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George Orwell aveva torto – La risposta di Amazon

Questa è la risposta di Amazon alla lettera pubblicata stamattina sul “New York Times”. Ai lettori di minima&moralia il compito (se lo volete) di discutere su una controversia che offre più di un motivo di riflessione sul destino del mondo dei libri nel futuro prossimo.

Ecco la lettera di Amazon

Cari lettori,

appena prima della seconda guerra mondiale, ci fu un’invenzione radicale che scosse le fondamenta del mondo editoriale. Si tratta del libro tascabile. Questo accadde in un periodo in cui i biglietti per il cinema costavano 10 o 20 centesimi, e i libri costavano $ 2,50. Il nuovo libro in brossura costava 25 centesimi – dieci volte più conveniente. I lettori adottarono subito il libro in brossura e milioni di copie furono vendute nel solo primo anno della sua commercializzazione.

Con un libro così poco costoso e con tante persone in grado di acquistare e leggere libri, si potrebbe pensare che l’establishment letterario del tempo avrebbe celebrato l’invenzione della brossura, giusto? Sbagliato. Quel mondo, al contrario, cercò di mettere i bastoni tra le ruote al nuovo arrivato. Erano convinti che i tascabili a basso costo avrebbero distrutto la cultura letteraria e danneggiato l’industria (per non parlare dei propri conti bancari). Molte librerie rifiutarono di prendere i nuovi libri economici, e gli editori dei libri in brossura dovettero usare metodi non convenzionali di distribuzione – luoghi come edicole e farmacie. Il famoso scrittore George Orwell venne pubblicamente allo scoperto e dichiarò: “gli editori dovrebbero unirsi contro di loro”. Sì, George Orwell stava suggerendo proprio questo.

Bene… la storia non si ripete, ma almeno fa rima (modo di dire da una frase di Mark Twain ndT)

Venendo a oggi, è il turno dell’e-book di affrontare l’ostilità dell’establishment letterario. Amazon e Hachette – un grande editore statunitense, parte di una concentrazione di media da 10 miliardi dollari – sono al centro di una controversia sugli e-book. Noi vogliamo una riduzione dei prezzi degli e-book. Hachette no. Molti e-book vengono venduti a 14,99 $ e anche a 19.99 $. È un prezzo ingiustificatamente elevato per un e-book. Con un e-book non c’è la stampa, non c’è bisogno di prevedere la tiratura, non ci sono rese, non costi di magazzino, non costi di trasporto, e non esiste un mercato secondario – gli e-book non possono essere rivenduti come libri usati. Gli e-book possono e devono costare di meno.

Forse, sintonizzandosi su delle vecchie suggestioni tanto care ai tempi di Orwell, Hachette si è illegalmente accordata con i suoi concorrenti per aumentare i prezzi degli e-book. Hanno insomma fatto cartello. E infatti fino ad ora questi editori hanno pagato 166 milioni di dollari in sole sanzioni. La concertazione tra concorrenti, volta ad aumentare i prezzi, non era solo illegale, ma era anche molto irrispettosa verso i lettori di Hachette.

Il fatto è che molti operatori storici del settore hanno preso per buona la posizione secondo cui i prezzi più bassi degli e-book potrebbero avere come conseguenza quella di “svalutare i libri” e insieme ad essi il “Mondo delle Arti e delle Lettere”. Si sbagliano. Proprio come i tascabili non distrussero la cultura del libro, pur essendo dieci volte più economici, non lo faranno gli e-book. Al contrario, i tascabili hanno finito per ringiovanire l’industria del libro e l’hanno resa più forte. Lo stesso accadrà con gli e-book.

Molti operatori del settore hanno una visione delle cose troppo limitata. Sono convinti ad esempio che i libri competano oggi solo con altri libri. In realtà, i libri competono oggi con i giochi per cellulari, televisioni, film, Facebook, blog, siti di notizie gratuite e altro ancora. Se vogliamo una cultura sana della lettura, dobbiamo lavorare duramente per essere sicuri che i libri siano competitivi contro questi altri tipi di supporti, e una grande parte di chi è convinto di ciò sta lavorando duramente per rendere i libri meno costosi.

