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Claudio Caligari, ancora un altro film! L’appello di Antonella Lattanzi, Valerio Mastandrea e tutti quanti noi di minima&moralia

Claudio Caligari potrebbe girare un nuovo film. Il condizionale è dovuto alle difficoltà produttive. Chi ha visto e amato i suoi due lungometraggi non è insensibile al tema. Non lo sono Antonella Lattanzi, Valerio Mastandrea e tutti quelli che si stanno mobilitando perché il terzo film del papà di “Amore tossico” veda la luce. La battaglia non sarà facile, l’esito non scontato, nel bene e nel male il futuro (persino quello cinematografico) non è scritto. Riportiamo gli appelli di Lattanzi e Mastandrea. Qui a minima&moralia sosteniamo Caligari e continueremo a farlo nelle prossime settimane e mesi. Insomma, fino al primo ciak.

CLAUDIO CALIGARI, L’EROINA, IO

di Antonella Lattanzi

Io a Claudio Caligari devo moltissimo. Tra le tante cose che ho ricevuto in dono dai suoi film, c’è che Caligari mi ha insegnato che anche con l’eroina – già così tanto raccontata, e così tremenda per sua natura, e così fuori moda al tempo in cui io volevo scriverne – si poteva davvero provare a fare un romanzo, un film che cercasse di parlare di tutti. Che, se non l’avessi fatto, non sarebbe stato perché, come mi raccontavo, come mi raccontavano, “un libro sull’eroina è solo o per chi l’eroina la usa, o l’ha usata, o è un parente di un eroinomane, o è un assistente sociale”. Che quelle erano tutte scuse: che possiamo fare film, libri, con tutto; ma che per tutto ci vuole il coraggio di mettersi a raccontare, di lavorare e di sudare e lavorare ancora, per tutto il tempo che serve. Coi suoi film, Caligari mi ha insegnato il coraggio di raccontare proprio le storie che voglio raccontare; non senza paura, perché la paura c’è sempre, ma avendo il coraggio di affrontarla. Amore tossico è un capolavoro. A Claudio Caligari devo moltissimo perché Amore tossico esiste. E gli devo tanto anche perché Amore tossico l’ho potuto mettere dentro Devozione, perché esisteva un film che mi diceva: provaci, abbi il coraggio di lavorare tanto. Amore tossico è un film pieno di vita, di amore, di pietà, con dei personaggi che amo come miei fratelli – e non perché c’è l’eroina, a cui sono legata perché è dentro il mio primo romanzo, ma perché è un capolavoro. E, come solo i capolavori, Amore tossico parla anche di me.

Qui c’è la lettera di Valerio Mastandrea a Scorsese perché il terzo film di Caligari esista.

Caro Martino,
Ti scrivo per una ragione semplice. Tu ami profondamente il Cinema. In Italia c’è un Regista che ama il Cinema quanto te. Forse anche più di te. Certo non basta amarlo per farlo bene, il Cinema, ma questo signore prossimo ai 70 ha avuto poche opportunità per dimostrare il suo valore. Quando le ha avute, lo ha fatto. La sua filmografia fai presto a leggerla: “Amore tossico”, ’83, “L’odore della notte”, ‘98. Ti scrivo perché, dopo tanti anni di “resistenza umana” alla vita, a questo mestiere e alle sue dinamiche, questo signore ha avuto il coraggio di scrivere un nuovo copione, e di provare a girare un nuovo film. Da circa due anni un gruppo di amici di cui faccio parte lo sta supportando muovendosi nei meandri delle istituzioni e delle produzioni grandi e piccole ottenendo piccoli risultati ma importanti.

Attorno a questo film si è creata un’atmosfera molto rara. In tanti lo vogliono fare per rispetto di questo signore e del più alto senso del Cinema e di chi vive per il Cinema. Molte delle eccellenze del nostro settore, hanno espresso la volontà di lavorare gratuitamente o di entrare in partecipazione. Ora, se starai ancora leggendo, ti chiederai «allora perché non riuscite a metterlo in piedi?» La risposta a questa legittima domanda ti obbligherebbe a un’altra domanda: «Ma è così difficile fare i film in Italia?»” Questo è un altro discorso. Più lungo e più maledettamente ovvio, almeno per noi. 

Caro Martino questa mia lettera è solo un tentativo che va ad aggiungersi alle centinaia che abbiamo fatto in questi due anni. Non riusciamo a raggiungere una cifra tale per mettere questo signore sul set: che è il suo luogo naturale. Ho pensato: questo signore parla e cita Martino come se fosse un suo compagno di scuola. Conosce il Cinema e soprattutto quello di Martino come lo avessero fatto assieme. A noi mancano tanti soldi per fare questo film. È piccolo ma ne mancano ancora tanti, anche per quel piccolo. Allora io chiedo a Martino di leggere il copione e di guardarsi Amore tossico. Spero che Martino lo faccia, si innamori del Cinema di questo signore e venga qui a conoscerlo, pronto a produrre il suo film insieme a noi che siamo la sua piccola banda che il Cinema lo ama e lo detesta forse per quanto lo ama. Spero che Martino non si offenda per come lo chiamo ma è questo signore che lo chiama sempre così. Ecco, questo ho pensato e questo spero. E anche se questa lettera sarà tradotta e con la traduzione forse si perderà la commozione con cui è stata scritta, sarà stato un altro tentativo a cui ne seguiranno altri magari ancora più folli. Perché il Cinema di questo signore, Claudio Caligari, merita più di quanto è stato fino a oggi. E perché lo ripeto, quanto lo ama Claudio, il Cinema, forse neanche tu, Martino. A nome della Crew di “Non essere Cattivo” ti ringrazio per l’attenzione.

