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Gli amori segreti di Marcel Proust

Il vento attraversa le nostre anime (Mondadori) di Lorenza Foschini penetra con rispetto e venerazione nella vita privata di Marcel Proust, rivelandone i lati più oscuri e intimi. Ma prima, nella premessa al libro, l’autrice si lascia andare a un breve racconto su come e quando è scattato il suo innamoramento per la Recherche.

“Era una sera d’estate e non riuscivo in alcun modo a prendere sonno. Fu allora che, tra gli oggetti posti su alcune mensole accanto al letto, vidi un piccolo libro tascabile che qualcuno, ospitato prima di me, doveva aver dimenticato. Il titolo era invitante: Un amore di Swann. Mi sistemai su una poltrona vicino alla finestra spalancata e cominciai a leggere. Quando ebbi terminato era l’alba.”

Foschini ricostruisce con grande attenzione la quotidianità, i rapporti con le persone, le frequentazioni mondane, i salotti più ambiti che saranno per il giovane Proust una preziosa fonte romanzesca. L’autrice fa anche i nomi di coloro che hanno ispirato lo scrittore, ma in particolare si sofferma sul rapporto di amore e amicizia con Reynaldo Hahn. Basandosi su lettere recuperate o inedite, testimonianze, documenti, fotografie e aiutandosi anche con alcune pagine tratte dalla Recherche, rivela che l’amore di Swann per Odette ricalca in qualche modo quello provato da Marcel verso Reynaldo.

Il periodo esaminato dalla Foschini va principalmente dal 1894, quando Proust ha soltanto 23 anni, fino al giorno della sua morte. Il campo d’azione prediletto dallo scrittore è senza dubbio il salotto di Madame Lemaire (ispiratrice di Madame Verdurin), uno dei più rinomati di Parigi, dove è possibile incontrare pittori, scrittori, musicisti.

In quest’atmosfera esclusiva, elitaria, si ritrova a parlare con aristocratici, intellettuali, persone di grande ingegno, e spesso il tema della conversazione riguarda l’arte, la cultura. Qui finiranno per incontrarsi un musicista già affermato e uno scrittore sconosciuto. Sono giovani, belli e con un desiderio sfrenato di vivere la vita. Amano viaggiare, scoprire posti nuovi e dissertare di argomenti artistici, in particolare di musica e letteratura. Reynaldo è un enfant prodige, mentre Proust deve ancora farsi conoscere. Il loro amore esploderà nell’estate 1894 durante la permanenza al castello di Réveillon, grazie alla generosa ospitalità di Madame Lemaire.

Andando avanti nella lettura emerge un Proust malaticcio, sofferente d’asma, sempre nervoso, con un’ansia che lo pervade continuamente e una gelosia difficile da dominare. Una gelosia che è come una malattia. Un giorno estirperà al suo amante un giuramento solenne: sapere tutto, anche il suo passato. Reynaldo accetta di rivelargli ogni cosa. Per Proust questa ricerca continua di conoscere tutto del suo compagno diverrà un’ossessione e un castigo. Infatti, esasperato dalle continue richieste di Proust, Reynaldo prenderà la decisione di non raccontargli più niente, mettendo così fine al loro rapporto.

Lo scrittore sarà costretto a riversare il suo amore verso altri. Dapprima s’invaghisce del piccolo Lucien Daudet, di soli 17 anni, bello, elegante, sensibile, dotato di una conversazione colta e brillante. Ma nonostante l’intesa con il “piccolo caro” Lucien, Marcel continua ad amare Hahn. Tra i due prosegue una fitta corrispondenza. Proust tenta di riconquistare Reynaldo che è disposto a concedergli solo un amore platonico, senza sesso. E Marcel reagirà scrivendo: “Sarebbe grandezza, forse, ma non sarebbe naturale vivere nel nostro tempo come vorrebbe Tolstoj”.

