#DirettaSalone – Sabato 12 maggio

Pubblicare il proprio libro ai tempi degli ebook – Book to the future
Relatori: Sergio Covelli, Mauro Sandrini (Self publishing lab)

di Marta Traverso – Ledita

Libri di carta, libri digitali. Libri pubblicati con un editore, libri messi in rete attraverso il self-publishing. Possiamo dibattere quanto vogliamo sui pro e i contro della questione, ma sempre di libri si tratta. Libri che qualcuno ha scritto perché un giorno gli è venuta in mente una storia e ha avuto voglia di provare a viverla, a renderla una narrazione, a svilupparla, a perderci le notti e sperare che un giorno diventasse qualcosa.

Lo scrittore è una persona, e come tale è dotato di quel meraviglioso dono che è il libero arbitrio, il diritto a scegliere. Ecco, il self-publishing è una scelta. Rivolgersi a un editore è una scelta. Pubblicare il proprio libro solo su carta, solo in digitale o in entrambe le forme è una scelta. Oggi la rete fornisce a tutti gli scrittori gli strumenti per imparare a vivere in modo più consapevole la loro scelta, qualunque essa sia.

Il self-publishing non è editoria, perché l’autore non è vincolato da alcun contratto. Il suo unico vincolo è se stesso. Se un autore sceglie il self-publishing sa che dovrà prendersi a carico l’intera filiera editoriale, tutte quelle attività che di norma svolge l’editore. Sa che la responsabilità della qualità, dei risultati di vendita e della promozione del libro è sua. Sa che sta costruendo il suo brand da zero senza associarlo a un brand già consolidato (quello dell’editore). Sa che se scrive un romanzo, un racconto o una poesia e lo carica su Amazon, Narcissus o una qualsiasi altra piattaforma senza curare troppo la qualità del testo e del prodotto, poi non può lamentarsi se nessuno lo compra.

Il self-publishing non è sinonimo di anarchia letteraria: anche perché gli ebook sul mercato possono essere tantissimi, ma i criteri di scelta e l’intelligenza dei lettori non cambia. Se un testo è ben scritto, sarà premiato a prescindere da come e sotto quale forma è stato pubblicato. Paradossalmente, per uno scrittore il self-publishing è molto più difficile della ricerca di un editore. È una scelta difficile, ma sempre di scelta si tratta.

Hellzarockin’ – Dall’iPad alla carta il percorso inverso dei miti del rock – Sala Avorio ore 15

di Marta Ciccolari Micaldi

Avorio come gli elefanti, caldo torrido come la giungla: l’incontro inizia con qualche difficoltà, forse dovuta a quel piccolo segreto mondano che tutti sanno e hanno condiviso ma nessuno ha la sfrontatezza di confessare: i dionisiaci bagordi della sera prima. Si sorvola. La temperatura della saletta (senza finestre né aria condizionata) dove siamo raccolti in una dozzina è altissima, i ragazzi che devono presentare il progetto Hellzarockin’ un po’ lenti a partire, un po’ senza olio negli ingranaggi. Il progetto, però, colpisce da solo, anche senza oliata presentazione: in mezzo al tanto discutere di “digitale vs/e/o cartaceo”, la casa editrice Tunuè, specializzata nella pubblicazione di fumetti, propone un contenuto reale, concreto, davvero sperimentale e binario. Una storia accattivante in una app per smartphone e tablet, di nome,
appunto, Hellzarockin’.

Si sfoglia a seconda dei formati del proprio device, è colorata ed è stata realizzata dai disegnatori senza passare dalla carta, ma servendosi direttamente di supporti digitali, di tavolette su cui – evidentemente – si può disegnare. Contenuto narrativo, immagine e tecnologia interagiscono tra loro così felicemente che quasi fa un po’ strano: gli editori, cogliendo l’innovazione del loro stesso esperimento, dichiarano di aver voluto fare un piccolo salto indietro nel tranquillizzante mondo della pagina cartacea, realizzando lo stesso identico fumetto della app su carta, in forma di album, come gli altri.

