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A diciassette anni non si può essere seri. L’adolescenza secondo André Techiné

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Questo pezzo è uscito sul Venerdì, che ringraziamo.

A più di vent’anni dal suo pluripremiato e bellissimo L’età acerba, il regista francese André Techiné torna a raccontare l’adolescenza. Il nuovo film si chiama Quando hai 17 anni, e di quell’età racconta i corpi, il divenire delle relazioni, il primo amore. Il film è diviso in tre tempi, ognuno per un trimestre dell’anno scolastico francese. I protagonisti (interpretati dai bravissimi esordienti Kacey Mottet Klein e Corentin Fila) sono due ragazzi che frequentano lo stesso liceo, Damien e Tom.

Il primo, Damien, ha una vita apparentemente serena, genitori che lo amano, possibilità economiche che gli permettono di preoccuparsi solo dello studio. Il secondo, Tom, è magrebino, è stato adottato da una famiglia di contadini, più che infelice è intrappolato in una vita in cui anche le cose più facile (andare da casa a scuola e tornare) richiedono fatica.

La loro storia comune inizia in forma di scontro impegnandoli nella prima parte del film in una serie di liti urgenti, disperate, anche violente. Sono in classe insieme ma si conoscono appena, parlano poco tra loro, apparentemente non si piacciono. Poi un giorno la madre medico di Damien si ritrova a curare la madre incinta di Tom, aprendo una strada a una relazione diversa che li vedrà crescere e passare dalla sessualità confusa e i desideri potenti dell’adolescenza al piacere delle responsabilità che arriva con l’età adulta.

Così Techiné mettendo a fuoco il cuore del film: “Il concetto di prendersi cura è al centro del soggetto. Si crea una famiglia quando ci si prende cura dell’altro e quando questa cura è la condizione dello sviluppo di una vita”. Il film lo ha scritto insieme alla regista Céline Sciamma, che ha scelto per il modo in cui in passato ha raccontato l’adolescenza. “Sapevo che il film sarebbe stata la storia di due adolescenti”, spiega Techiné, “e la scelta di Céline come co-sceneggiatrice si è subito imposta. Con Naissance des pieuvresTomboy e Diamante nero, è l’unica autrice francese ad aver portato uno sguardo autenticamente nuovo sull’adolescenza”.

Il titolo lo hanno preso in prestito a un verso di Rimbaud che dice “On n’est pas sérieux, quand on a dix-sept ans“, a diciassett’anni non si può essere seri. E Rimbaud appare nel film insieme a poche ma rigorose altre letture (Platone tra tutti) che più che spiegare l’adolescenza, ne restituiscono il sentimento.

Techiné definisce con esattezza il film dicendo che è “fisico”, fatto di corpi in agguato e azione costante, dove le immagini precedono le parole, muovendo (nei personaggi e nello spettatore) prima l’emozione della ragione. Fuori dalla sceneggiatura, ma evocato da Techiné e dal film, c’è anche Marcel Proust e quel suo ineccepibile scrivere dell’adolescenza: “L’unico momento in cui ci sia stato dato di imparare qualcosa”.

È nata a Bolzano e ha vissuto ad Algeri e Palermo. Abita tra Roma e New York, dove traduce e scrive di libri, cinema e fumetti per La Repubblica, Il venerdì e D. Ha tradotto, tra gli altri, Charles Bukowski, Tom Wolfe, Jacques Derrida, A.M. Homes, Douglas Coupland, James Franco, Lillian Roxon e Lena Dunham, e ha tradotto e curato la nuova edizione italiana di Jim entra nel campo di basket di Jim Carroll (minimum fax, 2012). Insieme a Daniele Marotta è autrice del graphic novel Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald (minimum fax, 2011), pubblicato anche in Spagna, Sudamerica, Stati Uniti, Canada e Francia.
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