precostituito. Noi tutti pensavamo di vivere nel post-duemila, quando in realtà viviamo nel Giurassico. Tanto per farti un’ideuccia… prova a pensare al caro Fred Flinstones e la sua mogliettina Wilma mentre salgono sulla loro auto a pneumatici litici. Nella città dove vivono non manca nulla, eppure chissà perché c’è sempre qualcuno destinato, prima o poi, a lamentarsi… (to be continued).

  285. Alexander supertramp C. scrive:

    Punto primo: “L’appiglio filosofico”. Yabbadabbadoooo!!!! – urlava Fred Flintstone, felicissimo della sua esistenza post-primitiva. Poi tutto a un tratto il crollo economico: la fine dell’arcaico sogno dell’homo europeus, il ricatto del paleo-spread e l’austerità accessorio-alimentare imposta. No, no, Fred, non dovrai rinunciare né al bowling, né alla mega-spesa al maxi centro commerciale. Gli aspri critici della tesi complottista stavano già predicando che quella delle banche era tutta un bufala. “Usciremo presto dai valori di default”. Poi la rivolta del partito delle cinque pietre, a suon di slogan come “Fuori i trogloditi dal paleoparlamento!”, Al diavolo la moneta unica! Meglio il baratto oggi che la panza vuota domani!”. Nella loro battaglia contro la moneta unica i cinque pietre scelsero come loro rappresentante il noto Homo sapiens sapiens D. F., indeciso se prendersi un anno sabbatico dalla sua carriera universitaria e intraprendere magari un nuovo illuminante percorso esistenziale. Tutti, compresi i più scettici, accarezzarono il sogno di riprendere in mano la clava, tornare a cacciare e rinunciare al progresso. Il sogno fece presa sui giovani squattrinati, sui pensionati e i precari, e persino su qualche colletto bianco con figliolanza numerosa ancora a carico. Su tutti tranne che su Fred Flinststone. “No, non rinuncerò al mio adorato bowling. Meglio intensificare gli straordinari in cava che vivere di sogni pseudo-nazional-popolari…”.

  286. Uomo Zucca scrive:

    Da quando lo conosco Fusaro non ha mai tuonato contro “la filosofia Gender” Ha semplicemente più volte detto, una cosa di questo genere: <>
    E questo è molto diverso dal tuonare contro la Filosofia Gener! TRA L’ALTRO LO STESSO FUSARO HA PIÙ VOLTE SOSTENUTO CONTRO LE COPPIE DI FATTO! Non sarà che a gli intellettuali di sinistra non piacciano le voci fuori dal coro?!
    Comunque nei fatti io ho l’età di Fusaro ed in comune con l’autore di questo articolo, (come del resto con Fusaro) non sono Gay, non ho nulla contro le coppie Gay, e non avrò una pensione, ma solo tanta precarietà che non mi consentirà mai di mettere su una famiglia! (Parimenti a tanti Gay) Insomma ha ragione o non ha ragione Fusaro, sul fatto che la Sinistra deve rivedere le sue priorità?!

  287. Uomo Zucca scrive:

    Da quando lo conosco Fusaro non ha mai tuonato contro “la filosofia Gender” Ha semplicemente più volte detto, una cosa di questo genere: – La sinistra ha smesso di occuparsi della condizione dei lavoratori e dei meno abbienti poiché si è ormai arresa al Neoliberismo, ed ora la filosofia gender è l’unico argomento che da questo gli viene concesso! –
    E questo è molto diverso dal tuonare contro la Filosofia Gener! TRA L’ALTRO LO STESSO FUSARO HA PIÙ VOLTE SOSTENUTO CONTRO LE COPPIE DI FATTO! Non sarà che a gli intellettuali di sinistra non piacciano le voci fuori dal coro?!
    Comunque nei fatti io ho l’età di Fusaro ed in comune con l’autore di questo articolo, (come del resto con Fusaro) non sono Gay, non ho nulla contro le coppie Gay, e non avrò una pensione, ma solo tanta precarietà che non mi consentirà mai di mettere su una famiglia! (Parimenti a tanti Gay) Insomma ha ragione o non ha ragione Fusaro, sul fatto che la Sinistra deve rivedere le sue priorità?!

  288. Uomo Zucca scrive:

    Errata corrige: TRA L’ALTRO LO STESSO FUSARO HA PIÙ VOLTE SOSTENUTO CHE NON HA NULLA CONTRO LE COPPIE DI FATTO!

  289. sara d.a. scrive:

    Non sono un’esperta in filosofia ma possiedo buon senso quanto basta per capire che quelle espresse dal Sig.Fusaro sono baggianate belle e buone confezionate senza nemmeno troppo impegno. Scremando una serie di ripetitivi sofismi si può dedurre un’azzardata concezione medioevale della società occidentale. Fatevi un giro su you tube ed ascoltate le mostruosità che divulga in merito a donne, famiglia e omosessualità. Idee moderne e progressiste quanto quelle di Torquemada.

  290. Luca scrive:

    Chi conosce un po’ Marx e il marxismo non può che ringraziare l’autore di questo articolo per var fatto chiarezza sui fondamentali.