Obiettivo: avvicinare il pubblico a una felice convivenza tra i due tipi di lettura , senza strappi o frizioni. I responsabili del progetto – ora davvero brillanti nel descrivere il loto prodotto – usano le parole “futuro” ed “esperimento” con una concretezza che finalmente dà sollievo, anche quando arricchita di tecnicismi di cui tanta parte del pubblico non ha colto molto se non il fascino. Un solo grande assente durante l’incontro: il rock di cui si faceva cenno nel titolo. Peccato.

“Il momento è delicato” – incontro con Niccolò Ammaniti – sala gialla ore 16:30

di Paula Scalamogna

“A leggere sono una pippa”. Ecco in questa frase che si apre l’incontro con Niccolò Ammaniti che presenta, con la collaborazione di Giovanna Zucconi, la sua ultima raccolta di racconti “Il momento è delicato” (Einaudi Stile Libero Big 2012).

Niccolò non nasconde una buona dose d’ansia, ma la lettura di “Un uccello molto serio” (racconto nato dal sodalizio con Antonio Manzini) ne esce chiara e piena di humour. Il pubblico applaude, ride e si diverte insieme all’autore. Ammaniti non si smentisce, come sempre. Il suo stile, connubio di ironia e grottesco (fin quasi soprannaturale) è un marchio inconfondibile e i lettori, che conoscono e apprezzano la sua scrittura, ne sono consapevoli fin da principio. “Sono i particolari che caratterizzano i miei personaggi. E i lettori che mi seguono questi particolari li riconoscono subito” afferma l’autore. Il carattere delle figure che caratterizzano le sue opere nasce dal ricordo di persone conosciute, vicini di casa, ex compagni di scuola, persone che hanno, in qualche modo, fatto parte del suo passato. Ammaniti mette molto di se in ciò che racconta, dice infatti: “All’inizio provavo molto fastidio nel mettere parti di me e della mia vita nelle storie che scrivevo, ma oggi, la vecchiaia (qui interviene la Zucconi correggendo il termine vecchiaia con “maturità”, ma lo scrittore non è d’accordo) mi ha permesso di superare e accettare la cosa”.

Ammaniti dimostra, anche nelle interviste rilasciate in passato, un affetto sincero nei confronti del suo pubblico. Dice: “I buoni libri non sono fatti dagli scrittori, ma dai lettori che, utilizzando l’immaginazione, a volte arrivano fin dove l’autore stesso non riesce”. Dopo aver spiegato la differenza tra un romanzo, paragonato ad una storia d’amore, e un racconto, visto più simile alla “passione di una notte”, Niccolò svela il perché del titolo della raccolta.

Il pubblico, sempre più divertito di fronte alla schiettezza delle sue risposte, abbandona la sala con quest’ultima frase: “I miei editori continuano a ripetermi che oggi con i racconti si vende poco e che il momento è delicato. Si, ma è da vent’anni che il momento è delicato”

Ebook, un nuovo formato per il giornalismo – Anna Masera, Marco Bardazzi e Giuseppe Granieri  – area book to the future ore 15:00

di Angelo Ventriglia

“La carta ha finito il suo ciclo di innovazione”. Così Giuseppe Granieri fotografa il momento storico che l’editoria sta vivendo,  evidenziando che, se abbiamo certezze sull’autore e sul suo rapporto con il lettore, i generi e le tipologie di contenuto presentano una definizione piuttosto sfumata.

Molto illuminante, a mio avviso, l’intervento di Marco Bardazzi. Secondo lui, “il metodo giornalistico può (deve!) adeguarsi ai nuovi modi di raccontare la realtà”, portando subito come best practice il trasferimento della redazione de La Stampa. I nuovi spazi saranno organizzati in cerchi concentrici – che qualche suo collega ha già battezzato “gironi danteschi” – per favorire un “pensiero integrato” tra carta e digitale.
Nella stessa direzione va anche l’operazione fatta con l’ebook “La grande crisi”, abbinato a una web story di 20 minuti che potrebbe essere sfruttata, ad esempio, da un insegnante per introdurre le sue lezioni di storia o, più in generale, per vivere un’esperienza nuova di fruizione del contenuto.

