sacha

Il giorno dei vivi (2006-2010)

di Marco Mantello

L`illuminazione dura poco
sono almeno due persone
e se una chiede acqua
l`altra prende fuoco

***

All`entrata Roma Sud dell`ateneo
che ci passano tante magliette
c`è una camera ardente
l`apriranno alle sette
Ogni giorno lo stesso corteo
sotto agli occhi divertiti dell agente
Vedi il padre, l`amico, il parente
stare in bilico lì sulle porte
E di fronte all`edicola verde
dove cambia colore il tuo viso
resta come una linea mediana
tra la vita e la morte
il confine diventa preciso

***

Ho sposato un ingegnere dell`Alenia
L’altro giorno spedisce mia figlia
a studiare alla ‘Pina Mastai’
strasicuro che il mondo di massa
sia un gran mucchio di ermellini
che divorano la mia carcassa
ogni volta che la vendo ai pellicciai

Ci dovrebbero fare un’inchiesta
sulle scuole cattoliche a Roma.
Tolleranza per i simboli fascisti
attaccati agli zaini e gli occhiali
riflettevano frati trappisti

Nella chiesa di San Bellarmino
si diventa necrologi sui giornali
di marina e fanteria
Cappellani che trincano vino
ora sbarrano le porte dell’ingresso
ti rispondono male in latino.

Fra le macchine accostate sull’arteria
e le croci seppellite sottoterra
recitiamo con la musica nel sangue
le preghiere per la guerra

***

C’era scritto all’ingresso:
-Bitte warten- ma io
sono entrato lo stesso.

C’erano vecchie dappertutto
sulle panche, in mezzo al prato
ogni posto era occupato.
Erano vecchie, dopotutto.

Così alla fine mi sono detto
si, insomma, ho camminato.
E mentre pensavo
che certo in Germania
è diversa la vita

una vecchia di quelle m’ha chiesto
se sapevo per caso
dove diavolo fosse finita:
s’era persa e da un po’
non riusciva a trovare l’uscita

***

Senza avere la minima idea
che Ezra Pound non ne fosse convinto
Fabio é morto due volte
poco importa se non crocifisso
sopra un pezzo di legno dipinto
fra la cattedra e il muro di scuola.
La prima volta vola
mascherato da politico italiano
a scucirsi la mandibola col ferro
che sporgeva dal terrazzo più lontano
I becchini l´hanno pure riparato
ma tre punti non facevano un sorriso
e la chiesa fu distrutta da un soprano
mentre l´anima fuggiva in paradiso.
La seconda volta piano
con un altro cognome, un altro viso
e la sua fidanzata di lato
che gridava bianchissima e muta:
“Tu stai male col cervello“
Certi giorni l´avrebbe ucciso
come é vero che non era più venuta
All`inizio una benda sull`occhio
e la testa piuttosto pelata
Somigliava a un ranocchio
quel suo modo di fissare le persone
che prendevano fuoco all`entrata
Per il due di novembre migliora
dopo quindici giorni lavora
e trascorre un noioso natale
poco prima che l´america e il dottore
ricomincino felici a bombardare
Un principio di contraddizione
annidato come il nuovo pannolone
fra quei baci rumorosi e involontari
che gli uscivano dal culo e dalla bocca
Braccia e gambe non si muove e non si tocca
rattrappisce solamente i giorni pari
A quel mare di egiziani già finiti
col dividersi a metá nella sua stanza
ripeteva come un dio vendicatore
che é parola di malato terminale
ma nessuno aveva perso la speranza
di vederlo lentamente peggiorare.

***

In un plastico a grandezza naturale
c’è una bara con dentro un paese
Vedi case, il campanile
e la piazza principale
vuota come la testa di un morto
Un’intera collina che brucia
a cielo aperto e bocca chiusa
fa da camera ardente
alla bara con dentro il paese
A restare dalla sera alla mattina
è arrivata tantissima gente
chi da dietro, chi davanti
questa bara con dentro il paese
e tutti i suoi abitanti
Sono ancora persone reali
provenienti da grandi città
o i riflessi dei loro diari
che lo vegliano pieni di odio
quel paese che dentro la bara
si rianima a ridosso
della faccia di un padre padrone
deceduto la stessa mattina
che bruciarono casa e collina
L’hanno esposto nel salone principale
col rosario intrecciato alle dita
e le donne piangevano prima
che qualcuno dicesse è la vita.

***

Alla fine ci sono tornato.
Per guardare certe lapidi marroni
per sapere che era il 1700
per vedere bene quelle

che portavano le croci
e le altre con segni più strani
per distinguere i morti buoni
da quelli umani.

Era un prato e
c’era tutto.
Anche il fiore calpestato

e i bambini cosa-mangi
concimavano pezzi di terra
mentre quelli perché-piangi
perdevano l’ultima guerra

dietro un albero spezzato.
C’era tutto. Proprio tutto
su quel prato

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