  291. Spartacus74 scrive:

    Criticare e coglionare Fusaro x nn fornire soluzioni fattibili e razionali vs l’assetto liberista e capitalfinanziario della società moderna ci può stare. D’altronde Fusaro è un filosofo, studioso e saggista e nn un politico né un economista. Il problema di molti qui, però , è che nn mi sembra siano più in grado di fornire soluzioni o critiche costruttive all’attuale assetto socioeconomico più di Fusaro. Quest’ultimo sta revisionando le categorie moderne del Marxismo alla luce dei fenomeni dell’attuale società e relative inquietudini e alienazioni. Voi di tutto ciò nn mi sembra sappiate elaborare null’altro che dileggio dato che sono decenni che dai Marxisti e dalle Sinistre in generale nn sta venendo nessuna seria contrapposizione ai dogmi liberisti della società moderna, piuttosto il contrario con la sacralizzazione di cose come il Gender o le società liquide del peggior relativismo etico ed etnico. Roba che Mosca o Pechino dei tempi nn mai rappresentarono in luogo dei templi dell’Occidente finanziario. Fusaro, forse, si è semplicemente fermato a pensare su queste antinomie del pensiero marxista macerato da sempre peggiori contraddizioni ed ha rilanciato una nuova offensiva del pensiero.

  292. Matteo Silvestrini scrive:

    A Spartacus 74,

    Il problema è che il pensiero di Fusaro è inutile, se non dannoso, tranne che alle sue tasche e al suo Ego. In un blog è difficile fare una critica in buona forma, però quella qui presente è valida. Quanto alle soluzioni di pensiero da dare in questo frangente culturale, ci sarebbero, però, per quanto ne sappiamo oggi, la situazione è complessa. Per quanto riguarda il cosidetto relativismo, rimando a quanto ne disse il compianto Umberto Eco in diversi articoli in cui polemizzava con Ratzinger. Tra l’atro il buon Fusaro ha dimosrato ancora una volta la sua pochezza intellettuale dicendo che Eco non aveva capito la profondità del pensiero di Ratzinger, quando invece, a mio umile avviso, Ratzinger è anche lui un nano, e lo dico da teologo, che è la mia formaione di base… Pensieri come quelli di Eco servirebbero a capire meglio il mondo e, capendolo, tentare di orientare la storia diversamente…

  293. Vittorio scrive:

    Mi sono imbattuto per caso in questa discussione su Diego Fusaro, di cui ho letto qualche cosa qua e là, apprezzando la sua capacità di filosofo che sa anche mettere i piedi per terra in modo da farsi capire anche da me, che filosofo non sono.
    Il titolo del testo di Raffaele Alberto Ventura mi aveva predisposto ad una divertente lettura da presa per i fondelli goliardica, invece mi trovo di fronte a puro livore.
    Allora mi viene da chiedere che cosa ha fatto Fusaro a Ventura e, soprattutto, che cosa ha fatto Ventura per potersi permettere di trattare in questo modo un collega.
    Infine che cosa abbiamo fatto tutti quanti noi per doversi sorbire questa lagna.

  294. Batman scrive:

    Commento di Diego De La Vega? Top!

  295. francesco scrive:

    Curioso il fatto che i post dei roditori siano infarciti di tentativi di imitare Diego.

  296. Parigigi scrive:

    Ho cominciato a leggere l’articolo con interesse, non conosco il “tipo” ma tutto mi lascia pensare che avete ragione. NON HO FINITO DI LEGGERE L’ARTICOLO (mi sono fermato à 2/3). La modernità potrebbe passare anche per lo style di scrittura letterario et filosofico ? Anche voi nel vostro articolo vi siete ripetuti ed avete” tirato” sul contenuto per far in modo di essere convincenti ? Bene, provate à dire le stesse cose con meno parole e fate in modo che i vostri articoli siano leggibili per tutti o quasi tutti e avrete raggiunto il vostro scopo. Alla prossima, ciao. L.P.

  297. Ugo scrive:

    Un articolo fin troppo generoso nell’impiegare tempo e parole preziose per raccontare un fenomeno che basterebbe etichettare come “idiota” per essere a posto con la coscienza e la valenza del personaggio stesso. Già sentir definire “filosofo” un buffo sgarbi 2.0 come Fusaro fa male al cuore. Ora poi, dai commenti, scopro anche che Fusaro può contare su una folta ed agguerrita schiera di “groupies” che nulla hanno da invidiare, leggendone le parole e gli argomenti, ai fans di Justin Bieber o di Britney Spears. Personaggi a cui Fusaro è di sicuro più affine rispetto ad un Sini o un Dal Pra, per tacer d’altri.

  298. Ugo scrive:

    PS però effettivamente il Fusaro è gnocco, per cui si capisce meglio la sua fanbase

  299. Marco Compagno scrive:

    Certo che criticare Fusaro per le sue supercazzole e poi scrivere “stupefazione”…
    Utilizzare un linguaggio inutilmente pieno di orpelli e ai limiti del barocco la rende solo la brutta copia di un personaggio brutto come Fusaro

  300. Blume scrive:

    Bel pezzo, che sottoscrivo.
    Nondimeno, non è un filosofo ma un brand. Andrebbe studiato come un fenomeno pop.
    Non vale il suo risentimento, caro Ventura, e lo spreco di energie.
    Quanto al credito presso alcuni accademici, pazienza: F è un eccellente venditore di se stesso.