L’attenzione dei tre si è poi concentrata sul giornalismo d’inchiesta –  appiattitosi troppo, negli ultimi tempi, sulla pubblicazione degli atti giudiziari – che potrebbe tornare ad avere spazio sul mercato editoriale in formato ebook.  Senza dimenticare, però, che fare vere inchieste vuol dire “consumare le suole delle scarpe”, uscire dalle redazione e non limitarsi a cercare gli user generated contents online.
In chiusura, un’importante questione posta da Anna Masera: la mancanza di tempo come variabile cruciale, che sta imponendo articoli molto brevi e lasciando poco spazio all’approfondimento, con evidenti ricadute sul giornalismo d’inchiesta. Secondo la giornalista, l’utente preferisce informarsi attraverso i social network anziché consultare i siti  dei quotidiani, privilegiando “la notizia” al contenuto.
Giuseppe Granieri è convinto, invece, che i media social si attivano momenti diversi di attenzione, non tipi differenti di pubblico. Il lettore preferisce conoscere subito il fatto attraverso gli amici, le pagine Facebook o i Following di Twitter, per poi cercare l’approfondimento presso le fonti più autorevoli (trovandomi pienamente d’accordo!).

Incontro con Ginevra Bompiani: Il tempo delle donne – sala blu ore 19:00

di Simone Calabrò

Il pubblico è numeroso, per lo più donne, con la curiosa presenza di un sosia invecchiato di Jack White.

Si comincia con la lettura da parte di David Riondino, che ricordavo meno canuto, che legge con grande intensità e sincera passione. Il libro parla di due amiche in una beauty farm. Descritto dalla Bompiani come un luogo dove “ci si illude di una rinnovata gioventù o ci si nasconde”. La Bompiani poco e lentamente, ma con l’aria (raramente riscontrata negli incontri da me seguiti) di avere “qualcosa da dire”.

Le letture continuano. Il romanzo ha come temi la solitudine, l’ossessione della giovinezza e le malattie della vanità: non male. Si conclude con una nota sociopolitica prendendo come spunto Berlusconi: “I soldi e la tecnologia fanno miracoli ma quest’uomo, comunque, paga per a vere delle donne”. Mi metto a ridere, ma neanche poi tanto.

Commenti
3 Commenti a “#DirettaSalone – Sabato 12 maggio”
  1. Barbara scrive:

    Oi Duda!Bastantes leituras em ouutrbo. Outubro foi uma verdadeira negae7e3o para mim! Sf3 li treas livros. Espero melhorar um pouco o nfamero esse meas.As Vantagens de ser Invisedvel! *_* Ne3o vejo a hora de poder ver o filme, mas este1 difedcil, ne9?!Puros ainda ne3o conseguiu chamar tanto minha atene7e3o ne3o, mas acredito que seja uma distopia bastante interessante. Um livro que estou com muita vontade de ler e9 Eu e Vocea! Gostei bastante da sua resenha e fiquei bem curioso em relae7e3o a ele.Acredita que eu estou curioso para ler Belo Desastre? E o pior e9 que sei que ne3o vou gostar do livro! hauahuah’ Sf3 de ver vocea falando je1 detesto os personagens, mas mesmo assim!Outro que quero ler e9 Feche bem os olhos! ^^Beije3o!

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  1. […] Sabato 12 maggio la casa editrice Tunuè ha presentato Hellzarockin’, un fumetto così al passo coi tempi da essere nato direttamente in formato digitale, una coloratissima app da sfogliare che solo dopo è divenuta un fumetto cartaceo. […]

  2. […] organizzata da minimum fax sulle pagine (pardon, le schermate) di minimaetmoralia, qui e qui. Essendo molteplici – questa è a forza di Ledita – abbiamo partecipato a tanti eventi […]



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