ROSTA (TO): BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DEL CANDIDATO SINDACO DIMITRI DE VITA

Compagno. Da “cum-panis”, colui con cui si spezza insieme il pane.

E ora che come farò la rivoluzione,
che tutti i posti sono occupati?

(Dovunque indossano splendidi occhiali da sole:
persino mia madre somiglia a Poncharello
o a Buscetta, mentre io ho una stanghetta
che si allenta, un nistagmo progressivo
nella visione binoculare, un senso di resa
che… guarda… tremo… di notte il bruxismo
mi uccide i denti… non so spiegarlo, è una reale
allegria parrocchiana che mi atterra
tutto il tempo del disastro già previsto).

La notte non viene mai intera. Essere di sinistra
è semplicemente aver capito l’equilibrio
tra farmaci diversi: le fasi sono storiche
solo se le vedi con un occhio ciclotimico.
Tutto è già rimasto com’era. E noi non siamo nulla.
Buoni sì a dare baci ai mercati, a brandire i nostri cuori
solamente quando sono molto molto malati.
(Lo studente antipatico, svogliato, l’inetto
che ha votato Storace per amore del corpo
adesso – l’hai capito? – dev’essere il tuo prediletto,
la pietra angolare che sei costretto
ad abbracciare da dietro). Mamma, mamma,
ho ancora bisogno di soldi, lo sai,
questi mesi d’inverno sono un inferno:
caldi, freddi, lunghissimi, mi riempe la testa
di dubbi la fame di vocazione, mi viene da
abbrancare il babbo e baciarlo, poi prenderlo a calci,
non capisco più niente. Mi manchi. Il mio psico
piange, è pentito, mi parla dei soldi
che non ha denunciato. Io gli frego del litio.
Mamma ti prego, faremo tante cene di famiglia
e parleremo del nostro brutto carattere, prometti-
melo!, il mio uguale al tuo, e il nostro identico
a quello di tutti? Perché non siamo contro il mondo!
Mannaggia al diavoletto che ci ha fatto amare
la lotta di classe. Ma lo tsunami è finito.
Il sindacato è finito! Resta il fantacalcio,
il calcetto! Ma ora nessuno può sgridarci.
Amiamo i cani, e questa è già politica!
Non andiamo a messa, ma frequentiamo le toilette per cani.
Quest’amore ci basta, siamo i nuovi proletari.
Mettiti i fila, bello, lasciaci questo giro.
Siamo pieni di ferite anche noi, i letti delle nostre camerette
sono pieni di tarli, i poster dei Bros tutti cenciosi.
Ti mando un filmato se vuoi, te lo posto in risposta
a quello tuo – livoroso, di parte, vittimistico
sulla volta che tornasti (quasi) alla tua casa fatata.
Sul sangue non c’è guerra da fare. (La prossima volta
scorrerà nelle piazze, altrimenti, attenzione).
Uno vale uno, uno vale zero, dipende solo – vedi –
dalla matematica del luogo. Siamo tutti buoni,
ora non è mica il tempo di polemiche. Domani mattina
prendo il treno e incontro il presidente, gli propongo un patto.
Lui mi dà le chiavi della macchina, io gli cucino.
Poi a ventisei anni mi impicco. E quando ho finito
mi impicco di nuovo. Non mi piace stare
dalla parte della ragione, specialmente se ho torto,
e viceversa. Poi da fantasma ti vengo in sogno
e ti dico: visto che siamo fra amici ormai
mettiamo in commons anche il simbolo e il nome?
Andiamo dai lebbrosi tutti e due? Facciamo come dici?
Ora sei il mio riferimento, ora che ti presento ai miei,
agli amici, ora facciamo tutto tutto come dici?

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile Libero, 2005). Ha anche scritto il libro per bambini La solita storia di animali? (Mup, 2006) illustrato dal collettivo Serpe in seno. È un redattore di minima&moralia e Internazionale. Nel 2012 ha pubblicato per Einaudi Il peso della grazia (Supercoralli) e nel 2015 Tranquillo prof, la richiamo io (L’Arcipelago). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile Libero 2014).
Commenti
3 Commenti a “Compagno. Da “cum-panis”, colui con cui si spezza insieme il pane.”
  1. zaphod scrive:

    Visto che su Grillo si stanno scatenando tutti, ho voluto dare anche io il mio modesto contributo…

    http://www.anonimascrittori.it/zaphodas-su-elezioni2013-–-grillo-e-la-democrazia-20/

  2. davide calzolari scrive:

    l’eccesso di cultura pop è uno dei difetti tipici della sinistra,almeno culturale….

  3. Serafino scrive:

    Fantastico

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