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Gli universi di Ursula Le Guin

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Ricordiamo Ursula Le Guin, scomparsa pochi giorni fa, con un pezzo uscito sul Foglio, che ringraziamo (fonte immagine).

di Edoardo Rialti

Non aveva risparmiato una stoccata quando, insignita del National Book Award 2014, aveva voluto “condividerlo anche con tutti gli scrittori che sono stati esclusi dalla letteratura per così tanto tempo, i miei colleghi autori di fantasy e fantascienza, scrittori dell’immaginario che negli ultimi 50 anni hanno visto tutti migliori riconoscimenti andare ai cosiddetti realisti”.

Si badi all’ironia bruciante di quel “cosiddetti”. Se Tolkien è stato il padre di tanto immaginario contemporaneo, Ursula Le Guin, scomparsa a 88 anni, del fantasy e della fantascienza è stata certamente la madre. Meglio ancora, la fata madrina, come la Dama del Lago che allevò Lancillotto con i suoi incantesimi e la sua sapienza.

Figlia di un celebre antropologo, apparteneva all’età dell’oro del fantastico novecentesco, che, nell’immediato Dopoguerra, ne spinse gli archetipi verso nuovi confini e li ripropose con forza rinnovata, immettendovi la linfa delle grandi questioni moderne: la psicologia junghiana, il femminismo, il pacifismo, omosessualità e bisessualità, il confronto con altre culture, altri punti di vista.

Obbiettò duramente quando il suo protagonista Ged fu “sbianchettato” in un adattamento, e si rifiutò di scrivere una fascetta pubblicitaria a un’antologia che annoverava solo autori maschi e non ospitava niente di diverso anche in termini d’immaginazione o linguaggio, neanche fosse “uno spogliatoio”.

La sua influenza è stata davvero enorme. Forse meno appariscente di altri autori, ma costante, vitale e vasta. La sua prosa poetica, saggia e gentile ha accompagnato generazioni di lettori e, significativamente, ha tenuto a battesimo l’immaginazione di molti che a loro volta sono diventati “subcreatori” (secondo la definizione tolkieniana). Senza i suoi Terramare o La mano sinistra delle tenebre, forse non ci sarebbero le scuole di magia di Harry Potter o i cartoni dei Miyazaki, padre e figlio.

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