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Frigolandia a rischio sgombero. La libera Repubblica dell’Arte sotto minaccia

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Minaccia di sgombero per Frigolandia, centro culturale polivalente, redazione delle riviste Frigidaire e Il Nuovo Male, nonché Museo dell’Arte Maivista (MAM), che ha in esposizione oltre 500 opere e in archivio più di 3000 tavole, disegni, quadri, sculture, oltre a migliaia di fotografie. Nei quindici anni di attività Frigolandia è stata visitata da migliaia di persone da ogni parte d’Italia e del mondo, ha organizzato mostre, laboratori, seminari e incontri in molte città italiane. 

di Vincenzo Sparagna *

L’11 marzo 2020, in piena emergenza coronavirus, il Sindaco e la Giunta del Comune di Giano dell’Umbria hanno emesso un’ordinanza di sgombero di Frigolandia entro 60 giorni. Solo le disposizioni governative di stop provvisorio a simili procedimenti hanno allungato i termini di questo ipotetico sgombero all’ultima settimana di agosto e, in seguito, a ottobre. L’azione ostile del Comune è particolarmente infida, poiché l’ordinanza è un atto amministrativo che ci costringe a ricorrere non a un normale tribunale, ma al TAR o alla Presidenza della Repubblica.

È l’ennesimo tentativo di cancellare la “Libera Repubblica dell’Arte” fondata da Frigidaire nel 2005. Già nel 2008 il Comune avviò una causa di sfratto per una inesistente morosità, inviando le notifiche a un indirizzo sbagliato, ma riuscimmo ad opporci in extremis e il processo si concluse nel 2012 con la condanna del Comune al pagamento delle spese legali. Dopo qualche anno, nel 2015, è andato in scena il secondo atto di questa odiosa persecuzione. Il Comune dichiarò concluso l’affidamento, benché, come ripetutamente sottolineato dagli avvocati di Frigolandia, la convenzione è sì decennale, ma prevede esplicitamente altri tre rinnovi automatici sempre decennali agli stessi patti e condizioni, e solo il Concessionario, ovvero Frigolandia, ha diritto di recesso. Ignorando tale condizione, il Comune pretende che i canoni di affitto pagati da 2016 ad oggi (6000 euro all’anno, come fissato dal Comune stesso) sono da considerare un “risarcimento” per non aver riconsegnato l’area su cui sorge Frigolandia, nonostante la società non era in alcun modo tenuta a farlo.

Ora, a marzo 2020, l’ordinanza di sgombero. Al di là dell’aspetto giuridico della questione è scandaloso il tentativo di sopprimere un centro culturale, editoriale e artistico visitato da migliaia di persone da ogni parte d’Italia e del mondo, che non ha mai ricevuto aiuti pubblici e paga puntualmente il canone previsto dal contratto di concessione. Dal 2005, oltre a risistemare gli edifici e curare il parco che li circonda a proprie spese, Frigolandia ha pubblicato giornali e libri, ha organizzato mostre, incontri, laboratori, diventando un polo di attrazione e quindi anche di promozione turistica e culturale per il territorio umbro e per l’Italia.

A Frigolandia sono conservate circa 60 tonnellate di pubblicazioni (riviste e libri) che documentano le più avanzate ricerche nel campo del fumetto, della satira, della fotografia e dell’arte degli ultimi 40 anni, una grande biblioteca, migliaia di tavole originali e di fotografie. Le nostre riviste sono state acquistate nel 2017 anche dalla Yale University del Connecticut e sono sistemate nella loro Library a disposizione di studenti e ricercatori americani. Frigidaire è stata anche negli anni argomento di innumerevoli tesi di laurea in Italia, a volte preparate proprio a Frigolandia, la cui chiusura sarebbe per tanti versi un danno irreparabile e un vero crimine culturale.

Per sostenere e salvare Frigolandia è stato lanciato su change.org un appello pubblico al Presidente della Repubblica e al Ministro dei Beni Culturali.

Questo è il link per firmare l’appello. Per altre informazioni basta visitare il sito della nostra Repubblica dell’Arte.

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*Direttore di Frigidaire e Il Nuovo Male

Commenti
Un commento a “Frigolandia a rischio sgombero. La libera Repubblica dell’Arte sotto minaccia”
  1. esempio di soluzione peggiori del male.

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