Inoltre, il prezzo degli e-book è altamente elastico. Ciò significa che quando il prezzo scende, i clienti ne acquistano molti di più. Abbiamo quantificato l’elasticità dei prezzi degli e-book da misurazioni ripetute con molti titoli. Per ogni copia di un e-book venduto a 14,99 $, ne sarebbero state vendute 1,74 copie al prezzo di 9.99 $. Così, per esempio, se i clienti avessero acquistato 100.000 copie di un particolare e-book a 14,99 $, ne avrebbero acquistato 174.000 copie dello stesso e-book a 9,99 $. Il totale dei ricavi a 14,99 $ sarebbe 1.499 mila $. I ricavi totali a 9,99 $ sarebbero 1.738 mila $. La cosa importante da notare qui è che il prezzo più basso è buono per tutte le parti coinvolte: il cliente sta pagando il 33% in meno e l’autore sta ottenendo royalties il 16% più grandi, e il suo libro soprattutto viene letto da un pubblico che è del 74% più grande. La torta è semplicemente più grande per tutti.

Ma quando una cosa è stata fatta in un certo modo per lungo tempo, resistere al cambiamento può essere un istinto riflessivo, e gli interessi potenti dello status quo sono difficili da spostare. Non è mai stato nell’interesse di George Orwell sopprimere i libri tascabili – semplicemente, aveva torto.

E nonostante quello che alcuni vorrebbero far credere, gli autori non sono così uniti su questo tema. Quando la Authors Guild ha scritto sull’argomento, il titolo del pezzo era: “Amazon-Hachette, il Dibattito conta opinioni divergenti tra gli autori” (i commenti di questo post valgono una lettura). Una petizione avviata da un altro gruppo di autori rivolta a Hachette, dal titolo “smettete di combattere contro i prezzi bassi”, ha raccolto più di 7.600 firme. E ci sono una miriade di articoli e post, di autori e lettori, che ci sostengono nel nostro sforzo di mantenere i prezzi bassi per costruire una cultura sana della lettura. C’è una recente intervista dell’autore David Gaughran che vale la pena di leggere.

Ci rendiamo conto che gli scrittori, ragionevolmente, vogliano essere lasciati fuori di una controversia tra grandi imprese. Alcuni hanno suggerito che dovremmo “solo discutere”. Ci abbiamo provato. Hachette ci ha fatto tre mesi ostruzionismo e solo con riluttanza ha cominciato a riconoscere anche le nostre ragioni quando abbiamo preso le misure per ridurre le vendite dei loro titoli nel nostro store. Da allora Amazon ha fatto tre offerte distinte ad Hachette per tenere gli autori fuori dalla controversia. In primo luogo abbiamo suggerito che entrambi (Amazon e Hachette) congiuntamente diano tutti i diritti d’autore agli scrittori durante il periodo dell’intera controversia. Poi abbiamo suggerito che gli autori possano ricevere il 100% di tutte le vendite dei loro titoli fino a quando questa controversia non sia risolta. Poi abbiamo suggerito che ci piacerebbe ritornare a normali operazioni commerciali se Amazon e Hachette destinassero i ricavi della quota di mercato relativa agli scambi reciproci per la durata della controversia a un ente di beneficenza pro alfabetizzazione. Ma Hachette, e la sua società madre Lagardere, hanno rapidamente e ripetutamente respinto queste offerte anche se gli e-book rappresentano l’1% delle loro entrate, mentre potevano facilmente accettare di venirci incontro. Loro credono evidentemente di poter ottenere vantaggi lasciando i loro autori nel mezzo della controversia.

Non rinunceremo mai alla nostra lotta per portare gli e-book a prezzi ragionevoli. Siamo consapevoli che fare libri più convenienti è un bene per la cultura del libro. Vorremmo il vostro aiuto. Vi preghiamo di inviare una mail ad Hachette e di metterci in copia.