  301. Massimo scrive:

    Non penso valga la pena leggere il suo articolo. Lo stesso titolo indica in maniera lampante che lei è sicuramente arruolato nella folta schiera, attiva oramai da più di due decenni, di quegli operai della scrittura che ha un solo compito, demolire tutto quello che va contro il pensiero democratico, si fa per dire, di sinistra. E’ un classico quello di cercare di demolire qualcuno che non è allineato all’intellighenzia perbenista e buonista di sinistra. Una delle vostre specialità è quella di minimizzare tutte le porcate che vengono fatte dai vostri padroni e di ingigantire, spesso forbite da logorroici teoremi, cose fatte dagli avversari che magari sono di gran lunga meno gravi delle vostre. Oramai non siete più credibili.

  302. Leonardo scrive:

    Fusaro ha il merito di avere introdotto al grande pubblico un pensiero filosofico ormai abbandonato, in una chiave moderna ed efficace, peraltro la sua apertura a collaborazioni con persone di orientamento lontano dal suo prova a maggior ragione che non segue un programma predefinito. Il suo sito negli anni è stata una miniera di informazioni in rete per milioni di italiani, certo che ci ha messo entusiasmo, ma chi altri ha fatto un lavoro simile? In sostanza le tue critiche sono spazzatura senza uno straccio di senso, come tutte le tue valutazioni ampiamente confutabili, quasi come se tu avessi avuto conoscenza di queste tematiche prima di averne sentito parlare da lui. Certamente non tutte le affermazioni di Fusaro sono pienamente condivisibili, ma chi altri nei mass media “ufficiali” evidenzia lo sfruttamento dei lavoratori e la dittatura del pensiero unico in prospettiva economica? E soprattutto tu che hai prodotto di concreto?

  303. Lalo Cura scrive:

    introdurre un pensiero a qualcuno
    o
    introdurre qualcuno a un pensiero

    questo è il problema (o la supposta)

    della serie: piccoli fusarini crescono (e si cura-no)

    lc

  304. Leonardo scrive:

    Lalo cura parla come mangi 😀
    Ascoltati qualche video di Fusaro che hai solo da impararne.

  305. Leonardo scrive:

    La “teoria del gender” è il peggiore ammasso di eresie cristianofobe che esiste, è ormai imposta ovunque con la violenza psicologica e trucchi semantici (accuse di “omofobia” se non sei d’accordo, tipico da neolingua orwelliana) e questo tizio la definisce “marginalissima moda intellettuale non più rilevante del balconing”? Ma stiamo scherzando?

  306. Lalo Cura scrive:

    Ascoltati qualche video di Fusaro che hai solo da impararne. (sic!)

    grazie leo, ma sono costretto a declinare l’invito: non faccio uso di droghe pesanti
    e, in ogni caso, se proprio devo, il pensiero preferisco introdurmelo da solo: nel campo della conoscenza, sono per l’autoerotismo

    lc

  307. Matteo Silvestrini scrive:

    Per Leonardo: vede, il fatto stesso che lei parli di cristianofobia denota la matrice culturale dalla quale proviene, sensibile ai discorsi di Fusaro. Buon pro le faccia, a lei e a tutti i fusaroli… Comunque, detto per inciso, per offrire all’umanità un futuro decente, non credo che basti la bella faccina e la bella parlantina del nostro….

  308. Leonardo scrive:

    Sono di destra e conservatore come lei ha giustamente intuito, ma apprezzo molto Fusaro che è dall’altra parte.
    Lei cosa propone per il futuro dell’umanità? Renzi? :)

  309. Matteo Silvestrini scrive:

    Per Leonardo: che Fusaro sia dall’altra parte rispetto a lei è tutto da dimostrare. Se prestiamo fede alle sua parole, il nostro si definisce “al di là delle categorie di destra e di sinistra”. In qualche modo mi cosidero anch’io al di là di ogni stereotipo politico, però le soluzionni sia filosofiche che politiche mi sembrano inadeguate… Riguardo a Renzi, è meglio lasciar perdere. Più modestamente, credo che sia proficuo all’umanità tutto l’impegno nascosto, discreto, disinteressato, di miglioni di persone in diversi ambiti…

  310. maurizio scrive:

    Ho letto tutti i commenti: l’impressione prima e la convinzione poi è di un profondo provincialismo culturale tipico della gens italica condito dalla caratteristica propria di questo popolo: la maldicenza. Grazie

  311. Christian scrive:

    Spaventosamente vero il passaggio “L’economia è, in generale, la bestia nera di Fusaro”; d’altronde basta sentirlo parlare 5 secondi per capire che non ne sa assolutamente nulla. Imperterrito però si ostina (come molti d’altra parte) a propagandare sui network più nazional-popolari mai visti (vedi la Gabbia) il suo chiacchiericcio da bar. Qualcuno dovrebbe spiegargli che la Microeconomia, base di tutte le teorie contemporanee su consumi, risparmio, tassazione, redistribuzione, scelte collettive, scelte strategiche (teoria dei giochi), etc, è fondata SEMPLICEMENTE sulla MATEMATICA, non sulla fuffa. Oppure lui è in grado di andare oltre il sistema matematico globalmente condiviso da secoli. Ma per una volta ce lo dimostri allora…

  312. DAVID scrive:

    Invidia e frustrazione dei dottori in filosofia ..

