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Germana e l’universo

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Questo pezzo è sul numero di novembre, attualmente in edicola, di linus, che ringraziamo. L’illustrazione, che compare sulla rivista, è di Silvia Marinelli. 

Un sabato mattina, all’ora del secondo caffè, cioè intorno alle dieci e mezza, ho appuntamento con Germana, una medium e sensitiva di cui mi ha parlato una collega di linus. Germana abita al quinto piano senza ascensore di una palazzina in via Delfico. Non ero mai stato in via Delfico. Eppure si trova in una zona di Milano che non mi è sconosciuta. Non avevo neppure mai sentito nominare via Delfico ed è solamente alla seconda stesura di questo articolo che mi accorgo che nella parola, come un indizio, è contenuto il nome di Delfi, la vecchia città greca dell’oracolo di Apollo. Da queste parti si trovano la sede di Radio Popolare e le strade in cui Renato Salvatori, in Rocco e i suoi fratelli, prende a pugni Alain Delon, seguendolo di notte tra il cavalcavia Bacula e via Ercolano.

È la prima volta che incontro Germana. Di lei non so nulla, come so poco e niente di magia, spiritismo, cartomanzia, astrologia. Mi siedo al tavolo di un tinello dove la luce è smorzata dal vetro della veranda. Germana è proprio di fronte a me. Porta una coppia di orecchini che brillano senza dondolare. Le chiedo di raccontarmi la sua vita, dall’inizio. Germana è nata nel 1943, a Udine. Molto presto se ne andò dall’Italia con una zia. Finì in Argentina, a Buenos Aires. È lì che si accorge, ancora bambina, di avere doti di sensitiva. «Avvertivo delle presenze, rumori di ogni tipo: passi in corridoio, sedie che scricchiolavano o si spostavano. Perciò mi spaventavo e volevo tornare in Italia. Ma questi rumori li sento ancora. Le pentole che sbattono e la porta che si apre. Sono presenze benevole, anche se quando ho comprato casa, quarant’anni fa, c’era molta più negatività».

Grazie agli studi d’arte in un liceo di Buenos Aires, impara a dipingere. Nella parete alle spalle di Germana è appeso uno dei pochi quadri che ha conservato in questo appartamento. Gli altri sono in una casetta in Friuli. È un paesaggio a tempera dove appare uno scorcio di paese. La luce è autunnale  eappena più scura di quella che offusca il cielo oggi. Poi mi mostra una foto in bianco e nero dove riceve un premio per un concorso di pittura. Glielo consegna un uomo in giacca e cravatta, con un paio di basette cespugliose. È un momento che la fotografia ha fermato, ma è trascorso molto tempo da allora.

A 17 anni Germana lascia l’Argentina, dove non tornerà mai più, eccetto per un paio di mesi nel 1985. E così arriva a Milano. E proprio a Milano, dopo qualche anno, con sua grande sorpresa ritrova un ragazzo che aveva conosciuto a Buenos Aires. Si sposano e Angelo, così si chiama, diventa suo marito. Angelo di professione faceva il carrozziere. È morto qualche anno fa. «Anche lui aveva delle doti da sensitivo. Ed era buonissimo, una persona straordinaria. Mi manca..». E Germana ripete due, tre volte, quel mi manca, aggiungendo un tantissimo. Forse sono di Angelo i cinque orologi a cipolla appesi al muro.

