corteo19ott_fanpage

Appunti sul Corteo 19 ottobre

corteo19ott_fanpage

Alle 12.50

Tre ragazzini camminano lungo via Gallia. Avranno quindici anni, hanno l’aria dei bravi adolescenti, liceali, appena liceali. Uno di loro indossa una maglietta del Che; gli altri due gli vanno dietro. A piazza Tuscolo prendono per via Cerveteri, direzione piazza Re di Roma, anziché per Viale Magna Grecia. “Non vanno alla manifestazione, dunque”, mi dico.

Piazza San Giovanni

I partecipanti al Corteo 19 ottobre – Per il diritto all’abitare, dei migranti, No Tav, No Muos, Cobas – si ammassano sul pratone davanti alla Cattedrale di Roma e dintorni, con grande lentezza, e calma. Ci sono transenne e tanti nastri gialli “Polizia Municipale Roma Capitale”. Stand del Manifesto (due). Bancarella magliette “di lotta”. Alcune magliette di lotta: “ABBATTI IL BISCIONE”, “PARTIGIANI SEMPRE”, magliette con falce&martello, con il pugno. Da viale Carlo Felice arrivano – a scaglioni – frange del corteo. Sono quelli dell’Esc, sono quelli che vengono da San Lorenzo. Sotto la Coin si sente il trillo continuo delle trasmittenti.

“Presenzialista”

Si affaccia sul pratone Paolini, il disturbatore televisivo, accompagnato da quel ragazzo dall’età indefinibile, con la zazzera rossa, suo allievo. Lui, il rosso, si piazza dietro una telecamera Sky. Mette su una certa espressione facciale e la mantiene per tutta la durata del collegamento. “Questo è un lavoro, me pagano”. Chi? “Un’associazione. Non dico quale sennò ci vanno tutti”. Lascia un bigliettino da visita. “Ho un canale youtube. La gente fa confusione tra presenzialisti e disturbatori. Io sono presenzialista”. Il suo mentore viene circondato da alcuni manifestanti: gli intonano cori da stadio, lo sollevano, lo lanciano in aria.

Volantini

Abbondano i volantini di propaganda, come pure riviste e giornali di lotta, “Che fare?”, “Resistenza”, “Lotta comunista”. Un volantino a firma “Comitato Nazionale di Unità Marxista-Leninista” (indirizzo mail: teoriaeprassi@yahoo.it) dice “prepariamoci alla rivoluzione socialista per liberare il nostro paese e l’umanità intera dalla schiavitù e dallo sfruttamento padronali”. La Rete dei Comunisti propone “Usciamo dall’Unione Europea”. Ricevo in due momenti distinti da due ragazze diverse il volantino “19 ottobre: una prospettiva anarchica”. “Quello che vorremmo – dicono, firmandosi “anarchici”, in corsivo, così – è vivere in una società libera da sfruttamento e da gerarchie”. E poi il Sindacato Lavoratori in Lotta – per il Sindacato di Classe. Tutti i volantini identificano con sicurezza gli stessi obiettivi polemici: l’Europa, la Banca Centrale, l’Euro, il governo Letta-Alfano.

Dress code

L’amica giornalista non avvezza alle manifestazioni dell’ultrasinistra chiede se può tenere gli orecchini, se può riprendere con la videocamera.

“Come la vedi oggi?”

Naturalmente si parla degli scontri, della possibilità degli scontri. Ne parliamo quando incontro amici, conoscenti. In giornate come queste non si parla del tempo ma di quando succede quello che deve succedere. Non è una paranoia, le ultime due grandi manifestazioni “antagoniste” a Roma si sono concluse con blindati dei carabinieri in fiamme, battaglie campali, a Piazza del Popolo e a San Giovanni, vetrine spaccate, arresti, feriti. C’è la gara a individuare quelli che faranno casino. Dovrebbero vestire di nero e avere caschi e zainetti che contengono chissàcosa. Incontro Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, gli autori dell’Aspra stagione, il libro sul cronista Carlo Rivolta. “Andrà tutto bene”.