  313. Cesare Mattea scrive:

    Ma come fa male, male, male…. vero?
    Andate a seguire quel filosofo di Saverio Tommasi, quello si che si capisce cosa dice. Il nulla.

  314. stefano bosio scrive:

    Il problema è che Fusaro è legato al potere capitalistico che genericamente critica.
    Filosofia pratica,? Fichte? Gramsci? Se ne parla troppo e non la si mette in pratica

  315. stefano bosio scrive:

    Il problema è che Fusaro è legato al potere capitalistico che critica e che di filosofia pratica da Gramsci a Fichte se ne parla troppo e non la si mette in pratica

  316. stefano bosio scrive:

    Possiamo considerare questo del parlare ripetutamente e di continuo della filosofia pratica come di un atteggiamento teoreticista sulla pratica. La filosofia pratica va vissuta come socratica disposizione e socratico atteggiamento. Cura dell’anima, dialogo nella piazza. La filosofia professionista diventa spesso tecnicistica essa stessa e perde il legame con la vita. Aristotele, Spinoza, Montaigne, Diogene, Fichte. Esempi di filosofi legati alla vita, alla prassi più che chiacchieroni sull’etica e sulla missione del dotto

  317. Alberto Campagnano scrive:

    Grazie per il lungo articolo-commento. È importante che qualcuno chiarisca come il mercato sappia creare miti fasulli. Come musicista posso solo dire che ogni umana disciplina ha i suoi Allevi!

  318. Giuseppe scrive:

    Un articolo insensato, dettato davvero da invidia, peraltro ammessa, e rosicamento per un ‘tipo’ famoso, considerazioni farneticanti e non-sense, questo e’ l’italico medio’: capace solo di criticare gli altri e ritenersi l’unico capace di proferir parola, con interventi da bar pomposi e saccenti, ma, in fondo, insignificanti . . L’unico modo per avere visibilità e contrapporsi a persone ‘mediatiche’, per qualcuno, è scrivere sul web, quindi lasciamo questa ‘ludica’ consolazione… Cosa abbiamo fatto noi per meritare un simile censore?

  319. francesco scrive:

    Concordo con Fusaro per tantissime cose che esprime ma non condivido il suo persistere nella dicotomia comunismo-capitalismo, i quali termini sono stati inventati per una lotta ideologica dell’uno contro l’altro.Ma nella realtà concreta non hanno alcun senso. Il comunismo è morto e sepolto,Il capitalismo è stato un nome usato e abusato per essere applicato da Mommsen e da Marx a tutte le epoche del passato, le quali epoche sono state diverse e attraversate da rapporti economici diversi e diversissimi tra di loro. Da Francesco Cillo

  320. Matteo Silvestrini scrive:

    Che credenziali ha lei per dire che l’articolo è farneticante? Anzi, l’analisi è corretta e ben documentata

  321. Alberto scrive:

    Chi ha scritto questo articolo un anno fa è un sinistroide radical chic da quattro soldi! Fai quattro ragionamenti, ottuso e ipocrita di uno!!

  322. Luigi scrive:

    Non condivido alcune cose di cio che ascolto da Fusaro, per me Marx ha una collocazione precisa che lui interpreta con un po’ troppa liberta’ di pensiero, ma il ragazzo ha capacita’ persuasiva e ed una abilita’ nel rendersi visibile argomentando in modo credibile. Il suo commento risente invece di intellettualismo sospetto ed un tantino radical chic (fa ricorso alla battuta ad effetto), trattasi di caso di umana invidia?
    Lei scrive bene, argomenta bene, ma probabilmente le manchera’ la capacita’ persuasiva che inevitabilmente sta negli argomenti e nel modo di porli. Se ne faccia una ragione

  323. Matteo Silvestrini scrive:

    Per Luigi: lei riesce a concepire che ci sono persone che non cercano affatto di piacere… pensi se Kant avesse avuto voglia di finire in televisione… invece non si mosse mai da Koenisberg e dalla sua università… Un domani probabilmente nessuno parlerà più di Fusaro, mentre Kant continuerà a ispirare il meglio a pensatori che alla fine faranno progredire questa società. E ben vengano filosofi dell’ombra che demistifichino i millantatori alla Fusaro che alla fin fine sono solo utili al sistema e alle loro tasche…

  324. Blume scrive:

    Se uno vuole capire qualcosa del capitalismo odierno legge Luciano Gallino mica Fusaro, non scherziamo.
    Il fatto che su You Tube ai video dell’uno seguano, senza discontinuità, sullo stesso piano, i video dell’altro, questo, ingenuamente, mi spiace

  325. Piermassimo scrive:

    Aldilà di tutto, è il cornuto che da del bue all’asino. Solo per il fatto di ricircolare la teoria marxiana delle classi che pare sia diventata tabù persa nel buonismo corrotto del pd, vale la pena di leggerlo.
    Porre poi in uno stesso dibattito Fusaro e Alessandra Moretti (14-7-2016, la 7 ore 21) evidenzia cosa volgia dire “sparare sulla croce rossa”.

  326. Antonio canova scrive:

    Ma è stato fatto un controllo sulle capacità intellettive di Fusaro prima di avergli affidato un incarico universitario?

