1corto

Il cinema è una magia collettiva: Corto Dorico in scena ad Ancona

1corto

di Valerio Cuccaroni

Ogni anno organizzare Corto Dorico, a dispetto del nome, è una impresa lunga e difficile, che ci impegna per mesi, oltre i nostri orari d’ufficio, durante le ferie, di sera e di notte. Nessuno di noi ci lavora a tempo pieno, perché per lo più siamo volontari e attivisti dell’associazione organizzatrice, Nie Wiem: questo ci affatica molto, ci spreme fino allo stremo, imponendoci uno sforzo che ci costringe ad  andare aldilà di noi stessi, oltre i nostri limiti caratteriali e in alcuni casi anche fisici, obbligandoci a cooperare, dividerci il lavoro, mettendoci in discussione, come individui e come organizzazione, per ritrovarci uniti nell’impresa comune.

È un’impresa che si svolge nel mondo reale, alla ricerca di film, fondi, luoghi, collaborazioni, ospiti, che quest’anno animeranno la Mole Vanvitelliana di Ancona dall’1 all’8 dicembre (con una puntata al Cinema  Azzurro per la rassegna sul Realismo magico).

locandina-a3Ma è soprattutto un’impresa che si svolge nell’immaginario. Si tratta di guardarsi, concentrati, centinaia di film brevi e lunghi  per giudicarli e sistemarli in una programmazione che li esalti e  fornisca un affresco dell’Italia di oggi. Questo affresco deve essere montato in una specie di cattedrale cinematografica, affinché un pubblico più vasto possibile possa guardare con noi quei film e come noi giudicarli, diventando una sola intelligenza collettiva.

Durante la serata iniziale, che si chiama Corto Slam, il pubblico sceglie fra i semifinalisti l’ottavo film breve da mandare in finale, consentendogli di vincere, al pari degli altri selezionati dall’organizzazione e dal comitato artistico, tutti i premi del festival.

Corto Dorico è una festa in cui, senza darlo a vedere, si compie un esercizio critico collettivo.

Giornalisti attenti hanno usato negli anni passati le storie raccontate dai corti finalisti e dai lunghi in concorso a Corto Dorico per capire in che direzione va l’Italia. Da quando Amnesty Ancona e Amnesty International – Italia hanno istituito nel festival il premio internazionale A Corto di Diritti, si potrebbe capire dove va il mondo intero. Se solo si volesse guardare a fondo.

Bisognerebbe tirare le somme di questo piccolo grande lavoro pratico e poetico, nel senso di creativo, che ci ha portato a scoprire e premiare alcuni dei registi che oggi sono talenti internazionali.

Ci sarebbe molto da dire ma ci limitiamo per ora a una battuta. Quella che premiamo, promuoviamo e, nel nostro micromondo, proviamo anche a produrre, da quando realizziamo cortissimi e sigle del festival, non è altro che arte bella e buona.

Qual è l’arte bella e buona? Per noi è quella capace della massima perfezione artistica nella massima tensione civile. Le lotte non si combattono solo nelle piazze ma anche nelle camere da letto e sugli schermi cinematografici. Lotte per l’esistenza, lotte per i diritti, lotte per vincere un premio e salire su, in alto, fra le stelle del cinema, per illuminare le sale i salotti e le menti.

Aggiungi un commento