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“Fare gli stronzi in amore è facilissimo”

Pubblichiamo un’intervista di Laura Eduati, uscita su Gli Altri, a Barbara Alberti. (Immagine: Robert Doisneau.)

Ventotto anni di posta del cuore. Tormenti, rovelli, interrogativi ai quali Barbara Alberti risponde in punta di fioretto, come un’amazzone dell’amore, convinta che troppo spesso ci accontentiamo di passioni tristi, usando il tradimento come pallido «succedaneo», senza nemmeno sapere come gestire una storia di solo sesso. Uomini e donne senza coraggio che invece avrebbero come unico obbligo quello di sedere uno di fronte all’altro e raccontarsi i propri fantasmi e le proprie aspirazioni. Un dato è certo: non ci riusciamo quasi mai. Irragionevolmente scegliamo «l’onanismo anche spirituale», relazioni annoiate, e soprattutto andiamo nella direzione opposta rispetto alla liberazione femminile. Così Alberti, donna elettrica, si accende di rabbia come una professoressa ormai stanca di correggere lo stesso refuso. E tuttavia, al contrario di una professoressa, ironicamente ammette: «Più rispondo alle lettere e meno capisco».

Il suo archivio di lettere, da Amica al Fatto quotidiano a Radio24 col programma “La guardiana del faro”, racchiude tre decenni di amore vissuto dagli italiani. Non pensa che un antropologo potrebbe trovarlo interessante?

Non ho mai contato le lettere che mi sono arrivate, non ho un segretario, possiedo un archivio immenso ma dopo morta butteranno tutto. Quando ho cominciato la posta del cuore, nel 1984, ci ho quasi rimesso la carriera letteraria, era una cosa che non si faceva, un po’ alla Liala, me lo propose il direttore di Amica Paolo Pietroni e devo dire che fu scandalosamente fantastico, per un anno non risposi davvero alle lettere ma raccontai soltanto i cavoli miei in quanto era un periodo amorosamente complicatissimo e quando cominciai a dare consigli a coloro che mi scrivevano, presi a frequentare i miei lettori. Poi smisi, mi resi conto che non ero all’altezza del mio compito.

Ha mai messo in atto i consigli che pubblica?

Molti mi chiedono se sento la responsabilità di quello che scrivo e allora rispondo che non sono Padre Pio. Il fatto è che nessuno segue mai i miei consigli, e nemmeno io per prima, perché mi scrivono per trovare ascolto, non una soluzione. Come dico sempre: si fidano di me perché sanno che non c’è da fidarsi. Una donna che racconta di essere picchiata dal marito o di non fare mai sesso col compagno sa benissimo cosa fare, ma cerca qualcuno che prenda su di sé il suo peso.

Quando la soluzione del problema amoroso è così lampante, è difficile allora dare una risposta saggia.

Alle donne che mi scrivono: “Da dodici anni sto con un uomo che mi manca di rispetto, non mi scopa e mi frega i soldi” allora rispondo “E allora stacci. Siete fatti l’uno dall’altra”. Perché è evidente che c’è un tornaconto masochistico, altrimenti la relazione sarebbe finita molto tempo prima. Se evito saggi consigli è perché altrimenti morirei di noia e perché, per me, la posta del cuore è anche letteratura, un mestiere per maniaci. Io sono una maniaca.

Mi scusi, ma cosa c’entra la letteratura?

Mi sembra così ovvio. La letteratura come l’amore è andare in fondo alle cose, oltre le convenzioni, è trovare l’indicibile tra tutte le felicità e soprattutto diventare ciò che sei. Quello che mi stupisce continuamente è la profonda inimicizia che invece le persone nutrono per se stesse. Gli umani, almeno gli occidentali, vivono al di sotto della soglia di ragionevolezza della propria felicità e libertà. C’è una lettera-tipo che ormai ricevo ormai da 30 anni e che mi fa perennemente arrabbiare. Cambiano le mittenti, ma il punto è il medesimo: “Sono una ragazza di 23 anni, presto sposerò il mio fidanzato ma amo un altro”. Mi chiedo: ma sei scema? Questi sono dilemmi che capirei se fossimo nell’800, quando eravamo poco libere e quasi costrette a sposare un buon partito sacrificando i sentimenti. Più rispondo e meno capisco. Perché non stanno dalla parte di se stesse? È un enigma. Le ragazze si sposano per il divano nuovo, per fare contenti i suoceri, è inspiegabile.