Germana dice di essere vergine ascendente scorpione, una combinazione che dovrebbe favorire l’intuizione e la capacità di rigenerare dopo avere distrutto. La vergine ascendente scorpione distrugge e ricostruisce. «Che cosa significa fare una seduta spiritica?», le chiedo. Germana, che è gentile ma non sempre sembra aver voglia di raccontare, come se domandare e rispondere fosse un gioco privo di vera importanza, mi dice che «fare sedute spiritiche serve a entrare nell’aldilà, dopo aver trovato un’apertura. I clienti vogliono mettersi in contatto con qualcuno che hanno perduto e io mi metto al loro servizio». In quel momento sento muoversi il meccanismo della maniglia alla porta d’ingresso. È il genere di rumore, fatto di tre, quattro scatti, che i sound designer enfatizzano al massimo nell’audio dei film horror. Vedo la maniglia fare su e giù un paio di volte. Si è infranto il silenzio che aveva accompagnato l’intervista fino a quel momento. Magari è uno spirito, che però in ogni caso andrebbe a sommarsi al fantasma di Giovanni Testori, lo scrittore dei racconti de Il ponte della Ghisolfa ambientati proprio da queste parti. Di Testori ho sentito il respiro, il battito, fin dal mio arrivo in via Delfico, e sempre di più salendo tra le piante nei vasi le scale del palazzo e poi entrando nell’appartamento di Germana. Ma no, nessuno spirito. Alla porta è Milla, una donna ucraina, del segno del Sagittario, che assiste Germana nelle faccende di casa. Germana non si è scomposta, non solo perché evidentemente sapeva dell’arrivo di Milla, che probabilmente possiede una copia delle chiavi di casa, ma perché Germana mi sembra godere della caratteristica imperturbabilità dei medium (ne ho conosciuti un paio, confesso): abituata a parlare con gente che entra ed esce dall’aldilà, non si scompone certo per il rumore di una maniglia.

«Una volta nella stanza di fianco», racconta Germana, «ho visto ai piedi del letto il diavolo e la madonna. Il diavolo stava dalla parte sinistra e la madonna sulla destra». «Prima di dormire io dico sempre preghiera», dice invece Milla, con la sua parlata ucraina che fa cadere l’articolo davanti al sostantivo. «Così se prego nessuno mi dà fastidio».

Sul tavolo ci sono dei mazzi di carte per i tarocchi, tre pacchetti di Marlboro Lights con la foto di un moribondo e un grande volume rosso, foderato da una plastica trasparente. Il volume serve, tra le altre cose, a calcolare la posizione dei pianeti alla nascita. Chiedo a Germana se voglia calcolare per noi la posizione dei pianeti di linus, che andò in edicola per la prima volta il primo aprile 1965. Germana apre il grande libro rosso e scorre il dito lungo una rete di minuscoli quadratini, ciascuno dei quali contiene un segno. Sono le effemeridi, tabelle che contengono i valori calcolati di grandezze astronomiche. Vista dal mio lato del tavolo quella pagina ricorda un papiro egizio, un documento di esotica e grande complessità grafica, qualcosa che risale dalle viscere del sapere umano e ora è di nuovo qui, di fronte a me, sotto le dita di Germana che scorrono lente sul foglio. Germana dice che Plutone e Saturno stanno arrivando dalle parti di linus (che è ariete) portando energia, cambiamenti e grande successo. Poi Germana chiude il libro. Va chiuso e riaperto a ogni nuova consultazione, dice Milla.

Germana ha lavorato come sensitiva e astrologa per 55 anni. In via Muratori aveva un negozio di oggettistica (da cui forse provengono gli orecchini), dove lavorava anche come cartomante. Si chiamava L’universo. Su una pagina Facebook c’è una vecchia foto dell’ingresso, scattata al crepuscolo, dove appare un uomo che sulla soglia sembra invitare ad addentrarsi ne L’universo. Probabilmente è Angelo, il cui nome rispunta spesso nella conversazione.

Germana ha conosciuto Mike Bongiorno e Pippo Baudo. Mi mostra una foto insieme a Nuccio Costa, presentatore a Sanremo nel 1969. Germana è stata diverse volte anche al Costanzo Show e aveva una sua trasmissione su una tv privata, dove faceva le carte telefonando a un numero in sovrimpressione. Milla dice che Germana ha vinto due premi Oscar, confondendo con qualche altro premio. Ma del resto in queste strade vivono il comico Pongo e Renato, il cantante de I Profeti.  A mezzogiorno e mezzo me ne vado. Ho veramente fame. Scendo le scale e ripenso al suo nome: Angelo. Non è solo un nome perfetto per morire, ma è perfetto per una medium, Germana in particolare.

Lavora a La 7. Ha scritto per diversi quotidiani e periodici. È autore di Macao, un ebook sulla vicenda della torre occupata a Milano. È autore di un reportage narrativo sul romanziere Michel Houellebecq e il movimento raeliano. Dal settembre 2012 tiene un tumblr sul quindicennio 1970-1985.
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