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Favole sulla finanza

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Questo pezzo di Antonio Pascale è uscito sull’ultimo numero di IL, il magazine del Sole 24 Ore. (Fonte immagine)

di Antonio Pascale

Sono preoccupato perché quasi tutti parlano male di banche e finanza. D’accordo, la categoria non fa simpatia: «compagno di scuola ti sei salvato dal fumo delle barricate o sei entrato in banca pure tu?». Tuttavia un conto in banca, modestissimo, lo posseggo, dunque voglio capire bene come funziona, altrimenti li tengo sotto il cuscino. Ma nelle discussioni sui media e new media non riesco a capire nulla. A parte l’odio dico, non imparo niente.

Sento Rampini che parla male delle banche. Vado giù al bar e che dice Lamberto (il barista)? Le stesse cose di Rampini ma in maniera molto popolare e grezza: c’ho mettono nel culo, ecc. Vado a scuola di mio figlio perché c’è autogestione e mi hanno invitato in quanto scrittore e che ti leggo? Cartelli così: «Restituite la sovranità monetaria e popolare all’Italia e al mondo, maledetti usurai!!!». Più avanti, sui muri ne leggo un altro, ma di Forza nuova: banche, usura, liberismo, il cancro della nostra Europa. Poi ce n’è un altro: compra italiano, l’agricoltura: la forza della terra (spighe di grano, infiocchettate con il tricolore). Questo non lo dice anche parte della sinistra, penso con un brivido?

Poi leggo Benni su Repubblica che si diverte a immaginare un personaggio che non riesce (dannandosi) a comprare più niente prodotto in Italia, e penso con un brivido: ma dove l’ho già letto? Massimo D’Alema da Fazio, puntata del 25 marzo 2012, dice che pochi finanzieri comandano il mondo. Ma chi sono? Prendiamoli e risolviamo il problema, tanto so’ pochi. Ma le banche non piacevano anche al Pd? Oppure, che so, Davide Riondino e Sabrina Guzzanti vengono truffati da un faccendiere, Gianfranco Lande, e perdono un sacco di soldi. Riondino in tribunale afferma: «Lande, presentatomi come un grande esperto di finanza, era rassicurante, parlava di astrologia del denaro e garantiva alti tassi di rendimento nonostante la crisi economica». Alti tassi? Ma non è roba da faccendieri spregiudicati?

Sì, infatti, e la Guzzanti quando poteva li ha duramente (e giustamente) contestati, simili tipacci. Però poi se qualcuno c’ha detto: ti offro tassi alti, dammi il tuo denaro, ebbene, noi cediamo a quei tipacci. Quando Travaglio dovette difendere la Guzzanti dalle critiche, trovò un’ottima giustificazione, disse: mica i soldi li poteva mettere sotto il cuscino. E no, ci mancherebbe. Infatti, pure io non li metto sotto il cuscino. C’è un sentimento di ostilità diffusa verso la finanza e simili, mica fai i dovuti distinguo, cos’è la finanza? come funziona? perché a volte funziona male? Macché, dici finanza uguale usura e ti garantisci il seggio. Poi vinci, festeggi al ristorante e paghi con la carta di credito – a tutti gli effetti uno strumento finanziario. Non riesco a rassegnarmi. Non c’è pensiero senza emozione, d’accordo, ma troppe emozioni confondono, mica finisce che voto Forza nuova invece che Pd? Giammai.

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Commenti
Un commento a “Favole sulla finanza”
  1. spago scrive:

    Antonio Pascale in grazia di Dio. Articolo superlativo!

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