  327. Lalo Cura scrive:

    è il cornuto che da del bue all’asino (*)

    c.v.d.: se i fusarini sono in grado di raggiungere tali vette di sapienziale visione dell’esistente e sanno poi articolarle in queste fulminanti sintesi di pensiero-argomentazione-esposizione, il merito non può ascriversi ad altro che non sia l’alto magistero del loro <em<maestro e donno

    una prece

    (*) [mah tu guarda un po: è chi se lo avrebbe mai creso! ]

  328. Lalo Cura scrive:

    scusa di-ego, non succederà più: per gli allievi e gli adepti che (giustamente) ti ritrovi, la tua (s)qualifica va sempre grassettata, obbligatoriamente:

    maestro e donno

    ecco

    tuo, sempre, l.c.

  329. Lalo Cura scrive:

    il mio fidanzato mi ha fatto notare che forse maestro e danno sarebbe più migliore, più adecuato al di lui e al di loro

    stavo quasi per credergli, ma poi ho realizzato che è calvo, ciccione e anche mezzo cecàto….

    tutta indivia, la sua

    l.c.

  330. Vincenzo Caruso scrive:

    Cosa abbiamo fatto per non meritarci Diego Fusaro?
    Non parlarne, come non ne parla Raffaele Alberto Ventura

  331. Gianfranco scrive:

    Qui, si raccontano le vicende del dr. Fusaro insinuando chissà quali favori ricevuti dal filosofo. Per caso, il motivo che ha indotto a scrivere l’articolo non sarà immerso nell’invidia?

  332. Piermassimo scrive:

    Caro Lalo, se noti la frase asteriscata è stata volutamente artefatta per sdrammatizzare una discussione della quale sono incomprensibili i toni (melo) drammatici. Ho letto Fusaro, ho espresso una opinione penso legittima, come le tue.
    Però….c’è un però. Io ho posto un problema “politico”, sgangherato sin che vuoi, ma presente. La dannatio memoriae di Marx da parte di certi opinionisti della domenica ha portato alla società di oggi dove liberisti da strapazzo hanno invocato il mercato per sbugiardarlo quando sono occorse, sotto varia forma, poderose iniezioni di denaro pubblico. E allora ecco …da liberisti a Keynes il salto della quaglia. Il punto del mio intervento è che, nella società narcotizzata di oggi, riallocare la divisione in classi che ha avuto in Marx solo l’ultimo degli epigoni, mi pare un fatto positivo. E’ significativo che tu non affronti il punto ma ti fermi all’apparenza, magari ironica, del mio dire. E poi perdonami, con affetto, dismetti questi i toni sanfedisti da vandeano di quart’ordine. Spero, e penso, che tu possa dare e meritarti qualcosa di migliore. Se vorrai entrare nel merito del punto, ti leggerò volentieri, se invece ti fermerai alla semantica e alla forma, eludendo la sostanza, per me finisce qui.
    Scusa il dilungarmi
    Piermassimo

  333. Lalo Cura scrive:

    oiermassimo: non esiste, e non esisterà mai, un autentico e non mistificante ritorno a marx che possa prescindere da istanze radicali quali la lotta di classe e una concreta, fattuale, operante prassi rivoluzionaria

    utilizzare marx in chiave prettamente economicistica, riducendo la sua dottrina ad una sorta di correttore asettico delle disfunzioni strutturali del rapporto capitale-lavoro, significa riconoscere al sistema (che a parole si dice di combattere) uno statuto ontologico, prima ancora che storico e in divenire, significa accettare, magari reindirizzandola in chiave pseudo-egualitaria, la permanenza sostanziale delle logiche di dominio e di sfruttamento

    è quello che fa df, insieme alla sua compagnia di avanspettacolo, claque compresa, proponendo in chiave mediatica e qualunquista la lezione dei suoi tanti maestri (alcuni veramente impresentabili) più o meno dichiarati: accreditarsi verso i poteri che contano come unica alternativa plausibile e conciliante a quello che dovrebbe essere, invece, il solo obiettivo perseguibile e perseguito di ogni vera prospettiva di classe: distruggere fin dalle fondamenta quel sistema, non contribuire a ristrutturalo con l’arma spuntata di una critica parziale, sterilizzata, esclusivamente teorica e filosofica (e, oltretutto, mal recepita e male assimilata)

    questo ti dovevo, ed è il mio ultimo contributo a questo thread che definire osceno, visto l’oggetto del contendere, è andare per eufemismi

    ti saluto

    l.c.

  334. Lalo Cura scrive:

    piermassimo, pardon

  335. Matteo Silvestrini scrive:

    Bravissimo Lalo Cura, sei un grande! Condivido!