Una considerazione

I manifestanti di oggi non hanno alcuna rappresentanza parlamentare e politica. Parlamentare di sicuro. Sel è un partito di sinistra moderata, non ci sono esponenti di spicco al corteo. Onestamente, poi, quelli che votano Partito democratico non hanno niente da spartire, o quasi, con migranti, precari, sfruttati. Questo è veramente il corteo degli Ultimi. Qui si raccolgono firme per la libertà di Ocalan. Si vedono Giorgio Cremaschi, l’ex leader Fiom, e poi Marco Ferrando e i trockijsti. Ma non rappresentano granché. Ne c’è una ragione logica per cui dovrebbe esserci il M5S, almeno stando alla loro, di logica (“Se durante le elezioni avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità avremmo ottenuto percentuali da prefisso telefonico”, firmato i Due Capi). Un tempo Rifondazione comunista riusciva a tenere dentro sinistra istituzionale, antagonisti di vario genere, trockijsti. Fino al 2006, più o meno. “Che fine ha fatto Vittorio Agnoletto?” – chiede un uomo, sulla quarantina, mentre accanto gli sfreccia un ragazzino con la maschera di Guy Fawkes.

Campioni

Da un palazzo di piazza San Giovanni in Laterano, quarto-quinto piano, alcuni ragazzi si affacciano e brandiscono bandiere della AS Roma. Ai lati del finestrone hanno piazzato la scritta “Roma Campione”.

Via XX Settembre

Non faccio in tempo a smaltire la sorpresa di rivedere il ragazzino con la maglietta del Che, assieme ai suoi due compagni, all’imbocco di via XX Settembre, che iniziano i boati delle bombe carta, i petardi. Le bottigliate. Non dura moltissimo. C’è quell’uomo sulla sedie a rotelle che viene sospinto dai finanzieri che caricano verso il portone del ministero dell’Economia. Le sirene mugghiano. Loro i finanzieri avanzano tamburellando sugli scudi i manganelli, noi si scappa, si scappa con la testa bassa perché volano le bottiglie e chissà che, e quell’uomo sulla sedie a rotelle si ritrova sospinto dai finanzieri come una palla può essere sospinta a riva da un’onda ostinata. Nelle strade di fronte via XX Settembre una decina di ragazzi sfasciano qualche sedia e rovesciano cassonetti. I ristoratori abbassano le serrande – già mezzo abbassate. Non dura moltissimo. Riusciamo ad arrivare a Porta Pia passando da Piazza Fiume. Altri cassonetti rovesciati, un paio prendono fuoco.

I cordoni

Durante tutto il corteo i manifestanti hanno protetto le proprie zone cingendosi come rettangoli umani, prendendosi sottobraccio. Ci sono ragazzini, bambini sui passeggini, soprattutto nello spezzone dove sfilano i migranti. La stragrande maggioranza dei manifestanti non voleva scontrarsi in nessun modo con nessuno. Si è capito quando siamo passati a pochi metri dalla sede di Casa Pound, loro in strada, con caschi e mazze, circondati dalla polizia, il corteo che prosegue: qualche coro antifascista.

Porta Pia, sera

I semafori continuano a funzionare. Passano da rosso, a giallo, a verde, mentre i manifestanti attrezzano le loro tende. Le luci blu intermittenti della polizia si riflettono su Porta Pia e sulle pareti del Ministero delle Infrastrutture. Un ragazzo tenta di arrampicarsi per sistemare una bandiera in cima alla statua del bersagliere. Desiste. Un elicottero continua a sorvolare, fino alle dieci, dieci e mezza, il faro bianco fende il blu della notte. Arriva un gruppo di attori.

Intorno alle 23

Lungo Corso d’Italia alcuni ragazzi giocano a pallone, in due gruppi. Uomini e donne di origine africana, latinoamericana, asiatica, si sono accampati a ridosso del cinema Europa. Un uomo dorme in una macchina con il finestrino completamente distrutto. Alcuni poliziotti tornano verso il presidio sotto il ministero con cinque-sei pizze nei cartoni. Il camion dei manifestanti ha smesso di pompare musica (reggae, Clash, i Cream. Perché i Cream?). Sono stati distribuiti piatti di pasta, si vende birra a due euro. Ragazzi e ragazze puliscono le strade con i bustoni neri dell’immondizia. La statua del bersagliere punta verso Porta Pia. Il portone massiccio sembra quasi aperto, filtra una lama di luce.

(Fonte immagine)

Liborio Conca è nato in provincia di Bari nell’agosto del 1983. Vive a Roma. Collabora con diverse riviste; ha curato per anni la rubrica Re: Books per Il Mucchio Selvaggio. Nel 2018 è uscito il suo primo libro, Rock Lit. Redattore di minima&moralia.
Commenti
4 Commenti a “Appunti sul Corteo 19 ottobre”
  1. luca scrive:

    bel pezzo.

  2. Un Baileys liscio scrive:

    Un pezzo davvero bello… ma, vista la firma, non avevo dubbi!

  3. phoebe scrive:

    eri una volta giovane e lucido
    Great

Trackback
Leggi commenti...
  1. […] Vice Linkiesta Minima et Moralia […]



Aggiungi un commento