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Forbici (Dopo il Crash)

di Marco Mantello

Sulla strada c`era un predicatore
che pagavano per pregare il suo stesso nome
a fine maggio è scomparso il sole
e per tre settimane di fila
ho cominciato a lavorare con i disabili
da una cooperativa di Hermann Platz
che mi ricordava la parola odio

In qualche modo ho creato un mondo
che è solo mio dalla Fondazione
quattro spastici comandano le mie mani
sulle loro carrozze elettriche

e a pagarmi la bandierina è un muto

che va allo stadio e si tinge biondo
assieme a uno con un problema audio
sente le voci di sottofondo

e taglia i fogli con le sue forbici

e poi mi guarda, allarga le mani

e urla, in attesa che li rincolli.

Ha sviluppato un fiuto da che è caduto
per le visioni del già successo
ama la storia quando è finita
nello spumante dei capodanni

a mezzanotte si chiude al cesso

coi suoi collage di seni e colli

l`immagine senza lo specchio

il chiodo senza il poster

la vernice senza il muro

in una foto che non rimane vuota.

Ora che farsene di una risalita
quando agli inferi ci si cala un Ceo
per salvare un`assicuratrice vita?
Ora che farsene della parola aiuto
quando il sordo si unisce al muto
Chi pagherà tutti questi danni?

Basta un ritardo in fondo, basta un minuto
e finirà, che i terminali mi licenzieranno
per evitare che io li giudichi

 

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