#DirettaSalone – Giovedì 10 maggio

Grafica editoriale… digitale? Le copertine al tempo dell’e-book – Book to the Future – ore 15

di Marta Ciccolari Micaldi

La Primavera Digitale celebrata dal Salone del Libro 2012 semina nuovi boccioli a partire proprio dalle sale conferenze: il Book to the Future (su Twitter – e bisogna metterlo, se no che future è? – si chiama #BTTF) è lo spazio che per la prima volta da quest’anno ospita tutti gli incontri che, insieme, formano la grande discussione “digitale vs/e/o cartaceo”. Ogni incontro, compreso questo, recita lo stesso ritornello d’apertura: “L’e-book sostituirà la carta”? Sarebbe ora di farlo morire sul nascere questo ritornello e, perché no, cambiare un momento prospettiva, nella speranza che la nuova visuale non lasci troppo spazio alla retorica. Qualche spunto interessante arriva dai grafici e gli art director che, a fatica, riescono a bypassare la domanda d’apertura: Maurizio Ceccato suggerisce che l’e-book ha meno a che fare con le parole e molto di più con la fantascienza e che, conseguentemente al cambiamento di supporto, le storie raccontate dovrebbero cambiare anche i propri contenuti; Roberto Grassilli, invece, evidenzia quanto sia differente l’icona che caratterizza un e-book in una libreria digitale dalla copertina di un libro sullo scaffale delle libreria, in primis in termini di dimensioni, colori, sensazioni, font, e quanto siano diversi i due tipi di comunicazione che le diverse copertine veicolano al lettore; infine Riccardo Gola, dichiarando di non credere per nulla alla morte del libro classico ma forse solo a quella delle collane, fa presente che ragionare sulle caratteristiche dell’e-book significa anche includere il cinema, i videogames e i videoclip: questi, dice, sono i cugini stretti del libro digitale, molto più che i volumi cartacei. La discussione è interessante, ma più di tanto non coinvolge: nessuna domanda a fine conferenza. Io una domanda però ce l’ho: per parlare di un fenomeno ancora completamente in fieri come l’e-book non si dovrebbe trovare un vocabolario concettuale un po’ giovane e, di conseguenza, più sconsiderato, temerario, incosciente di quello che da ben 600 anni definisce il concetto di libro?

Traduttore e revisore a confronto. Skagboys di Irvine Welsh e Perché essere felice quando puoi essere normale di Jeanette Winterson – Sala Professionali ore 15.30

di Giorgio Trasarti e Paola Tusa

Cominciamo bene: mancano due relatori su quattro per “piccoli problemi di salute”, la scritta BAR con relativa freccia incombe sulle teste dei relatori superstiti e ci distrae e canti e balli imperversano all’esterno…

La discussione è però interessante: Francesco Zago, revisore delle traduzioni di Welsh e Chiara Spallino, traduttrice delle opere di Winterson riassumono le problematiche che sorgono nell’affrontare testi così complicati e le dinamiche di odio e amore fra traduttori e revisori. Fra la lettura di Welsh che con tutti i suoi “falli in campo” rende le contrite e le faide interne alla lobby dei traduttori (Padania vs. resto del mondo), l’ora scorre veloce e lascia tutti soddisfatti.

Libertà e globalizzazione: il punto di vista degli editori – Sala Blu ore 17.30

di Simone Calabrò

Arrivo mezz’ora prima, ma non serve: la sala è semivuota e così resterà. Laterza presenta gli ospiti, ma c’è solo Proffit (Penguin), Vigne (Gallimard) ha perso l’aereo ma sta arrivando, pare. Il direttore editoriale di Penguin comincia il suo intervento: una serie di considerazioni banali sulle case editrici che ormai devono pensare soprattutto al bilancio e che quindi sono costrette a pubblicare libri che molti considerano “spazzatura”, aggiungendo che però la “pluralità può offrire uno specchio più ampio al lettore”. Non sono d’accordo.

Arriva Vigne, prende la parola e il suo intervento è più interessante. Spiega che la globalizzazione ha portato a considerare il libro come un “oggetto come un altro”. Conclude sostenendo che la ricezione del sapere ha bisogno di tempo e riflessione e che bisogna ricominciare a pensare ai libri in questo senso. Sono d’accordo e lo è anche la sala semivuota.