CEO Hachette, Michael Pietsch: Michael.Pietsch@hbgusa.com

Si prega di considerare questi punti:

– Ci siamo resi conto del vostro cartello illegale. Per cortesia, smettete di lavorare così duramente per far pagare troppo gli e-book. Gli e-book possono e devono essere meno costosi.

– Abbassare i prezzi degli e-book aiuterà – non danneggerà – la cultura della lettura, proprio come ha fatto con i tascabili.

– Smettete di usare i vostri autori come strumento persuasivo e accettate una delle offerte di Amazon per tenerli fuori dalla controversia.

– Soprattutto se sei tu stesso un autore: ricorda che gli autori non sono affatto uniti su questo tema.

Grazie per il vostro sostegno.

L’Amazon Books team

Traduzione per minima&moralia di Renata Lunedini

Commenti
19 Commenti a “George Orwell aveva torto – La risposta di Amazon”
  1. Beppo scrive:

    “Smettete di usare i vostri autori come strumento persuasivo e accettate una delle offerte di Amazon per tenerli fuori dalla controversia.”

    Se scrivevano “altrimenti vi ritroverete con una testa di cavallo nel letto” il quadretto era completo.

  2. Lorena Melis scrive:

    Io sono d’accordo sull’utilità di contenere il prezzo degli e book. La diffusione della lettura potrebbe essere più capillare e raccogliere anche i ceti meno abbienti

  3. Fabio Magliocca scrive:

    L’oggetto del contendere era già chiaro prima di questa lettera. Amazon ha comunque ribadito che continuerà a boicottare gli autori Hachette finché non otterrà ciò che vuole e, per quanto giuste possano essere le sue ragioni, il metodo mi pare vessatorio.

  4. Beppo scrive:

    Ma qui la questione è soprattutto un’altra, ovvero l’ennesimo braccio di ferro di Amazon che con le consuete tattiche, davvero subdole, pretende di averla vinta per l’ennesima volta. Basta leggere la loro lettera: non una parola di giustificazione per il modo in cui stanno trattando la vicenda e per cui vengono criticati (e grazie tante che “gli autori non sono affatto uniti su questo tema”, come d’altronde non saranno mai uniti su israele, guerra in iraq, cucina giapponese e via dicendo; però 1000 scrittori di un certo peso valgono). Amazon tenta di azzoppare l’autore-pensiero già dal titolo, precisando che un autore affermato può dire cose non necessariamente giuste. Peccato che qui non si tratti di Orwell, non si tratti in definitiva e in senso stretto degli ebook, ma dei metodi mafiosi di un colosso che sembra voler spadroneggiare a tutti i costi. La lettera non ha bisogno di giustificazioni perché rigira la frittata, sul finale poi ha toni da ipnosi pubblicitaria. Non mi piace per niente, come qualsiasi forma di aggressione da parte di colossi. E Amazon non è nuova a ritorsioni del genere.

  5. Paolo scrive:

    resta il fatto che impedire ai lettori di avere i libri che hanno ordinato solo per costringere un editore ad accettare le tue condizioni e scorretto prima di tutto verso i lettori ma vedo che amazon rivendica questo comportamento

  6. Nicoletta scrive:

    Il problema è un altro.
    Da quando in qua il prezzo dei libri dovrebbe deciderlo uno dei distributori e non chi li produce (d’accordo con gli autori, che firmano un contratto), vale a dire l’editore?

  7. Se leggete il libro di Conchita De Gregorio “Io vi maledico” (Einaudi, 2013. Ora anche in tascabile) ci trovate, fra i vari capitoli, il racconto di una moglie-madre spagnola costretta, causa crisi, a lavorare da Amazon in Germania. Ci pare che la storia sia vera. Racconta di come la donna sia presa letteralmente in “ostaggio”, senza nessun rispetto per il suo stato di lavoratrice. Forse Amazon si stava allenando.

  8. Boris scrive:

    Il libro tascabile viene dal 15o secolo, grazie ad Aldo Manuzio: giá dalla prima frase c’é poco da fidarsi.