Commenti
9 Commenti a “Claudio Caligari, ancora un altro film! L’appello di Antonella Lattanzi, Valerio Mastandrea e tutti quanti noi di minima&moralia”
  1. Bandini scrive:

    Bello, ma provare con il crowdfunding?

  2. Mariateresa scrive:

    Speriamo che qualche grande produttore americano raccolga l’appello della grande scrittrice Lattanti e dell’ottimo attore Mastandrea. “Amore tossico” non l’ho visto, chissà in quante poche copie sarà stato distribuito e alla Rai solo per il titolo probabilmente lo tengono in magazzino, ma mi fido totalmente dei due sottoscrittori e mi aggiungo all’appello a Martin! Scorsese, fa’ qualcosa!
    Ici Bari, baci
    Mariateresa

  3. Duilio scrive:

    Non capisco molto il senso di questa lettera a “Martino” sembra più una goliardata e non si capisce perché Scorsese dovrebbe occuparsene (e produrre?) il film di Calligari. Scorsese è pieno di fan incalliti, anche registi, in tutto il mondo.
    Sia ben chiaro considero Calligari un grande regista e i suoi due film sono bellissimi. quindi di concetto appoggerei questa iniziativa. Fatico però a credere che Mastandrea, uno degli attori più importanti in questo panorama italiano, non riesca a finanziare il film. Per carità non con soldi propri, ma se lui e le eccellenze del settore decidono di contribuire (abbassando di tanto il proprio cache) ma tenendo il production value alto con i loro nomi il film si fa. è pieno di esempi, non ultimo il film di Alhaique “Senza nessuna pietà” che si è fatto per la grinta e l’appoggio di Favino. Un po’ più di impegno quindi, lasciamo stare Martino e tiriamo fuori gli attributi. Voi che potete qualche volta rischiate un poco di più!

  4. Bandini scrive:

    Duilio: Mastandrea auspica che Scorsese prena a cuore la cosa proprio per il suo amore per il cinema. Se è arrivato a scrivere a Scorsese, evidentemente non è così facile per lui raccogliere i finanziamenti necessari. Che ne sappiamo che non si sia impegnato abbastanza? Sulla base di che cosa sostieni che se solo lo volesse, potrebbe farcela a far realizzare il film?
    Ah, è Caligari, non Calligari.

  5. Duilio scrive:

    Bandini, mi scuso per l’errore di battitura, è sempre fastidioso storpiare i nomi. Quello che ho scritto è frutto di 25 anni di lavoro nel settore cinema credimi anche se non posso avere certezze e non sono l’agente di Valerio, oggi se un attore come lui, supportato da altri decide sul film di Caligari, il film si fa. Oppure costa veramente troppo o la sceneggiatura fa schifo. Non facciamo passare Caligari come regista maledetto odiato dal sistema.
    Sulla lettera a Scorsese, a me sembra po’ un giochetto pubblicitario. Se vuoi contattare Scorsese non lo chiami “Martino” manco fosse tuo fratello, e non lo fai pubblicamente, per gli addetti ai lavori ci sono altri canali per mettersi in contatto, anche con una star.
    tutto ciò è una mia opinione, magari sbaglio.

  6. Bandini scrive:

    Duilio, sono d’accordo, la lettera suona un po’ come una trovata pubblicitaria, ma va bene anche così. E può anche essere in effetti che la sceneggiatura faccia schifo. Difficile però che faccia più schifo di – che ne so – “Tutto molto bello“, per citare il primo che mi è venuto in mente (non me ne voglia Paolo Ruffini). Detto questo, io non sono un addetto ai lavori e immagino che uno come te, che lavora nel settore da 25 anni, sia meglio informato. Quindi ti rigranzio per la precisazione.

  7. Laura scrive:

    Ragazzi, non scherziamo. Fellini, dopo 5 Oscar vinti, faticava in Italia a farsi produrre un film.

  8. Maurizio Della Villa scrive:

    Ragazzi scusate sono un attore di Bari qualcuno di voi ha un contattp del regista Caligari non so come rintracciarlo mi servirebbe chiedergli se puo’ considerarmi perche credo che questo sia il cinema che mi piacerebbe fare. Forse è fuori luogo in questa vostra discussione ma per me sarebbe davvero un onore lavorare con lui….grazie ciao

  9. Maurizio Della Villa scrive:

    Scusate ragazzi non sapevo fosse venuto a mancare guardavo “non essere cattivo” e …..

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