I migliori libri della nostra vita. Un racconto a più voci – Sala Blu ore 16

di Evelina Guerreschi

Montroni, Barbero, Culicchia, Giordano, Gambarotta, Salis (ed Ernesto Ferrero, a sorpresa) hanno parlato per un’ora d’amore. L’amore per i libri, l’amore che ti lasciano, l’amore che ti fanno scoprire, quell’amore che non ti fa dormire pur di leggere un’altra pagina. L’amore di Gambarotta per L’isola del tesoro di R.L.Stevenson letto mentre, sugli scalini del negozio della madre, aspettava il ritorno del padre dalla guerra o quello di Ferrero che, nel 1963, si trova sulla scrivania le bozze di La tregua di Primo Levi e alla seconda pagina, la sempre dolorosissima riflessione sul Male, rimane folgorato. L’amore di Montroni per I ragazzi della via Pal quando ancora, pur facendo il fattorino per una libreria, non leggeva e dietro consiglio del direttore iniziò uno dei romanzi di formazione per eccellenza: da lì non si è più fermato perché, come ha detto Giulio Einaudi ‘I libri cambiano la percezione del mondo’.

Grafica editoriale… digitale? Le copertine al tempo dell’ebook – Spazio Book the Future – ore 15

di Andrea Tafini

Se la copertina tradizionale è “il volto del libro che rimane per sempre”, come detto all’inizio dell’incontro dal grafico editoriale Maurizio Ceccato, come possiamo differenziare il volto di un ebook? Insieme a Ceccato, hanno ragionato intorno a questa domanda gli altri due professionisti del settore Riccardo Gola e Roberto Grassilli; soffermandosi sulle sfide che attendono coloro che devono costruire l’estetica di un ebook, i tre ospiti hanno dipinto scenari e potenzialità (per lo più inesplorate) dell’editoria digitale. Ciò che ancora legge chi possiede un e-reader, non è altro che la trasposizione in digitale di un testo cartaceo, con una copertina che spesso è l’esatta trasposizione di quella che possiamo trovare in una libreria o in una biblioteca; pur con qualche eccezione, le piene capacità multimediali degli ebooks devono ancora dispiegarsi. La materializzazione della copertina, le librerie on-line dove l’immagine del libro è ridotta ad un pugno di pixel, con tutto questo e molto altro deve fare i conti un grafico editoriale per dare identità estetica ad un testo elettronico. Attenzione al colore e al font, uso di elementi video e musicali, tecniche innovative di design, ma la bussola deve sempre essere orientata verso gli stessi principi base del mestiere: avere ben chiaro il messaggio da comunicare e uno stile sempre all’altezza del mezzo usato. Se il testo a cui dare una veste è messo al centro dell’idea grafica, hanno concluso i tre ospiti, la qualità del prodotto è quasi sempre assicurata; sia che si ragioni di ebook, sia che si ragioni di “vecchi” libri.

Tazzine di caffè – Una collana diretta da Giorgio Blandino – Incubatore ore 18

di Marta Ciccolari Micaldi

Mentre una grande fetta di pubblico e molte personalità della cultura celebrano Carlo Fruttero con letture e ricordi in una grande sala del Lingotto Fiere, all’Incubatore si svolge un intimo incontro tutto al torinese. Prima di tutto: l’Incubatore è un piccolo spazio del Padiglione 3 dedicato alla crescita, speriamo non in incubazione forzata, di case editrici sul mercato da non più di due anni. È piccolo, giallo e blu. Espress Edizioni, piccola casa editrice torinese, nata circa un anno fa, presenta stasera la sua nuova collana “Tazzine di caffè” e, in particolare, i primi due libri-tazzina: Dal sesso al gioco di Peppino Ortoleva, professore di mass media a Scienze della Comunicazione (TO), e Il barbecue della verità, di Gianpaolo Caprettini, un altro docente dell’Università di Torino, che insegna Semiologia del Cinema. Questi piccoli libri, economici, snelli e dalla grafica minimal, vorrebbero – così dichiara il loro curatore Giorgio Blandino – scuotere e stuzzicare il lettore, come di solito fa la caffeina. A metà strada tra il saggistico, l’aneddotico e il popular, i due studiosi non ci mettono molto a fare da trottola attorno ad argomenti già di per sé stuzzicanti: il sesso e il gioco sono antropologicamente due elementi fondanti della specie umana, ma anche i motori delle chat di Facebook e, nel Novecento, della cronaca nera; le parole “verità” e “pettegolezzo” etimologicamente hanno la stessa radice nella digestione difficoltosa, ma senza il gossip nessuno avrebbe mai allegramente ingurgitato nessuna delle verità nascoste su Marilyn Monroe o Clinton. La morale dell’incubazione: per scrivere qualcosa di serio sii faceto.

