Guardarsi allo specchio

di Simone Barillari

Uno di sinistra, quando si alza con il piede giusto, apre la finestra e vede che c’è il sole, davanti a sé ha la bella Italia, tutto dispone alla felicità, ma poi, purtroppo, si ricorda che deve farsi la barba. Allora va davanti allo specchio, si guarda, ed ecco che a quel punto… si è rovinato la giornata!

Non tutte le parabole cruciali del vangelo del presidente sono provvidenziali versioni di storielle popolari: pochi ma rivelatori racconti sono stati pensati e preparati da Silvio Berlusconi, e venivano predicati, molti anni prima del suo ingresso in politica, in quella giovane, ambiziosa Chiesa che è stata la sua azienda.Porta di sicuro l’imprimatur del presidente questa storiella ferma e censoria come una bolla papale, che un tempo era stata adoperata, in una diversa formulazione, per postulare la cardinalità dell’ottimismo, per educare i suoi al dovere del sorriso, per impartire loro quel primo comandamento del berlusconismo, quel logos pubblicitario, che è avere sempre «il sole in tasca». Ecco, dunque, quanto predicava il presidente nei suoi seminari degli anni ottanta, quando formava i nuovi uomini di Publitalia al management by happiness, all’autorevolezza dell’ottimismo, quando li invitava a servirsi di quell’astuzia di velluto che è la cortesia e a indossare sempre il sorriso, che è l’irresistibile abito del comando:

È importantissimo, la mattina, guardarsi allo specchio e piacersi, piacersi, piacersi. Se uno non si piace, comincia male la giornata, non è sicuro di sé e quindi non può lavorare bene, non può dare il massimo. Vedo Marcello Dell’Utri [all’epoca amministratore delegato di Publitalia] che sorride qui in prima fila e so già il perché.
Voglio raccontarvi le ragioni di questo suo sorriso. Tempo fa, in una convention, stavo parlando della difficoltà di avere a che fare con dei “clienti stronzi”. […] Questi qui si alzano, e tutte le mattine, guardandosi allo specchio, che cosa vedono? Vedono uno stronzo. Giorno dopo giorno, mattina dopo mattina, quello specchio riflette la stessa drammatica immagine. Non serve a niente cambiare specchio, cambiare casa, cambiare look. Tutte le mattine si vede la stessa terribile disgustosa immagine. E quindi i signori che appartengono disgraziatamente a questa categoria si incazzano immediatamente e restano incazzati tutto il giorno. Non possono essere diversi da uno stronzo, ma non riescono a rassegnarsi e quindi ogni giorno si incazzano di nuovo, e così via settimana dopo settimana, per tutta la vita. Questi uomini vengono sempre trattati da stronzi, tutti li trattano da stronzi, perché logicamente, essendo tali, vanno trattati così. Però, fate attenzione, perché qui dovete entrare in campo voi, con la vostra arte e le vostre astuzie. Siccome lo stronzo viene trattato da tutti come stronzo, se trova qualcuno che lo tratta in maniera diversa, gliene sarà grato, anzi gratissimo, per sempre. Sarà disponibile, sarà aperto, sarà cordiale, sarà gentile, sarà riconoscente, insomma sarà meno stronzo. Equindi abbiamo anche reso un servigio all’umanità, l’abbiamo alleggerita. Ma attenzione, sarà meno stronzo solo con chi si comporterà bene con lui e lo tratterà da persona normale e non da stronzo. Quindi bisogna conquistare questi clienti principalmente perché diventeranno gli amici più sinceri, i clienti più preziosi, in quanto vi saranno sempre grati e riconoscenti per avere trovato in voi un appoggio morale e globale, un trattamento e una considerazione che mai prima avevano avuto e ricevuto. Siccome noi siamo gente calda di cuore, siamo persone che devono avere nel loro cuore tanta generosità, non sarà difficile comportarci come vi ho detto: alla fine riusciremo a farceli amici, a renderceli davvero simpatici, a considerarli come tali. E quindi proprio con loro avremo fantastiche relazioni di lavoro.

da Berlusconi in concert (1994)

Quest’omelia manichea per predicatori pubblicitari, questa dura catechesi aziendale, divide l’umanità in tre categorie contrapposte: noi, i missionari del sorriso; gli altri, la moltitudine dei clienti presso cui fare proselitismo aziendale; e infine loro, i «clienti stronzi», l’ostinata setta dei pessimisti, quegli ardui eretici che non devono essere convinti ma convertiti, e che diverranno, in quel caso, i più zelanti benefattori della nuova religione. Di lì a pochi anni, quando la struttura di Publitalia si trasferirà in quella di Forza Italia, quando il know-how di un’azienda sarà trasportato nello statuto di un partito, questa tripartizione del mondo non sarà più applicata a una clientela ma a un elettorato, non sarà più strumento del marketing ma della politica. Agli uomini di Publitalia sono subentrati gli uomini di Forza Italia, gli «apostoli della libertà», a cui è prescritto, come ai loro predecessori, di avere sempre l’alito fresco, il viso liscio, le mani asciutte e il sorriso esatto, mentre i clienti stronzi sono stati sostituiti dai militanti della sinistra, anche se questi catari comunisti non sono più da convertire ma da combattere, da respingere nelle loro tenebre di pessimismo. Continua a sceverare i buoni dai cattivi il mattiniero atto di fede in quella verità rivelata del successo che è il «guardarsi allo specchio, e piacersi piacersi piacersi», questa ossessiva preghiera che i vincenti rivolgono tutti i giorni alla loro immagine. Guardarsi allo specchio e piacere a se stessi significa essere il primo dei tanti a cui piaceremo, diventare il primo dei propri seguaci, perché chi impara a piacersi insegna agli altri quello che devono pensare di lui, perché è dal piacersi che comincia l’essere belli. Per essere belli, infatti, la bellezza non conta: conta crederlo, e comunicarlo – la bellezza è per sé, l’essere belli è per gli altri. Ne consegue, dunque, che non esiste nemmeno la bruttezza: esiste solo – definitiva scomunica dei comunisti – la volontà di non essere belli, ed è la prima forma del pessimismo.

I video del nostro Presidente del Consiglio che racconta la barzelletta Guardarsi allo specchio in tre diversi contesti:

Video 1
Video 2
Video 3

Simone Barillari sta raccogliendo e commentando su un canale Youtube che si chiama, appunto, IlReCheRide tutti i video di B. che racconta barzellette.

Aggiungi un commento