  9. eFFe scrive:

    Buona parte delle informazioni contenute in questa lettera erano già state rese pubbliche da Amazon in altri e precedenti comunicati. La miglior risposta alle loro argomentazioni l’ha data Fabrizio Venerandi di Quintadicopertina già una decina di giorni fa in un post che invito a leggere:
    http://www.quintadicopertina.com/index.php?option=com_content&view=article&id=313:la-retorica-di-amazon&catid=56:editoria-digitale&Itemid=83

  10. martina scrive:

    Forse a rigore non sarebbe del tutto esatto dire che è “la risposta” di Amazon, dato che è una lettera mandata da Amazon nella notte fra venerdì 8 e sabato 9 (il giorno prima della pagina dei 900 scrittori) agli autori di Kindle Direct Publishing (la sua piattaforma di self-publishing), successivamente indirizzata da Amazon a tutti i lettori sul sito appositamente creato readersunited.com. Ma la notizia dell’iniziativa dei 900 era già nota da qualche giorno, quindi sì, di base Amazon è passata alla controffensiva ancora prima che la pagina pubblicitaria uscisse.

    A parte queste minuzie, sulla citazione orwelliana fatta totalmente a cazzo di cane (e su ciò che diceva davvero Orwell sul prezzo dei libri) consiglio questo bel post di David Streitfeld del New York Times: http://bits.blogs.nytimes.com/2014/08/09/orwell-is-amazons-latest-target-in-battle-against-hachette/?_php=true&_type=blogs&_r=0

  11. spago scrive:

    è normale che un eitore che lavora con un distributore debba contrattare con lui e che quindi il distributore conti nel determinare il prezzo, un prezzo deriva una rete di rapporti e di condizioni nessuno lo può fissare come cavolo gli pare.

  12. Dario Dessi scrive:

    Si scivono troppe parole. E’ cambiato il ciclo produzione – vendita! Il valore delle cose deve essere deciso da chi produce.

  13. Angelica scrive:

    Boris, qui traducono ‘paperback’ come ‘tascabile’. Noi per tascabile intendiamo altro, in effetti, non necessariamente l’editoria a prezzi popolari. Bisognerebbe leggere sempre in originale, se si può.

  14. Marcello scrive:

    Una risposta che non è una risposta dato che elude completamente il vero punto della lettera dei mille, che non era certo il prezzo degli ebook ma i metodi “sleali” (per usare un eufemismo) di amazon.
    Il tutto infarcito della solita retorica del web=progresso contro la vecchia cultura miope e reazionaria e dai soliti toni da spot pubblicitario per le magnifiche sorti e progressive.
    Carino poi che oltre a invitare a scrivere ad Hachette amazon si premuri anche di dire che cosa scrivergli, come se la gente non fosse in grado di pensare per conto proprio.

  15. Giulio Mozzi scrive:

    Una libreria qui dalle mie parti (dalle parti di Padova) è specializzata in libri per ragazzi e bambini. Questa libreria non tiene nessun libro e nessun altro prodotto della linea Peppa Pig. Per il semplice fatto che i libri e i prodotti Peppa Pig hanno prezzi bassissimi, e ammazzano la vendita di qualunque altro prodotto.

    Sbaglia, questa libreria?

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  1. […] sulle bocche di tutti, il NYT pubblica anche la risposta dell’Amazon book Team (anche questa tradotta da Minima&Moralia) alle contestazioni dei 900 scrittori autofinanziati e sapete che […]

  2. […] La telenovela all’amatriciana Un po’ di link in italiano per vedere come la storia è stata raccontata qui da noi. Il blog di Minimum Fax riporta la lettera che molti autori hanno scritto ad Amazon (Mille scrittori contro Amazon – ecco la lettera aperta pubblicata stamattina sul “New York Times”) e la risposta di Amazon. […]

  3. […] alle possibilità di sostentamento di quegli autori su cui ha costruito i suoi affari”. Amazon ha risposto citando (male) Orwell e dando cifre e numeri sul tema dell’elasticità del prezzo degli ebook. A […]



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