Ricordo di Carlo Fruttero – Sala Gialla ore 18

di Giorgio Trasarti e Evelina Guerreschi

Tutto esaurito, si abbassano le luci come a teatro e viene proiettato un montaggio di parole di Fruttero e della sua città, Torino. Gramellini e la figlia di Fruttero introducono il ricordo dello scrittore attraverso i suoi oggetti di casa come le tazze da tè, unica bevanda sorbita, rigorosamente al limone e non in bustine. Seguono una serie di letture nelle quali si alternano Ferrero, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Gambarotta e Ferrari, per citarne alcuni. Gli interventi hanno fatto rivivere in sala lo spirito del fine intellettuale attraverso il suo peculiare umorismo e l’ironia. il pubblico giustamente si diverte, anche per il racconto di aneddoti e siparietti (come i classici Fazio/Littizzetto), fino all’intervento di Gian Arturo Ferrari: soporifero (e siamo buoni), che ha determinato il progressivo abbandono della sala da parte del pubblico noi compresi.

Emergenti – Caffè letterario

di Giovanna Pisacane

Tre scrittori “emergenti e non esordienti” come sono stati presentati al caffè letterario. Raffaella Ferré con il suo libro “Inutili fuochi” (66thand2nd), Giovanni Montanari con “Tutti i colori del mondo” (Feltrinelli) e Giovanna Zucca con “Mani calde”(Fazi).

“Inutili fuochi”, una vacanza, sette personaggi che oscillano tra la capacità di sapere come andranno le cose e la consapevolezza che verranno smentiti dal susseguirsi degli eventi . “Mani calde”, storia di Davide, morto per un paio di giorni. Il dolore, la malattia, la paura documentati e raccontati con il candore e la spensieratezza di cui solo un bambino è capace. E infine, e non per ordine di interesse suscitato nel gruppo di spettatori presenti a questo incontro, “Tutti i colori del mondo”, un salto nel passato, un protagonista d’eccezione, Van Gogh, l’incontro con Teresa e Geel, piccolo paesino del Belgio, dove per secoli frotte di pellegrini vi hanno albergato ospitati dalle famiglie dei residenti. Pochi elementi, l’amore, la pazzia e il coraggio della protagonista, Teresa senza sogni, che scrivendo lettere al suo pittore, ne rende omaggio regalando al lettore sfumature biografiche mai esplorate finora.

Ricominciare a vivere, da uno stato di dolore e sofferenza fino a raggiungere attraverso un lungo e tortuoso viaggio, la speranza; da non confondersi con uno scontato e ordinario happy ending. Questo ciò che accomuna i tre romanzi, secondo il critico Giovanni Tesio che ha coordinato questo incontro. Giovani, preparati e disponibili, i tre scrittori hanno interagito poi col pubblico, incuriosito dai reading di qualche capitolo delle loro opere.

 

 

Commenti
3 Commenti a “#DirettaSalone – Giovedì 10 maggio”
  1. Marco scrive:

    Davvero un bel evento!!

  2. dom scrive:

    Ma io mi chiedo e vi chiedo: perchè ci state costringendo a comprare tavolette per leggere gli e-book? Perchè dovrei aver bisogno di leggerli in quel modo i libri? La carta non va più bene? Io leggo, quando mi va, due libri alla volta: perchè devo avere il bisogno di portarmi 6000 libri digitali con me quando non ne ho mai sentito l’esigenza? Parlate solo di e-book e io mi sono annoiato e parecchio infastidito già da molto tempo.

Trackback
Leggi commenti...
  1. […] Tra i tanti eventi segnalati sul blog, riassumiamo quelli incentrati sugli argomenti della piccola e media editoria romana e dell’editoria digitale: il 10 maggio Maurizio Ceccato ha partecipato, insieme a Roberto Grassilli e Riccardo Gola, a un incontro dal titolo Grafica editoriale…digitale? Le copertine al tempo dell’e-book.  Marta Ciccolari Micaldi scrive: […]



Aggiungi un commento