Forse queste ragazze, invece, hanno già compreso che amore e matrimonio non sono fatti della stessa materia e dunque preferiscono la sicurezza della coppia alla precarietà della passione ben sapendo che è meglio crescere dei figli con un uomo dolce e affidabile piuttosto che rischiare il naufragio? Pare, insomma, che abbiano letto Il matrimonio d’amore è finito? di Pascal Bruckner.

Bruckner non fornisce soluzioni praticabili. Dovremmo allora tornare a sposarci per costruire la società dedicandoci all’amore fuori del matrimonio? Il vero problema, a mio parere, è la liberazione della donna. Ricordo mio padre e mio nonno: corna a tutto spiano, e le donne a casa. Poi hanno abolito recentemente il delitto d’onore, ma da allora non ci sono mai state così tante donne ammazzate. Appena gli uomini vengono contraddetti, perdono il lume della ragione. Io credo che ci vorrà un tempo infinito prima che le donne possano avere una reale parità. Nemmeno gli uomini migliori oggi credono che noi donne siamo uguali a loro.

Torniamo allora al fatto che, per ora, meglio dividere il matrimonio dalla passione?

È tristissimo. Non potrei mai immaginare di condividere il letto con un uomo che non mi piace abbastanza. Fare sesso ripetutamente con chi non ami è una tortura, e porta a mentire non soltanto a letto ma al cinema, a tavola, ovunque. È una vita da schiavi.

Una delle sue frasi più celebri è “L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia”. Non tutti però sono nati coraggiosi e dunque evitano il rischio dell’amore.

Non prendetemi per un osservatorio scientifico. A me scrivono le bambole rotte, i disgraziati, gli infelici. Sono convinta che l’amore si fa poco perché se ne parla troppo. C’è una profondissima crisi del desiderio causata dall’intenso bavardage sul sesso in tv, da vent’anni di berlusconismo, i tronisti di Maria de Filippi. Stiamo vivendo un fortissimo arretramento della libertà femminile.

In una delle ultime puntate di Maleducaxxion dice che il sesso a due non esiste, perché una stanza è sempre affollata di immaginari, fantasmi, altre persone. La situazione più felice è quando queste cose vengono espresse. Perché avviene così di rado?

Non lo so, ma vorrei parlare di un’amica molto bella, 28 anni, che ha scoperto che il suo fidanzato, innamoratissimo a suo dire, sta coi giornaletti porno in camera. Mi pare lo specchio dei tempi: quello che va moltissimo è l’onanismo, anche spirituale.

Saremo anche tutti solipsisti ma quando stiamo in coppia cerchiamo di rimanerci il più a lungo possibile, anche quando siamo infelici, annoiati e carichi di astio. Perché?

La paura di rimanere soli è un elemento fondamentale. Una donna single, specialmente, non gode di buona stampa. Fa paura alle amiche impegnate, alle coppie poco felici. Eppure stare bene da soli è una chiave importante per godersi la vita. Se poi troviamo l’amore, tanto meglio. Detto tra noi, l’amore vero è uno su un milione. La maggioranza cerca invece uno sconosciuto da ingannare, una persona di cui avere paura. Questa paura a due la chiamo paranoia, il vero segno della nostra epoca. Intanto tutta la società congiura affinché ti accoppi, e se non lo fai è come nel fascismo: sei un individuo sospetto. Un arretramento del costume incredibile.

Esistono, secondo lei, dei reati in amore? Si sentono a volte storie sconvolgenti, uomini con due famiglie, che reggono la finzione negli anni. Si è fatta un’idea del perché agiscono così?

Il tradimento innanzitutto è un piacere dell’uomo, anche se naturalmente esistono molte donne che tradiscono. A volte si tradisce per nulla, a volte per riempire un vuoto. Allora io direi: lasciami, perché mi devi tradire? L’amore è una cosa rara, e dunque ci rivolgiamo al suo succedaneo: il tradimento. Non dobbiamo mai confondere i piani. Occorre capire che cosa si vuole. Io dico, se deve essere una storia soltanto di sesso allora fate come Ultimo tango a Parigi, chiudetevi in una stanza dalle cinque alle sette e soprattutto non ditevi come vi chiamate ovvero non esplorate la vostra reciproca identità.

Il film, però, è drammatico.

Finisce male perché è la trasposizione moderna della favola di Amore e Psiche, che si incontravano nel buio notturno. Amore aveva vietato a Psiche di investigare su chi fosse. Ma Psiche è curiosa e alza la lanterna e scopre che il suo amante è il bellissimo Eros, e rovina tutto. Voglio dire, non ho nulla in contrario alle storie di sesso quando il sesso è fatto bene, ma occorre sapere che l’eros non vuole saperne dell’identità, non fate conoscere i vostri parenti né i vostri figli, state chiusi in quella stanza finché dura e poi lasciatevi.

