come svanire completamente

Come svanire completamente: l’amore secondo Baronciani

come svanire completamente

Questo pezzo è uscito su Robinson – la Repubblica. Vi segnaliamo che mercoledì 15 febbraio alle 21 Nadia Terranova e Alessandro Baronciani presentano Come Svanire Completamente al Circolo dei Lettori di Torino nell’incontro Pezzi d’amore, nell’ambito del festival In nome dell’amore ideato e diretto da Antonio Pascale

Serena ha lunghi capelli castani e un viso da bambina triste, vive su una penisola che una volta era staccata dalla terraferma, indossa autoreggenti a righe e canottiere, scrive annunci sui giornali e non sa separarsi dagli oggetti che le ricordano qualcosa: se ne tocca uno, dice, può rievocare il micro-sentimento inscatolato al suo interno.

Serena si filma e carica i video su youtube perché ha un solo desiderio, svanire completamente; è come mandare gli ultimi messaggi in bottiglia, è il lento reiterarsi della decisione di non esistere più agli occhi degli altri. Siamo abituati a pensare al web come al luogo dell’esibizionismo dimenticando il risvolto della faccenda, ovvero quella possibilità di sottrarsi alla vita reale che è un sollievo per le persone per cui vivere è un tormento.

Lo strepito della realtà è intollerabile per una ragazza evanescente e malinconica come quella disegnata da Alessandro Baronciani per questo cofanetto che, nella sua forma disfatta e destrutturata, è una messa in scena contemporanea di cosa resta dell’amore quando l’amore non c’è più.

Non sappiamo se Serena sia sparita davvero o si sia solo messa al riparo dai click degli sconosciuti a cui aveva scelto di mostrarsi. Forse cammina ancora sulla riva di una baia greca, accanto a un mare cupo e non da cartolina, stretta in un cappotto anonimo con il cappello sulla fronte per difendersi dal vento. Sappiamo che, nel periodo in cui preparava la sua sparizione, un uomo ostinato l’ha amata. È stato a casa sua, ha conosciuto le sue strade, l’ha baciata, accarezzata, forse è stato tradito e di certo è stato geloso, hanno litigato, è andato a riprenderla quando lei voleva passare la notte per strada, dentro una cabina telefonica, avvolta in una coperta. Poi, quando la storia è finita, lui ha dovuto fare a pezzi il sentimento e quell’amore si è smembrato in cento ritagli di carta.

Di Serena in realtà non sappiamo nulla, ma della ragazza che ancora talvolta gli torna alla memoria possiamo scoprire tutto ciò che entra in una scatola: polaroid, scontrini, ritagli, incontri, addii, fughe, baci eccitati o dolorosi, mani che si sfiorano, sguardi e promesse più o meno mantenute, litigi e discolpe perché “se mai ho usato delle parole contro di te, scusami non erano rivolte a te”.

Alessandro Baronciani racconta come l’amore che ci ha devastato può scivolare in un cassetto e restarci per anni, forse per tutta la vita. Racconta che la fine di una storia è un inganno, perché i ricordi si frammentano in riapparizioni disorganiche e restano in noi come detriti anche dopo che crediamo di aver dimenticato tutto. Baronciani è un sognatore che nelle sue storie a fumetti, da Quando tutto diventò blu a Le ragazze nello studio di Munari a La distanza (scritta insieme al cantautore Colapesce), ha sempre lavorato sull’equilibrio tra essenzialità e profondità, disegnando ragazze dal fascino inconsapevole e inventando storie fondate sui vuoti scatenati dalle loro assenze.

Il risultato di questo nuovo progetto, completamente autofinanziato e autoprodotto, è commovente e maturo, e rispecchia una libertà di percorso fuori dalle regole editoriali. Baronciani a maggio scorso ha creato un sito, comesvanirecompletamente.it, e ha cominciato a presentare la storia di Serena attraverso video e disegni, finché un numero sufficiente di lettori ha deciso che voleva saperne di più e hanno ordinato sulla fiducia un’elegante scatola rosa e bianca, con impressi solo il titolo e il nome dell’autore.

Per realizzare duemila scatole, una a una, Baronciani ha impiegato un mese. Un mese barattato con una serata in cui, come ho fatto io, ognuno di quei sostenitori si è seduto sul divano e ha cominciato a sparpagliare il contenuto tutt’intorno, sovrapponendo a quel caos i propri ricordi. Ora quella tiratura è esaurita, ma grazie al passaparola presto ce ne sarà una nuova.

“La verità è che ti fa paura l’idea di scomparire”, canta in queste settimane Brunori Sas nel nuovo album, “A casa tutto bene”: a quelli per cui non è così, a quelli che costruiscono una voragine per sparirci dentro, è dedicato questo progetto.

Nadia Terranova è nata a Messina nel 1978 e vive a Roma. Ha scritto diversi libri per ragazzi, tra cui Bruno il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012; edizione economica, 2015) e Casca il mondo (Mondadori, 2016), e il romanzo Gli anni al contrario (Einaudi Stile Libero, 2015; Super ET, 2016; vincitore di numerosi premi tra cui Bagutta Opera Prima, Fiesole, Brancati e del premio americano The Bridge Book Award). È tradotta in francese, spagnolo, polacco, lituano e in corso di traduzione negli Stati Uniti. Collabora con la Repubblica e altre testate.
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