  336. Piermassimo scrive:

    Caro Lalo, il sasso ha smosso lo stagno.E’ evidente la differenza tra il primo e secondo intervento che mi hanno riguardato. Sapevo che meritavi fiducia. Condivido tutto ma….c’è un ma.
    Uscito dal guscio hai mostrato di trattare la materia, e, permettimi, poichè ne ho un’infarinata anch’io, un azzardo.
    Il tuo ragionamento, limpido, è pericolosamente analogo alla purezza rivoluzionaria di tanti circoli Trozkisti richiusi nella torre d’avorio che, haimè, ho frequentato.Purtroppo spesso in essi si perde d’occhio il punto d’arrivo prefisso: e qui salto alla questione. In un tempo di “ritirata strategica di lungo periodo” dobbiamo fare di necessità virtu: non so se hai ragione circa le istanze di Fusaro, ma è ininfluente, poichè esso consente di reintrodurre, magari certo per fini non nobili o personali, nel salotto buono della dea madre catodica parole quali “lotta di classe” che la neodirigenza pd( Moretti nello specifico) hanno cancellato come il nome di Akenaton dai bassorilievi egizi. Nel mio pragmatismo va bene così, ovvero sfruttare ogni possibilità per non rendere questa ritirata una sconfitta permanente. “Che fare? ” illustra bene le fasi e i comportamenti ad essa conseguenti. Oggi basta magari anche una lettura (incompleta a parer tuo) del buon Marx per non spegnere definitivamente la candela. E infine guarda: il mio stimolo non ti ha suggerito una risposta più articolata che altri leggeranno e, magari, elaboreranno andando a leggersi questo Marx che molti studenti universitari non conoscono neppure ? L’obbiettivo è raggiunto, magari prorpio grazie all'(inconsapevole) Fusaro. Cogliere oggi per abbattere domani tu sai cosa. Concordo anche sull’ultimo ma è stato un piacere.
    Piermassimo.

  337. deborah scrive:

    Premetto che la preparazione in filosofia è assai mediocre. Sinceramente apprezzo molte cose tra quelle sostenute da Fusaro, ma non tutte.
    Di sicuro ha uno stile molto “pop”: i video su youtube, le ospitate da paragone o negli altri programmi di infotainment. E questo è il suo grande merito.
    Non so se a livello accademico i suoi riconoscimenti siano giustificati o meno. Tuttavia, in un’ottica più generale, il fatto che una persona comunque colta e intelligente, con titoli accademici prestigiosi, si presti a confrontarsi con soggetti come la Moretti o la Serafini (penso si chiami così) e riesca a farlo senza cadere nell’insulto o nel dileggio sarcastico (non saprei neanche come non caderci, pur non avendo incarichi accademici), ma opponendo buoni e facilmente comprensibili argomenti alla marea di cazzate cosmiche che escono da quelle bocche-cloache è di sicuro un fatto positivo. Esempio: l’altra sera stavo guardando In Onda, su la7, con mio padre. Gli ospiti erano Fusaro, Moretti e Renzulli. Mio padre, tipico uomo comune della strada con livello d’istruzione basso, ex simpatizzante ora redento ma non definitivamente di Renzi, si è invece schierato apertamente contro la Moretti proprio perché è stato persuaso da Fusaro. Se si fosse trovato davanti una persona magari anche più competente o più autenticamente marxista, ma con il lessico e la spocchia tipici del “professorone” probabilmente avrebbe avuto una reazione di contrasto verso tale figure e si sarebbe bevuto le cazzate della Moretti. Fusaro ha tenuto uno stile autorevole, consono al suo ruolo accademico che gli conferisce credibilità (per tornare all’esempio di mio padre “oh ma così giovane già professore universitario? che mostro!”), ma non risulta fastidioso. In conclusione: se si vuole essere nazional-popolari e soprattutto cambiare davvero l’esistente bisogna trovare il modo per convincere anche quelli come mio padre. E’ molto più utile rispetto a star lì a farsi pulci e contropulci con testi filosofici alla mano.

  338. Silvius scrive:

    Fusaro come Allevi.
    Articolo meraviglioso, grazie.

  339. Daniele G. scrive:

    L’invidia é brutta.

  340. Sgrad scrive:

    Leggete queste parole sconclusionate di Fusaro e poi traete le debite conclusioni:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/26/terrorismo-qualcosa-non-torna/2934504/

  341. Stefano Bosio scrive:

    In realtà proprio sconclusionato l’articolo di Fusaro su Il Fatto quotidiano non è. Il nostro sostiene che gli attentati di questi ultimi mesi in Francia soprattutto ma non solo sarebbero da ascrivere a problemi economico- sociali piuttosto che al terrorismo islamico. Secondo me son vere entrambe le cose. Disoccupazione e estremismo islamico si fondono e in determinati soggetti guarda caso islamici fanno scatenare reazioni che portano ad attentati. Quello che non si può tollerare di Fusaro è questo ritorno al marxismo con la storia delle classi. Vero che l’economia ha impoverito molti e arricchito pochi, ma non dimentichiamo che dove han regnato i marxisti si è fatto fatica a campare. Controllo delle opinioni e dei comportamenti, appiattimento dei livelli di vita. Come concila Fusaro il fatto di essere un privilegiato rispetto a molti giovani grazie anche a una società poco capitalistica ma comunque capitalistica come l’Italia? Lui è usato dai poteri per rilanciare la filosofia e la cultura commerciale e marxista. Come ci spiega questo fatto?

  342. Ivan scrive:

    Diego Fusaro usa – e bene – le tecniche del mainstream per promuovere il suo pensiero (ed i suoi libri).
    Mentre il filosofo (perché tale è) “ci fa” e tra l’altro persevera quotidianamente nel nobile gesto di tentare di risvegliare dal torpore le masse lobotomizzate, voi “ci siete”, ci rimanete intrappolati, e ringhiate, “gravidi” (per citarlo) di invidia.

