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Complotto! Storia paranoica dei KLF

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Pubblichiamo un pezzo uscito sul Mucchio, che ringraziamo.

La siglia KLF, vi dice qualcosa? Gran Bretagna, seconda metà degli anni Ottanta. Bill Drummond (ex Big in Japan) e Jimmy Cauty (musicista anche lui, ex disegnatore di copertine di libri, tra le altre una del Signore degli anelli) mettono in piedi un duo elettronico – inizialmente noto come The Justified Ancients of Mu Mu – che sforna un album ricco di saccheggi di vario genere: pezzi rubati da Abba e Beatles e Samantha Fox e persino John Coltrane campionati e distorti in vario modo.

Il disco lo trovate su Youtube, si chiama 1987 – What the Fuck Is Going On?, e ai tempi gli Abba ne ottennero il ritiro dal mercato per violazione di copyright. Una ventina di anni dopo sarebbe venuta fuori Hung Up di Madonna, con un bel campionamento di Gimme! Gimme! Gimme!, ma che volete, i visionari sono spesso incompresi.

E, be’, Drummond e Cauty erano tipi decisamente visionari. Direi anzi che scorrendo il dizionario alla voce Pazzi i due in questioni dovrebbero trovare piena ospitalità. Situazionisti in un senso decisamente radicale (a pensarci, un situazionismo non radicale serve a poco); con una serie di iniziative musicali e artistiche al loro attivo che sarebbero piaciute ad Alfred Jarry, il padre della patafisica; due personaggi che farebbero la loro discreta figura nell’Incanto del lotto 49 di Thomas Pynchon.

Intanto, prima che i dizionari vengano aggiornati a dovere, c’è di meglio: John Higgs, romanziere e saggista inglese, ha raccontato la loro storia, e il risultato è Complotto! Caos, magia e musica house (Nero editions, collana Not), un libro concentrico, multidirezionale, una biografia esplosiva, diciamo un Carrère sotto acido, può andar bene?
C’è un episodio che viene raccontato subito, nel prologo al libro, ed è questo. Il 23 agosto, quando i KLF sono considerati ormai superati, e Drummond e Cauty si fanno chiamare K Foundation, vanno sull’isola di Jura in Scozia. E che fanno? Si riprendono mentre gettano al fuoco un milione di sterline. Letteralmente. Il video che girano, dal didascalico titolo Watch the K Foundation Burn a Million Quid, è, anche quello, facilmente a disposizione in giro sull’Internet.

Se queste sono le premesse, si può immaginare come prosegua la cronaca psichedelica di Higgs. È come mettere un disco su un piatto e farlo scorrere al contrario, per imbattersi in una centrifuga con Julian Cope e Alan Moore, o John Fitzgerald Kennedy e Guy Debord. Una ricerca al cuore di quel gesto a Jura, in cui si alternano teorie di vario genere, un affresco lisergico costruito con videoarte e rave e massicce dosi di controcultura.

Nel suo racconto, poi, Higgs ci seduce con una qualità essenziale per un buon affabulatore: costruisce ponti, manda segnali in direzioni diverse, tira dentro la sua storia faccende come la curva dell’oblio di Ebbinghaus (di cui, beninteso, non avevo sentito mai parlare) o il discordianesimo, un fenomeno che «di solito viene descritto come una complessa satira travestita da religione, oppure come una complessa religione travestita da satira»; e poi Carl Gustav Jung e il modo in cui leggeva i sogni, eccetera.

Il risultato – che passa pure attraverso la Società Segreta degli Illuminati, e qui il libro di Higgs si fa veramente pynchoniano e paranoide in un senso piacevole –  è un racconto che non può non incuriosire, nelle pieghe underground della musica e della storia. In definitiva Complotto è un libro che ti attira a sé verso un terreno friabile; un terreno dove è tuttavia divertente affondare, roteare le braccia e gridare Aiuto, dove sono finito?

Liborio Conca è nato in provincia di Bari nell’agosto del 1983. Vive a Roma, dopo aver vissuto a Gravina in Puglia. Cura la rubrica Re: Books per Il Mucchio Selvaggio, in passato ha scritto per Blow up. Collabora con Repubblica – Roma .
Commenti
Un commento a “Complotto! Storia paranoica dei KLF”
  1. db scrive:

    finalmente un pezzo tonico!

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