la-cerimoni

Cosa fare dei padri? Un Edipo contemporaneo secondo Oscar De Summa

la-cerimoni

(fonte immagine)

Oscar De Summa è uno degli autori più ispirati di questi ultimi anni. Tempo fa “Stasera sono in vena”, straordinario esorcismo teatrale attraverso il fiume in piena del racconto-confessione, ne ha consacrato le doti di monologhista. “La cerimonia”, che ha debuttato in prima assoluta al Teatro Metastasio di Prato, nello spazio del Fabbrichino, lo fa ora per i testi con più personaggi.

La storia di Edi, giovane adolescente senza una vera guida genitoriale, è una storia piccola che si cala in quella più grande di una società che ha rotto con le imposizioni familiari senza sostituirle con un modello di crescita in grado di dare ai ragazzi un posto nel mondo.

Gio e Laio sono genitori-amici e non impongono nulla alla loro figlia adolescente, perché sono troppo occupati a seguire i propri desideri e le proprie frustrazioni – che nascono dal fatto che loro stessi, probabilmente, non sono mai del tutto usciti dalle dinamiche dell’adolescenza – per poter essere un punto di riferimento per Edi, da imitare o anche da contestare e abbattere.

Tire, lo zio mefistofelico che ha un ascendente sulla ragazza, cerca di tirare fuori da lei il lato oscuro, insegnandole che ciò che è “bad” può essere assai più liberatorio e cazzuto di ciò che è “good”.

Ma nemmeno lui può colmare il senso di vuoto che un mondo senza regole genera in Edi, portandola, più che verso la perdizione come credono le visioni moraliste, verso l’apatia. Per uscire dalla quale – “per vedere finalmente qualcosa di vero” – la ragazza è disposta persino ad invocare la tragedia.

De Summa compie un’evocazione contemporanea del mito edipico per parlare del senso di dispersione relazionale del contemporaneo, ma a dirla tutta i nomi dei personaggi sono la traccia più evidente del mito, che non proietta mai sullo spettacolo il peso della sua storia archetipica. Perché quello de “La cerimonia” è un intreccio autonomo, che si dipana per la sua strada, e lo fa con voce d’autore.

De Summa è interessato al lato oscuro dei suoi personaggi, ma è ancor di più attratto dalla frizione tra questo lato oscuro e i ruoli sociali, gli abiti preconfezionati che la società ci cuce addosso o che noi stessi vogliamo disperatamente indossare, nella paura di apparire diversi dagli altri.

In questo senso il suo teatro ha il respiro delle drammaturgie americane alla Miller (anche dal punto di vista di una drammaturgia senza infingimenti, che non ha paura di “raccontare una storia”). Non mancano però deviazioni oniriche, “a parte” contemporanei in forma di monologo che aprono squarci nell’animo dei personaggi, siparietti dove la musica prende il sopravvento mescolando sapientemente – in un crescendo alla David Lynch – euforia e angoscia.

Ma lo spettacolo non sarebbe così godibile se gli interpreti non fossero davvero molto bravi. Assieme a De Summa sono in scena Vanessa Korn e Marco Manfredi, nei ruoli dei genitori, e soprattutto una straordinaria Marina Occhionero nel ruolo di Edi – attrice giovanissima e talentuosissima, la cui performance vale da sola una buona fetta dello spettacolo.

Graziano Graziani (Roma, 1978) è scrittore e critico teatrale. Collabora con Radio 3 Rai (Fahrenheit, Tre Soldi) e Rai 5 (Memo). Caporedattore del mensile Quaderni del Teatro di Roma, ha collaborato con Paese Sera, Frigidaire, Il Nuovo Male, Carta e ha scritto per diverse altre testate (Opera Mundi, Lo Straniero, Diario). Ha pubblicato vari saggi di teatro e curato volumi per Editoria&Spettacolo e Titivillus. Ha pubblicato l’opera narrativa Esperia (Gaffi, 2008); una prosa teatralizzata sugli ultimi giorni di vita di Van Gogh dal titolo Il ritratto del dottor Gachet (La Camera Verde, 2009); I sonetti der Corvaccio (La Camera Verde, 2011), una Spoon River in 108 sonetti romaneschi; i reportage narrativi sulla micronazioni Stati d’eccezione. Cosa sono le micronazioni? (Edizioni dell’Asino, Roma, 2012). Cura un blog intitolato anch’esso Stati d’Eccezione.
Commenti
Un commento a “Cosa fare dei padri? Un Edipo contemporaneo secondo Oscar De Summa”
Trackback
Leggi commenti...


Aggiungi un commento