  343. Stefano Trucco scrive:

    Riassumendo.
    Le discussioni serie su Minima&Moralia, sono praticamente finite, come d’altra parte nella gran parte dei siti culturali. Questo è successo piuttosto rapidamente e improvvisamente l’anno scorso. Si sono trasferite altrove.
    Restano aborti come questa infinita ‘discussione’ su Diego Fusaro in cui gente che non ha mai letto né frequentato il sito e che deve aver scoperto la ‘discussione’ attraverso qualche link su Facebook o simili, interviene con criteri esclusivamente politici (cioè di tifo calcistico trasportato in politica) pro e a volte anche contro un ‘filosofo’ di cui non hanno letto una riga ma conosco perché l’hanno visto in tivù.
    Oh, beh. Pazienza. Il mondo va a puttane ma per fortuna non ne ho più per molto.

  344. Guglielmo Giorgio Federico scrive:

    Sono un accademico romano ed insegno filosofia.
    Mi occupo di Marx, Hegel, Fichte e Gentile da una ventina d’anni, gli stessi che interessano Fusaro.
    Mi sono interessato da subito al giovane pensatore torinese e mi dispiace leggere molti commenti
    negativi perché a mio dire è uno studioso serio
    e preparato. È vero: è giovane e quindi è
    entusiasta e appassionato, e ciò talvolta
    può portare a prese di posizione affrettate
    e poco meditate. Mi sono preso la briga di leggere
    un paio di libri suoi. Sono buoni lavori: qualche
    pagina è secondo me eccellente e niente affatto
    ripetitiva d’altri autori. Io a Fasuro gli auguro
    buona fortuna.

  345. Stefano Bosio scrive:

    Io auguro buona fortuna ai giovani bravi anche intellettualmente, ma non solo, non accademici che non hanno santi in paradiso che vivono la vita di tutti i giorni con grande impegno, che fanno lavori faticosi o che non trovano nemmeno quelli e che lottano senza stare sotto le luci della ribalta.

  346. leonardo calconi scrive:

    Ho letto il suo sproloquio, perchè di ciò di tratta, furbescamente difeso all’inizio con un “mettere le mani avanti per non cadere all’indietro”. Nessuno avrebbe mai dubitato che lei non fosse invidioso. Excusatio non petita che suona a peto mentale.
    Fusaro scrive e viene letto.
    Di lei si ignora persino l’esistenza e quando se ne viene, disgraziatamente, a conoscenza sembra di piombare indietro di mezzo secolo alle lezioni di filosofía del 5° classico tenute da mestieranti di storia della filosofia che facevano il paio con i mestieranti della matematica per farti perdere qualsiasi amore per la materia.
    Lei ci riesce bene, se ne faccia una ragione.
    E continui ad invidiare Fusaro che non ha paura di infilare più di una supercazzola nei suoi articoli ma che ha il dono della sintesi e della chiarezza.
    un bravo insegnante è qui che si vede.
    Curi la bile. Non giova.

  347. Stefano Trucco scrive:

    Come dicevo, se a gente come L. C. osi toccagli il giocattolo rosso-bruno perdono ogni dignità e subito vanno sul personale. Quanto si può essere invidiosi? Quanto si può essere biliosi?

  348. semprerosso scrive:

    Onestamente, non ho capito molte cose. Mi sto chiedendo però se tu non stia solo rosicando

  349. Mattia scrive:

    Be’ dai,almeno ci facciamo due risate leggendolo

  350. Ugo Antonio Maurizio Salem scrive:

    Possibile non ci si possa disiscrivere dal blog ed evitare di ricevere i nuovi commenti????

  351. Flavio scrive:

    Rosicone

  352. Marco scrive:

    ‘Non avevamo certo bisogno di Fusaro per aprirci gli occhi sulle contraddizioni della sinistra e del capitalismo, eppure eccolo qui.’ E ti pare poco, difficile continuare a fare i rafical al vog con questi personaggi scomodi che ti spiattellano in faccia la tua ipocrisia, caro rosicone.

  353. Giorgio scrive:

    Fusaro si infila nello spazio lasciato liberissimo dalla totale assenza di critica del sistema post ’89 e dalla mancata elaborazione di un linguaggio nuovo, una volta che l’armamentario ideologico della sinistra era stato messo in soffitta da tempo per conclamata muffa, negli ultimi anni definitivamente sepolto dai mirabili tweet di Renzi. Ovviamente non sono in grado fare le valutazioni e le critiche circostanziate e di merito dell’autore del post non avendo la necessaria preparazione anche se alcune obiezioni le trovo motivate come ad esempio quella del “loop argomentativo” che si può notare ascoltando i suo interventi su YouTube. Sarebbe interessante un confronto. Su determinate dinamiche però Fusaro ha il pregio a mio avviso di essere maledettamente comprensibile ed efficace, anche se semplificatorio. Ma questo serve a chi ha l’ambizione di far passare in tv qualcosa di diverso dalla paccottiglia mediatica imperante, serve a chi si mette in gioco facendo il “prezzemolino” bastian contrario televisivo accettando quel paio di minuti di spazio concesso in mezzo al rumore di fondo di opinioni e distinguo fuorvianti rispetto alla realtà dei rapporti di forza con i quali ci confrontiamo ogni giorno senza capire perché e cosa ci sta succedendo. Il pensiero filosofico è inadatto ai tempi televisivi e alla pausa pubblicitaria. Fusaro qualche spiraglio di luce sembra farlo passare attraverso la coltre di nubi, fa magari venire ad alcuni la voglia di andare a cercarsi fonti che confermano o mettono in discussione le tesi di Fusaro. Magari di comprarsi un libro. No questo è troppo :-D. Provateci voi a fare questo esercizio uscendo dal “circolo dei filosofi” cercando di farvi capire dalla gente che fa zapping tra Italia 1 e Masterchef. Oppure potete scegliere di continuare a fare i Mario Bambea 😀