Finita la storia con il giovane Lucien, Proust avrà altri amanti. Ma per tutti loro prova un sentimento che poi inevitabilmente diminuisce e si spegne. E lui stesso dirà, in una lettera indirizzata ad Hahn: “Il mio affetto per voi resta e si ravviva continuamente. E capisco ancora di più che è una stella fissa vedendola brillare sempre allo stesso posto mentre tanti fuochi si sono spenti”.

A strappargli il cuore giungerà inaspettato Alfred Agostinelli, 25 anni, bellezza mediterranea, monegasco, ma di origine italiana. Lo aveva conosciuto alcuni anni prima, quando era stato il suo autista in Normandia. Di colpo se lo ritrova davanti, ha bisogno di lavorare. Avendo già un autista, lo scrittore gli offre la possibilità di fare il segretario e battere a macchina il suo romanzo. Il ragazzo accetta. Marcel se ne innamora e per accontentare le continue richieste di denaro, sarà costretto a vendere delle azioni. Nonostante ciò, dopo circa sei mesi, Alfred parte all’improvviso e senza dire niente. Marcel ne rimane sconvolto. Ingaggia perfino un investigatore privato per rintracciarlo. Poi gli scriverà lettere appassionate, in cui promette di comprargli un aeroplano per convincerlo a tornare. Alfred nel frattempo si è iscritto a una scuola di pilotaggio. Purtroppo, di lì a poco, il 30 maggio 1914, durante una prova di volo, sbaglia una manovra e il suo velivolo sprofonda nel mare.

Proust torna ad essere solo e con Reynaldo sempre più distante. Infatti, in quello stesso anno, il 4 agosto, è partito volontario per la prima guerra mondiale. Preso dallo sconforto, in una lettera spedita a Madame Lemaire, il musicista scriverà: “La vita non è che questo tutto il tempo: desideri irrealizzati, sogni delusi”.

Nel frattempo Proust comincia ad essere apprezzato come scrittore. Nel 1913 è uscito il primo volume della Recherche, Dalla parte di Swann (a sue spese). E nel 1919 esce All’ombra delle fanciulle in fiore, stavolta con l’editore Gallimard che in precedenza aveva rifiutato la pubblicazione del primo tomo. Altri due editori avevano respinto il romanzo. Una delle motivazioni era stata questa: “Sarò forse duro di comprendonio, ma non riesco a capacitarmi del fatto che un signore possa impiegare trenta pagine per descrivere come si giri e rigiri nel letto prima di prendere sonno”.

Marcel felice per la pubblicazione del secondo volume è però anche deluso, perché il libro è stampato a caratteri piccoli. E in una lettera a Reynaldo, scrive: “La mia ammirazione per questo libro aumenta di giorno in giorno insieme al dolore nel vederlo presentato in una veste così deplorevole che il lettore ne resterà immediatamente scoraggiato”.

Nell’ultima parte della sua vita Proust è finalmente uno scrittore affermato e apprezzato dai critici, ma sembra aver dimenticato i vecchi amici. In realtà è totalmente occupato a terminare il suo romanzo e nell’ultimo mese, malgrado sia ammalato, rifiuta le cure mediche, come se presentisse di non avere più molto tempo a disposizione.

Attraverso una scrittura semplice e accurata, Lorenza Foschini ci trasporta in un’epoca affascinante, a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento, svelandoci un Proust inedito, inaspettato. E dunque, se amate lo scrittore francese e desiderate conoscerlo più da vicino, questo libro è una buona occasione per farlo.

Pierluigi Lupo (Napoli 1971), vive a Roma dall’età di sei anni. Appassionato di scrittura e letteratura, negli ultimi anni ha pubblicato storie d’amore su “Confidenze” e “Confessioni Donna”. Attualmente collabora con “Donna Moderna” occupandosi di cultura e spettacolo, recensisce libri per “L’Indice dei Libri del Mese”, “Minima&Moralia” e sogna di pubblicare un romanzo.
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