L’essere stronzi in amore è un’arte esercitabile da tutti oppure occorre comunque una dose di scaltrezza?

Essere stronzi è la cosa più facile del mondo, è un concetto darwiniano che applichiamo piuttosto bene. La sopraffazione è banale. Non essere stronzi significa vivere la vita in maniera dignitosa e avventurosa, ed è dunque complicato.

Amore è il mese più crudele, il suo ultimo libro, di nuovo esplora la passione e le storie d’amore che hanno coinvolto i famosi della storia e del cinema. Cosa c’è ancora da dire su Rossella O’Hara e Rett? Forse che Rossella ha commesso così tanti errori da meritarsi la rovina di Tara?

C’è moltissimo da dire altrimenti non esisterebbe più la letteratura, che va reinterpretata continuamente.

Non è che la letteratura ci fa credere che l’amore romantico esiste?

L’amore passionale, quello dei grandi romanzi, si può anche non incontrare. Ma esiste un obbligo, ed è quello di guardarsi in faccia. Altrimenti diventa un reato, il reato dell’inganno e della menzogna.

Romanzi contemporanei che ama particolarmente? Ha letto Freedom di Jonathan Franzen, che descrive un lungo matrimonio della provincia americana, un triangolo alla Tolstoj che però poi ridiventa coppia come a dire: guardate che a vincere è la realtà?

Adoro moltissimo i romanzi di Isabella Santacroce, che purtroppo deve scontare il fatto di avere mostrato il culo quando era ancora giovane e veniva catalogata tra i giovani “cannibali”. Da allora è riuscita a trovare una sua personale visione, esplorando il linguaggio in maniera così ipnotica che mi sono ritrovata a riscrivere un romanzo – Sonata a Tolstoj – perché innamorata della sua scrittura.

Visto che apprezza Santacroce, che ha forse il torto di essere corpo femminile oltre che scrittrice talentuosa, avrà immagino sussultato quando, all’epoca del bunga bunga, molte femministe moraliste si sono scagliate contro le donne di Berlusconi. O no?

Credo che in quel caso il limite sia stato superato. Penso alla giaculatoria di Terry De Nicolò, quando disse che la bellezza va venduta per arrivare in alto. Lo trovo indecente. E invece mi sono arrabbiata quando cacciarono Patrizia D’Addario da piazza Navona. Cosa aveva fatto di male? Nulla, anzi. Mi fa quasi tenerezza, la sua storia. Una donna sola, non particolarmente intelligente (diciamolo pure: una capretta), senza poteri alle spalle, che fronteggia un uomo potente come Berlusconi. Sì, è una escort, ma per questo non merita umanità?

Laura Eduati, trevigiana (1975). Inviata di cronaca per il quotidiano Liberazione fino al 2011, è giornalista del settimanale Gli Altri e collaboratrice dell’Huffington Post. Co-autrice del volume di reportage Stato d’Italia (Postcart, 2011) a cura di Renata Ferri con prefazione di Lucia Annunziata.
Commenti
7 Commenti a ““Fare gli stronzi in amore è facilissimo””
  1. Francesca scrive:

    “Ma esiste un obbligo, ed è quello di guardarsi in faccia. ”
    ed anche guardare in faccia le cose, specie quando sono scomode, ruvide “brutte”. riuscire ad ammettere che quel qualcosa esiste, per quanto sgradevole sia.

  2. sergio l. duma scrive:

    Barbara Alberti continua ad essere una delle poche vere anti-conformiste esistenti in Italia. Non sempre sono d’accordo con lei e non condivido tutto ciò che afferma in questa intervista ma… tanto di cappello.

  3. Lucia scrive:

    Dice le stesse cose di Zizek su amore e sesso. Non che ci sia nulla di male, eh.

  4. Paolo1984 scrive:

    sarò scemo ma nell’amore romantico ci credo ancora

  5. marid scrive:

    E vero che nell’ amore bisogna essere coraggiosi .a volte mi domando si amo veramente .io credo nell’ amore questo mi porta a un’ altra dimensione .ma certe volte non risco a capire qualche situazione .e complicato

  6. speakingparts scrive:

    giusto cielo, il parallelo tra Žižek e Alberti mi ha stroncato. non è una cosa accettabile, è un po’ come rivedere accanto su youtube werner herzog e fabio fazio. poi Žižek non amerebbe i romanzi dell’inutile santacruz.

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