  354. Un fuffariano scrive:

    Fuffaro è l’intellettuale al tempo del neoliberismo mediatico. Trasforma ragionamenti seri (non seriosi) in barzellette utili per fini commerciali e narcisistici, e se lo si fa notare i suoi fan (e forse anche lui) replicano che “almeno lui…” e che chi lo critica è un rosicone. Argomenti (chissà se a volte espressi pure a pagamento) che confermano che il fuffaresimo soddisfa chi va in cerca di cultura come genere di intrattenimento.

  355. Blume scrive:

    Fuffariano, un mito

  356. Giorgio scrive:

    Su Fusaro a me pare che state chi più e chi meno guardando la punta del dito mentre indica la luna…. Si può obiettare che la Luna potrebbe essere “indicata” meglio….più a destra, a sinistra o al centro…. ma sempre di Luna si tratta…..

  357. S. T. scrive:

    “Ovviamente non sono in grado fare le valutazioni e le critiche circostanziate e di merito dell’autore del post non avendo la necessaria preparazione” – ma questo non lo ferma affatto e valuta, implacabilmente.
    Basta che un filosofo sia appena appena carino che la gente perde la testa.

  358. Giorgio scrive:

    Francamente ho ascoltato anche filosofi molto più bruttini 😀 di Fusaro e mi hanno fatto lo stesso effetto 😀 forse perché analizzano ciò che è accaduto nel post ’89 in un modo che trovo condivisibile e che in buona parte spiegano, almeno a me, il tempo che viviamo. Visto che sono capitato qua proprio per trovare qualche rilievo critico a Fusaro e l’ho trovato, chi mi suggerisce una lettura accessibile sui temi trattati da Fusaro in chiave diversa?

  359. Camlam scrive:

    Ahahah sei un mito!! Queste risate compensano la bile causata dalla visione di Fusaro almeno un poco! Grazie

  360. Camlam scrive:

    Grazie mille di avermi attenuato i dolori addominali causati da Fusaro!

  361. Paola scrive:

    Hai ragione su tutto tranne che sulla denominazione “teoria del gender”, che non ha alcun senso.
    “Gender” è “genere”, non è una teoria, semmai la teoria più importante di Judith Butler è quella del “performative gender”, del “genere performativo”, cioè.
    Verissimo che sia purtroppo in Italia poco rilevante, ma avendo citato a proposito altri nomi ritengo serio citare a proposito quello della Butler. Restando fermi sul fatto che quella teoria in particolare è stata, effettivamente, poco rilevante in Italia.
    Ma in Italia siamo molto ignoranti su molte cose, pensa che i “gender studies” (ovvero studi di genere) li chiamiamo “gender”, in una semplificazione linguistica che a Fuffaro fa un baffo!

  362. Maria Marchese scrive:

    Lei mi sembra molto ben documentato, capisco anche la natura delle sue critiche, non immuni purtroppo al difetto che vanifica tante di queste denunce contro i ciarlatani mediatici, perché ne rivela proprio il problema di fondo: a contestarli hanno spesso persone che li accusano principalmente di non avere “l’autorità” per sostenere quello che dicono. Perché l’autorità ce l’avrebbero loro, che hanno fatto ben altra gavetta. Nel suo caso, ha messo lei per primo “le mani avanti” ammettendo l’invidia nei confronti di questo signore.

    Il problema di “chi conferisca l’autorità a chi” diventa ancora più palese quando scopriamo che anche lei, così ben documentato e ragionevole nelle sue esposizioni, si è bevuto la storia della “teoria del gender”, nominando ovviamente la più nota delle cosiddette esponenti e mostrando d’ignorare completamente, nel suo paragone col balconing, che trattasi di un’invenzione raffazzonata da conservatori e ultrareligiosi. Esistono gli Studi di Genere, non proprio fortunati nel nostro paese. Il fatto che lei li ignori è perfettamente lecito, se ne faranno una ragione. Il fatto invece che li nomini a sproposito, mostrando di non sapere di cosa parli, rivela ahimè che questa benedetta storia dell’autorità si stia trasformando, mo’ ci vuole, in una gara a chi ce l’ha più lungo tra furbetti mediatici e accademici (o aspiranti tali) delusi di non aver potuto fare la stessa scintillante scalata dei loro maestri.

  363. poverinoi scrive:

    Articolo troppo lungo e, mi scusi, palloso. Invece di perdere tempo a scrivere filippiche su Fusaro non crede sarebbe meglio diffondere la filosofia a gente che vorrebbe sentir “filosofare” in modo più semplice e meno polemico? La filosofia dovrebbe essere pane per tutti e invece trovo sempre discorsi/scritti volutamente criptici ai più. Il web, se viene usato bene, dovrebbe avvicinare le persone alla filosofia, non allontanarle. A questo punto devo dedurre che Fusaro, visto la sua popolarità, è uno che sa usare molto bene questo mezzo e più in generale riesce a comunicare la filosofia e a far pensare sia nel bene, sia nel male.

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